Idee fresche. Idee nuove.

Idee fresche. Idee nuove.
Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S

martedì 25 settembre 2012

NE BARCELLONA NE REAL, LA SQUADRA PIU' TEMIBILE DEL MONDO E'..

COLLOCATA A DUEMILA METRI  E RAGGIUNGIBILE ATTRAVERSO LA 'STRADA DELLA MORTE': ECCO LA STORIA DELLA SELECCION DE COROICO

Se ognuno di voi pensasse alla squadra più temibile e pericolosa del mondo, sono sicuro che i nomi più gettonati sarebbero Barcellona, Real Madrid o Manchester United. E invece no.
La squadra più temibile del mondo calcistico è la Seleccion de Coroico, club boliviano di seconda divisione.

Il terzino destro Rene Flores possiede una scuola femminile di media dimensioni, il centrocampista Jose Luis Garcia scende in campo con la sua testa in stile "Febbre del sabato sera", mentre l'attaccante Elvis Alvarez a fine partita, dagli spogliatoi esce con degli stivali tutti lilla.
Insomma, non è certo per i giocatori che la squadra di Coroico si è guadagnata il titolo, bensì per la sua locazione.

Coroico infatti è una cittadina boliviana di nemmeno 15'000 abitanti, a 60 km da La Paz, posta a ben 2000 metri sopra il livello del mare.
Per raggiungerla-e qui nascono i problemi-ci sono due modi: in elicottero, troppo costoso per la maggior parte dei boliviani, o attraverso el Camino de los Yungas, detto anche 'Strada della Morte'. Cinquantasei km di percorso sterrato che attraversa le montagne boliviane, in cui il guarda rail non si sa nemmeno che aspetto abbia.

A dare il particolare nomignolo alla strada sono le statistiche: dalle duecento alletrecento vittime all'anno: praticamente una ogni due giorni.
Quasi nessuna delle squadre boliviane vuole correre il rischio della Strada della morte, quindi ogni domenica a giocare contro il Coroico vengono mandate le giovanili.

Nè Barcellona, nè Real Madrid dunque, vista la posizione, la squadra più temibile del mondo è quella di Coroico.
C'è un solo problema: domenica la Seleccion gioca in trasferta..

Davide Bernardi

lunedì 24 settembre 2012

DOPO VENT'ANNI DI LETARGO I ''CAFETEROS'' SONO TORNATI!

FALCAO GARCIA GUIDA UNA NUOVA GENERAZIONE DI TALENI IN CUI SONO RIPOSTE LE SPERANZE DI UN INTERO POPOLO

Nel settembre di diciannove anni fa la Colombia guidata dal Pancho Maturana, stendeva l'Argentina a domicilio con un roboante 5-0 nell'ultimo match delle qualificazioni mondiali di USA '94.

Quella partita, entrata nella storia, segnò il punto più alto dell'Avanguardia Futbolistica colombiana: Valderrama, Iguita e Asprilla erano solo alcuni degli interpreti di un gioco che univa la zona sacchiana alla fantasia sudamericana.

I Cafeteros si presentarono ad USA '94 per vincere. Come andarono le cose lo sappiamo bene: ultimi nel girone con Romania, Svizzera e Stati Uniti e il difensore Escobar ucciso al ritorno in patria, per l'autogol che di fatto sancì l'eliminazione dei colombiani. Quello fu l'inizio della parabola discendente dell'Avanguardia Futbolistica.

Dopo un letargo di quasi ventanni, in cui l'unico squillo è stata la vittoria in coppa America nel 2001 ( per intenderci, la partita in cui Martin Palermo fallì tre calci di rigore) i cafeteros sembrano essere tornati.
Una nuova generazioni di talenti, guidati da un maestro del calcio sudamericano giovanile come Josè Pekerman, si sta piano piano guadagnando un posto a Brasile 2014. Le ultime due vittorie sono arrivate con le più quotate Uruguaile in casa e Cile in trasferta

Un 4-2-3-1 mobile e attento, formato da giocatori di assoluto valore: Zapata, Yepes e Zuniga in difesa, Guarin e Macnelly Torres in mezzo e davanti i ragazzi terribili Muriel, James Rodriguez e Theo Gutierrez dietro alla stella Falcao Garcia.

Forse non andranno in Brasile per vincere, ma una cosa è certa: i cafeteros sono tornati!

Davide Bernardi

giovedì 20 settembre 2012

ALLEGRI HA PERSO IL SENNO! SULLA LUNA O BASTA UDINE PER RECUPERARLO?!

IL MISTER ROSSONERO NON SEMBRA CAPIRCI MOLTO IN QUESTO INIZIO DI STAGIONE, CON I ROSSONERI PARSI MENO CONVINCENTI CHE MAI

Proprio come il più celebre Orlando, sir Massimiliano da Livorno ha perso il senno!

La fuga dal Medoro parigino delle due Angeliche (Ibra e Thiago) gli ha fatto perdere il lume della ragione e la partita di martedì con l'Anderlecht ne è l'ennesima prova: scialbo pareggio casalingo e un Allegri a fine gara "soddisfatto per quello che hanno fatto vedere i ragazzi".
 Intorno all'80' della partita con la squadra belga, sullo 0-0 toglie Emanuelson per Constant. Risultato? Nessuno! La partita finisce così e alla fine, i fischi non sono assordati semplicemente perchè i seggiolini di San Siro erano più vuoti che occupati.

Tra i tifosi rossoneri domina la rassegnazione: non un campione capace di farli sognare e prospettive scudetto sotto i piedi dopo solo tre giornate di campionato.
Tre punti raccolti sui nove disponibili, con quella di Bologna classica eccezione che conferma la regola.

Il fattore più preoccupante di questo inizio di stagione rossonera, quello che sta facendo traballare pericolosamente la panchina del tecnico livornese, è la totale assenza di un'identità di squadra.
I giocatori in campo sembra non sappiano cosa fare del pallone.
Boateng, senza le sponde e la schiena di Ibra, ha dimostrato di non essere ancora in grado di caricarsi la squadra sulle spalle.

Allegri pare non sapere nemmeno lui che fare per cercare di dare una svolta alla stagione.
Con giocatori come Bojan ed El Sharaawi, il minimo sarebbe un cambiamento di modulo, magari un 4-3-3, provando a sfruttare la fantasia dei due giovani attaccanti.
L'albero di natale di Ancellottiana memoria, proposto in Champions, ha un Kaka, uno Sheva ed un Inzaghi in meno per essere applicato.

Ciò che si auspicano i tifosi rossoneri a questo punto è quello di rivedere il carattere dell'Allegri arrivato due anni fa da Cagliari, con i sardi capaci di giocare un calcio vivace e frizzante che non guardava in faccia nessuno, e soprattutto senza la necessità di Top Players.

Per recuperare il senno di Orlando si fu costretti ad andare sulla luna. Ad Allegri basterà arrivare  fino ad Udine?

Davide Bernardi

venerdì 14 settembre 2012

PREZZI ALLE STELLE E STADI FATISCENTI: CROLLANO GLI ABBONAMENTI DELLA SERIE A!

CALANO VISTOSAMENTE LE DUE MILANESI, IL NAPOLI E LA LAZIO, CRESCONO SOLO ROMA E JUVE

I dati parlano chiaro: a parte qualche eccezione, gli abbonati allo stadio del nostro calcio sono in vistoso calo.

Escludendo ovviamente le neopromosse e la Juve campione in carica, che ha esaurito le 27 mila tessere disponibili, nella nostra serie A l'unica società ad aver alzato l'asticella abbonamenti è stata solo la Roma, grazie alla ventata di entusiasmo portata da Zeman.
La società di Pallotta è riuscita ad aumentare le cifre della passata stagione di ben 9'000 tessere.

Esattamente opposto è invece il trand delle due milanesi: se preoccupa già il -6000 dell'Inter, sa di vero fallimento il calo da 31 mila a 22 dei rossoneri.
Vistosa perdita anche per il Napoli (da 15 a 10) e per la Lazio di Petkovic (Da 21 a 17).

I motivi di queste perdite sono facilmente individuabili: la crisi economica ha costretto molti tifosi a rinunciare alle spese superflue; la scelta poi, di alcune società di rincarare il prezzo delle tessere ha scoraggiato i fan ancora indecisi.

A non incentivare la gente a sottoscrivere abbonamenti costosi come quelli del nostro calcio, ci si mettono anche strutture vecchie e non all'altezza di quello che vuole essere chiamato spettacolo.

Ad eccezione dello Juventus Stadium, in Italia non c'è piu' uno stadio all'altezza.
Addirittura vergognosa la situazione di alcuni impianti come il San Paolo di Napoli, dove quella di "campo di patate" è molto piu' di una metafora.
Inutile gridare allo scandalo e al complotto se manifestazioni internazionali come gli europei vengono affidate a Polonia e Ucraina e la nostra candidatura viene ignorata. Con impianti del genere, è il minimo!

Altro fattore importante nell'analisi di questo generale calo degli abbonamenti è la TV.
 La questione dei diritti e dei soldi che portano i diritti ha condizionato non poco il calendario, spezzettandolo all'inverosimile e il calcio in generale, trasformandolo sempre piu' in sport da seguire in poltrona.

Fa pensare il fatto che nonostante prezzi molto superiori, gli stadi inglesi siano sempre pieni.

Prezzi alti, stadi fatiscenti e dittatura della tv: cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia!

Davide Bernardi


mercoledì 12 settembre 2012

A 23 ANNI DI DISTANZA LA VERITA' SULLA PIU' GRANDE STRAGE SPORTIVA DEL MONDO BRITANNICO VIENE FINALMENTE A GALLA!

LA POLIZIA NASCOSE LA VERITA' DANDO LA COLPA AI TIFOSI!

A 23 anni di distanza, la più grande strage sportiva del mondo britannico scopre finalmente la verità.

Era il 15 aprile 1989. Nello stadio di Hillsborough, a Sheffield si disputava la semifinale della FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forrest.
La partita era molto attesa; in quegli anni le squadre inglesi, in seguito alla strage dell'Heysel, erano escluse dalle coppe europee e quindi non rimanevano che quelle nazionali per arricchire la propria bacheca.

Agli Hooligans, che in migliaia affollarono la cittadina inglese, venne riservata la curva Leppings Lane, in grado di ospitare 15'000 tifosi.
Gli ingressi erano solo 6 e l'affllusso verso gli spalti procedeva molto a rilento, tanto che a pochi minuti dall'inizio il settore riservato ai reds era ancora mezzo vuoto.
Per risolvere la situazione la polizia decise di aprire il Gate C, un grosso cancello di metallo che portava alla zona centrale della Leppings Lane, capace di contenere 2000 posti.
I tifosi affluirono tutti verso il Gate C; la gente che già era entrata nel settore si ritrovò come dentro un imbuto, schiacciata contro le pareti laterali e le recinzioni che dividevano il campo dagli spalti.

Nonostante il panico stesse dilagando tra gli Hooligans, la partita comninciò regolarmente, senza che nessuno all'interno dello stadio si accorgesse di niente. Solo dopo 6 minuti l'arbitro interruppe la partita per l'invasione di campo di alcuni tifosi reds, che cercavano di non finire schiacciati.

La situazione divenne ancora più drammatica, quando la polizia non capendo la gravità dei fatti, decise di caricare gli Hooligans entrati in campo.
Solo dopo alcuni minuti vennero aperte le inferriate e la gente cominciò a defluire. A quel punto però si fece chiaro il tragico bilancio di ciò che era successo. In quel pomeriggio di aprile, con nella mente ancora chiare le immagini dell'Heysel, persero la vita ben 96 persone, morte per soffocamento ed asfissia.

Nel Rapporto Taylor, il lord cui vennero affidate le indagini, emersero parecchie incongruenze nell'organizzazione dell'evento, ma le colpe maggiori vennero assegnate agli Hooligans, descitti come ubriachi e rissaioli.

Solo quest'anno, grazie ad una commissione d'inchiesta, presieduta dal vescovo di Liverpool, la verità è venuta a galla. Sono stati resi noti infatti migliaia di documenti riservati in cui risulta che gravi furono le responsabilità della polizia e delle forze di soccorso, che screditarono deliberatamente i tifosi per dare loro la colpa della tragedia.
Queste scioccante rivelazioni hanno indotto il primo ministro David Cameron a chiedere scusa in parlamento  alle famiglie delle vittime.

Alcuni particolari dell'inchiesta sono addirittura raccapriccianti, come i test eseguiti sui cadaveri dei bambini per verificare la presenza di alcool o le ricerche sui precedenti delle vittime.

A 23 anni di distanza la verità è venuta a galla, forse ora la più grande tragedia sportiva del mondo britannico verrà raccontata in maniera differente.

Davide Bernardi

venerdì 7 settembre 2012

CONTE SULLE ORME DI GUARDIOLA: IL LIBERO TORNA DI MODA!

PRIMA BONUCCI POI MARRONE, IL TECNICO BIANCONERO RISCOPRE IL LIBERO

L'Ajax del 'calcio totale' aveva iniziato a farne a meno. Il Milan di Sacchi lo abolì del tutto.
A distanza di piu' di vent'anni, il 'libero' sembra essere tornato di moda!

A riscoprirlo è stato Pep Guardiola nella stagione 2010/11 quando, costretto dalle defezioni, presentò a Pamplona il suo Barcellona per la gara con l'Osasuna con una difesa a tre, che vedeva Busquets centrale.

Il nuovo modulo premiò il giovane allenatore catalano, che decise di adottarlo in pianta stabile, tanto da affidarcisi anche al Bernabeu per la semifinale di Champions col Real.
I principi erano molto semplici: un centrale arretrato dieci metri, in fase di possesso aiutava Xavi nella costruzione dell'azione e indirettamente permetteva alla squadra di attaccare con entrambi i terzini (che diventano quindi 'tuttocampisti').

Rispetto agli anni '60 però, il gioco è molto piu' veloce e quindi molto piu' rapidi devono essere anche i movimenti di tutta la squadra una volta terminata la fase di possesso.
In caso di ripartenza infatti il 'nuovo-vecchio' libero deve allinearsi velocemente agli altri due compagni di reparto, così come i due terzini, mentre i tre di centrocampo devono abbassarsi verso i difensori.

In Italia, seppur già Mazzarri da qualche stagione adotta la difesa a tre per il Napoli, il primo a seguire le orme di Guardiola è stato Antonio Conte.
Il tecnico leccese la scorsa stagione, quando la sua Juve soffriva di pareggita acuta, abbandonò il 4-3-3 per un 3-5-2 in cui Bonucci al centro dava una mano a Pirlo nell'avvio della manovra.
Risultato: Juve campione d'Italia.
Nonostante le defezioni d'inizio stagione l'allenatore bianconero ha continuato ad insistere su questo sistema di gioco, scoprendo centrale difensivo il giovane Luca Marrone, che già in supercoppa col Napoli e nelle prime due di campionato con Parma ed Udinese è stato protagonista di ottime partite.

Il ritornello è sempre lo stesso: 'Il calcio del futuro sta nel passato' (Manuel Gurruchaga Lavin)

Davide Bernardi

giovedì 6 settembre 2012

CALCIATORE SVEDESE SEGNA E POI MUORE IN CAMPO

VICTOR BRANNSTROM SI ACCASCIA AL SUOLO DOPO AVER SEGNATO

Il mondo del calcio viene sconvolto da un nuovo lutto.
A scomparire in seguito ad un malore sul rettangolo verde è Victor Brannstrom, giocatore di 29 anni che militava nella squadra svedese del Pitea.

Nella gara contro l'Umedalen (valida per la quarta divisione svedese) Victor ha portato in vantaggio la propria squadra, ma subito dopo ha accusato un malore che lo ha fatto accasciare al suolo.
Il ragazzo è stato portato d'urgenza all'ospedale, dove però non c'è stato nulla da fare; poche ore dopo si è saputo che Brannstrom è stato stroncato da un infarto.

In momenti come questi non ci sono parole adatte per descrivere il dolore, ma a far discutere in terra scandinava è un precedente malore accusato da Victor.
Alcuni mesi fa in fatti, il giovane ragazzo durante un allenamento era svenuto senza alcuna spiegazione apparente. I test effettuatiavevano evidenziato alcun problema di natura cardiaca, tanto che dopo aver ottenuto l'autorizzazione, Brannstrom era tornato in campo.

Dopo Morosini e Bovolenta, il mondo dello sport viene colpito ancora una volta da una tragedia.

Davide Bernardi

mercoledì 5 settembre 2012

SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE BRAME..CHI E' ORA IL PIU' BELLO DEL REAME??!

DEL PIERO FIRMA COL SIDNEY FC, ERA PROPRIO NECESSARIO FARGLI CAMBIARE EMISFERO?

C'era una volta un bimbo di 37 anni di nome Andrea.
Dalla famiglia il bambino ricevette in eredità un regno prestigioso, con una storia centenaria e tutto colorato di bianco e nero: la Juventus.
In quegli anni il regno non se la passava certo bene: dopo essere tornato dalla serie B, non riusciva più a vincere e cavalieri come Ibrahimovic, Cannavaro, Vieira o Zambrotta erano ormai lontani, a lottare per altri reami.
Solo i più coraggiosi decisero di non abbandonare la Juve (Buffon, Nedved,Trezeguet..), decidendo di stare a fianco del condottiero più valoroso di tutti, quello che sulla schiena portava il numero dieci : Alessandro Del Piero.

Grazie all'arrivo di un Conte e ad un castello tutto nuovo (Juventus Stadium), Andrea, nel frattempo diventato Re, riuscì a riportare la Juventus campione d'Italia.
Come ogni bimbo di 37 anni però, Andrea era geloso e anche un pò invidioso della fama del capitano bianconero.
Consapevole che i 'sudditi'  avrebbero in ogni caso preferito Del Piero a lui e forse preoccupato da una possibile entrata del condottiero in società, si è rifiutato di rinnovare un contratto che l'ex numero dieci juventino già l'anno scorso firmò in bianco.

Così, dopo 19 anni bellissimi, fatti di gioie e dolori, vittorie e sconfitte, il piccolo Andrea di 37 anni ha deciso di separare Del Piero dalla Juve, privando la Serie A di uno dei pochi signori rimasti nel nostro calcio.

Da abile stratega il piccolo Andrea, sfruttando il campionato vinto, lo stadio nuovo, qualche orazione inneggiante la juventinità e la battaglia contro la FIGC, è riuscito a canalizzare l'addio del dieci juventino all'interno della festa scudetto, dedicando al capitano bianconero poche parole d'affetto nemmeno troppo sincere.

Il piccolo Andrea di 37 anni in poco tempo ha costruito un castello e vinto uno scudetto, ma fatto cambiare emisfero al condottiero dal numero dieci.
Provate a chiedere agli juventini chi butterebbero giù dalla torre??!..

Davide Bernardi

lunedì 3 settembre 2012

ROBIN VAN PERFECT TRASCINA IL MAN UTD. L'ARSENAL ESPUGNA ANFIELD


RVP SI E' GIA' PRESO I RED DEVILS, MALE INVECE BORINI COL SUO LIVERPOOL

Titoli dei giornali tutti per lo United in questa terza giornata di Premier, che al termine di una disperata rimonta negli ultimi minuti conquista i tre punti. La tripletta di Van Persie aiuta i Red Devils ad avere la meglio di un tenace Southampton, ancora a secco di punti in classifica.

Southampton 2-3 Manchester Utd. La millesima partita di Ferguson in panchina è una sofferenza per il tecnico scozzese, ma alla fine i suoi ragazzi espugnano il St. Mary’s Stadium. Il primo squillo arriva dai padroni di casa: cross di Puncheon dalla destra, Rafael non copre su Lambert che realizza l’1-0. Il pareggio arriva poco dopo: cross di Valencia in area, Van Persie incrocia di sinistro e segna. In avvio di ripresa i Saints tornano in avanti: Lambert dal vertice sinistro mette al centro dell’area dove Scheiderlin di testa fa secco Lindegaard. I Red Devils si conquistano un rigore per fallo di Hooiveld su Van Persie. Dal dischetto l’olandese cerca un mezzo cucchiaio che Kelvin Davis smanaccia in angolo. Ma lo stesso RVP si farà perdonare negli ultimi minuti. A tre dalla fine ribadisce in rete un colpo di testa di Ferdinand che aveva colpito il palo. E in pieno recupero segna di testa su calcio d’angolo di Nani il gol che vale la vittoria.

West Ham 3-0 Fulham. Due vittorie su due partite in casa per gli Hammers, che strapazzano il Fulham dal primo minuto: Vaz Te serve in area Kevin Nolan che spara nell’angolino basso per l’1-0 dopo cinquanta secondi. Un po’ di occasioni da ambo le parti, con il portiere del West Ham Jaaskelainen in evidenza a neutralizzare i tentativi dei Cottagers. Poi il raddoppio spiana la strada ai locali: angolo di Taylor, testa di Reid e gol. Strada in discesa e terzo gol: punizione di Collins verso Taylor, che dal limite dell’area manda il pallone nell’angolo basso e chiude i conti. Nel secondo tempo entra anche il neo acquisto Berbatov, ma la musica non cambia. Il Fulham prova a rendere il passivo meno netto, ma la grande giornata di Jaaskelainen mantiene inviolata la porta.

Liverpool 0-2 Arsenal. Duello tra due grandi ancora a secco di vittorie. E la spunta l’Arsenal, che non solo non aveva ancora vinto, ma non aveva nemmeno segnato in questa Premier League. Cominciano meglio i padroni di casa, con un ispirato Borini che in due occasioni manca di poco il bersaglio. Ma l’Arsenal punisce in contropiede. Podolski serve Cazorla, che arriva fino al limite dell’area e poi serve di nuovo Podolski sulla sinistra che spara in rete lo 0-1. Partita a ritmo alto, tante occasioni, ma la migliore è per Giroud che da pochi passi manda fuori con Reina immobile. Ripresa altrettanto vivace, con Mannone che salva la porta dei Gunners dai tentativi di Suarez, Agger e Gerrard. E a metà riprese Podolski ricambia il favore a Cazorla: palla allo spagnolo sulla sinistra, mancino potente su cui Reina compie un pasticcio e gol dello 0-2. Ci riprovano i Reds con Shelvey (parata di Mannone) e Suarez (tiro alto), ma non è proprio giornata. Wenger dice che con Podolski e Cazorla, l’Arsenal può fare meglio che con Van Persie: la strada sembra ancora lunga.

Newcastle 1-1 Aston Villa. Primo punto in campionato per l’Aston Villa, che avrebbe meritato anche qualcosa di più per quanto fatto vedere in campo. Sono i Villans a fare il gioco nel primo tempo: Cissè, Weinmann, Vlaar e Dyer impegnano seriamente Krul. Che al 22’ è costretto a capitolare: cross di Bannan dalla destra e colpo di testa di Clark per lo 0-1. Poco gioco per il Newcastle, che ha bisogno di una punizione di Ben Arfa per vedere lo specchio della porta: Guzan manda in angolo. Ripresa a ritmi più bassi, poche occasioni, fino al lampo di Ben Arfa che dalla lunga distanza trova il fondo della rete per l’1-1. Nei minuti di recupero la chance della vittoria arriva sui piedi di Cabaye, ma Guzan con una prodezza salva i Villans da una terribile beffa.

Manchester City 3-1 Queen’s Park Ranger. L’ultima volta che si erano incontrate queste due squadre si assegnava il titolo della Premier League dell’anno scorso. Questa volta è tutto più facile per i Citizens che piegano la timida resistenza del QPR. Al quarto d’ora corner di Silva, tiro di Nasri respinto dalla difesa ma ribadito in rete da Yaya Tourè. Tante occasioni di raddoppio sciupate dalla squadra di Mancini, finché non arriva il pareggio. Gran tiro dalla distanza di Andrew Johnson, respinta di Hart e tap-in di testa di Zamora. Ma la parità dura due minuti: Tevez crossa dal fondo per Dzeko che di testa fa 2-1. E poi lo stesso Tevez devia in porta un tiro di Dzeko per il 3-1.

Tottenham 1-1 Norwich City. Ancora un pareggio per il Tottenham, che viene fermato in casa dal Norwich. Ospiti vicini al vantaggio nei primi minuti: punizione di Snodgrass, testa di Martin e pallone sulla traversa. Lo stesso Snodgrass chiama a una difficile parata Friedel nel finale di primo tempo. Gli Spurs passano in vantaggio con una bella giocata di Dembelè dal vertice sinistro: finta di tirare col destro, rientra sul mancino e incrocia sul secondo palo per l’1-0. Nel finale Holt fa la torre di testa per Snodgrass che con il mancino spara in fondo al sacco per l’1-1.

West Bromwich Albion 2-0 Everton. Gara con ancora meno Everton di quanto racconti il punteggio. Alla mezzora Long colpisce la traversa con un colpo di testa su cross dalla sinistra di Ridgebar. Ancora WBA in avanti con la grande incursione di Morrison, che chiama Howard a un miracolo con la mano di richiamo per salvare la porta. Nella ripresa il preciso cross rasoterra di Odemwingie dalla sinistra trova Long in area che insacca col piattone. Nel finale corner di Brunt: McAuley si inserisce sul primo palo e di testa fa il 2-0 che chiude il match.

Wigan 2-2 Stoke City. Due volte in vantaggio e due volte raggiunto il Wigan, che deve accontentarsi di un pareggio. Nei primi minuti i Latics passano in vantaggio per il fallo di mano di Huth su tiro di McArthur. Dal dischetto lo specialista Maloney fa 1-0. Pareggio su rigore per lo Stoke per un fallo di mano di Figueroa. Altro specialista, Walters, stesso risultato: gol dell’1-1. Wigan di nuovo avanti in contropiede: cavalcata sulla destra di Konè, assist per Di Santo in area e 2-1. Il secondo pareggio arriva grazie a uno spiovente in area di Walters, che la torre Crouch devia di testa in rete per il 2-2 conclusivo.

Swansea 2-2 Sunderland. Non riesce a restare a punteggio pieno lo Swansea, che incappa nel primo pareggio stagionale. Il brutto infortunio al ginocchio di Taylor prima i Cigni di una pedina importante, ma soprattutto allunga i minuti di recupero che saranno ricchi di emozioni. Si comincia con l’errore di Williams, che regala palla a Fletcher sulla destra: l’attaccante entra in area e fa secco Vorm. Lo Swansea pareggia con il bel filtrante di Dyer per Routledge in area: destro di potenza sotto la traversa e 1-1. Al settimo (!) minuto di recupero del primo tempo Larsson batte una punizione da sinistra: palla su secondo palo dove Chico lascia che Fletcher colpisca di nuovo per l’1-2. Il pareggio arriva nella ripresa: cross di De Guzman da destra, Michu anticipa tutti e di testa realizza il 2-2. E’ il quarto centro per l’ex Rayo Vallecano. E il settimo punto per lo Swansea.

Valerio Brutti

Risultati 3° giornata
LIV
0-2
ARS
31’ Podolski, 68’ Cazorla
NEW
1-1
AVL
59’ Ben Arfa – 22’ Clark
SOU
2-3
MUN
16’ Lambert, 55’ Schneiderlin – 23’, 87’, 90’ Van Persie
WHU
3-0
FUL
1’ Nolan, 29’ Reid, 41’ Taylor
WIG
2-2
STO
5’ Maloney (r), 49’ Di Santo – 40’ Walters (r), 76’ Crouch
SWA
2-2
SUN
45’ Routledge, 66’ Michu – 40’, 45’ Fletcher
TOT
1-1
NOR
68’ Dembelè – 85’ Snodgrass
WBA
2-0
EVE
65’ Long, 82’ McAuley
MCI
3-1
QPR
16’ Yaya Tourè, 61’ Dzeko, 90’ Tevez – 59’ Zamora

Classifica
Chelsea
9
Fulham
3
Swansea
7
Stoke City
3
West Brom.
7
Sunderland
2
Man City
7
Tottenham
2
Man Utd
6
Norwich
2
Everton
6
Reading
1
West Ham
6
Aston Villa
1
Arsenal
5
Liverpool
1
Wigan
4
Queen’s Park
1
Newcastle
4
Southampton
0

Valerio Brutti

giovedì 30 agosto 2012

BENDTNER: PIU' CHE CILIEGINA SEMBRA ZUCCHERO A VELO

I TIFOSI BIANCONERI SI ASPETTAVANO UN TOP PLAYER. E' ARRIVATO BENDTNER

Ecco cosa succede a ridursi agli ultimi due giorni di mercato per trovare il tanto agognato top player.
Insegui dieci nomi per un anno, senza mai fare un'offerta congrua a quella che e' diventata una delle definizioni piu' abusate del lessico calcistico. Li vedi sfumare piano piano uno ad uno. (Van Persie si accasa al Manchester, Cavani rinnova col Napoli, come Suarez col Liverpool.) Alla fine ne trovi, a basso prezzo, uno mezzo andato, che ha superato i 30 anni e che nell'ultima stagione ha giocato 11 partite. Sei pronto a farlo passare come quello che attendevi da un'estate, ma questo cambia tre squadre in un giorno e se ne ritorna in Inghilterra lasciandoti a mani vuote.
Se della prima parte di questo mercato la Juve e' stata la regina, di questo rush finale sembra aver assunto il ruolo di quella che "vorrebbe, ma non puo'".

Per settimane si e' parlato di un interessamento dei bianconeri per l'attaccante bosniaco Edin Dzeko, ma dalle parti di Manchester offerte vere non ne sono mai arrivate. Sul fronte Fernando LLorente invece la squadra di Conte ha addirittura rischiato di farsi prendere per la gola dal presidente basco Josu Urritia, che per l'attaccante di Pamplona chiede tutti e 36 i milioni della clausula rescissoria.
Ok siamo d'accordo, una cifra simile per un nome come quello del basco sono eccessivi, ma non si scappa, se si vuole un top player i soldi bisogna tirarli fuori.

La telenovela e' sembrata essere quella del 2007, quando Xabi Alonso sembrava gia' essere a Torino, tra Liverpool e Juve ballavano due milioni. Alla fine la fiction si e' chiusa con lo spagnolo a Madrid e Christian Poulsen vestito di bianconero.
Il risultato pare essere proprio lo stesso: insegui delle vere stelle e alla fine, essendoti ridotto al rush finale sperando in esuberi importanti o in occasioni last minute, ti ritrovi con Niklas Bendtner, attaccante danese classe '88, nell'ultima stagione in prestito al Sunderland, dove ha collezionato 27 presenze e 8 gol.

Il nome del danese sembra aver lasciato l'amaro in bocca ai tifosi bianconeri, che si aspettavano un animale da area di rigore, capace di arrivare almeno ai 20 gol stagionali e si ritrovano invece un "lungagnone" atipico, dotatao di buona tecnica a cui piace giocare piu' lontano dalla porta.

La torta, Marotta e Paratici l'avevano preparata alla perfezione, mancava solo la ciliegina. Bendtner sembra piu' che altro del semplice zucchero a velo.

Davide Bernardi

mercoledì 29 agosto 2012

GIOVANI ALL'ESTERO E ULTRA-TRENTENNI IN CAMPO: LA MIOPIA DELLE SQUADRE ITALIANE!

SAMUELE LONGO E' L'ULTIMO BABY TALENTO VOLATO (IN PRESTITO) ALL'ESTERO

La miopia -premettendo che vi scrive lo fa per super esperienza- è una sensazione strana. Noiosa. Brutta.
Nel migliore dei casi i contorni degli oggetti appaiono poco nitidi, altrimenti il rischio è quello di andare a sbattere il muso contro il palo di turno.
Tutto è sfocato. Sgrani gli occhi, ti sforzi, ti concentri, ma continui a non vedere.
Ecco, probabilmente non c'è disturbo migliore per spiegare il problema delle società italiane, che pur impegnandosi, non vedono le cose ( i giocatori) se non quando ce le hanno davanti.

D'altronde, che le giovani promesse italiane scappino dal nostro paese per trovare fortuna all'estero non è certamente una novità.
Ormai sempre più spesso ragazzi di prospettiva esportano oltralpe le proprie conoscenze e competenze, quasi mai valorizzate dalle (brutte) abitudini del nostro stivale.

Con il passare del tempo questa tendenza ha finito inevitabilmente per colpire anche il nostro calcio.
L'aspetto davvero sconcertante però, è che in piena crisi economica, la soluzione più immediata e al contempo di maggior prospettiva per far tornare il nostro sistema "pallonaro" al vertice, sarebbero proprio i giovani!
Tuttavia, nonostante quella della gioventù non sarebbe una via così tortuosa da intraprendere, sono ormai sempre di più le società che, proprio per il suddetto problema di vista, fanno emigrare giovani talenti continuando ad affidarsi a ultra-trentenni, che già al tramonto della carriera riescono ancora a scucire fior di milioni ai nostri club.

Apripista dei giovani emigranti fu Mario Balotelli, che dopo aver rotto con l'ambiente interista fece le valige per andar a far fortuna nella Manchester petro-milionaria.
Da SuperMario a Verratti e Borini (senza dimenticare i vari G.Rossi, Macheda, Sala..) il passo è breve e il problema sempre lo stesso.

L'ultimo ragazzo prodigio a salire su un aereo destinazione Spagna è Samuele Longo, baby attaccante dell'Inter volato in prestito all'Espanyol, con la speranza che faccia come Coutinho.
E' vero, la formula del trasferimento è solo temporanea, ma che in Italia non ci sia stata una squadra pronta ad investire su un giovane di talento come lui è davvero scandaloso.
Che senso ha affidarsi a giovani allenatori come Ferrara, Stroppa e Stramaccioni se poi a disposizione gli si mettono giocatori come Elvis Abbruscato, Meggiorini o Di Michele??!

La cosa che veramente lascia di stucco è il fatto che nonostante gli esempi ci siano, nessuno sia in grado di seguirli. Lo stesso Siena che ha mostrato a tutti come, dando fiducia ai giovani ( Destro) i campionati si finiscano in tranquillità e, al momento della cessione, le casse si riempiano, ha preferito buttarsi su Erjon Bogdani, nato nell'aprile del 1977!

In Germania decisero di puntare sui settori giovanili dopo che la più grande azienda televisiva tedesca fallì, privando quasi tutte le squadre dei proventi dei diritti tv. Il risultato ce l'abbiamo tutti sotto gli occhi: Italia superata nel ranking UEFA e giovani talenti come Reus, Goetze e Ozil.

Dobbiamo aspettare tanto anche noi?

Davide Bernardi

martedì 21 agosto 2012

RANGERS DI GLASGOW IN QUARTA SERIE: IN CINQUANTAMILA ALL' IBROX PARK!!!

L'AMORE DEI TIFOSI SCOZZESI VA OLTRE OGNI FALLIMENTO ED OGNI RETROCESSIONE

E' stato il week end d'avvio della nuova Premier League 2012/2013. Tutti non aspettavano altro che vedere il nuovo Chelsea di Di Matteo, Van Persie con un altro rosso addosso piuttosto che i campioni in carica di Mancini esordire all'Etihad.
Noi di DiscoveryFootball invece i riflettori li abbiamo puntati tutti sull' Ibrox Park di Glasgow, dove andava in scena una partita storica. La nuova-vecchia squadra dei Rangers infatti, faceva il suo debutto in quarta serie scozzese dopo il fallimento.

I protestanti di Glasgow, cambiando nome (ufficialmente si chiamano The Rangers Football Club Ltd)  e configurando la vendita del solo ramo aziendale per 5 milioni e mezzo di sterline a Charles Green, sono riusciti a preservare la propria storia secolare, pur dovendo retrocedere in quella che corrisponde alla nostra vecchia serie C2.

Al debuto stagionale i Rangers ospitavano l'East Stirling; il match e' finito 5-1 per i padroni di casa, ma quello che davvero ha meravigliato (neanche troppo conoscendoli) e' stata l'affluenza dei tifosi dei Rangers allo Stadio.
All'Ibrox erano presenti ben 50'000 spettatori. Battuto ogni record per una partita di quarta serie scozzese.
Il precedente primato era deteuto dal Cristal Palace, che nel 1961, in occasione del match casalingo contro il Millwall, porto' allo stadio ben 37000 persone.

Davide Bernardi

lunedì 13 agosto 2012

LA JUVE UFFICIALIZZA I NUMERI. IL 10 VA A..

UFFICIALIZZATI I NUMERI BIANCONERI. IL 10 RESTA VACANTE

Ufficializzati i numeri di maglia dei giocatori della Juventus.
In attesa del tanto acclamato top player, il 10 non è ancora stato assegnato e l'impressione è che, se in attacco dovesse arrivare Fernando LLorente, quella che era la maglia di Alex Del Piero, rimarrà vacante.

Ecco i numeri ufficiali:  1 Buffon, 2 Lucio, 3 Chiellini, 4 Caceres, 5 Masi, 6 Pogba, 7 Pepe, 8 Marchisio, 9 Vucinic, 11 De Ceglie, 12 Giovinco, 13 Leali, 15 Barzagli, 16 Ziegler, 18 Boakye, 19 Bonucci, 20 Padoin, 21 Pirlo, 22 Asamoah, 23 Vidal, 24 Giaccherini, 26 Lichtsteiner, 27 Quagliarella, 30 Storari, 32 Matri, 33 Isla, 39 Marrone.





Davide Bernardi

mercoledì 8 agosto 2012

ATTENTA JUVE: LLORENTE COME FORLAN??!

BIANCONERI SUL RE LEONE, CHE PERO' HA GIA' GIOCATO IN EUROPA QUEST'ANNO

E' delle ultime ore la notizia di un interessamento della Juventus per Fernando Llorente, attacante spagnolo 27enne dell'Athletic Bilbao.
Sarebbe questo dunque il nome nuovo per l'attacco bianconero, dopo il rinnovo di Suarez col Liverpool e quello ormai sempre più probabile di Van Persie con l'Arsenal.

La notizia l'ha lanciata ieri la ETB, televisione basca che ha riferito di un'offerta di 20 milioni da parte della Juve per il Re Leone, che da parte sua avrebbe già comunicato al club della Cathedral la sua volontà di andarsene.

Ma siamo sicuri che sia proprio un affare per i bianconeri? Il valore del giocatore non si discute e in più, rispetto a Van Persie, è più giovane e percepirebbe un ingaggio nettamente inferiore (che di questi tempi..), il nazionale spagnolo però ha già disputato il turno preliminare di Europa League con l'Athletic e quindi non potrebbe vestire il bianconero in Champions League per tutti i gironi di qualificazione, un pò come Forlan l'anno scorso all'Inter.

A questo punto, 20 milioni per un 27enne part time non sono forse un pò troppi?
Attento Marotta non fare come Branca..

Davide Bernardi