L'immagine forse più bella del miracolo sportivo di ieri sera del Borussia, quella che fotografa al meglio l'identità della squadra di Wesfalia, è certamente quella che ritrae i giocatori gialloneri a cavalcioni sulla ringhiera della Sudtribune ad abbracciare i 24 mila abbonati.
Abbiamo detto miracolo sportivo, ma precisiamo subito, anche perchè siamo convinti che dietro alla partita vinta sul campo, ce ne sia sempre una vinta sulle scrivanie. E quella vinta dai dirigenti del Borussia è tremendamente simile a quella che ieri sera ha fatto venire la tachicardia a mezza Europa.
Per iniziare il nostro viaggio, dobbiamo tornare indietro addirittura di dieci anni: è l'inizio della stagione 2003-2004. Il Borussia, reduce da una Bundes e una finale Uefa del 2002, perde i preliminari di Champions ai rigori col Bruges, lasciando sul campo almeno 30 milioni di euro tra possibili introiti e sponsor.
A questo si aggiungono operazioni almeno "discutibili", come l'acquisto dell'Hotel in cui abitualmente va in ritiro la squadra e l'ingaggio di giocatori strapagati che non rendono nemmeno il 10% dell'investimento.
Come se non bastasse, a tutto questo si somma la questione Westfalenstadion. L'impianto, creato nel '92, deve essere ristrutturato e finito per i mondiali 2006. La spesa è vicina ai 130 milioni di euro. Capirete bene che in quelle due stagioni si rischiò prima l'iscrizione alla Bundes, poi il fallimento.
La cosa da fare è chiara, serve una svolta, un cambiamento, innanzitutto nell'organigramma societario. Lasciano il presidente Niebaum e il manager Meier, quelli che avevano portato la Champions del '97 e l'Intercontinetale l'anno dopo.
A coprire la posizione di a.d arriva tale Hans Joachim Watzke, il vero deus ex machina del miracolo Dortmund, e come manager Michael Zorc, l'equivalente di Pavel Nedved per la Juve, prima bandiera in campo, poi dirigente.
La situazione è drammatica: 125 milioni di euro di debiti, più la ristrutturazione dello stadio da pagare e azioni in Borsa (il Borussia è quotato da 12 anni) scese al valore di 80 cent. di €.
La cosa da fare è una, tagliare, in modo razionale ovviamente. Via l'Hotel, via i giocatori strapagati, si punta sul settore giovanile. Il nome dello stadio venduto per 5 milioni l'anno fino al 2016 ad una compagnia d'assicurazione, non tutti infatti sanno che il vero nome dell'impianto sarebbe Signal Iduna Park.
A questo si sommano tre aumenti di capitale e richieste d'aiuto a "parenti e amici". Partecipa anche il Bayern, Hoeness compra delle azioni!
A tutto il resto pensa l'amore del pubblico: 80,500 posti tutti esauriti sempre e ogni sorta di gadget acquistati.
I gialloneri iniziano a rialzare la testa, ma il passo decisivo arriva nel 2008. Viene ingaggiato come allenatore Jurgen Klopp. I primi due anni portano un sesto, un quinto posto e una Ssupercoppa di Germania. Si decide di aspettare, d'altronde la gestione precedente di Thomas Doll aveva portato ad una triste tredicesima piazza.
Nel 2010 i primi veri frutti: accoppiata Bundes e Coppa di Germania, per la prima volta in 103 anni di storia.
A Novembre scorso l'annuncio del vero miracolo che prima abbiamo definito "da scrivania": Watzke annuncia il miglior bilancio da quando la società è stata fondata, 215 milioni di giro d'affari (+42%), 34 di attivo e debiti dello stadio a 47 milioni per il mutuo, da estinguere nel 2022.La faccia della felicità indossa il piumino giallonero e ha un sorriso a 80.500 denti!
Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter


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