Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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sabato 25 maggio 2013

TATTICA CHE PARTITA!: LA RESA DEI CONTI, "GUTES ENDSPIEL!"

SARA' IL TRIONFO DEL CALCIO TEDESCO, VEDIAMO COME UNA DELLE DUE PUO' PRENDERE PER LE ORECCHIE LA COPPA!

E' una partita che in Germania aspettavano da anni. Vuoi perchè nel 2005 il Borussia era sull'orlo del fallimento, vuoi perchè il Bayern ha perso due finali in tre anni, vuoi perchè da tre anni si dividono la Bundesliga. Questa sera a Wembley ci sarà la resa dei conti, nel trionfo del Fussball Spielen. "E noi?!" "Arbitra Rizzoli!" Ah beh allora..

E' forse la finale più spettacolare che ci si potesse aspettare, tra le due squadre che nell'arco della stagione hanno espresso il calcio migliore o comunque il più divertente.
L'unica cosa che condividono Borussia e Bayern è il modulo: 4-2-3-1, per il resto si odiano.
Per quanto riguarda l'atteggiamento tattico, ormai lo sappiamo, gli uomini di Klopp vivono più di fiammate improvvise, come quelle che contro il Real hanno portato sul 4-1 i gialloneri nello spazio di venti minuti. Al contrario il Bayern è più quadrato e più bravo ad amministrare il ritmo di gioco. t studia inizialmente e ti colpisce appena scopri il fianco.

Per quanto riguarda le formazioni: noto ormai il forfait (chissà quanto casuale!) di Goetze, Klopp sta studiando un'alternativa per sostituire il buon Marietto. Probabile un accentramento di Reus, con GrossKreutz che partirebbe titolare a sinistra.
Esiste anche un'altra soluzione, che prevederebbe Gundogan avanzato una decina di metri, Reus rimarrebbe a sinistra e in mediana subentrerebbe Sahin.
Tra le fila di Heynckes invece la formazione è quella adottata dal 10 minuto della gara d'andata con la Juventus, ad eccezione della conferma di Boateng al centro. Kroos ancora indisponibile e quindi Muller dietro a Mandkukic.

Passando poi al calcio giocato, è prevedibile che il possesso palla verrà tenuto dal Bayern, mentre il Borussia proverà a chiudersi e ripartire. Le difese di entrambe le squadre, soprattutto al centro, hanno dimostrato di poter andare in difficoltà se pressate fin dall'inizio dell'azione. La coppa giallonera (Subotic-Hummels) è forse più lenta, ma più forte fisicamente, quella del Bayern (Dante-Boateng) è più rapida, ma più lacunosa negli uno contro uno. Ecco perchè diventa fondamentale il lavoro delle due prime punte e dei due trequartisti.
Mandzukic avrà il compito di aprire la difesa di Westfalia per esaltare gli inserimenti senza palla di Muller. Lewandowski invece dovrà essere bravo a duettare con Reus; entrambi dovranno puntare Dante e Boateng. Come si diceva agli inizi del '900 "fargli perdere la bussola!".

Per la rubrica "I-Sconcerti" poi, snoccioliamo qualche numero: il Bayern in questa stagione ha perso solo 3 partite sulle 51 disputate, ma nelle ultime 6 gare di BundesLiga non è mai riuscita a battere gli uomini di Klopp, sebbene l'ultima, giocata al Westfalen Stadion, ha visto scendere in campo anche i massaggiatori e i magazzinieri, con tutti i titolari a guardarsela dal divano di casa!

I bavaresi si affidano alla scaramanzia ("Anche se vinciamo, tutti i giocatori andranno a casa per conto loro"), i gialloneri invece alla Cabala: nel '97 partirono sfavoritissimi con la Juve, i campioni dei vari campionati, come oggi, erano Manchester United, Juve, Porto e Galatasaray. Le ultime due Bundes le aveva vinte proprio il Borussia. L'Herta Berlino era appena stato promosso nuovamente, il capocannoniere era un attaccante del Leverkusen, oggi è Kiessling, e lo Stoccarda vinse la Coppa di Germania, quest'anno è in finale. Roma era la capitale d'Italia e Berlino quella tedesca.
Scherzi a parte, i numeri raccontano una partita, noi però ce la guardiamo. Gutes Endspiel! (Buona Finale!)

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter
(Un Grazie a Elena Borsani e Martina Adorni)

giovedì 25 aprile 2013

BORUSSIA DORTMUND: SOLO 40 MILIONI PER COSTRUIRE UNA MACCHINA PERFETTA

CAPOLAVORO DEI GIALLONERI, CON UN PIEDE E MEZZO A WEMBLEY SPENDENDO UNA CIFRA SETTE VOLTE INFERIORE A QUELLA DEL REAL MADRID

Per fortuna nel calcio non vale sempre l’equazione che più spendi più vinci. Se fosse il contrario, oggi, il Chelsea ed il Manchester City si spartirebbero la Premier League, il Paris Saint-Germain vincerebbe il campionato con trenta punti di distanza dalla seconda, l’Anzhi trionferebbe in Russia e, forse, anche la Roma riuscirebbe ad arrivare tra le prime tre. Ma delle volte, non troppe a dir la verità, capita che anche una squadra costruita con poco riesca a demolire la corazzata economica (e tecnica) più forte del mondo.

E’ accaduto ieri sera al Westfalenstadion di Dortmund quando il Borussia ha spazzato via il più costoso Real Madrid nella semifinale della competizione regina d’Europa: la Champions League. Noi di Discovery Football ci siamo divertiti nel comparare il costo degli undici titolari tedeschi con alcuni dei merengue. Ne esce un analisi impietosa che evidenzia come, nonostante i direttori tecnici della Casablanca abbiano speso circa 7 volte la cifra servita al Borussia per i suoi, il risultato sul campo non abbia lasciato possibilità di replica.

Trecento milioni contro gli appena 40 serviti alla società della Ruhr per costruire un sogno. Andiamo a snocciolare un po’ di numeri. Tanto per dire, l’autore del poker, Robert Lewandowski, prelevato nel 2010 dal Lech Poznan, è costato solo 4,75 milioni, oggi il Bayern Monaco lo ha acquistato per più di 30. Leggendo i costi degli altri giocatori non si può far altro che stupirsi. Weidenfeller, Piszcek e Schmelzer sono arrivati da svincolati, per Subotic e Hummels sono bastati 8,7 milioni, con il primo pagato 300 mila euro più del compagno; la mediana formata da Bender e Gundogan si è formata spendendo solo 7 milioni, uno e mezzo del primo e 5,5 del secondo.
L’impronunciabile ma fortissimo Blaszczykowski, per tutti Kuba, è stato acquistato per soli tre milioni, anche se il vero capolavoro rimane uno, Mario Goetze. Il giovane talento di Memmingen ha fatto tutta la trafila con le giovanili giallo nere, non costando niente a parte lo stipendio, generando quindi una plusvalenza di 37 milioni dal suo futuro trasferimento in Baviera. L’unico errore imputabile al Dortmund è quello di non essersi subito resi conto di quanto fosse forte Marco Reus. Difatti, cresciuto anche lui nelle giovanili, fu lasciato partire nel 2006 a parametro zero e acquistato dal Rot Weiss Ahlen, squadra di quinta divisione tedesca. Nel 2009 ci ha pensato il Borussia M’bach ad accaparrarsi le giocate del piccolo mago fino a rivenderlo proprio all’altro Borussia nella scorsa estate per più di 17 milioni di euro.

Il totale della spesa ammonta precisamente a 40,6 milioni di euro, niente in confronto del Real Madrid.
Per citarne solo alcuni: Ramos (27mil), Pepe (30), Fabio Coentrao (30), Khedira (14), tanto per non arrivare ai 65 milioni spesi del panchinaro più costoso del mondo, Kakà. Quindi Pepe più Khedira uguale Borussia Dortmund.

Insomma nel calcio i soldi non fanno la felicità, certo aiutano, ma avere dei direttori tecnici capaci di acquistare a così poco prezzo dei giocatori del genere e un allenatore come Kloop, in grado di valorizzarli al massimo, rende la vittoria qualcosa di impareggiabile.

Nicolò Smerilli
@NiSmerilli on Twitter

domenica 24 marzo 2013

ANCHE LA GERMANIA PASSA AL "FALSO NUEVE"..TRAMONTA L'ERA DEI BIERHOFF?!

ANCHE LOW PASSA ALLA FALSO NOVE IN STILE BARCELLONA: "I MIEI RAGAZZI SEGNANO E FANNO SEGNARE"

A dispetto di quanto si potrebbe pensare, la partita di venerdì vinta dalla Germania per 3-0 col Kazakistan, potrebbe essere ricordata per molto tempo. Perchè vi chiederete voi: il risultato? La competizione? I marcatori forse? No, per nessuno di questi motivi. Il successo degli uomini di Low in terra Kazaka, potrebbe rimanere nella storia del calcio come data ufficiale della fine di uno degli stereotipi più antichi e solidi di questo sport.

Mi spiego subito, il classico attaccante "Teutonico" (ah come mi piace questa parola!) sta scomparendo anche dalla nazionale in cui per eccellenza ha trovato dimensione e spazio. Amanti della Nationalelf preparatevi a dire addio alla speranza di vedere nuovi Muller e Jancker.
I successi infatti più che la moda, del Falso Nueve Catalano e Spagnolo in generale e i contemporanei insuccessi della selezione tedesca, hanno influenzato anche la nazionale che fu di Bierhoff e che ora vede sedere in panchina gente come Miro Klose e Mario Gomez.
Il c.t  Joachim Löw infatti, ha gradualmente varato un cambiamento, che fino a venerdì è passato sotto traccia, ma che, se confermato, rappresenterebbe davvero una svolta per il "Deutscher Fussball".
Sfruttando anche l'incredibile quantità di giocatori offensivi che la Bundes ha saputo sfornare nelle ultime stagioni, Löw è passato al modulo senza punta centrale, sfruttando il talento e la duttilità dei vari Muller, Özil Götze e Reus.

La Germania in modalità Falso Nueve si è vista per la prima volta nell'amichevole con l'Olanda dello scorso Novembre. Dopo un tempo assolutamente in ombra, Mario Gomez viene sostituito da Özil, l'altro Mario, quello alto la metà (Götze) passa centrale e la squadra di Löw cambia faccia.
Contro la Francia un mese fa, ad agire da (falsa) prima punta ci pensò Özil e i tedeschi vinsero quella gara 2-1, nessuno però ne parlò più di tanto.
Il c.t tedesco in conferenza stampa ha giustificato il passaggio al "modulo catalano" dicendo: "E' un bene se il tuo avversario non deve preparasi ad affrontare una sola tipologia di attaccante. E' una fortuna avere in rosa giocatori come Klose e Gomez, ma Muller, Götze, Özil e Reus hanno  la capacità di segnare e di farti segnare". 

Dopo la partita di ieri, giocata ancora una volta senza una vera punta, il dubbio si è spostato su chi fungerà da esca centrale da qui in avanti: Özil e Götze con la loro tecnica sarebbero in grado di far fruttare al massimo gli inserimenti dei compagni, ma non avere le loro qualità nell'uno contro uno sulla fascia potrebbe far perdere qualcosa soprattutto nelle ripartenze. Di Muller invece sarebbe un peccato non sfruttare la sua capacità di inserimento senza palla, metre di Reus invece le penetrazioni palla al piede.
Insomma in Germania hanno l'imbarazzo della scelta. Löw ha un anno di tempo per mettere a punto il nuovo modulo e se questo farà la differenza tra una finale vinta e un eliminazione in semifinale, allora si che Kazakistan 0-3 Germania entrerà nella storia del Deutscher Fussball.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter


domenica 22 aprile 2012

MEISTERSHALE AL DORTMUND: IL CALCIO TEDESCO CAMBIA FILOSOFIA

I RAGAZZI TERRIBILI DI KLOOP CONQUISTANO IL SECONDO TITOLO CNSECUTIVO GRAZIE AL 2-0 AL M'GLADBACH

Il "Meistershale" 2011/12 si tinge di giallonero per la seconda volta consecutiva. Il Borussia Dortmund infatti, grazie al 2-0 al M'Gladbach,  26esimo risultato utile consecutuvo, ha conquistato il suo 8 titolo nazionale.
A trionfare da due anni in Bundensliga però, non è solo una realtà storica del calcio tedesco, ma la squadra che, forse meglio di tutte, esprime il nuovo "Deutsch Fussball", tutto giovani e fantasia.
I numeri del Borussia sono impressionanti: ben 19 giocatori sotto i 25 anni, di cui 8 titolari. Il tecnico giallonero Jurgen Klopp, giovane anche lui, ha saputo lanciare ragazzi come Mario Göetze (classe '92), Perisic e Kagawa ('89), Kevin Grosskreutz, Subotic, Hummels e Lewandowski('88).

Ma tutto questo, altro non è che il frutto di una rivoluzione politico-culturale iniziata nel dopoguerra, con le massicce ondate di immigrazioni ed entrata nel vivo alla fine degli anni '90, grazie alla modifica delle leggi sulla nazionalitá da parte del cancelliere Shroeder.
 A partire dal '98 infatti, la cittadinanza tedesca venne concessa anche in base al luogo di nascita, cosicchè a far parte della "Mannshaft" poterono entrare anche i figli degli immigrati. Ed ecco allora che con la maglia bianca della "Nationalelf" si iniziano a vedere giocatori come Miro Klose (origini polacche), Owomoyela (origini africane), Kedhira (padre tunisino), Mesut Ozil (origini turche) e i vari Mario Göetze e Marco Reus (già acquistato dal Dortmund per la prossima stagione), i cui nomi non hanno niente a che fare con la "deutsche sprache".
La nuova generazione multietnica ha finito inevitabilmente per influenzare l'intero sistema calcistico tedesco: forza fisica e compattezza non davano piú risultati soddisfacenti.

In un'intervista rilasciata al mensile spagnolo Panenka, Joachim Loew, attuale C.T tedesco, sottolinea come causa determinante in questo processo di rinnovamento, sia stato il fallimento nel 2002 della  Kirchgruppe, azienda detentrice dei diritti tv della Bundensliga. In quell'occasione le casse delle squadre tedesche, ad eccezione del colosso Bayern Monaco, si svuotarono e fu necessario ripiegare sui settori giovanili.
Col senno di poi, si può che non tutto il male viene per nuocere.

Davide Bernardi