Idee fresche. Idee nuove.

Idee fresche. Idee nuove.
Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
Visualizzazione post con etichetta Coppa Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Coppa Italia. Mostra tutti i post

lunedì 27 maggio 2013

LAZIO, CANDREVA: L'AQUILA E' ROMA E LUI L'EREDE!

IL RAGAZZO CRESCIUTO CON LA ROMA NEL CUORE, TRASCINA LA LAZIO ALLA VITTORIA DEL DERBY PIU' IMPORTANTE DI SEMPRE

Era l’ultimo giorno di Febbraio del 1987 quando Antonio nasceva, ultimo anno di Eriksson sulla panchina della Roma. La squadra della sua città, tifata sin da bambino, e che un giorno avrebbe battuto per fare grande la Lazio, eterna rivale.

Corsa, dinamismo, capacità di interpretare praticamente tutti i ruoli del centrocampo, compreso quello anarchico del trequartista: queste le caratteristiche principali del ragazzo romano, affacciatosi al calcio professionistico in serie b con la maglia della Ternana. Da quel momento, tanto girovagare, prestiti, stagioni fortunate, stagioni deludenti. Livorno la svolta: tanti goal, molti bellissimi; arriva come un fulmine a ciel sereno la chiamata della Juventus. Un milione di euro al Club del presidente Spinelli, esordio con la maglia bianconera proprio contro la Roma, vincente a Torino in quel gelido 23 gennaio del 2010. Il cartellino è sempre in mano all’Udinese, la Juventus non lo riscatta, rincomincia la girandola dei prestiti: prima Parma, poi Cesena. Sembra profilarsi sempre più una carriera altalenante, buon livello ma nulla di che.

Nel 2012 l’interessamento della Lazio; altro prestito, ma questa volta con riscatto. Non è stato facile, amore difficile da far decollare: i tifosi conoscono il suo passato e l’amore per l’altra società di Roma, volano i fischi al suo esordio all’Olimpico.
La fiducia la conquista pian piano, sempre più leader nella formazione biancoceleste guidata da Petkovic.
Tanti goal, rigorista insieme ad Hernanes, talento italiano del calcio moderno.
Ieri pomeriggio la finale più importante nella storia del Derby Capitolino: un trofeo in palio, serviva fare la differenza, era necessario trasformare una volta per tutti i fischi in applausi. Miglior giocatore del match, assist per il goal di Lulic, delirio in Curva Nord. Il primo a condurre i festeggiamenti? Proprio Antonio; ora i tifosi lo amano, lui ha sempre negato di tifare Roma. Dopo quello che si è visto ieri in campo, ma soprattutto dopo, come dubitare delle parole del numero 87 ?

Davide Battistini
@DaddeBattistini on Twitter

giovedì 22 marzo 2012

MA QUANTO VALE QUESTA COPPA?


Dopo anni di predominante presenza giallorossa e nerazzurra nella finale di Coppa Italia, l’edizione 2011-2012 vedrà in finale Juventus e Napoli.  I partenopei sono alla prima finale dell’era De Laurentis, i bianconeri giungono alla loro 14esima. E’ pensiero ormai comune in Italia, non solo fra le squadre, ma soprattutto tra i tifosi, che la Coppa Italia sia una sorta di “Coppa del nonno”, un contentino per le squadre che magari non possono ambire allo scudetto. Infatti, quando una squadra viene eliminata dalla Coppa Italia, chiamata per ragioni di sponsor “Tim Cup”, il tifoso è tenuto a dire “Ah bè, era solo la Coppa Italia, mica il campionato!”.Fin dalla sua nascita, nel 1922, la Coppa non fu apprezzata dai più e fu quasi ritenuta come uno scomodo peso. La situazione è ulteriormente peggiorata alla fine degli anni ’90 quando, eliminata la Coppa delle Coppe e allargato l’accesso alla Champion’s League, la Coppa perse quel poco di interesse che le era rimasto. Nel corso degli anni 2000, furono tentati svariati tentativi per cercar di innovare e accattivare la competizione, ma nessuno portò buoni risultati. Tutt’oggi la Tim Cup è vista più che altro come un’occasione di far riposare i giocatori titolari e dare un’occasione ai panchinari più assidui. E’ spesso presa sotto gamba, e a volte il fatto di venire eliminati è quasi un sollievo.
Infatti tra Champion’s League, turni infrasettimanali e le nazionali, pare proprio che tempo e spazio per la Coppa Italia non ce ne sia. Ed è un peccato.Dal punto di vista patriottico è una coppa molto importante: la finale si svolge nella Capitale alla presenza del Presidente della Repubblica che premia la squadra vincente. Ma neanche questo sembra appetire le squadre e tifoserie italiane.
In altri paese europei questo non avviene. Anzi, in Inghilterra ( chiamata FA Cup) è una competizione molto sentita dalle squadre e dai tifosi. La Coppa d’Inghilterra è stata istituita nel 1872 ed è la più antica manifestazione regolarmente disputata. Sarà un azzardo, ma per molti inglesi vincere la FA Cup è più importante che vincere il campionato. Addirittura negli anni ’80 le immagini della finale della Coppa d’Inghilterra venivano trasmesse in mondovisione. Soprattutto, gli allenatori non risparmiano neanche un titolare e mettono in campo la migliore formazione. Come spettacolo, come atmosfera , considerando che si gioca allo stadio di Wembley, è sicuramente la partita più bella dell’anno.Perché in Italia, la Tim Cup non può avere lo stesso valore?Quello che è certo, è che il primo esempio dovrebbero darlo le squadre.

Paola Moro