Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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venerdì 24 maggio 2013

L'AVELLINO SI AGGIUDICA LA SUPERCOPPA DI LEGA PRO!

DOPO IL PAREGGIO (1-1) DELLA GARA D'ANDATA, GLI IRPINI PAREGGIANO 2-2 ANCHE NEL RITORNO GIOCATOSI A ATRAPANI E SI AGGIUDICANO IL TROFEO


Una partita tutto sommato equilibrata quella disputata ieri sera al “Provinciale” di Erice. I granata del Trapani si trovano ad inseguire l'avversario già dopo 9' quando, una disattenzione difensiva, regala il pallone ad Arini, che, con un bolide dai 25 metri, trova la rete del vantaggio biancoverde. Dopo una buona mezzora in pieno controllo per i ragazzi allenati dall'ex giocatore del Piacenza, Massimo Rastelli, il Trapani riesce ad mettere la testa fuori dal guscio, rendendosi diverse volte pericoloso sempre con Mancosu. Una prima frazione segnata, da una parte, dall'inconcludenza dell'attacco trapanese, dall'altra, invece, un Avellino più attento soprattutto dopo aver trovato la rete del vantaggio.

Nella ripresa, più volte risulta essere decisivo l'estremo difensore biancoverde Di Maio, ma al 12' non può nulla quando, un vero e proprio sbandamento difensivo, permette al centrocampista granata Spinelli di siglare la rete del pareggio. .
Con l'uomo in più l'Avellino, (espulsione del granata Filippi per doppia ammonizione) cerca la rete del vantaggio, schiacciando l'undici di Boscaglia nella propria metà campo. Vantaggio che si concretizza al 28', quando, un netto fallo di mano in area trapanese, consente a Castaldo di trasformare il penalty concessogli.
Il Trapani non ci sta e, nonostante l'inferiorità numerica, riesce a rendersi più volte pericoloso sempre con Mancosu, sfortunato e impreciso in alcune circostanze. Il pareggio è però nell'aria e si concretizza al 35' quando, proprio Mancosu, riesce a depositare la palla in rete in seguito ad un'azione di calcio d'angolo.
Il risultato non cambierà. Il 2-2 finale premia la formazione campana, che si aggiudica così la Supercoppa Italiana di Lega Pro 1a Divisione.

Entrambe le squadre hanno dimostrato di avere grinta da vendere, qualità indispensabile per affrontare un Campionato tra i cadetti della Serie B. Certo, le rose vanno integrate con elementi “di categoria”, pensando che un innesto per reparto possa tornare utile ad entrambi gli allenatori.
Nell'Avellino va segnalato di sicuro il panamense Herrera: ottima corsa, buona tecnica e soprattutto dimostra di avere personalità, facendosi trovare sempre pronto a ricever palla dai compagni, per poi provare ad innescare le punte. Dall'altra parte, ovvero sponda Trapani, la “Palma del Migliore” la vince l'attaccante Mancosu, autore della rete del 2-2 finale e di tante altra giocate offensive che hanno impensierito la retroguardia Irpina.
Il lavoro dei due tecnici, Boscaglia e Rastelli, si vede e come. Le due squadre hanno la loro identità di gioco e non esitano a metterla in pratica, con la speranza che questa voglia d'imporsi riescano ad esprimerla anche il prossimo anno in Serie B.

Ugo Mega
@Superughish (on Twitter)

lunedì 20 maggio 2013

"..TRA DISCESE ARDITE E RISALITE..", LA STORIA DEL TRAPANI, NEOPROMOSSO IN SERIE B

“..LE DISCESE ARDITE E LE RISALITE, SU NEL CIELO APERTO E POI GIU' IL DESERTO, E POI ANCORA IN ALTO, CON UN GRANDE SALTO..”

Quest'estratto di “Io vorrei..non vorrei..ma se vuoi” del grande Battisti, sintetizza in maniera perfetta la storia del Trapani Calcio, neopromosso in Serie B, al termine di una stagione spettacolare.

La storia del club siciliano è segnata da fallimenti economici, fusioni con altre società trapanesi (Pro Trapani), risicate salvezze e campionati anonimi culminati con la retrocessione dalla D all'Interregionale alla fine degli anni '90. Tale declassamento acuì i problemi della società e nel giugno del 1990 il passivo debitorio mai sanato, causò il fallimento societario.
Il 22 giugno dello stesso anno, il titolo sportivo venne rilevato dall'imprenditore edile trapanese Andrea Bulgarella, che riorganizzò profondamente la struttura societaria denominandola Trapani Calcio S.p.A.
La città s'impegna a sostenere la squadra. Il nuovo progetto consiste nel raggiungere quanto prima la promozione in C2. Due secondi posti raggiunti nelle stagioni 1990/91 e 1991/92, portarono la società ad ingaggiare il tecnico palermitano Ignazio Arcoleo, non ben visto dal tifo locale per il suo trascorso al Mazara. Tifo che dovrà ricredersi in poco tempo: nel campionato 1992/93 infatti arriva la promozione in C2; nella stagione successiva, arriva l'ulteriore salto di categoria con il raggiungimento della C1, grazie anche alle 32 reti segnate dallo storico tridente d'attacco Barraco-Capizzi-VASARI.

Alla fine della stagione 94/95, conclusasi con l'eliminazione nei playoff, il tecnico Arcoleo, come anche diversi giocatori, tra cui il futuro Campione del Mondo Marco MATERAZZI, lasciano la squadra per approdare in società di categorie più prestigiose.
Al termine della stagione 1997/98, Bulgarella lascia la società retrocessa l'anno prima in C2. Da quel momento in poi, annate anonime portano alla disfatta della società trapanese passata nelle mani di un gruppo palermitano, con a capo Giuseppe Rosano.
Il 10 febbraio 2002, collezionata la quarta rinuncia durante il Campionato 2001/02, il Trapani viene radiato e fallisce. Il calcio trapanese continuò a sopravvivere grazie all'AS Città di Trapani, che militava in Eccellenza.
Il Presidente di quella società è Nino Birrittella, che decide di cambiare il nome della società in ASD Trapani Calcio. Squadra che viene ripescata per disputare il Campionato di Serie D, che riesce a concludere in maniera più che tranquilla grazie al piazzamento finale a metà classifica.
Nell'estate del 2005, Birrittella finisce in guai giudiziari a seguito della sua attività professionale. La società passa nelle mani dell'armatore napoletano e proprietario della Ustica Lines, Vittorio Morace.
Nel 2005/06 la squadra retrocede in Eccellenza, dove dovrà scontare una pesante penalizzazione di 12 punti. In quel Campionato la squadra riesce a salvarsi battendo nei Play-Out il Terrasini per 5 a 0.

Nell'estate del 2010 la squadra viene ripescata, potendo prendere parte al Campionato di C2, rinominato Lega Pro Seconda Divisione.
La società cambia ulteriormente la propria denominazione, diventando Trapani Calcio S.r.l.
Al termine della stagione 2010/11, il Trapani riesce ad ottenere la qualificazione ai Play-Off, poi persi con la Virtus Lanciano.

Il secondo anno di Lega Pro, è segnato da un'autentica cavalcata verso la promozione diretta dei ragazzi guidati dal tecnico gelese Roberto Boscaglia. A farne le spese è il più quotato Lecce, costretto ora a guadagnarsi la promozione via Play-Off.
Un girone di ritorno strepitoso per la società del Presidente Morace, forte dei 18 risultati utili consecutivi, del miglior attacco del torneo, del maggior numero di vittorie esterne e delle solo 4 sconfitte subite nel corso della competizione.
Dopo decenni di alti e bassi, nel giro di 4 stagioni, la coppia Morace-Boscaglia, riesce a portare in B il Trapani dopo essere partiti dalla Serie D. Questo va ad evidenziare il fatto che, con un progetto serio ed una sapiente guida tecnico-societaria, è possibile realizzare un sogno che sembrava impossibile. Basti pensare a dove si trovava la società quel 10 febbraio del 2002...

Ugo Mega
@Superughish on Twitter

martedì 16 aprile 2013

IL PROTAGONISTA DELLA 32a GIORNATA: LUIS FERNANDO MURIEL FRUTO

L'ATTACCANTE COLOMBIANO SEMBRA ESSERSI MESSO DEFINITIVAMENTE ALLE SPALLE IL BRUTTO INFORTUNIO DI INIZIO STAGIONE. LA DOPPIETTA AL PARMA NE È LA PROVA

Sono due le reti realizzate da Pinilla nel match contro l'Inter; sono due anche le reti di Vidal nel posticipo di ieri in casa della Lazio; ma la doppietta di Muriel realizzata al Tardini di Parma, potrebbe essere un evento che si ripeterà con molta più frequenza sia nel futuro immediato, che prossimo.

Il suo attuale allenatore, un vero e proprio “Maestro di Calcio” come Guidolin, ha sempre parlato bene di Muriel, sottolineando quanto enormi siano le potenzialità di questo calciatore. L'unico difetto che ha fatto notare il tecnico veneto, è la tendenza del ragazzo a mettere qualche chilo in più, rendendolo un po'..."rotondetto".
Lo staff medico dell'Udinese, come ordinato proprio da Guidolin, decide allora di tenerlo a stecchetto, in modo da riuscire a non vincolarne lo sviluppo, frenato invece in quest'inizio di stagione, da una microfrattura all'estremità prossinale del femore sinistro. Un brutto infortunio che finalmente sembra essere stato messo alle spalle dal giocatore colombiano.
Che Muriel fosse un predestinato, lo si era capito dopo i suoi primi mesi da titolare al Deportivo Cali: 11 presenze condite da 9 reti. L'Udinese si accorge di lui, ma dopo averlo acquistato, lo spedisce in prestito al Granada, società sempre di proprietà dei Pozzo. Nell'estate del 2011 va a Lecce, dove riesce a mettersi in mostra grazie ad uno strepitoso girone di ritorno nel quale realizza 7 gol. Purtroppo le sue ottime prestazioni, non sono sufficienti a salvare la società salentina dalla retrocessione.

Velocità e tecnica sono le caratteristiche migliori di Muriel, tanto da meritarsi l'accostamento al primo Ronaldo, soprattutto per le movenze. Intanto, come già detto, a inizio di questa stagione torna definitivamente all'Udinese. Superato anche quel brutto problema fisico, il giovane attaccante riesce a ritagliarsi il suo posto da titolare accanto ad un “totem” come Di Natale, contribuendo alla causa bianconera con 8 reti in 17 presenze tra Campionato e Coppe.
Tante le squadre che hanno messo gli occhi sull'attaccante colombiano e siamo sicuri del fatto che il futuro di questo giovane talento, sarà certamente lontano dal Friuli.

Ugo Mega
@Superughish on Twitter