Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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venerdì 26 ottobre 2012

DELUSIONE EUROPEA, MANCINI MARTELLATO


STAMPA E GIOCATORI HANNO ASPRAMENTE CRITICATO IL TECNICO ITALIANO

L'Europa resta un tabù per il Mancio. A meno di clamorose rimonte il suo City verra di nuovo eliminato ai gironi di Champions. Certo,  c'è da dire che in questi due anni non è mai stato fortunato nei sorteggi trovando sempre dei gruppi di ferro (l'anno scorso Bayern, Napoli e Villareal e in questa stagione Real Madrid, Borussia Dortmund e Ajax) ma questa non può essere una scusa per una squadra costruita per arrivare alla vittoria. Se poi aggiungiamo tutti i milioni spesi per acquistare gente come Balotelli, Nasri e Aguero le scusanti stanno a zero.

Dopo la partita persa di Amsterdam la stampa lo ha massacrato: da chi lo accusava di aver fatto troppo shopping a poche ore della partita a chi riteneva inopportuno l'utilizzo di una difesa a tre in un match così delicato. Ma si sa, finchè sono i giornalisti ad accusarti è tutto normale, meno lo è se a criticarti sono i tuoi stessi giocatori. Infatti subito dopo la fine della gara il difensore dei Citizens Company ha attaccato le scelte del tecnico dicendo “La difesa a tre non funziona. L'abbiamo provata poco e in generale preferiamo giocare a quattro”. Mancini dal canto suo ha replicato affermando che non è una questione di schemi di gioco ma di mentalità: “Alcuni giocatori non hanno lo spirito per giocare in Champions”.

Prime crepe in casa City e se, come probabilmente accadrà usciranno dalla coppa, l'unico appiglio alla panchina per l'ex allenatore dell' Inter potrebbe essere la Premier. Oggi i Citizens sono terzi a quattro punti dalla capolista Chelsea e quindi una rimonta non sarebbe impossibile, tuttavia anche lì non è ammesso il fallimento: o vince o se ne va. L'ombra di Guardiola si fa sempre più scura sulla panchina del Mancio.

Nicolò Smerilli
(@NiSmerilli)

mercoledì 23 maggio 2012

L'EUROPA CAMBIA PADRONI..CONTRO OGNI PRONOSTICO!

INATTESE RIVELAZIONI E CONFERME IMPREVISTE SI PRENDONO I TRONI D'EUROPA

Chiunque di voi, ad inizio stagione, avesse scommesso anche solo pochi euro su Juve, Montpellier, Dortmund, Man City e Real Madrid, campioni nei propri paesi, a questo punto si starebbe togliendo qualche sfizio in più.
Grazie a rivelazioni inattese e conferme impreviste, l'Europa ha cambiato padroni.

Partiamo ovviamente da casa nostra, dove la Juve, anche grazie alle novità portate da Conte è tornata regina d'Italia a distanza di 6 anni. Inanellanddo 42 risultati utili consecutivi, i bianconeri sono riusciti a togliere la corona dalla testa milanista.

Grazie ad un pullman scoperto(che va tanto di moda in questi giorni!) ci trasferiamo in Inghilterra.
La Premier è tornata in quella che dovrebbe essere la Manchester operaia, quella più povera, quella colorata d'azzurro.
Il percorso della squadra di Mancini è stato a dir poco incredibile, anzi "crazy" per usare le parole del Mancio. Miglior attacco, miglior difesa ed entrambi i derby vinti, di cui uno 6-1.
Molti tifosi dei Citizens, trovatisi anche lontani 8 punti dagli odiati cugini, hanno rischiato il collasso l'ultima giornata con il QPR, quando a 4 minuti dal termine il titolo era lontano due gol.

Passiamo poi da uno sceicco vincente ad uno sconfitto. In Francia a trionfare sono i soldi della"monnezza" e non i petrodollari di Al-Khelaifi. Per la prima volta nella sua storia il Montpellier diventa campione di Francia e riscrive la cartina del calcio d'oltralpe.
Per la vittoria, l'eccentrico proprietario della terza azienda per i servizi ambientali di Francia, Louis Nicollin si è tinto i capelli di blu ed arancione. Tanto per farvi capire di che personaggio si sta parlando, ecco le dichiarazioni che ha rilasciato su Ancellotti:"Preferisco Courbis ad Ancelotti! Se non è costoso, va bene, ma 500 000 € al mese ?! Sto sognando, non ha niente di particolare. Ha vinto titoli, ma aveva i giocatori per farlo. I grandi allenatori sono quelli che guadagnano dei titoli coi giocatori mezzo-buoni. Con Courbis, si è salito in Ligue 1 coi mezzo-mongoloide."

Dalla Francia, superiamo i Pirenei ed arriviamo in Spagna, dove Mourinho, per conquistare il titolo nel quarto paese diverso, ha dovuto portare il suo Real a 100 punti in classifica, con addirittura 121 gol fatti e soli 32 subiti. Grazie ad un rullino di marcia impressionante anche in trasferta, i blancos sono riusciti a spezzare il dominio del Barcellona.

" Last but not least", il Borussia Dortmund. I ragazzi terribili di Klopp, complice una inizio stagione in retromarcia ed un partenza in quarta del Bayern, a Gennaio si sono trovati distanti anche 11 punti di distanza. Grazie ad una rimonta incredibile, con la ciliegina dello scontro diretto in casa, grazie ad un gol di Lewandowsky.


Le realtà di Montpellier e Dortmund hanno dimostrato come non sempre i soldi facciano la felicità, soprattutto nel calcio.


Davide Bernardi

martedì 13 marzo 2012

THE GOOD THE BAD AND THE UGLY. IL PUNTO SULLA PREMIER


LA NOTTE DEL SORPASSO


Dopo cinque mesi di inseguimento, la Premier League cambia capolista. Quando nei giorni scorsi tutti i tifosi di entrambe le squadre di Manchester avranno scorto il calendario, pochissimi si saranno aspettati lo scambio di posizioni in questo turno.
La partita casalinga dello United contro il West Bromwich Albion era da “1 fisso”. I Red Devils erano provenienti da 6 vittorie nelle ultime 7 partite, mentre i Baggies con tre vittorie consecutive si erano tirati fuori dalla zona calda della classifica e potevano considerarsi un minimo appagati.
L’avvio di gara tuttavia vede gli ospiti più motivati degli uomini di Ferguson, e Andrews spaventa l’Old Trafford con una spaccata destro (fuori di poco) e con un calcio piazzato che De Gea devia in angolo. Lo United allora comprende che arrivato il momento di fare sul serio: Young prova più volte a scardinare la difesa, ma è Rooney a sbloccare la partita con una deviazione sul tiro-cross mancino di Hernandez. 
La squadra di Sir Alex cresce: il Chicharito colpisce il palo dal limite dell’area, mentre Welbeck incrocia troppo il mancino da posizione defilata. Poi però, complice l’inferiorità numerica degli ospiti per l’espulsione di Olsson, arriva il meritato 2-0: Young viene atterrato in area da Andrews, e Rooney trasforma il rigore che chiude la partita.
La trasferta gallese del City si rivela invece particolarmente indigesta agli uomini di Mancini, che perdono al Liberty Stadium contro lo Swansea. I padroni di casa sorprendono i Citizens fin dalle prime battute, quando Routledge perfora la difesa ospite e costringe Hart ad un’uscita scomposta che provoca il rigore. Il portiere inglese però si fa subito perdonare intuendo il destro a incrociare di Sinclair e tenendo inviolata la porta. Mancini inserisce Aguero prima ancora che finisca il primo tempo e la verve del City cambia subito. 
Tuttavia i ricami di Silva, del Kun e di Nasri si fermano sempre al limite dell’area di rigore, producendo soltanto 5 tiri nello specchio della porta nell’arco dei 90’.
 La ripresa vede uno Swansea più “italiano”, votato al chiudersi per ripartire in contropiede. Micah Richards ci prova dalla distanza ma trova Vorm pronto a deviare in angolo. Anche Yaya Tourè ci prova in mischia, ma ne guadagna solo un altro corner. E a sette minuti dalla fine arriva il colpo del ko: cross di Routledge dalla destra, il neo-entrato Moore si stacca dalla marcatura di Savic e realizza di testa il gol dell’1-0. Nei minuti di recupero Richards segna in fuorigioco e la terna arbitrale giustamente annulla il gol, costringendo la squadra di Manchester alla resa.

Si riscatta invece il Chelsea, che vince 1-0 col centesimo gol in Premier di Drogba. Dopo la vittoria in FA Cup, Di Matteo guida i Blues al successo anche in campionato, grazie a una rispolverata della vecchia guardia londinese, con Terry, Lampard e Drogba in campo assieme dal primo minuto. Come spesso accade durante i cambi di gestione, il primo aspetto su cui ci si concentra è la chiusura della difesa: zero tiri in porta concessi. Va detto che di fronte c’era lo Stoke City (penultimo attacco della Premier), non esattamente il Barcellona, ma è pur vero che nelle ultime giornate la gestione Vilas Boas aveva subito gol dal Wolverhampton, dal WBA e dall’Aston Villa. I londinesi partono con un 4-2-3-1, ma la mossa che sblocca l’incontro è l’espulsione di Fuller per un calcio volontario sui “gioielli” di Ivanovic. Lo Stoke a quel punto si barrica in difesa e le occasioni migliori arrivano su calcio piazzato: Terry incorna di testa ma colpisce la traversa. Prima dell’intervallo è ancora il montante a negare il gol al Chelsea: il destro di potenza di Ivanovic su corta respinta della difesa trova soltanto il legno sulla sua traiettoria. L’inserimento di Mata da’ i suoi frutti nella ripresa, quando lo spagnolo attira la difesa su di sé in dribbling e poi serve un passaggio filtrante per Drogba: dribbling secco sul portiere e palla in rete. Lo stesso Mata sfiora il raddoppio su calcio di punizione, ma il suo tiro incoccia contro il palo. E i tre punti permettono di raggiungere il 5° posto in classifica.
 Nelle altre partite si segnala in negativo il Liverpool, che incappa nella terza sconfitta consecutiva, ad opera del Sunderland. Il gol partita arriva in avvio di ripresa: Campbell colpisce il palo da fuori area, la palla carambola su Reina e resta in area, dove Bendtner è pronto per il tap-in vincente. Reds mai in partita e scarsamente pericolosi, che trovano soltanto in un tiro dalla distanza di Gerrard l’occasione più nitida per pareggiare.

Due gli scontri salvezza di giornata. Quello tra Wolves e Blackburn viene vinto dagli ospiti, con una doppietta di Hoilett a spianare la strada ai Rovers. Il primo gol nasce da una rimessa laterale in cui il centravanti canadese con una mezza rovesciata insacca l’1-0. Nella ripresa invece Yakubu si porta a spasso la difesa di casa sulla sinistra, poi serve sulla tre quarti dove Hoilett ha spazio per prendere la mira e realizzare il 2-0 che chiude i conti.
 L’altro duello per non retrocedere vede il Bolton battere in casa il QPR con una svista arbitrale decisiva. Gli ospiti prima colgono una traversa con Zamora, poi si vedono negare un gol di Hill ampiamente oltre la linea di porta. Il Bolton allora ne approfitta e col colpo di testa di Pratley su cross di Ream passa in vantaggio. Il QPR pareggia nella ripresa con Cissè che a tu per tu col portiere realizza il suo secondo gol in Premier. A 3’ dalla fine Klasinc infila il 2-1 su invito di Miyaichi per una vittoria che vale oro.
 Non approfitta di questi risultati il Wigan, che parte male e strappa un solo punto in casa del Norwich: apre le marcature il sinistro di Hoolahan che anticipa entrambi i centrali del Wigan sul primo palo e realizza il vantaggio. Il pareggio degli uomini di Roberto Martinez arriva ad opera di Moses, che si inserisce tra le maglie gialle sull’assist di Maloney, scarta Ruddy e fa 1-1.
 L’Everton batte il Tottenham al termine di una partita con poche emozioni. I padroni di casa passano in vantaggio grazie a un’incursione sulla sinistra di Osman, che serve al centro Jelavic per l’1-0. Gli Spurs non brillano e l’occasione migliore per pareggiare arriva in pieno recupero, con l’ex di turno Saha che col sinistro manda il pallone sul palo.
 L’Aston Villa batte il Fulham all’ultimo respiro: dopo un incontro in cui le due occasioni migliori si erano fermate sulle opposte traverse (quella di Gardner per i Villans e di Duff per gli ospiti), la partita viene risolta da un gol di Weinmann, che insacca una corta respinta di Schwarzer sul tentativo di Gardner.
 Per una londinese che crolla nei minuti di recupero, ce n’è una che vince: l’Arsenal strappa il successo in extremis contro il Newcastle, dopo essere passato in svantaggio, ma anche dopo una partita che l’ha visto assoluto protagonista. I Magpies passano a condurre con il gol di Ben Arfa, ma vengono subito raggiunti dal 26° sigillo stagionale di Van Persie. I Gunners attaccano per tutta la partita e paradossalmente segnano in contropiede il gol vittoria: da un rimessa laterale in zona d’attacco per il Newcastle nasce la ripartenza decisiva con cross di Walcott, spizzato di testa da Gervinho e poi concluso in porta da Vermaelen. Per gli uomini di Wenger è il quinto successo consecutivo, il terzo che arriva oltre il 90’ nelle ultime quattro partite.

The Good: David Hoilett. La sua doppietta nello scontro diretto coi Wolves permette al suo Blackburn di uscire dalla zona retrocessione. Una prestazione che può cambiare una stagione.
The Bad: Stefan Savic. Il giovane difensore del City sostituisce l’infortunato Lescott e lo fa rimpiangere con un errore decisivo sul gol di Moore. Si rifarà, ma per ora è una bocciatura.
The Ugly: Ricardo Fuller. Un fallo vistoso e totalmente inutile condanna il suo Stoke a restare in 10 per più di un’ora. La trasferta a Stamford Bridge era già difficile, per colpa sua è stata impossibile.

Valerio Brutti