Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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giovedì 28 febbraio 2013

WLA..LIGA: BILBAO, LA CENERENTOLA D'EUROPA E' SCOMPARSA, E' RIMASTA SOLO LA SCARPETTA

IL BILBAO DI BIELSA NON SE LA PASSA CERTO BENE. TRE PUNTI DALLA RETROCESSIONE E FUORI DALL'EUROPA LEAGUE

C'era una volta una cenerentola che incantava l'Europa. C'era una volta l'Athletic Bilbao di Marcelo el loco Bielsa.
Un gioco frizzante, piacevole e quasi utopistico: 4-3-3 iper offensivo, con davanti LLorente supportato dai ragazzini terribili Susaeta e Munain.
Finale di Copa del Rey e di Europa League (dopo quasi 40 anni) centrate con una squadra tutta di origini basche e per di più con un età media di 23 anni.
Poi, un po' per l'inesperienza, un po' per il talento di Falcao e Messi, entrambe le partite andarono male. 3-0 per l'Atletico Madrid a Bucarest e 3-0 per il Barcellona al Vicente Calderon.
Nessun titolo al termine di un'annata comunque incredibile. Il Bilbao aveva fatto innamorare mezza Europa, dando una lezione di calcio anche Sir Alex Ferguson, sconfitto per 3-2 all'Old Trafford, con i baschi padroni del campo. Il dato del possesso palla arrivò addirittura al 67 %.

A distanza di qualche mese, al San Mames sembra essere scoccata la mezzanotte. L'incantesimo si è spezzato. Javi Martinez emigrato in Germania per la cifra folle di 40 milioni di euro, Llorente, la vera stella della squadra, messo fuori rosa a causa del mancato rinnovo con la società basca.
Quello che sembrava l'inizio di un nuovo ciclo per l'autarchica società roji-blanca, sembra invece essersi rivelata una favola lunga una stagione.
Quest'anno infatti del Bilbao dell'anno scorso sembrano rimasti giusto i colori: 26 punti nella Liga, a soli tre dalla zona retrocessione e già fuori dall'Europa League.
Da metà dicembre, i baschi hanno vinto una sola volta, nel 3-0 all'Atletico Madrid, partita che si pensava potesse essere la svolta della stagione, poi 6 sconfitte e 2 pareggi.
Nell'ultima giornata un 1-3 subito dalla Real Sociedad. Negli scontri con Barcellona e Real Madrid i gol presi sono stati dieci: cinque per partita, per non scontentare nessuno. In generale le reti subite in questo campionato sono addirittura 50, a fronte delle 30 fatte.
La cenerentola che incantava l'Europa sembra dunque aver perso la scarpetta, i rintocchi della mezzanotte l'hanno trasformata nel fac-simile della Roma Zemaniana:  un gol più degli altri lo incassa invece che segnarlo.

Al San Mames si parla già del possibile sostituto del loco Bielsa. Si era fatto il nome di Unay Emery, prima che firmasse col Sevilla.
Intanto sabato l'Athletic fa visita all'Osasuna, per quella che si profila come una gara fonfamentale sulla strada della salvezza. Il club di Pamplona infatti, in classifica ha 2 punti in più dei baschi.
La mezzanotte è scoccata e alla Catedral è stata ritrovata solo una scarpetta. Bielsa farà bene a ritrovare anche la sua Cenerentola.

Davide Bernardi
DavideBernardi6 on Twitter

mercoledì 9 maggio 2012

I LEONES SI PREPARANO ALLA FINALE A SORSI DI COLA CAO!

PARTICOLARE RITO SCARAMANTICO DEGLI UOMINI DI BIELSA ALLA VIGILIA DELLA FINALE DI EUROPA LEAGUE

I giocatori sono per eccellenza delle persone scaramantiche. Ognuno ha i propri riti: chi entra in campo con il piede con cui calcia, chi facendosi il segno della croce, chi facendosi una tazza di Cola Cao la sera prima di una partita importante.

Avete capito bene! I giocatori dell'Athletic Bilbao, prima di ogni partita importante, si riuniscono in una stanza e fanno "merienda" sorseggiando il Cola Cao (cacao in polvere, tipo Nesquik).

Alla vigilia di uno dei match più importanti nella storia della squadra di Bilbao, 35 anni dopo l'ultima finale di una competizione europea (finale coppa Uefa persa con la Juve nel'77), potevano i Leones sottrarsi a questa tradizione che li ha fatti arrivare fino a Budapest? Certamente no, così ieri sera i giocatori de "el Loco" Bielsa si sono riuniti nell'abitazione del Re Leone Llorente e hanno consumato il loro rito portafortuna, nella speranza che possa funzionare anche questa sera.
A differenza delle altre volte però, i giocatori hanno deciso di immortalare il particolare momento con delle foto, prontamente pubblicate sui vari social network

Non sorprendetevi, tale allenatore tale giocatori.

Davide Bernardi

venerdì 27 aprile 2012

INTER SU ITURRASPE: UNA VITA DA MEDIANO..CON I PIEDI BUONI!

IL GIOVANE METRONOMO, CONSACRATOSI CON BIELSA, ORA E' INSEGUITO DALL'INTER

"Una vita da mediano, con dei compiti precisi, a coprire certe zone, a gicare generosi".
Non ci sarebbe canzone più appropriata di quella di Ligabue, per descrivere Ander Iturraspe, se non fosse per quella frase che recita: "nato senza i piedi buoni". E si, perchè il giovane giocatore basco i piedi buoni ce li ha. Eccome!

Ander Iturraspe Derteano nasce l'8 marzo 1989 ad Abadiño, ovviamente nei paesi Baschi (ormai celebre la legge che vuole esclusivamente giocatori autoctoni  per l'Athletic Bilbao); all'età di dieci anni entra a far parte della cantera dei rojoblancos. 

Nella stagione 2006/07, dopo 25 presenze con la squadra A dell'Athletic giovanile, viene mandato a maturare al CD Baskonia, squadra affiliata ai Leones di Bilbao, che milita in "terzera division".

Nel 2008 il ritorno alla casa-base e il 14 settembre l'esordio con la maglia dell'Athletic, nello 0-0 col Malaga.


Consacratosi da titolare grazie a Bielsa, che l'ha definito il "mediano perfetto", ha saputo dare l'equilibrio giusto all'undici del "Loco", plasmandosi come elemento di collegamento tra una difesa rocciosa e un attacco frizzante come quello dei Leones; ha saputo dimostrare le sue migliori qualità soprattutto dopo l'arretramento a centrale difensivo di Jorge Martinez, complice anche il calo di rendimento del giovane Mikel San Josè.
E siccome la canzone del Liga sarebbe perfetta se non fosse per quella frase là, Iturraspe vive la sua "vita da mediano", segnando sempre poco: quest'anno solo 1 gol nell'1-1 col Rayo Vallecano, in 46 presenze tra campionato e coppe.
Tuttavia, sebbene la natura non gli abbia dato "ne lo spunto della punta nel dieci", dietro l'estro dei vari Llorente, Muniain e Susaeta, Iturraspe, grazie alla sua interdizione e alle sue geometrie, ha saputo dare un contributo essenziale nel cammino che a portato il Bilbao in finale di Europa League e Copa del Rey, tanto da meritarsi l'attenzione di squadre importanti come l'inter.


Dunque ad Ander Iturraspe da Abadiño non resta che "star lì, lì nel mezzo"  a "coprire certe zone a giocare generoso".


Davide Bernardi













IL RUGGITO DEI "LEONES"

CAPOLAVORO DEI BASCHI CHE RIBALTANO IL 2-1 DELL'ANDATA

I Leones di Bielsa azzannano lo Sporting Lisbona e conquistano la finale di Europa League.

Per l'occasione il San Mames, più che una Cathedral, sembra un girone infernale dantesco. La pena per i portoghesi è terribile: correre, correre, correre; nel boato di 40 mila persone inseguire dieci biglie infuocate vestite di bianco-rosso sotto i ruggiti del  Re Leone, Fernando Llorente.

Nei primi minuti di gara, ai ragazzi di Bielsa sembrano tremare le gambe di fronte la possibilità di conquistare la finale, ma la paura passa subito e il prato del San Mames inizia ad essere solcato dalla corsa infernale degli uomini di Bielsa.
I Leones passano in vantaggio dopo appena 15', al termine di un'azione spettacolare: Herrera serve Muniain, il "folletto basco" crossa su Llorente, che di petto appoggia a Susaeta, mancino al volo e 1-0.

I portoghesi di Sa Pinto non riescono ad alzare la testa e continuano a non capirci niente tra i continui inserimenti e verticalizzazioni dei baschi. Llorente al limite dell'area fa valere il suo ruolo di "re della giungla" e non fa vedere palla ai vari Anderson Polga e Xandao.

Lo Sporting sembra però rivedere la luce al 44', quando grazie al mancino dal limite di Van Wolfswinkel, trova l'insperato pareggio. Ma la crudeltà del girone dantesco è infinita e appena un minuto dopo i portoghesi devono riniziare a correre, perchè Ibai Gomez, sfrutta al meglio l'assist al bacio del solito Llorente, per portare nuovamente in vantaggio i suoi.

La ripresa non cambia copione e la tortura per i biancoverdi di Lisbona continua incessantemente. Al 88' il colpo di grazia. Ibai Gomez si beve Pereira e mette in mezzo, dove il "Re Leone" piazza la zampata decisiva. Dopo tre minuti di recupero il San Mames può esplodere definitivamente di gioia. Llorente in lacrime di gioia cade a terra e i compagni lo sommergono.

Dopo quello fatto vedere questa sera, la finale per la squadra de "El Loco" non potrebbe essere più meritata. Il solito gioco frizzante e divertente, giocato a cento all'ora per novantatre minuti.

Dopo la cocente eliminazione dalla champions di Barca e Real, il calcio spagnolo dunque si consola con le due semifinaliste di Europa League ( l'Atletico Madrid passa ai danni del Valencia).

A 35 anni di distanza dalla finale di Coppa Uefa persa con la Juve, i rojoblancos tornano a giocare la finale di una coppa europea.
Ne siamo sicuri, il ruggito dei Leones si sentirà fin qui.

Davide Bernardi


venerdì 30 marzo 2012

EUROPA LEAGUE: I LEONI RUGGISCONO IN GERMANIA. SIMEONE SANO E "SALVIO"

BENE ANCHE LO SPORTING, CADE INVECE IL VALENCIA. EMERI A RISCHIO

L'Europa League ci ha riservato fin qui grandi sorprese e anche ieri sera, nell'andata dei quarti di finale, numerosi sono stati i colpi di scena.
Continua a volare l'Athletic Bilbao, la cenerentola spagnola rifila in terra tedesca quattro schiaffi allo Shalke 04, mettendo un piede e mezzo in semifinale. Risultato sorpendente anche quello di Alkmaar, dove l'Az si è imposto sul Valencia per 2-1 dopo aver sofferto per gran parte della gara. L'altro scontro invece che vedeva opposte una spagnola ed una tedesca, ha visto la vittoria al Vicente Calderon dell'Atletico Madrid per 2-1 sull'Hannover. Stesso risultato per lo Sporting Lisbona sul Metalist

Shalke 04 - Athletic Bilbao
I ragazzi terribili del "loco" Bielsa si impongono per 4-2 sui bianco-blu di Gelsenkirchen. Assoluti protagonisti i due bomber iberici: Raul da una parte e LLorente dall'altra. Per entrambi una doppietta; a sorridere alla fine è però l'attaccante basco, anche grazie ai gol dei compagni De Marcos e Munain. Prova intelligente e sfrontata quella dei Leones, che dopo essere passati in vantaggio si sono fatti rimontare da Raul, prima di riportare la gara sui binari giusti. Solito gioco frizzante per gli uomini di Bielsa che anche questa volta hanno divertito i telespettatori con un ritmo sempre altissimo e un'accortezza tattica davvero ammirevole. Molti rimpianti invece per i tedeschi, che una volta ribaltato lo svantaggio iniziale, non sono stati in grado di chiudere la partita, complice anche un palo di Huntelaar. Per il ritorn servirà dunque un'impresa al San Mames.

Az Alkmaar - Valencia
Il Valencia perde male in Olanda e mette a serio rischio la panchina del proprio allenatore. I ragazzi di Unai Emeri, reduci da due sconfitte consecutive nella Liga, non riescono a sfruttare la superiorità tecnica e si fanno sorprendere prima da Holman, con un eurogol che fa esplodere l'Afas Stadion e poi da Marteens, che capitalizza al meglio un cross dalla destra dello stesso Holman. In mezzo era arrivato il momentaneo pareggio di Mehmet Topal. Grandi rimpianti per i pipistrelli iberici, che pur avendo sfiorato il sorpasso con Jonas, si sono fatti beffare a pochi minuti dal termine. Al Valencia basterà comunque un 1-0 al Mestalla per accedere alle semifinali.


Atl. Madrid - Hannover 96
L'altra rivelazione di questa Europa League, l'Hannover, riserva non poche difficoltà agli uomini di Simeone. I Colchoneros, reduci da un periodo non esaltante in campionato, riescono ad imporsi grazie al gol in extremis di Salvio, entrato da poco. Ad aprire le danze il solito Falcào: al 9' del primo tempo l'attaccante colombiano sfrutta l'uscita a vuoto di Zieler per depositare in porta di testa. Il pareggio tedesco arriva con Diouf, che approfitta una disattenzione di Miranda per insaccare da pochi passi. A due minuti dal 90' arriva il gol partita di Salvio, l'attaccante argentino raccoglie una sponda di Falcao e regala la vittoria ai suoi. Nonostante il successo, per i bianco-rossi di Madrid la qualificazione è tutt'altro che scontata, considerando anche gli squalificati Juanfran, Gabi e Arda Turan per la gara di ritorno.

Sp. Lisbona - Metalist
E' una vittoria agrodolce quella dello Sporting sul Metalist. I portoghesi infatti, in vantaggio di due reti grazie a Izmailov e Insua, subiscono in pieno recupero il gol di Xavier che tiene aperti i giochi per la qualificazione. Buona prova quella dei padroni di casa, che hanno la meglio su un avversario ostico come il Metalist, capace di battere a domicilio già Sochaux, Austria Vienna, Malmoe, Salisburgo e Olimpyakos.

Davide Bernardi

lunedì 26 marzo 2012

CHE SARA' DI QUESTA INTER?


Anche i tifosi più veraci ieri sera avranno ammesso che il ciclo dell' Inter è finito. La squadra di Monaco, quella che aveva appena sconfitto i marziani di Barcellona, non esiste più, eppure tanti di quei giocatori sono ancora lì. Ieri sera l'ambiente nerazzurro puntava a  far svoltare la stagione, e l'unico modo era battere per primi, ed in casa, una formazione ancora imbatutta. Se aggiungiamo gli strascichi di Calciopoli le motivazioni non sarebbero dovute mancare, ma come è finita lo sanno tutti. Una buona Inter è stata in grado di controllare la gara per un'ora, tuttavia come spesso accade ultimamente al primo vero errore sono andati sotto. La rete di Cacerès ha spezzato le ali a qualsiasi velleitario tentativo d'impresa. Dopo il gol i nerazzurri sono spariti dal campo come se la partita fosse finita con anticipo, incapaci di produrre un azione da gol degna di tal nome. E' la mentalità che è cambiata in questa squadra. Nell'anno del Triplete l'Inter era capace di rimontare una partita in cinque minuti, quella di adesso nello stesso tempo è capace di subire due gol. Ranieri la continua a definire una stagione maledetta in cui la sfortuna sembra farla da padrona, ma questo è solo fumo negli occhi dei tifosi interisti. La verità è che la dirigenza non ha rimpiazzato un giocatore del calibro di Samuel Eto'o con uno di altrettanto valore, illudendo tutti con Alvarez, Castaignos e Coutinho. Se andiamo a spulciare le statistiche della stagione passata vediamo che è stato proprio il camerunense a tener viva una squadra già in crisi e la sensazione è che se non ci fosse stato lui l'Inter sarebbe in questa condizione già dall'anno scorso. Con questa annata oramai persa è già tempo di fare piani per il futuro. In primis c'è il discorso riguardante l'allenatore: Ranieri non piace molto ad un ambiente ancora troppo legato a Mourinho, e di certo i risultati finora ottenuti non lo aiutano in vista di un eventuale riconferma. Tre sono i nomi più gettonati per il futuro: Villas Boas, Bielsa e Zeman. Analizziamoli uno per uno. Il portoghese pare il nome più caldo per svariati motivi: oltre che conoscere l'ambiente (è stato il secondo di Mou nel 2009), è gradito al presidente e, sopratutto, è attualmente senza squadra. Potrebbe essere l'ideale per un Inter che vorrebbe ripartire da zero ma andando a vedere cosa ha combinato a Londra, dove la situazione era più o meno simile, le premesse non sono certo le migliori..Suggestiva l'idea Zeman. Il boemo garantirebbe grande spettacolo e splendidi attacchi, ma di certo non è un vincente nel senso stretto del termine. Potrebbe essere l'ideale se si volesse seguire un progetto “verde” puntando sui giovani in attesa magari di un Top Coach come Pep Guardiola. La terza ipotesi sarebbe quella di Marcelo Bielsa che già contattato per il dopo Leonardo decise di mantenere la parola data e di accasarsi a Bilbao. L'allenatore dei baschi, oltre ad essere gradito dai tanti sudamericani nello spogliatoio, porterebbe con sé un esperienza ultradecennale e quel pizzico di autorità che a volta pare mancare a Ranieri. Infine impossibile, anche se allettante, la possibilità di vedere Fabio Capello a San Siro. Non ha mai preso squadre da rifondare e non si capirebbe il motivo per cui dovrebbe cominciare a farlo a  65 anni suonati con una dirigenza incompetente.

Nicolò Smerilli