Idee fresche. Idee nuove.

Idee fresche. Idee nuove.
Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S

lunedì 22 ottobre 2012

PREMIER LEAGUE: LA SITUAZIONE DOPO OTTO GIORNATE

VINCONO TUTTE IN CIMA, NON VINCE NESSUNA IN CODA..


Vincono tutte in cima, non vince nessuna in coda, si fanno male a vicenda in mezzo alla classifica. Un weekend all’insegna del pronostico? Non esattamente…

Tottenham 2-4 Chelsea. Partiamo dal derby di White Hart Lane, dove è successo veramente di tutto. Sono i blues a trovare il vantaggio con Cahill che recupera una corta respinta della difesa e con un gran destro dal limite dell’area trova il fondo della rete. Il pareggio degli Spurs arriva con Gallas, che ti testa corregge in rete una sponda dalla sinistra di Vertonghen. Tottenham addirittura in vantaggio poco dopo: tiro fuori misura di Lennon, ma corretto in rete da un guizzo di Defoe per il 2-1. La gioia di Villas Boas però non è destinata a durare: Mata (portato a Londra proprio dal tecnico portoghese) trova subito il pareggio deviando un tiro di Oscar e poi firma la personale doppietta con un sinistro rasoterra su invito da destra di Hazard. Nel finale ancora Mata sfonda sul lato corto di sinistra e mette al centro per Sturridge che deve soltanto spingere in rete il definitivo 2-4.

Manchester Utd 4-2 Stoke City. Splendido esempio di calcio anglosassone: 6 gol, di cui 5 che nascono con cross dalle fasce e uno che arriva in contropiede. Nei primi minuti di gara, un calcio di punizione di Charlie Adam viene deviato nella propria porta da Rooney, complicando la vita ai Red Devils. De Gea è bravo pochi minuti dopo ad evitare lo 0-2 sul bel sinistro di Walters. Il pareggio arriva proprio con Rooney, che allarga a sinistra su Van Persie, cross dell’olandese e incornata del numero 10 per l’1-1. Allo scadere del primo tempo Valencia guadagna il fondo a destra e serve in mezzo per Van Persie che devia in rete. E nel primo minuto della ripresa un cross di Rooney dalla destra viene raccolto con un colpo di testa in tuffo da Welbeck: 3-1. La riapre Kightly con un contropiede “uno contro tutti” in cui vince un rimpallo, resiste ai contrasti dei difensori e con un mancino angolato supera De Gea. Ma ci pensa ancora Rooney: corner di Van Persie, sponda di Welbeck e tap-in vincente di Wazza per il definitivo 4-2.

West Bromwich 1-2 Manchester City. Alza l’asticella d’entrata e la valica il City di Mancini, che si complica la vita e poi riesce ad avere la meglio sull’ottimo West Brom, che in casa è tra le squadre più pericolose della Premier. A rendere le cose complicate ci pensa Milner, che stende Long da ultimo uomo quando stava rimontando anche Lescott: cartellino rosso e Citizens in dieci. Una buona iniziativa di Balotelli viene fermata coi pugni da Foster. Il WBA trova il vantaggio con un tiro di Odemwingie deviato da Long a pochi passi da Hart. Ma Mancini mescola le carte e pesca il jolly: fuori Barry, dentro Dzeko e gol del bosniaco dopo due minuti. Punizione di Tevez, testa del centravanti e pareggio. Nei minuti di recupero Lukaku in rovesciata sfiora la traversa facendo tremare Hart. E poi Dzeko in contropiede colpisce da fuori area per il 2-1 che fa impazzire lo spicchio del The Hawthorns riservato alla tifoseria ospite.

Norwich 1-0 Arsenal. La prima vittoria stagionale de Norwich coincide con la prima sconfitta dell’Arsenal, per il risultato più inaspettato di questo turno. Le occasioni non sono molte: i Canaries trovano il vantaggio con Holt, che insacca una corta respinta di Mannone sul tiro dalla distanza di Tettey. Podolski cerca il pareggio da fuori area, ma il suo sinistro a incrociare sfiora il palo. Cazorla ci prova un’ultima volta su punizione, ma la palla si spegne a lato e l’Arsenal subisce la prima sconfitta.

West Ham 4-1 Southampton. Spinto dalle bolle di sapone dei suoi splendidi tifosi, il West Ham conquista il decimo punto in casa sui 14 totali che ha in classifica. Tutte le reti nella ripresa. Carroll viene trattenuto in area da Hooiveld e si procura il rigore. Dal dischetto Noble realizza. Due minuti dopo, Benayoun entra in area sulla destra e serve sul secondo palo Nolan che appoggia in rete il raddoppio. I Saints accorciano le distanze: cross di Rodriguez dalla sinistra e palla spinta in rete da Lallana. Ma un tocco di mano di Fonte in area costa caro agli ospiti: altro rigore che Noble trasforma. E nel finale Nolan serve Maiga in area sulla destra, che rientra sul mancino e calcia a giro sul secondo palo per il 4-1 conclusivo.

Liverpool 1-0 Reading. Finalmente arriva la prima vittoria in casa per i Reds, che hanno la meglio sul Reading grazie al primo gol in Premier di Sterling. Suarez crea molte occasioni per se stesso, non trovando mai il bersaglio, ma in una delle poche iniziative altruiste serve Sterling sul filo del fuorigioco: l’anglo-giamaicano si presenta davanti a McCarthy e lo supera con un diagonale rasoterra. Nella ripresa di nuovo Sterling ha la chance del 2-0 in area, ma un ottimo McCarthy para la conclusione. Suarez sciupa un 2vs1 in area, non servendo Sahin davanti alla porta, ma preferendo calciare addosso al portiere. Non cambia molto: Reading mai realmente pericoloso e tre punti al Liverpool.

Fulham 1-0 Aston Villa. Quando sembrava quasi fatta per l’Aston Villa, arriva la beffa. Una partita passata in difesa a cercare di portare a casa un punto, ma alla fine il meritato colpo del k.o. arriva da parte di Baird. Berbatov ci prova in qualunque modo a scardinare la difesa dei Villans, tirando o servendo i compagni (a Richardson e Reither i palloni più invitanti), ma il risultato era sempre lo stesso: le mani di Guzan. A sette minuti dalla fine Riise dalla bandierina pesca Baird nell’area piccola e la palla finisce in fondo al sacco. L’Aston Villa ha anche la chance del pareggio, ma Benteke non trova la porta da pochi passi. Villans a secco di vittorie esterne da gennaio.

Swansea 2-1 Wigan. Succede tutto in quattro minuti. Gli Swans passano in vantaggio su un cross di De Guzman che viene spedito in rete dalla rasoiata di Hernandez. Padroni di casa che insistono e trovano il raddoppio: sugli sviluppi di un corner, di nuovo De Guzman crossa al centro, dove Michu stacca di testa e fa 2-0. Il Wigan accorcia subito le distanze, con il colpo di testa di Boyce su cross di Beausejour. Squadre allungate nel finale, molte occasioni da entrambe le parti, con i portieri che mostrano le loro qualità. Ma alla fine i tre punti li porta a casa lo Swansea.

Sunderland 1-1 Newcastle. Un gol all’inizio e un gol alla fine, in entrambi i casi c’è lo zampino di Demba Ba. E’ proprio il senegalese a propiziare il primo gol: il suo tiro ravvicinato chiama alla respinta Mignolet, ma Cabaye è il più veloce di tutti a ribadire in rete. Il Sunderland controlla il gioco, ma è il Newcastle ad avere le occasioni migliori, con Ben Arfa e due volte Ba. Un paio di occasioni anche per i Black Cats con Gardner e Fletcher, che però peccano in fase di conclusione. E negli ultimi assalti una punizione di Larsson trova O’Shea in area: colpo di testa dell’irlandese che sbatte prima su Ba e poi finisce alle spalle di Krul.

Queen’s Park Ranger 1-1 Everton. Sembrava l’occasione buona per il QPR, ma nemmeno stavolta è arrivata la vittoria. Subito in rete con il canadese Hoilett che sfrutta un lungo rinvio di Julio Cesar e da fuori area trafigge Howard. Il pareggio dell’Everton arriva su calcio piazzato: batte Pienaar da destra, Distin di testa colpisce il palo, ma la palla carambola sulla schiena di Julio Cesar e finisce in rete. L’espulsione di Pienaar riversa il QPR in avanti, ma Howard si salva su Hoilett, Park, Cissè e Granero. E la prima vittoria dei Rangers deve ancora arrivare.

Valerio Brutti

Risultati 8° giornata
TOT
2-4
CHE
Gallas 47’, Defoe 54’ – Cahill 17’, Mata 66’ e 69’, Sturridge 90’
FUL
1-0
AVL
Baird 84’
LIV
1-0
RDG
Sterling 29’
MUN
4-2
STK
Rooney 27’ e 65’,Van Persie 44’,Welbeck 46’ – aut. Rooney 11’, Kightly 58’
SWA
2-1
WIG
Hernandez 65’, Michu 67’ – Boyce 69’
WHU
4-1
SOU
Noble 46’ e 72’, Nolan 48’, Maiga 87’ – Lallana 63’
WBA
1-2
MCI
Long 67’ – Dzeko 80’ e 90’
NOR
1-0
ARS
Holt 19’
SUN
1-1
NEW
Ba 86’ aut. – Cabaye 3’
QPR
1-1
EVE
Hoilett 2’ – aut. Julio Cesar 33’

Classifica
Chelsea
22
Newcastle
10
Man Utd
18
Liverpool
9
Man City
18
Stoke City
8
Everton
15
Sunderland
8
Tottenham
14
Norwich
6
West Brom.
14
Wigan
5
West Ham
14
Aston Villa
5
Fulham
13
Southampton
4
Arsenal
12
Reading
3
Swansea
11
Queen’s Park
3

GENOA-ROMA: CHI DI RIMONTA FERISCE, DI RIMONTA PERISCE



LE COINCIDENZE TRA IL MATCH DISPUTATO IERI A MARASSI E L'INCREDIBILE RIMONTA ROSSOBLU DEL 20 FEBBRAIO 2011

Stadio Luigi Ferraris. Genoa-Roma. Tre minuti alla fine: Lamela, smarcatosi al limite dell’area di rigore, pennella col sinistro una traiettoria imparabile per Frey, fissando definitivamente il punteggio sul 2-4 e garantendo alla Roma tre punti fondamentali. Non consideratela una vittoria qualsiasi per la formazione di Zeman, due i motivi principali: è arrivata dopo una grande rimonta e soprattutto contro un avversario che, nelle ultime stagioni, ha messo in grave difficoltà la squadra giallorossa nei match giocati a Marassi.


Proviamo a tornare indietro: rewind. Il flashback ci riporta fino al 20 Febbraio 2011: stesso luogo, stesso match e.. stessa storia, nonostante il diverso risultato. La Roma di Claudio Ranieri passa in vantaggio con l’attuale milanista Mexés, raddoppia con Burdisso e ad inizio ripresa fa tris con Totti. Partita chiusa? Guai a dirlo. Il Genoa non ci sta: Palacio firma il gol dell’1-3, Paloschi accorcia ulteriormente. I due si ripeteranno pochi minuti più tardi, esattamente nello stesso ordine: l’argentino pareggia, l’ex Chievo e Milan sorpassa a 5’ dalla fine. Il grifone completa una delle rimonte più incredibili degli ultimi anni, la Roma crolla dopo aver alzato le mani dal manubrio troppo presto:sconfitta che porta Ranieri a rassegnare le proprie dimissioni da tecnico giallorosso nell’immediato postpartita.

Un momento..dove abbiamo già visto qualcosa di simile? Non c’è nulla di più sfuggente dell’ovvio, direbbe Sherlock Holmes. E ciò che risulta ovvio è ricollegarsi al posticipo di ieri, ottava giornata di SerieA. Stavolta è stato il Genoa a passare in vantaggio con Kucka e a raddoppiare con Jankovic. Ma anche a Roma si ricordano di come la vendetta sia un piatto da servire freddo:Totti accorcia, Osvaldo pareggia a fine primo tempo e sorpassa nella ripresa, Lamela chiude i conti nel finale. 4-2 e non 4-3. Ha vinto la Roma e non il Genoa. Ma il match è stato comunque caratterizzato da un’altra rimonta. E proprio come in quel 20 febbraio 2011, è costato la panchina a uno dei due tecnici:oggi tocca al genoano De Canio, non dimissionario come Ranieri, bensì esonerato dall’eclettico presidente Preziosi.

Questa è Genoa-Roma. Chiamiamola così: la partita delle coincidenze. Non una delle partite più scontate di sempre ad occhio e croce. E chissà come andrà a finire l’anno prossimo..

Simone Nobilini
(@SimoNobilini)

domenica 21 ottobre 2012

DOPO IL K.O CON LA LAZIO, GALLIANI SI ASPETTA (E SPERA?) UNA RISPOSTA CONVINCENTE A MALAGA

DOPO IL TONFO DI ROMA, QUELLA DI MERCOLEDI' IN CHAMPIONS SARA' L'ULTIMISSIMA SPIAGGIA PER ALLEGRI

A questo Milan di giudizi ed aggettivi  ne sono stati affibiati molti, per lo più negativi. Oggi è il turno di "desolante".
Cinque sconfitte nelle prime otto: la peggior partenza nell'epoca dei tre punti, eguagliato il record negativo delle stagioni 38'-39' e 41'-42'.

Allegri fa quasi compassione per come non riesca a dare un senso alla sua squadra.
I rossoneri a Roma hanno regalato un'ora e tre gol ad una Lazio niente più che ben organizzata, provando a reagire solo nel finale.
La sensazione è che finchè gli uomini di Petkovic sono rimasti sul pezzo, giocando compatti, il Milan la palla  l'ha vista pochino.

Continua invece a stupire positivamente, per regolarità di prestazione e di marcature Stephan El Sharaawy; già sei le reti stagionali tra campionato e Champions del piccolo Faraone, sempre più imprescindibile per questa squadra.
Altre note positive se ne vedono poche poche;  il ritorno di Pato, che ha giocato 42 minuti e la reazione dell'undici rossonero che per poco non trovo l'immeritato pareggio.

Le note negative invece sembrano infinite: dalla A di Amelia, che rimane a guardare il bolide di Candreva, a Nocerino e Boateng apparsi, anzi non apparsi. Quelli che solo l'anno scorso, grazie ad Ibra decidevano numerose partite, ieri sera e tendenzialmente quest'anno, sembra che in campo non siano ancora scesi; completamente fuori dal gioco e senza centrare nulla col resto della squadra.
Male anche Bonera, che ritarda la chiusura su Hernanes in occasione del primo gol e si perde Klose sul terzo.

Addirittura imbarazzante invece Abate, che si guarda comodamente Klose insaccare alle spalle di Amelia il 3-0.
Quando poi l'arrembaggio permetterebbe un insperato pareggio, il terzino rossonero dimostra tutti i suoi limiti tecnici sbagliando svariati appoggi e cross.

Mercoledì sarà probabilmente l'ultimissima spiaggia per Allegri, Galliani si aspetta una prestazione convincente e ancor di più i tre punti.
Galliani aspetta (e spera?)

Davide Bernardi
@DiscoveryFoot


CACERES CI PRENDE GUSTO: E' LUI IL "MATADOR" DELLE BIG

QUINTO GOL BIANCONERO DEL TERZINO DA MONTEVIDEO E TUTTI SEGNATI IN UN BIG MATCH
Una volta nel Wrestling americano c'era un atleta di nome Randy Orton, meglio conosciuto da tutti come "l'ammazza leggende".
Nella serie A c'è un giocatore di nome Josè Martin Caceres, da oggi meglio conosciuto da tutti come "l'ammazza grandi".

Sono cinque infatti le reti di Caceres con la maglia bianconera, tutte con un unico comun denominatore: un big match.
La prima marcatura Caceres la segnò durante la sua prima parentesi bianconera, il 12 settembre 2009 quando la truppa di Ciro Ferrara sbancò l'Olimpico biancazzurro per 2-0.

Due anni e una gestione dopo, Martino da Montevideo torna a Torino voluto da Conte e il suo secondo esordio è da brividi:l'8 febbraio 2012 con una doppietta a San Siro stende il Milan, in una semifinale di Coppia Italia dal valore molto più alto, per tutte le polemiche e i dissidi che quella partita si portava dietro.

Un mese e mezzo dopo il Matador delle grandi colpisce ancora: il 25 marzo infilza l'Inter con un colpo di testa, prima del definitivo 2-0 di Alex Del Piero.

Sempre da calcio d'angolo e sempre di testa ieri sera Caceres ha dato il via alla vittoria della sua Juve nello scontro diretto col Napoli.

Si aspettava Cavani, è arrivato lui a "matare" una big. Ancora una volta.

Davide Bernardi
@DiscoveryFoot

sabato 20 ottobre 2012

CHE ERRORE, ROMA CAPOCCI..ONA!



NONOSTANTE I RISULTATI OTTENUTI PRIMA A ROMA E POI A CATANIA, NELLA CAPITALE NON HANNO CREDUTO A MONTELLA, CHE INTANTO INCANTA FIRENZE (E NON SOLO)

In tanti lo ricorderete.  Anno 1990, un piccolissimo  Macaulay Culkin ottiene fama mondiale perdendo l’aereo nel celebre film di Chris Columbus.  Due anni dopo, nel 1992, l’ex enfant prodige del cinema americano ripeterà il suo errore, smarrendosi un’altra volta.  
Metafora hollywoodiana  azzeccatissima per la Roma americana.  Se infatti Culkin ebbe come colpa quella di perdere (e riperdere) un aereo, la società giallorossa si è lasciata sfuggire, non una ma ben due volte, un "aereo…planino".   
Quel Vincenzo Montella che , dopo aver scritto importanti pagine di storia nella capitale già da calciatore, avrebbe potuto (manteniamo comunque il condizionale) ripetersi anche nelle vesti di allenatore. Opportunità, questa, che la nuova dirigenza romanista ha scelto di non concedergli, sebbene le parti in due casi sembrassero veramente vicine al matrimonio.   
Alla luce dei risultati ottenuti fino a questo momento dall’allenatore campano, tanto nei numeri, quanto nel gioco proposto, quello della squadra capitolina sta assumendo sempre più le sembianze di un errore madornale.

Fu proprio la Roma infatti a concedere per prima, all’"Aereoplanino" una possibilità per muovere i primi passi in un mondo tutto nuovo per lui: nell’estate 2009 infatti (ancora sotto la presidenza Sensi), appena appese le scarpette al chiodo, gli viene assegnata la panchina della categoria Giovanissimi.    
Ad inizio 2011 la dirigenza, lo pone alla guida della prima squadra, in sostituzione del dimissionario Ranieri, per tentare di risollevare le sorti di un gruppo confuso e sempre più in crisi. 
A fine stagione si ritroverà con un sesto posto in campionato ed una semifinale di coppa Italia persa contro l’Inter. 
Nonostante i risultati, la società giallorossa, ormai completamente in dote ai nuovi proprietari americani, decide di non puntare su di lui, affidandosi all’ex Barça Luis Enrique, al dilà dei numerosi attestati di stima per Montella, arrivati anche dai suoi stessi giocatori, su tutti capitan Totti e De Rossi.  
Risultato: anno di critiche e sconfitte a Roma, anno di gioie e record a Catania, dove nel frattempo l’"Aereoplanino"  si era accasato, ottenendo approvazioni e consensi da tutti (riceve anche il premio di “miglior allenatore del mese” di marzo nell’aprile 2012). 

A detta di molti esperti, il suo Catania espresse nell’intera stagione il miglior calcio di tutta Italia, dopo la Juve campione. Un gioco fluido, organizzato, sempre offensivo ma comunque attento all’equilibrio; basato su tanta tecnica e palleggio mescolati ad intense dosi di pressing. 
Uno stile influenzato in modo importante anche dalle scelte autoritarie e determinate del pur giovane allenatore, come la decisione di escludere dai propri piani, preferendogli Gonzalo Bergessio, un giocatore come Maxi Lopez.

Nella capitale si (ri)accorgono di lui.  Non possono proprio rimanerne indifferenti stavolta. 
Montella, ad inizio estate, viene praticamente considerato da tutti il nuovo allenatore giallorosso. La Roma lo vuole, e lui vuole la Roma. Non accetta nessun altro tipo di offerta, ringrazia e rispedisce al mittente ogni proposta. Poi però qualcosa va storto: sembra mancare solo l’ufficialità ed ecco invece sopraggiungere problemi e divergenze di opinioni tra le parti, in particolare nel rapporto con il ds Sabatini, responsabile principale del mercato giallorosso: dalla questione Lamela, che Montella avrebbe preferito mandare in prestito, a quella del mercato:  Marchese, Lodi e Gomes, sono solo alcuni dei giocatori che il giovane tecnico avrebbe voluto anche a Roma.                    
Si ri-richiudevano così le porte in faccia a Montella, causando un divorzio che, di lì a poco, avrebbe portato il tecnico campano a sedersi sulla panchina della Fiorentina.

Arriviamo così alla situazione attuale. In casa Roma il periodo non è dei migliori. Ancor prima dei casi Burdisso, Osvaldo e soprattutto De Rossi, che non aiutano affatto un ambiente già sommerso da abbondanti critiche, sono i risultati ottenuti finora a fotografare al meglio la condizione della squadra giallorossa: solo tre le vittorie (compresa quella di Cagliari a tavolino), 11 gol incassati in 6 partite e un ruolino di marcia in casa a dir poco negativo (due pareggi, una sconfitta e una vittoria soffertissima con l’Atalanta). Una Roma che, bisogna ricordare, quest’anno non ha nemmeno l’ostacolo delle coppe europee come scusante. 
In Toscana, al contrario, gli argomenti cambiano, sono di tutt’altro genere: qui si parla di elogi, di consensi e di applausi,  sia per i risultati ottenuti finora, che per il gioco espresso dalla squadra: bellissimo da vedere, divertente ed  organizzato, oltre che dotato di una fase di palleggio davvero esemplare. 
Probabilmente il miglior gioco di tutta la serie A quello dei viola, anche grazie ad una rosa costruita da società ed allenatore in maniera magistrale durante il mercato estivo.

Due mondi opposti a pochi chilometri di distanza. Per i giallorossi sembra ripetersi la stessa identica situazione dello scorso anno. Un progetto innovativo, che punti su bel gioco, fantasia e spettacolo, che creda nei giovani e nei buoni talenti. Un progetto che soprattutto risulti vincente nel corso degli anni, ma che di vincente, in queste due stagioni, non ha ancora  avuto nulla. Né con Luis Enrique né fino a questo momento, con il ritorno di Zeman.  
Attenzione però, qui non si sta condannando né il tecnico Zeman né il suo lavoro, anche perché siamo ad inizio stagione e tempo per rimediare ce n’è eccome.



Il problema è un altro, e consiste in un’impressione personale, una piccola convinzione: che, con Montella allenatore, forse ora i tifosi giallorossi si troverebbero di fronte una situazione molto molto diversa.  Avrebbe potuto apportare grossi cambiamenti l’aereoplanino, rivoluzionando la squadra nei comportamenti, negli uomini (con un mercato intelligente,ben indirizzato e mirato, vedi Fiorentina) e soprattutto nel gioco, con idee tattiche precise e, per di più, adatte alle costanti richieste di bel calcio e spettacolo provenienti dalla nuova dirigenza.

Provate a pensare, alla luce dei risultati raggiunti in Sicilia e Toscana, che cosa avrebbe potuto costruire Montella con in mano un organico come quello della Roma.  Ma non ci hanno creduto, l’hanno lasciato andare via, per ben due volte. 
"Errare humanum est, perseverare autem diabolicum".

Dario Di Noi
@DarDinoRio

mercoledì 17 ottobre 2012

DA PRINCIPE A RANOCCHIO: L'INVOLUZIONE DI NOCERINO

LA VERA RIVELAZIONE ROSSONERA DELLA PASSATA STAGIONE, QUEST'ANNO NON RIESCE A TROVARE SPAZIO

E' stata la vera rivelazione del Milan dell'anno scorso, la chiave di volta di molte delle partite rossonere della passata stagione.
Antonio Nocerino però, quest'anno sembra essere andato incontro ad una vera e propria involuzione; poco impiegato da Allegri che non riesce a trovargli una giusta collocazione tattica.

Nocerino arrivò in rossonero da Palermo l'ultimo giorno della sessione estiva del mercato 2011, per la cifra, quasi simbolica, di 500'000 euro.
"E' un buon ripiego" si sentiva dire negli ambienti rossoneri e invece in poche settimane il centrocampista napoletano ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più ampio.
Alla fine, in campionato le presenze saranno ben 40, condite da addirittura 11 reti, fondamentali per risolvere partite come quella in casa col Parma, vinta dal Milan per 4-1 (tripletta), o quella col Genoa, in cui l'ex Palermo segnò il definitivo 2-0.

Quest'anno invece, nei primi sette turni di campionato, il napoletano è stato impiegato solo 368 minuti.
Dalla Nazionale, conquistata a suo di gol in rossonero, alla panchina, che ha spinto Nocerino anche a dichiarazioni dal tono polemico.
Come quelle in occasione dell'iniziativa "Non fare Autogol", durante la quale il centrocampista rossonero ha detto:"Lo sanno anche i muri che mi piace fare la mezzala, ma spetta all'allenatore decidere, certo se cambia sono contento e comunque sono consapevole che vengo attaccato in maniera più forte visto quello che ho fatto l'anno scorso".

Sembra chiaro dunque che la vera fortuna di Nocerino sia stato Zlatan Ibrahimovic, giocatore che come pochi riesce ad esaltare gli inserimenti dei compagni.
La principessa svedese però quest'anno se n'è volata a Parigi e il principe Nocerino è improvvisamente tornato ranocchio.
A stento si riesce a ricordare una stagione in cui il Milan ha faticato così tanto a trovare la via della rete e mai come in queste partite servirebbero i gol  di Nocerino.

In Via Turati c'è già fuori l'annuncio: "AAA cercasi principessa".

Davide Bernardi