Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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venerdì 3 maggio 2013

IL CALCIO TEDESCO E’ VERAMENTE COSI’ SUPERIORE?

TREND CALCISTICO EUROPEO O PARENTESI MOMENTANEA?
Queste due settimane di Champions League hanno prodotto i risultati che tutti conosciamo e adesso siamo tutti in adorazione del modello tedesco di gestione dei club.
Ma prima di tutto di quale modello tedesco stiamo parlando? Perché non sono assolutamente assimilabili come unico modello quello di Bayern Monaco e Borussia Dortmund. Sono due modi e due mondi diversi, simili per i risultati ottenuti probabilmente, ma non certo per la gestione delle risorse economiche e tecniche.

1) Il Bayern dispone di finanze quasi illimitate, ed è già un punto di distanza considerevole tra le due società, che non può far parlare di “modello tedesco”.

2) Il Bayern è considerato da mezzo secolo il miglior club di Germania ed è il punto di arrivo di qualunque giocatore in patria. Da qualunque squadra tu provenga, se ti affermi in Germania passi dal Bayern, non dal Borussia Dortmund. Il recente “furto” di Gӧtze ne è l’ultima prova.

3) Per il Bayern, degli undici titolari in campo contro il Barcellona, tre sono prodotti nelle giovanili bianco-rosse (Lahm, Schweinsteiger, Muller). Per il Borussia, degli undici titolari contro il Real, otto sono stati acquistati giovani o giovanissimi (tra i 17 e i 22 anni), ma di veri “canterani” c’era solo Gӧtze in campo. Quindi il modo di operare è diverso: c’è chi investe sui propri giovani e chi li cerca in giro per la nazione. Non è una critica all’uno o all’altro modo di operare, semplicemente anche qui non hanno una linea comune.

4) Il Borussia gioca un calcio collettivo, dispendioso di energie e preciso tatticamente soprattutto in fase di possesso. Il Bayern gioca un calcio essenziale, con la miglior fase di non-possesso d’Europa e un attacco che vive delle iniziative dei suoi straordinari e numerosi solisti. Lungi da me l’apprezzare l’una o l’altra via, ma di sicuro non sono accomunabili.
Appurato che non si tratta quindi di un efficace “modello tedesco”, ma di due splendide realtà differenti, siamo proprio così sicuri che le due squadre siano così nettamente superiori al resto d’Europa e non soltanto alle due spagnole?
Ricordiamoci innanzitutto che il Borussia è andato vicino all’eliminazione contro il Real e per un gol di scarto non credo ci siano gli estremi per giudicare un modello superiore ad un altro.
Il Bayern ha vinto con grande divario contro una squadra a fine ciclo, sazia di successi, che ha avuto tre allenatori diversi negli ultimi 12 mesi e che aveva assenze importanti in ogni reparto.
Inoltre, se si calcio tedesco fosse così superiore al resto d’Europa, avrebbe prodotto risultati di club più evidenti. Invece in Champions League soltanto Bayern e Borussia hanno passato gli ottavi. In Europa League Hannover e Bayer Leverkusen sono uscite ai sedicesimi, mentre la Lazio ha eliminato le altre due (Stoccarda e ‘Gladbach). In Bundesliga sono le prime due della classe, ma la terza e la quarta sono rispettivamente a 29 e 35 punti di distanza dalla vetta. Non è una lotta serrata tra tante squadre di alto livello.

Il cammino in Champions delle due squadre è stato notevole, come per ogni squadra che arriva in finale, ma il Bayern ha passato gli ottavi grazie alla regola dei gol in trasferta (contro l’Arsenal) e ha indirizzato alla grande i quarti anche grazie alla peggior partita bianconera di Buffon.
Il Borussia nell’andata degli ottavi ha trovato il pareggio a Donetsk solo nel finale, ha passato i quarti contro il Malaga con due gol nel recupero di cui uno nettamente irregolare (sebbene anche quello di Eliseu fosse irregolare) e ha passato le semifinali con un gol di scarto.

Che siano due squadre fortissime non è in dubbio, ma che il dominio sia così eclatante mi sembra una valutazione errata. Tra l’altro sono attese ad un futuro molto differente: il Borussia probabilmente perderà tanti dei suoi pezzi pregiati, tra cui forse anche l’allenatore. Il Bayern invece sono anni che è ad altissimi livelli, prima o poi doveva arrivare l’anno buono e forse è arrivato. L’anno prossimo sarà ancora più forte sia in campo (Gӧtze) che in panchina (Guardiola), ma credo che resti una singola realtà. Che sia tedesca o meno, è solo un dettaglio, non un indizio di un trend calcistico europeo.
Valerio Brutti

sabato 6 aprile 2013

BUNDES&CRAUTI: MEISTERSCHALE, RECORD E..POCA BIRRA!

IL BAYERN MONACO FESTEGGIA PER LA VENTITREESIMA VOLTA GRAZIE ALLA VITTORIA A FRANCOFORTE, IL DORTMUND VINCE IN RIMONTA E CONSOLIDA IL SECONDO POSTO

Nessuna squadra tedesca aveva mai vinto il titolo con sei giornate di anticipo e mostrando uno strapotere fisico e tecnico come quello dei bavaresi.
La squadra di Heynckes ha battuto a domicilio l'Heintracht, squadra rivelazione di quest'anno, con una rete di uno dei giocatori simbolo: Bastian Schweinsteiger.

Appena undici mesi fa “Schweini” aveva sbagliato il rigore che consegnò la Champions League al Chelsea, oggi è riuscito a cancellare quella triste immagine e a soppiantarla con il suo faccione festoso ed esultante dopo il gol che decide la partita e il campionato.
I malpensanti avevano ipotizzato un Bayern rimaneggiato per affrontare al meglio la sfida europea con la Juventus oppure una squadra che rimanda il successo di una settimana per festeggiare tra le mura amiche, ma così non è stato. I cannibali bavaresi si sono mangiati qualsiasi squadra che gli abbia ostacolato il cammino.

I meriti sono soprattutto di Jupp Heynckes, allenatore esperto che ha saputo plasmare a sua immagine una squadra che rischiava di perdersi nei propri singoli e trasmettere una fame di vittoria che poteva venire meno visto il tasso tecnico nettamente superiore a chiunque altro. Va detto che la squadra delle così dette “riserve” avrebbe potuto combattere alla pari con le altre squadre, ma nonostante ciò Guardiola riscontrerà moltissime difficoltà l'anno prossimo per mantenere la società su tali livelli.
I punti di forza del Bayern di quest'anno sono stati: Neuer, probabilmente il portiere più forte del mondo, che ha subito fino ad ora solamente due reti in trasferta, la sorpresa Dante, difensore giovanissimo arrivato in silenzio che però ha preso le redini del difensore, Mandzukic che ha saputo prima sostituire Gomez per infortuni e poi per scelta tecnica.

Per quanto riguarda il resto della giornata: il Borussia Dortmund  vince 4-2 contro l'Augsburg e allunga il vantaggio a più 6 sul Bayer Leverkusen, terzo in classifica fermato dal Wolfsburg 1-1 (gol di Kjaer). Colpo esterno dello Shalke04 che passa a Brema per 2-0 con reti del gioiellino Draxler e Marica. Mentre al Borussia Moenchengladbach basta un gol di De Jong per battere l'ultima in classifica Greuther.
Senza contare i fuoriclasse Robben e Ribery, l'uomo in più di questa stagione è stato sicuramente Muller, 10 assist e 12 gol fino adesso non rendono del tutto l'idea della sua importanza; ha saputo segnare ogni qualvolta la partita si metteva male o negli scontri diretti, crescendo fino a diventare una delle seconde punte più forti e complete nel panorama mondiale.


 Giammarco Bellotti
@Giambellotti on Twitter

giovedì 4 aprile 2013

VIDEO – IL ‘BISOGNINO IMPELLENTE’ DI MARIO GOTZE: QUANDO LA TENSIONE GIOCA BRUTTI SCHERZI..

ECCO IL BIZZARRO EPISODIO CHE VEDE PROTAGONISTA IL GIOVANE TALENTO TEDESCO, A POCHE ORE DAL QUARTO DI FINALE DI CL CON IL MALAGA

Ammazza che serata, Mario Gotze. Una serataccia vera eh, di quelle non semplicissime da cancellare. Probabilmente si, alla vigilia anche il ragazzo stesso immaginava una notte da sogno o una gara da ricordare, vista la coincidenza del match di Malaga con il suo esordio assoluto in un quarto di finale di Champions League. Peccato per lui che l’intera giornata sia nata sotto una cattiva stella.

Non bastava infatti la brutta prestazione offerta sul campo, macchiata da tre colossali errori commessi davanti alla porta di Willy Caballero.
Un gol in trasferta avrebbe potuto significare davvero molto per il Borussia Dortmund in vista del ritorno: in questo modo invece il discorso qualificazione rimane del tutto aperto, con i tedeschi sempre favoriti sugli uomini di Manuel Pellegrini, ma senza certezze.
Ebbene, dicevamo, non bastava questo a rovinare la serata di Gotze, c’è dell’altro.

‘Altro’ che sarebbe un video, raccolto dalle emittenti spagnole, in cui il talento tedesco classe ’92 viene pizzicato nell’attimo in cui un irrefrenabile bisogno fisiologico lo colpisce, a poche ore dal match con il Malaga, durante l’allenamento di rifinitura alla stadio “La Rosaleda”.
Dalle immagini, infatti, si riesce evidentemente a notare come Gotze, recatosi a bordo campo per recuperare un pallone oltre i cartelloni pubblicitari, cercando di nascondersi dall’occhio delle telecamere e del suo allenatore, si lasci andare a questa ‘bravata’, già diventata un piccolo oggetto di polemica. Commenti differenti, ma per lo più unanimi nel definire il giovane un po’ sfrontato e maleducato.
Un comportamento che, se ben ricordate, assomiglia molto a quello di altri personaggi del mondo del calcio: uno su tutti Filippo Inzaghi, beccato ai tempi del Milan poco prima di una gara con il Palermo da un tifoso rosanero, che rigirò il filmato addirittura alla redazione di Striscia la Notizia.
Un episodio bizzarro e curioso dunque, a poche ore da un quarto di finale di Champions League. Il primo in assoluto, come già detto, per il giovane attaccante della nazionale tedesca. E beh, si sa, alla fin fine, che spesso la tensione gioca brutti scherzi…


Dario Di Noi
@DarDinoRio on Twitter

sabato 16 marzo 2013

"BUNDES&CRAUTI": NURI SAHIN, DOPPIETTA E ASSIST..CASA DOLCE CASA!

DOPO AVER GIRATO MEZZA EUROPA, IL TURCO TORNATO AL DORTMUND SI STA RIPRENDENDO IL WESTFALEN

Si sa, niente ha il sapore della propria casa. Quel sapore che, anche dopo aver viaggiato per anni e a migliaia di chilometri, quando torni a percepirlo, ti ridà le stesse identiche emozioni, proprio come se non te ne fossi mai andato.

Era il 17 aprile 2011, Borussia-Friburgo 3-0. Quella che doveva essere una partita normale della grande stagione del Borussia, si concluse, sportivamente parlando, tragicamente, con l'infortunio ai legamenti del ginocchio di uno dei pilastri di Jurgen Klopp: Nuri Sahin.
Ecco il nostro protgonista dell'edizione odierna di "Bundes&Crauti".
Nato a Ludensheid, città tedesca tra la Renania e la Westfalia, il 5 settembre 1988, il centrocampista giallonero ha preferito la Nazionale Turca anche per le proprie origini.

Cresciuto nelle giovanli del Dortmund, dove arrivò all'età di 13 anni, nell'agosto 2005 Sahin esordisce in Bundes nella partita contro il Wolfsburg, diventando il giocatore e il marcatore più giovane della storia del campionato tedesco.
L'anno successivo, Bert van Marwiijk, l'allenatore che l'ha fatto esordire in gialonero e che intanto è passato al Feyenord, lo vuole in Olanda. A Rotterdam, in prestito per una stagione, Sahin gioca 29 partite in Eredivisie e vince una Coppa d'Olanda.

Tornato a casa, inizia l'ascesa del giovane giocatore turco: nel 2009-10 un'ottima stagione condita da 4 gol e 8 assist. Nel frattempo il Mago Klopp, arrivato al Dortmund proprio nel 2008, lo trasforma tatticamente: nato trequartista, Nuri viene arretrato a centrocampo nel 4-2-3-1 e lì dimostra tutte le sue qualità tecniche.
Dopo l'esaltante Meisterschale 2010-2011 vissuto da protagonista, per Sahin si avvera il sogno Real Madrid, che lo acquista a maggio per 10 milioni di euro.
La stagione in blanco iniziata male, con una distorsione al ginocchio nella tournè Statunitense, non decolla mai. Ad agosto 2012 passa in prestito al Liverpool, dopo esser stato molto vicino a Milan e Inter.
In Reds le presenze saranno appena 8 seppur condite da 3 reti.

A gennaio Sahin torna a riassaporare l'atmosfera unica dei "muri verticali" del Westfalen. Il turco torna in prestito biennale con diritto di riscatto al Borussia.
Da recuperare c'è una carriera che sembrava dovesse toccare picchi altissimi e una condizione fisica spesso colpita da svariati problemi fisici.
Il reinserimento avviene lentamente, fino alla partita di oggi.
Gli uomini di Klopp in apertura soffrono gli avversari, poi Sahin si carica la squadra sulle spalle e con una doppietta, un assist e una prestazione "dominante" trascina il Dortmund sul 5-1.
Indovinate un pò chi era l'avversario..il Friburgo! Casa dolce casa.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

mercoledì 23 maggio 2012

L'EUROPA CAMBIA PADRONI..CONTRO OGNI PRONOSTICO!

INATTESE RIVELAZIONI E CONFERME IMPREVISTE SI PRENDONO I TRONI D'EUROPA

Chiunque di voi, ad inizio stagione, avesse scommesso anche solo pochi euro su Juve, Montpellier, Dortmund, Man City e Real Madrid, campioni nei propri paesi, a questo punto si starebbe togliendo qualche sfizio in più.
Grazie a rivelazioni inattese e conferme impreviste, l'Europa ha cambiato padroni.

Partiamo ovviamente da casa nostra, dove la Juve, anche grazie alle novità portate da Conte è tornata regina d'Italia a distanza di 6 anni. Inanellanddo 42 risultati utili consecutivi, i bianconeri sono riusciti a togliere la corona dalla testa milanista.

Grazie ad un pullman scoperto(che va tanto di moda in questi giorni!) ci trasferiamo in Inghilterra.
La Premier è tornata in quella che dovrebbe essere la Manchester operaia, quella più povera, quella colorata d'azzurro.
Il percorso della squadra di Mancini è stato a dir poco incredibile, anzi "crazy" per usare le parole del Mancio. Miglior attacco, miglior difesa ed entrambi i derby vinti, di cui uno 6-1.
Molti tifosi dei Citizens, trovatisi anche lontani 8 punti dagli odiati cugini, hanno rischiato il collasso l'ultima giornata con il QPR, quando a 4 minuti dal termine il titolo era lontano due gol.

Passiamo poi da uno sceicco vincente ad uno sconfitto. In Francia a trionfare sono i soldi della"monnezza" e non i petrodollari di Al-Khelaifi. Per la prima volta nella sua storia il Montpellier diventa campione di Francia e riscrive la cartina del calcio d'oltralpe.
Per la vittoria, l'eccentrico proprietario della terza azienda per i servizi ambientali di Francia, Louis Nicollin si è tinto i capelli di blu ed arancione. Tanto per farvi capire di che personaggio si sta parlando, ecco le dichiarazioni che ha rilasciato su Ancellotti:"Preferisco Courbis ad Ancelotti! Se non è costoso, va bene, ma 500 000 € al mese ?! Sto sognando, non ha niente di particolare. Ha vinto titoli, ma aveva i giocatori per farlo. I grandi allenatori sono quelli che guadagnano dei titoli coi giocatori mezzo-buoni. Con Courbis, si è salito in Ligue 1 coi mezzo-mongoloide."

Dalla Francia, superiamo i Pirenei ed arriviamo in Spagna, dove Mourinho, per conquistare il titolo nel quarto paese diverso, ha dovuto portare il suo Real a 100 punti in classifica, con addirittura 121 gol fatti e soli 32 subiti. Grazie ad un rullino di marcia impressionante anche in trasferta, i blancos sono riusciti a spezzare il dominio del Barcellona.

" Last but not least", il Borussia Dortmund. I ragazzi terribili di Klopp, complice una inizio stagione in retromarcia ed un partenza in quarta del Bayern, a Gennaio si sono trovati distanti anche 11 punti di distanza. Grazie ad una rimonta incredibile, con la ciliegina dello scontro diretto in casa, grazie ad un gol di Lewandowsky.


Le realtà di Montpellier e Dortmund hanno dimostrato come non sempre i soldi facciano la felicità, soprattutto nel calcio.


Davide Bernardi

venerdì 11 maggio 2012

BENKARIT: IL DORTMUND IL NUOVO BARRIOS CE L'HA IN CASA!

IL BORUSSIA SFORNA UN NUOVO TALENTO PER SOTITUIRE BARRIOS

La bundensliga è appena finita, il Dortmund ha già ceduto Lucas Barrios in Cina, eppure i gialloneri non dovranno comprare nessuno per sostituirlo. Il giocatore i gialloneri ce l'hanno in casa, si chiama Sayd Benkarit.

Classe '95, di origini marocchine, Benkarit rappresenta l'ennesimo talento della nuova Germania multietnica. Nonostante l'età, complice anche la struttura fisica (186x78) fa già parte dell'under 19 tedesca.

Benkarit è un centravanti molto potente, ma dotato anche di grande dinamismo e rapidità. Il giovane del Borussia stupisce per la completezza del repertorio: letale in aria, quanto spietato nel tiro da fuori. Tanto progressivo nel medio-lungo come rapido nello stretto.

Alcuni aspetti sono ancora da affinare, comprensibile visto la giovinezza del giocatore, come la manovra in fase di possesso, ma va detto che si sta davvero parlando di uno dei giovani di maggior prospetto del panorama calcistico europeo.

Dovendo fare un paragone, per la sintesi di tecnica, potenza e rapidità, ricorda, con le dovute proporzioni fisiche, Didier Drogba.
I numeri del giovane giallonero fa già impressione: nel campionato primavera tedesco in 21 presenze ha segnato 16 volte, mentre nelle nazionali under 16 e 17 il tedesco-marocchino ha realizzato 18 gol in 19 presenze.

Chissà che non possiate vedere Benkarit già l'anno prossimo a difendere il titolo di campione di Germania.

Davide Bernardi

domenica 22 aprile 2012

MEISTERSHALE AL DORTMUND: IL CALCIO TEDESCO CAMBIA FILOSOFIA

I RAGAZZI TERRIBILI DI KLOOP CONQUISTANO IL SECONDO TITOLO CNSECUTIVO GRAZIE AL 2-0 AL M'GLADBACH

Il "Meistershale" 2011/12 si tinge di giallonero per la seconda volta consecutiva. Il Borussia Dortmund infatti, grazie al 2-0 al M'Gladbach,  26esimo risultato utile consecutuvo, ha conquistato il suo 8 titolo nazionale.
A trionfare da due anni in Bundensliga però, non è solo una realtà storica del calcio tedesco, ma la squadra che, forse meglio di tutte, esprime il nuovo "Deutsch Fussball", tutto giovani e fantasia.
I numeri del Borussia sono impressionanti: ben 19 giocatori sotto i 25 anni, di cui 8 titolari. Il tecnico giallonero Jurgen Klopp, giovane anche lui, ha saputo lanciare ragazzi come Mario Göetze (classe '92), Perisic e Kagawa ('89), Kevin Grosskreutz, Subotic, Hummels e Lewandowski('88).

Ma tutto questo, altro non è che il frutto di una rivoluzione politico-culturale iniziata nel dopoguerra, con le massicce ondate di immigrazioni ed entrata nel vivo alla fine degli anni '90, grazie alla modifica delle leggi sulla nazionalitá da parte del cancelliere Shroeder.
 A partire dal '98 infatti, la cittadinanza tedesca venne concessa anche in base al luogo di nascita, cosicchè a far parte della "Mannshaft" poterono entrare anche i figli degli immigrati. Ed ecco allora che con la maglia bianca della "Nationalelf" si iniziano a vedere giocatori come Miro Klose (origini polacche), Owomoyela (origini africane), Kedhira (padre tunisino), Mesut Ozil (origini turche) e i vari Mario Göetze e Marco Reus (già acquistato dal Dortmund per la prossima stagione), i cui nomi non hanno niente a che fare con la "deutsche sprache".
La nuova generazione multietnica ha finito inevitabilmente per influenzare l'intero sistema calcistico tedesco: forza fisica e compattezza non davano piú risultati soddisfacenti.

In un'intervista rilasciata al mensile spagnolo Panenka, Joachim Loew, attuale C.T tedesco, sottolinea come causa determinante in questo processo di rinnovamento, sia stato il fallimento nel 2002 della  Kirchgruppe, azienda detentrice dei diritti tv della Bundensliga. In quell'occasione le casse delle squadre tedesche, ad eccezione del colosso Bayern Monaco, si svuotarono e fu necessario ripiegare sui settori giovanili.
Col senno di poi, si può che non tutto il male viene per nuocere.

Davide Bernardi

martedì 6 marzo 2012

L'EUROPA AL MICROSCOPIO

ESONERATO VILLAS-BOAS, ABRAMOVICH SI AFFIDA A DI MATTEO. IN SPAGNA IL REAL MANTIENE IL PRIMATO COSì COME IL DORTMUND IN GERMANIA E IL PSG IN FRANCIA. POLEMICHE INVECE IN PORTOGALLO DOPO IL BIG MATCH TRA BENFICA E PORTO

Il panorama internazionale ha visto, come ogni week end, magie, errori e polemiche. Andiamo a riviverle insieme.
Per quanto riguarda la Premier League, a tenere banco è l'esonero dell'allenatore del Chelsea, Andrè Villas Boas. Dopo l'ennesima prestazione imbarazzante dei blues, sconfitti 1-0 dall'WBA, Roman Abramovich ha deciso di interrompere il ciclo di quello che sarebbe dovuto essere l'erede di Mourinho, sostituendolo con il nostro Di Matteo, almeno fino a fine stagione.
Nella 27esima giornata, spicca la vittoria dell'Arsenal a Liverpool per 2-1, grazie alla doppietta del sempre più bomber, Robin Van Persie e  le vittorie delle due di Manchester. Balotelli dimentica le polemiche settimanali e segna il secondo gol dei Citizens nel 2-0 al Bolton. I cugini diavoli invece, offrono una prova autoritaria, sconfiggendo a White Heart Lane, il Tottenham per 3-1. Nelle zone più basse della classifica, va evidenziato il 5-0 del Fulham ai danni del Wolves, durante il quale Dempsey, giustiziere statunitense degli azzurri a Genova, a messo a segno una doppietta.
"Al di qua della Manica", il Psg di Carlo Ancellotti, riconquista la vetta della Ligue 1, grazie alla vittoria per 4-1 in casa con l'Ajaccio e il contemporaneo pareggio del Montpellier con il modesto Digione.
In Bundensliga invece, sembra essere tornati indietro di una stagione. Il Borussia Dortmund, grazie alla vittoria casalinga con il Mainz, firmata Blaszczykowski-Kagawa, allunga di +7 sul Bayern Monaco, sconfitto alla Bayarena dal Leverkusen per 2-0. Di Kiessling e Balharabi le reti.
Ormai fuori dalla corsa per il Meistershale, sembrano sia il M'Gladbach, sconfitto 1-0 a Norimberga che lo Shalke, battuto 2-1 dal Friburgo. Gli uomini di Stevens hanno ora addirittura 11 punti di ritardo dai cugini gialloneri.
Rotolando verso ovest arriviamo in Spagna. Lo show di Iniesta al CampNou, regala  al Barcellona la vittoria per 3-1 con lo Sp.Gijon, tutto ciò però non basta a ridurre il gap dagli odiati rivali del Real. Gli uomini di Mourinho infatti mantengono i 10 punti di vantaggio anche grazie alla manita rifilata all'Espaniol. Nel match del Bernabeu, si sono visti finalmente, sprazzi del vero Kakà. Il brasiliano dopo aver servito l'assist del 3-0 ad Higuain, ha calato il poker dei blancos con un diagonale chirurgico. Al terzo posto della Liga si conferma il Valencia a 43 punti. L'undici di Unai Emery ottiene la vittoria a Granada grazie alla rete di Feghouli. Cinque punti più sotto la rivelazione Levante, staccata da una sola lunghezza dall'Athletic Bilbao di Bielsa. I baschi, quasi infallibili in casa, vincono il derby 2-0 con la Real Sociedad. A viziare la partita, proprio come in Serie A, l'episodio di un gol fantasma, non convalidato agli ospiti.
Finiamo analizzando la SuperLiga portoghese, dove è andato in scena il big match tra Benfica e Porto. La gara, anche qui condizionata dagli errori arbitrali, ha visto vittoriosi i Dragoni bainco-blu per 3-2, grazie alla rete nel finale di Maicon; la squadra di Oporto ha così strappato il primato in classifica proprio a bianco-rossi di Lisbona. Il post-partita è stato poi caratterizzato dalla sfuriata del direttore sportivo del Benfica, Rui Costa, indirizzata a Carlos Lucas, direttore esecutivo degli eventi e delle manifestazioni sportive del campionato portoghese. L'ex Milan e Fiorentina, ha fortemente polemizzato contro la direzione della gara, a causa dell'irregolarità del terzo gol degli ospiti.
In fin dei conti, tutto il mondo è paese!.

Davide Bernardi