Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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lunedì 27 maggio 2013

GUIDOLIN E POZZO: UNA VISITA A WEMBLEY DA 100 MILIONI DI EURO!

IL WATFORD PROMOSSO IN PREMIER SAREBBE COME SCOPRIRE "EL DORADO"!

Se chiedeste ai Pozzo qual è la finale più importante che lo stadio di Wembley ha ospitato, vi risponderebbero sicuramente quella di oggi. Nello stadio londinese infatti, alle 16 va in scena la finale dei playoff di Championship tra il Watford, dei Pozzo appunto, e il Crystal Palace. In palio c'è la promozione in Premier League.

A dare davvero interesse a questa partita, oltre alla promozione ovviamente, è il premio che deriverebbe dall'eventuale vittoria. Non tutti infatti sanno che, i playoff della serie cadetta inglese rappresentano il torneo che offre il premio più alto in Europa, garantendo al vincitore la cifra monstre di 90 milioni di euro. Tanto per farvi un'idea, il Bayern Monaco campione d'europa, riceverà dall'UEFA (sponsor esclusi) circa 60 milion.
Ai 90 già citati vanno aggiunti poi i proventi dai botteghini, dal merchandising e soprattutto dai diritti tv.

In inghilterra infatti è stato da poco siglato un accordo con la BSkyB e con la British Telecom, che porterà le venti squadre di Premier a spartirsi, dalla prossima stagione, una torta da 1,8 miliardi di euro. Praticamente il doppio rispetto alla nostra serie A. Oltre Manica inoltre, grazie al sistema meritocratico First-to-Last, tali proventi vengono divisi equamente tra tutte le società, con una minima differenza tra "la prima" appunto e "l'ultima".
In preventivo va messo anche il fatto che, pur presupponendo un possibile ritorno in Championship già l'anno prossimo, la Federcalcio inglese garantirebbe al Watford un paracadute da 60 milioni, dilazionati in quattro anni. Per fare un ennesimo confronto con il nostro calcio, il Pescara, rimasto in A una sola stagione, ha ricevuto "la bellezza" di 4 milioni.
Se consideriamo poi che il fatturato dell'Udinese per la stagione appena trascorsa è arrivato non oltre i 65 milioni di euro e che dalle TV, i Pozzo ne hanno ricevuto 41, capiamo subito quanto sia importante la partita di oggi.

I 25 milioni versati dalla famiglia proprietaria anche di Granada e Udinese per acquistare il club di Elton John, se paragonati con i possibili introiti derivanti dal match di oggi, fanno capire a che punto sia arrivata l'abilità imprenditoriale della "Multinazionale Pozzo", che nell'arco di pochi anni ha dato vita, in Italia, ad un vero e proprio modello cui molte squadre (con poco successo!) cercano di ispirarsi e in Spaggna, ha riportato in Liga il Granada dopo due promozioni consecutive.

Con in ballo 100 milioni di euro, se vi chiedessero qual è la finale più importante che lo stadio di Wembley ha ospitato, immagino rispondreste anche voi come i Pozzo.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

venerdì 24 maggio 2013

UDINESE: "UN NUOVO BLOCCO DI SEMISCONOSCIUTI"..DI TALENTO!

I POZZO PORTANO IN FRIULI NUOVI TALENTI: SONO GIA' SEI I VOLTI NUOVI

"Un nuovo blocco di semisconosciuti" l'ha definito Franccesco Guidolin. Mentre le altre squadre inseguono nomi noti, costosi e non sempre raggiungibili, l'Udinese porta avanti il prorpio lavoro di scouting facendo arrivare ad Udine altri giovani giocatori che potranno diventare protagonisti della prossima serie A, come in passato hanno fatto i vari Isla, Inler, Asamoah e Muriel, giusto per citarne qualcuno.

Di questo "blocco" due arrivano dalla Croazia, si tratta di due classe '92 entrambi nel giro dell'Under21 croata. Il primo è Igor Bubnjic, prelevato dallo Slaven Belupo, è un difensore roccioso, alto 188 cm che fisicamente ricorda molto Domizzi.
L'altro è Frano Mlinar, centrocampista centrale, ottima tecnica, agisce da regisata davanti alla difesa nella Lokomitiva Zagabria.

Altro giovane su cui Guidolin punterà molto sarà Jadson (in alto nella foto), esterno brasiliano classe '93 proveniente dal Botafogo, che potrebbe coprire l'eventuale partenza di Basta. Sempre brasiliano, ma in arrivo dal Bologna in prestito dal Granada (club sempre in mano alla famiglia Pozzo) è il centrale Naldo, classe '88 che da gennaio ha fatto abbastanza bene in rossoblu. Anche il suo arrivo è preventivo alla possibile partenza di Benatia.

Gli osservatori dell'Udinese comunque non guardano solo all'estero, ma con interesse anche alla nostra serie B. Due giovani approderanno in Friuli dal Novara. Il primo è Bruno Fernandes (a destra nella foto),
centrocampista portoghese classe '94 che i Pozzo hanno prelevato dal Boavista, di cui DF già vi parlò qualche mese fa.
L'altro ragazzo è il ghanese Masahudu Alhassan, esterno difensivo del '92.

Ora sono un "blocco di semisconosciuti", l'anno prossimo magari varranno milioni. Dei Pozzo ci si può fidare.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

domenica 12 maggio 2013

UN LALLALÀ, QUESTO È IL VALZER DEL..MAZZARRINO..

DALLA SCELTA DEL TECNICO TOSCANO DIPENDE IL FUTURO DI PIÙ ALLENATORI

"Il vento suonava un bel valzerino, così il..MAZZARRIno si mise a ballar.."
Basterà una prima nota perché il ballo che vede in pista sei allenatori e sei società, stravolga il volto della nostra serie A.

Com'è intuibile molto dipenderà dal primo passo di Valzer (ops!) Mazzarri; il tecnico toscano sembra aver capito che, complice l'ormai probabile partenza di Cavani, il suo ciclo a Napoli è finito. Meglio cingere ai fianchi una nuova compagna, la Roma, per tre anni (2,2 mln a stagione) che la vecchia per due (3,5 l'anno, la proposta di De Laurentiis).

In conseguenza della scelta di Mazzarri, piroetteranno gli altri tecnici. Per "portare" la ballerina partonepea i candidati sono vari, primo fra tutti Vincenzo Montella, napoletano di nascita e ballerino che ha saputo far volteggiare benissimo le proprie precedenti compagne, che fossero vestite di rosso azzurro o di viola.
Il nome dell'Aeroplanino é stato accostato anche all'Inter, non più così sicura di volersi affidare ancora alle mani di Stramaccioni.

Altro nome papabile per la dama di De Laurentis a questo punto diventa quello di Max Allegri, dato
molto vicino alla Roma fino a qualche settimana fa, potrebbe invece lasciare la pista da ballo di Milanello per quella di Castel Volturno, considerando anche le continue critiche arrivategli dal coreografo di Arcore.
Dalle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Allegri però ("Non parlo del futuro perché sono sposato con il Milan") si capisce come nemmeno l'Acciughino sappia su quale panchina andrà a sedersi.
Non dimentichiamoci infine di Francesco Guidolin, che sebbene abbia detto di voler rimanere a Udine, ha anche aggiunto che comunque si sentirebbe all'altezza di guidare una piazza importante come quella Napoletana.

Come vedete la pista è pronta, ci sono anche i ballerini, non resta che fare le coppie..un lalla un lalla un lallalà..

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

domenica 21 aprile 2013

UDINESE: PIOTR ZIELINSKI, UN NUMERO 10 FATTO IN CASA POZZO!"

E' STATA LA VERA RIVELAZIONE DELLA VITTORIA DEGLI UOMINI DI GUIDOLIN SULLA LAZIO: CLASSE '94 IL POLACCO HA NUMERI DA CAMPIONE


Dopo la prima da titolare col Parma, ieri sera alla seconda dal primo minuto, un ragazzino polacco ha sorpreso davvero tutti.
Si chiama Piotr Sebastian Zielinski ed è il nuovo, anzi l'ennesimo, gioiellino scoperto dalla famiglia Pozzo e dall'Udinese.

Trequartista classe '94 , è nato il 20 maggio a Zabkowice Slaskie ed è arrivato ad Udine due anni fa dal Zagliebe Lubin, dove a 16 anni giocava già in prima squadra.
Grandi meriti dell'arrivo del gioiellino polacco in Italia, vanno ad Andrea Carnevale, che di recente ha raccontato di aver visto per la prima volta Zielinski in un torneo in Spagna. Al ragazzo venne fatto fare un provino ad Udine, durante il quale venne fatto giocare con le giovanili bianconere e a cui venne chiesto di battere anche le punizioni. Ebbene iniziò a batterle indistintamente di destro e sinistro, tanto che a fine partitta gli stessi osservatori bianconeri non erano più certise il ragazzo fosse destro o mancino.

Aggregato alla primavera friulana, mette a segno 7 gol in 12 partite, abbastanza per convincere Francesco Guidolin a portarlo in prima squadra.
Lo stesso allenatore veneto, nel post partita con la Lazio ha dichiarato: "La prima volta che lo vidi era poco più che un ragazzino, gracile, ma i piedi erano spettacolari. Zielinski potrebbe diventare quel numero dieci che cerchiamo da anni. Un numero dieci fatto in casa".
Effettivamente Piotr, alto 177 cm, è il classico trequartista moderno, cui piace giocare tra le linee, dialogando nello stretto, ma con la piacevole tendenza ad inserirsi alle spalle dei difensori.
Nella stessa partita con gli uomini di Petkovic, è andato un paio di volte vicino al gol proprio andando a prendere in verticale i suggerimenti di Di Natale.
Per quanto riguarda invece la nazionale polacca, a soli 18 anni è già nell'orbita della selezione U21.

Dopo i vari Sanchez, Inler e Asamoah, ecco Piotr Sebastan Zielinski, il nuovo, anzi l'ennesimo, fatto in casa Pozzo.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

martedì 16 aprile 2013

IL PROTAGONISTA DELLA 32a GIORNATA: LUIS FERNANDO MURIEL FRUTO

L'ATTACCANTE COLOMBIANO SEMBRA ESSERSI MESSO DEFINITIVAMENTE ALLE SPALLE IL BRUTTO INFORTUNIO DI INIZIO STAGIONE. LA DOPPIETTA AL PARMA NE È LA PROVA

Sono due le reti realizzate da Pinilla nel match contro l'Inter; sono due anche le reti di Vidal nel posticipo di ieri in casa della Lazio; ma la doppietta di Muriel realizzata al Tardini di Parma, potrebbe essere un evento che si ripeterà con molta più frequenza sia nel futuro immediato, che prossimo.

Il suo attuale allenatore, un vero e proprio “Maestro di Calcio” come Guidolin, ha sempre parlato bene di Muriel, sottolineando quanto enormi siano le potenzialità di questo calciatore. L'unico difetto che ha fatto notare il tecnico veneto, è la tendenza del ragazzo a mettere qualche chilo in più, rendendolo un po'..."rotondetto".
Lo staff medico dell'Udinese, come ordinato proprio da Guidolin, decide allora di tenerlo a stecchetto, in modo da riuscire a non vincolarne lo sviluppo, frenato invece in quest'inizio di stagione, da una microfrattura all'estremità prossinale del femore sinistro. Un brutto infortunio che finalmente sembra essere stato messo alle spalle dal giocatore colombiano.
Che Muriel fosse un predestinato, lo si era capito dopo i suoi primi mesi da titolare al Deportivo Cali: 11 presenze condite da 9 reti. L'Udinese si accorge di lui, ma dopo averlo acquistato, lo spedisce in prestito al Granada, società sempre di proprietà dei Pozzo. Nell'estate del 2011 va a Lecce, dove riesce a mettersi in mostra grazie ad uno strepitoso girone di ritorno nel quale realizza 7 gol. Purtroppo le sue ottime prestazioni, non sono sufficienti a salvare la società salentina dalla retrocessione.

Velocità e tecnica sono le caratteristiche migliori di Muriel, tanto da meritarsi l'accostamento al primo Ronaldo, soprattutto per le movenze. Intanto, come già detto, a inizio di questa stagione torna definitivamente all'Udinese. Superato anche quel brutto problema fisico, il giovane attaccante riesce a ritagliarsi il suo posto da titolare accanto ad un “totem” come Di Natale, contribuendo alla causa bianconera con 8 reti in 17 presenze tra Campionato e Coppe.
Tante le squadre che hanno messo gli occhi sull'attaccante colombiano e siamo sicuri del fatto che il futuro di questo giovane talento, sarà certamente lontano dal Friuli.

Ugo Mega
@Superughish on Twitter

lunedì 4 febbraio 2013

EDITORIALE: E’ UN MILAN sBALOrditivo, I ROSSONERI BATTONO L’UDINESE 2-1 E AGGANCIANO L’INTER


UNA DOPPIETTA DEL NUOVO ARRIVATO IN CASA MILAN DECIDE IL MATCH. MA LE POLEMICHE PER IL RIGORE CHE HA DECISO IL MATCH NON MANCANO...

Doveva essere la sua serata. E lo è stata eccome. Non poteva probabilmente sognare un debutto migliore Mario Balotelli, il grande colpo rossonero della sessione invernale di calciomercato, subito titolare grazie all'infortunio occorso in fase di riscaldamento (destino..) a Pazzini: doppietta all’esordio, davanti ad un pubblico che lo ha inizialmente acclamato e successivamente osannato dopo il rigore decisivo trasformato con la solita, ineffabile calma e precisione al 94’. Ah, il rigore, inesistente peraltro: eccola, la solita polemica del weekend che non può mai mancare nel nostro calcio. Chiariamo subito: il contatto tra Heurtaux ed El Shaarawy non c’è. Il difensore francese tocca il pallone e non la gamba del Faraone, ma Valeri vede in modo diverso, concedendo la massima punizione dagli 11 metri. Entrare nel merito della solita, noiosa polemica su torti ed errori arbitrali, sinceramente, non è ciò che abbiamo intenzione di fare, dato che se ne parla già con eccessiva insistenza: la nostra volontà è quella di parlare di calcio giocato. E così sia.

Il Milan visto nei primi 45’ minuti di partita è stato (con tanto di gioco di parole) sBALOrditivo. Il miglior Milan di stagione: corsa, fraseggi rapidi, cambi di gioco frequenti e ritmo altissimo. Effetto Balotelli o meno, i rossoneri vanno a mille: l’ex City tuttavia ci mette parecchio del suo, sfiorando per due volte il gol, mandando in porta Niang (ipnotizzato da Padelli) con uno splendido assist e trovando il primo centro in maglia rossonera con una girata di sinistro all’interno dell’area piccola. L’assist, manco a dirlo, porta la firma di Stephan El Shaarawy, anche ieri encomiabile dal punto di vista dell’impegno, della qualità e della corsa. SuperMario sembra prenderci gusto e cresce: il gol segnato è pari all’effetto che i magici funghi raccolti hanno sull’ormai noto personaggio dei videogiochi, tanto che il numero 45 decide di sparare un gran destro a giro dai 25 metri che Padelli, con un miracolo, riesce a mettere in calcio d’angolo.

L’Udinese c’è, ma non si vede. Almeno fino al 7’ della ripresa, quando Di Natale, imbeccato da Lazzari, tenta un gol impossibile, senza successo. Il Milan non riesce a chiudere la partita e, alla prima disattenzione difensiva, paga dazio: retroguardia scoperta, Muriel serve Pinzi, conclusione deviata in rete da Zapata, in chiusura disperata. 1-1.
La brillantezza primotempistica del Milan sparisce in un attimo, i rossoneri accusano il colpo e provano a rispondere, l’Udinese prende coraggio e riparte con convinzione. La più grande chance dell’intero secondo tempo capita sui piedi di Niang, che centra la traversa (dopo averne già rotta una a Milanello in settimana..) con una fucilata al volo a botta sicura. I minuti passano, gli ingressi di Robinho, Bojan e Traorè da una parte e di Pereyra e Merkel dall’altra non cambiano nulla. Chi decide di rendere la sua serata perfetta, invece, è proprio SuperMario, che sfrutta il generoso calcio di rigore guadagnato da El Shaarawy per firmare il 2-1 finale.

La squadra di Allegri, complessivamente, ha vinto con merito, creando più occasioni rispetto ad un’Udinese abile principalmente a chiudersi e ripartire con ordine e pericolosità, grazie alle velocità della coppia Muriel-Di Natale. Constant è stato ancora una volta uno dei migliori in campo, Zapata ha giocato l’ennesima partita di grande solidità ed Abate si è proposto meglio che in altre occasioni mentre a deludere, al rientro da titolare dopo l’infortunio, è stato Daniele Bonera, responsabile del buco difensivo che ha concesso il pareggio alla squadra friulana. Montolivo si è dimostrato come sempre indispensabile a centrocampo, recuperando e smistando bene palloni, ben coadiuvato da Flamini e Nocerino, che hanno dato tanta corsa e quantità. Sul trio offensivo, El Niangotelli, poco da aggiungere: El Shaarawy continua ad offrire prestazioni importanti, così come Niang, al quale è mancata solo un po’ di precisione sottoporta. Di Balotelli, invece, abbiamo già ampiamente discusso: con questa mentalità, potrebbe davvero far fare il salto di qualità alla sua nuova squadra. E l’inizio non è stato certo dei peggiori..

Inter agganciata, Lazio sconfitta e a soli 3 punti di distanza. L’aereo per l’Europa è decollato da Bergamo settimana scorsa: il volo prosegue ed il copilota Balotelli è arrivato in tempo utile per prendere ancora più quota, insieme al comandante El Shaarawy e a tutto l’equipaggio rossonero. Next stop, prossimo scalo: Cagliari. Atterraggio previsto Domenica 11, ore 15: Is Arenas. Il viaggio verso la meta è ancora lungo, ma si sa: dietro ogni linea d’arrivo, c’è una nuova linea di partenza. Verso l’Europa che conta.

Simone Nobilini
(@SimoNobilini on Twitter)

lunedì 19 marzo 2012

NESSUNO SI VUOL PRENDERE IL TERZO POSTO


CON IL 2 A 2 ENTRAMBE LE SQUADRE ACCORCIANO DI UN PUNTO NEI CONFRONTI DELLA LAZIO CHE RIMANE COMUNQUE TERZA

Allo stadio Friuli è andata in scena la partita tra le due deluse della settimana dopo le eliminazioni dalle coppe. Con la sconfitta della Lazio a Catania il vincitore poteva raggiungere il terzo posto valevole per la Champions League. Ma tra i due litiganti il terzo gode e le due squadre non vanno oltre un pareggio che le lascia a ridosso dei biancocelesti ad una lunghezza di distanza.
CRONACA- Mazzarri lancia titolari Pandev e Dzemaili a scapito di Lavezzi e Hamsik, ancora provati fisicamente e psicologicamente dalle fatiche londinesi. Guidolin invece, oltre ad Isla e Basta, rinuncia anche ad Armero a favore di Pereyra e schiera Fabbrini di fianco a capitan Di Natale. I 3-5-2 speculari fanno sì che la maggior parte del traffico sia a centrocampo sopratutto nella zona centrale, con le fasce inizialmente poco sfruttate. La prima vera occasione della partita parla uruaguayano, con Cavani incapace di finalizzare un contropiede ben impostato da Gargano. Il Napoli crea qualche altro pericolo ad Handanovic ma a passare in vantaggio è proprio la squadra bianconera con Pinzi. Il centrocampista è bravo ad inserirsi al momento giusto anticipando De Sanctis sul bel cross di Fabbrini. Proprio il giovane fantasista toscano è il protagonista del ultimo quarto d'ora del primo tempo. Prima si fa ammonire per proteste dopo essere stato tartassato da Campagnaro, poi al 32' prova il “gol alla Del Piero” ma colpisce troppo d'esterno e la palla va fuori di molto. Si va quindi alla pausa con l'Udinese potenzialmente terza.
Il gioco riprende e i friulani trovano subito la rete dopo appena 6 minuti. E con chi se non con Totò Di Natale? L'azione è simile a quella del vantaggio con le uniche differenze che stavolta a fare il traversone è Pasquale e Pinzi riesce solo a beccare il legno, sulla ribattuta del palo il capitano è lesto a ribattere in rete. Doppio vantaggio e partita virtualmente chiusa. Ma nel calcio nulla è ovvio e a riservare soprese ci pensa l'arbitro Rocchi ammonendo per la seconda volta , e ingiustamente, Fabbrini. A questo punto Mazzarri ci crede e inserisce sia Hamsik sia l'oggetto misterioso Edu Vargas a scapito di Gargano e Britos. Al 72' sembra che la gara si possa riaprire: Domizzi colpisce con le mani in area, Rocchi non ha dubbi e fischia il rigore. Cavani si presenta sul dischetto ma la conclusione che ne esce è di quelle veramente oscene: rigore basso e centrale che Handanovic respinge tranquillamente. A questo punto sembra davvero tutto finito, ma il Matador si conferma una delle migliori punte a livello europeo. Prima gran gol su punizione (colpa anche della barriera che si sposta) e poi, a sei minuti dal termine, riaddrizza la gara firmando l'incredibile pareggio. Il Napoli a questo punto diventa anche ingordo e Mazzarri urla ai suoi di cercare la rete del sorpasso, ma l'Udinese si difende strenuamente, e la somma totale non cambia.

Merito ad entrambe le squadre che giocano una partita a viso aperto dando vita ad un bello spettacolo. Il Napoli ha pagato lo scotto di Londra soprattutto nel primo tempo, ma nella seconda frazione, reagendo da grande squadra, ha dimostrato di star lentamente somatizzando la botta europea. L'Udinese ha prevalso fino a quando il numero di giocatori in campo era lo stesso. L'espulsione di Fabbrini ha fatto arretrare troppo il baricentro friulano e ha tolto molta della fantasia  bianconera in campo. Per la Champions il discorso è ancora apertissimo: con tre squadre in due punti dieci giornate ancora da disputare tutto è ancora possibile.

Nicolò Smerilli

lunedì 12 marzo 2012

IL BOLOGNA BRILLA COME UN DIAMANT-I. NOVARA: RITORNO AL FUTURO!

LAZIO SCHIAFFEGGIATA 3-1 DAL BOLOGNA. UDINESE BATTUTA 1-0 DAL NOVARA

Da domani, sull'ingresso di molti degli stadi di serie A, ci sarà probabilmente un cartello appeso, con scritto: " ATTENTI AL BOLOGNA". Ne sa qualcosa la Juve di Conte, fermata al Dall'Ara nello scorso turno e da questa sera anche la Lazio. Gli emiliani rifilano tre schiaffi ai biancocelesti, che rallentano la loro rincorsa alla Juventus.

CRONACA- Il primo tempo degli ospiti è perfetto: compatti e solidi in mezzo, grazie al brillante Khrin e a Garics e Rubin che stringono al centro per togliere spazio ad Hernanes e Gonzalez. Una volta recuperata palla, l'ordine di Pioli è quello di servire i due trequartisti Ramirez e Diamanti, affidandosi alla loro fantasia.
La strategia paga e all'11' arriva il vantaggio bolognese: Diamanti trova su un calcio d'angolo, Aquafresca sul secondo palo. La conclusione dell'attaccante scuola Inter, preferito questa sera a Di Vaio, viene ribadita in rete da Portanova dopo la respinta di Marchetti. Raggiunto il vantaggio, Diamanti sale in cattedra e al 19' gli attua la "pazza idea" di scaricare direttamente dalla bandierina in porta, un tiro che però si stampa sulla traversa a Marchetti battuto.
La Lazio prova a reagire con il capitano Mauri, che prima al 22' e poi al 27' va vicino al gol. Sulla sua strada però incontra un Gillet saracinesca. Il secondo intervento del portiere francese è davvero importante, considerando che sul capovolgimento di fronte, gli ospiti trovano il 2-0. Su un'uscita di testa di Marchetti, Diamanti dalla trequarti trova una giocata che da sola vale il prezzo del biglietto e insacca il raddoppio ospite. Il trequartista di Pioli è ancora protagonista al 43'. Matuzalem infatti gli rifila una manata in faccia guadagnandosi il cartellino rosso e la via degli spogliatoi anticipata.
Nella ripresa ci si aspetta la risposta furiosa della Lazio e le premesse sono quelle. All'11' un clamoroso autogol di Rubin riapre la partita. Dopo due minuti però arriva un'altra mazzata per i padroni di casa. Da un contropiede fulminante di Ramirez, nasce l'espulsione di Gonzalez: fallo da ultimo uomo dell'uruguagio sul connazionale. Sulla successiva punizione, Khrin mette in porta il tiro ribattuto dalla barriera: é 3-1.
La Lazio nei minuti restanti rischia addirittura di prendere il quarto gol. Ma la partita si chiude qui. Grande prestazione degli uomini di Pioli, che dopo il buon gioco espresso con la Juve, espugnano l'Olimpico laziale, battendo nettamente i biancoazzurri sul piano tattico. Gli uomini di Reja sono rimasti infatti imbrigliati nella compattezza e solidità degli emiliani.

Ritorno al futuro invece per il Novara. Al Silvio Piola, c'è il nuovo esordio di Tesser sulla panchina Novarese, dopo la breve parentesi Mondonico. Il tecnico che ha portato la squadra piemontese dalla C alla A, rivitalizza i suoi uomini che riescono nell'impresa di sconfiggere 1-0 un'Udinese logorata dagli impegni europei e dagli infortunei.
 Tesser schiera i suoi con un 5-3-2 mentre Guidolin sceglie il solito 3-5-2. I padroni di casa pressano più alto rispetto al solito e già al 16' trovano il gol che spacca la partita. Calcio d'angolo di Porcari e stacco perentorio di Jeda che insacca alle spalle di Handanovic. L'Udinese, priva della solita lucidità e vivacità, non riesce a dare sfogo alle sue ripartenze. il Novara resiste fino alla fine riuscendo a  portanre a casa i tre punti.
Per gli uomini di Guidolin, alla luce della contemporanea sconfitta della Lazio, resta il rammarico per il mancato sorpasso. Per il Novara invece, nonostante i tre punti, le cose non cambiano molto, considerando gli 11 punti di ritardo su Parma e Cagliari.
Se non altro la squadra neopromossa ha dimostrato di voler lottare ancora e non rassegnarsi alla retrocessione.

Davide Bernardi