Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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lunedì 29 ottobre 2012

EDITORIALE -ROMA: COSI' NON SEI BELLA

I GIALLOROSSI SCIVOLANO IN CASA CONTRO L'UDINESE DOPO ESSERE STATI IN VANTAGGIO PER DUE A ZERO

Siamo sicuri che anche stanotte Zdenek Zeman abbia riempito il suo posacenere rimanendo sveglio a riflettere su come, e sopratutto perchè, sia maturata la sconfitta di ieri sera, la terza in questo campionato. Raccapriccianti sono le analogie con la partita contro il Bologna del 16 settmbre: doppio vantaggio dilapidato in due gare in cui si stava dando spettacolo e tutto faceva presagire una goleada romanista. Ma anche stasera, come contro i felsinei, all'improvvisto si è spenta la luce e Domizzi e Di Natale hanno distrutto in pochi minuti ciò che Lamela, ispirato da Totti ed Osvaldo, aveva costruito.

E' una squadra in crisi d'identità, a volte troppo spettacolare a volte ingenua come poche. Nelle otto partite disputate finora (contro il Cagliari hanno vinto a tavolino) è sempre stata, almeno per una mezz'ora, completamente in balia degli avversari. L'esempio perfetto è la gara giocata contro la Juventus: tre gol subiti in meno di venti minuti con il passivo che sarebbe potuto aumentare se solo Matri e Vucinic fossero stati più precisi. Ma se allo Stadium si affrontava la squadra più forte del campionato di certo non si può dire lo stesso di Udinese e Genoa. Contro quest' ultima il risultato è stato favorevole ma anche a Marassi la banda Zeman ha  gentilmente regalato buona parte del primo tempo agli avversari.

In media due reti subite a partita: sono infatti 16 i gol incassati da Stekelemburg in appena otto turni di campionato, insieme al Chievo quella giallorossa è la peggiore difesa del campionato. Osvaldo e soci hanno realizzato fino ad ora 17 gol  ma per ambire ai primi posti con una retroguardia del genere devi avere contemporaneamente lì davanti Messi, Ronaldo e Falcao.

Per il momento Zeman non sembra essere in discussione, gode ancora della stima di Totti e sopratutto, a differenza di Luis Enrique, ha un "nome" che gli permette si sbagliare qualche partita così. Nessuno mette in dubbio che guardando la Roma ci si diverta ma se poi non si vince il bel gioco è fine a se stesso e per quanto i tifosi giallorossi apprezzino il boemo, siamo sicuri che non tarderanno a criticarlo anche loro in caso di altri risultati negativi. Ad agosto si parlava di scudetto, oggi un posto in Europa sembra un risultato più che ottimo per una squadra ancora in cerca di una precisa identità e spaccata in due tronconi opposti e non complementari.

Nicolò Smerilli
@NiSmerilli

mercoledì 6 giugno 2012

RITORNO AL FUTURO: QUANTO VARRA' LA ROMA DI ZEMAN?!

DOPO 13 ANNI IL BOEMO TORNA A ROMA, SAPRA' RIPETERE LA CAVALCATA DI PESCARA?

Quanto varrà la Roma di Zdenek Zeman?
E' la domanda che in questi giorni si stanno ponendo un pò tutti, tifosi romanisti e non.

"Bohemian Rapsody", come lo chiamano a Roma, torna nella capitale dopo 13 anni e per la prima volta nella sua vita di allenatore firma un contratto biennale.
A questo punto però l'interrogativo numero uno è quello di capire se e come Zeman riuscirà a migliorare il quarto posto ottenuto con i giallorossi nel '99.
Tra i tifosi della Lupa l'ottimismo è alle stelle, ma è necessario analizzare razionalemente i fattori che subentrano con il tecnico di Praga.

Sono fuor di dubbio infatti i meriti di Zeman a Pescara, dove grazie ad un mix perfetto tra giovani e veterani il boemo ha conquistato la serie B con addirittura 90 gol fatti; a Roma però bisognerà capire che giocatori Baldini e Sabatini gli metteranno a disposizione e soprattutto quanto questi calciatori sposeranno il progetto e le idee del tecnico ex Foggia ed Avellino.
L'interpretazione del credo tattico difensivo zemaniano da parte di Romagnoli & Co, ha dato l'impressione che qualcosa nei concetti di Zeman fosse cambiato, anche se il nuovo allenatore della Roma, ha presto smentito in conferenza stampa.

Per quanto riguarda la rosa, le indicazioni interessanti sono varie. Partendo dal fatto che, a detta dello stesso Zeman, De Rossi non farà il centrale difensivo nè il regista e che la Roma non sembra intenzionata a riscattare Gago, con ogni probabilità "Boemian Rapsody" chiederà un regista.
Ottimi spunti si sono visti da Federico Viviani, classe '92, capitano della primavera giallorossa, che già la scorsa stagione Luis Enrique fece esordire. Dalla semifinale persa con la Lazio, sono arrivate ottime indicazioni anche dal trequartista Ciciretti, giocatore molto tecnico ma difficile da adattare al gioco zemaniano e Nicolàs Lopez, attaccante esterno rapidissimo nel dribbling che ai quarti con il Varese spaccò la partita entrando dalla panchina.
Davide Bertolacci invece, dopo due buone stagioni a Lecce, è tornato  nella capitale per restarci.

A proposito del reparto offensivo poi, determinante per il gioco di Zeman sarà la conferma di giocatori come Bojan, Lamela e Borini, rapidi, tecnici e molto duttili.
Infine, altro punto focale sarà la questione difesa. Assolutamente sottotono la stagione di Heinze e da 3 in pagella quella di Kjaer, con  un Juan falcidiato dagli infortuni, sarà importante prendere almeno un paio di difensori; tra gli obbiettivi spuntano i nomi di Otamendi e Garay.

Se la Roma la prossima stagione dovesse comunque continuare a incassare molti gol, non ci sarebbe niente di sorprendente, si tratterebbe solo del buon vecchio Zeman.

Davide Bernardi

mercoledì 30 maggio 2012

ZEMAN-ROMA QUINDICI ANNI DOPO


LA SOCIETA' CAPITOLINA HA SCELTO IL BOEMO PER LA PROSSIMA STAGIONE

Che Zdenek Zeman sia un personaggio fuori dagli schemi non l' abbiamo certo scoperto quest' anno, con risultati sportivi entusiasmanti e dichiarazioni mai banali , come le ultime sugli scudetti della Juventus. Uno che, giusto per non andare troppo in là col tempo, in piena festa per la promozione del suo Pescara nella piazza della città, gela le migliaia di persone presenti annunciando di essere vicino all' accordo con la Roma.
Zeman nella Capitale diciotto anni dopo l' ultima volta, dunque, e proprio a Roma bisogna fare un giro per comprendere fino in fondo la grandezza e al tempo stesso l' unicità dell' allenatore boemo. Parliamo forse dell' unico personaggio che nel giro dei sei mesi passò dalla panchina biancoceleste a quella giallorossa, senza ottenere grandi risultati su nessuna delle due, ma che ancora oggi è ricordato con nostalgia dai tifosi di entrambe le squadre, senza alcun tipo di rancore per essere transitato in così poco tempo da una sponda all' altra del Tevere. Qualcosa di clamoroso, se si pensa a come è vissuto il calcio nella città capitolina.
Sono passati quindici anni da quando Zeman fu chiamato dalla famiglia Sensi per sostituire Il barone Niels Liedholm, e rispetto ad allora poco o nulla è cambiato nella filosofia del tecnico. Già nel 1997 le sue squadre erano autentiche macchine da gol, ma nel contempo avevano difese troppo ballerine per poter ambire a grandi traguardi. Il bel gioco e il divertimento dei tifosi prima di tutto, e pazienza se ancora oggi la critica batte ancora sullo stesso chiodo, ovvero gli scarsi risultati. Dopo un lungo pellegrinaggio in squadre di secondo piano rieccolo finalmente rientrare nel calcio che conta dalla porta principale, dopo aver vinto in maniera stupefacente un campionato di B e aver fatto conoscere all' Italia pallonara i suoi ragazzi terribili. Lo voleva mezza Serie A, se l' è accaparrato la Roma per il dopo Luis Enrique. Segnale forte quello lanciato dal DS Baldini, il quale, nonostante una stagione deludente in cui la Roma sarebbe dovuta diventare un piccolo Barcellona grazie alle idee rivoluzionarie del tecnico asturiano, ha scelto di affidare la panchina a un allenatore ancor più spregiudicato e amante dei giovani, sintomo che er proggetto proseguirà. Funzionerà stavolta? L' esigente piazza giallorossa avrà la pazienza di aspettare i risultati? Secondo noi sì, perchè a differenza di qualche suo predecessore avrà sicuramente dalla sua un certo Francesco Totti, che con lui maturò e indossò per la prima volta maglia numero 10 e fascia di capitano.
Bentornato Boemo!

Nicolò Scotucci