Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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venerdì 26 aprile 2013

HANDANOVIC: OK, IL PREZZO E' GIUSTO!

IL BLAUGRANA HANNO INDIVIDUATO NEL PORTIERONE SLOVENO IL SOSTITUTO DEL PARTENTE VALDES, L'INTER POTREBBE CEDERLO PER FAR CASSA E RIFONDARE LA SQUADRA

E' uno dei pochi giocatori nerazzurri a salvarsi dopo una stagione alquanto interlocutoria per il club di Via Durini. Il Barça sembra essersi mosso presentando un offerta di circa 28 milioni, una cifra a dir poco elevata visti i quasi 29 anni del giocatore ed il suo ruolo di estremo difensore.

Qualche giorno fa, voci di corridoio, segnalavano il forte interesse del Barcellona nei confronti del portiere sloveno dell'Inter, Samir Handanovic. Un’offerta così importante farebbe vacillare chiunque visti i tempi di magra, soprattutto per il nostro calcio. In casa Inter smentiscono, linea seguita anche dall'agente del giocatore, l'Avvocato Federico Pastorello, che ribadisce la volontà del suo assistito di rimanere a Milano.

L'interesse della società catalana sembra però essere concreto e quanto meno giustificato dall'ormai prossimo addio dell'attuale numero uno Victor Valdes, il cui contratto scade proprio questo giugno. L'intenzione del portiere di non rinnovare l'accordo con la società spagnola ha fatto in modo che gli operatori di mercato, per conto del Barça, cominciassero a sondare il terreno proprio per il dopo-Valdes. Tanti i nomi accostati al club catalano tra cui quello del tedesco Marc-André Ter Stegen, in forza al Borussia Monchengladbach, come anche quello di Fernando Muslera, ex Lazio e attualmente titolarissimo al Galatasaray, per poi finire con quello uscito qualche giorno fa, ovvero Samir Handanovic.

A sostegno di questa voce, incide il recente interesse mostrato dall'Inter verso l'attuale portiere del Cagliari, Michael Agazzi, che andrebbe a sostituire lo sloveno. In più, esiste la possibilità di puntare sul giovane Francesco Bardi, in forza al Novara ma di proprietà dei nerazzurri, che consentirebbe al Presidente Moratti di utilizzare l'intera somma percepita in caso di cessione dello sloveno per rinforzare la squadra.

Il valore del giocatore è indiscutibile e l'ha ampiamente dimostrato questa stagione, ma la sua Carta d'Identità ed appunto il ruolo che ricopre, non danno all'Inter ampio margine di manovra. Quindi OK, se la cessione dovesse realmente arrivare per quella cifra, il PREZZO di Handanovic ci sembrerebbe PIU' CHE GIUSTO.

Ugo Mega
@Superughish (on Twitter)

lunedì 25 febbraio 2013

A UN MILAN “NARCISO” MANCA IL KILLER INSTINCT, SCHELOTTO LO PUNISCE: IL DERBY FINISCE 1-1


LA SQUADRA DI ALLEGRI DOMINA NEL PRIMO TEMPO, SPRECA E VIENE RAGGIUNTA NELLA RIPRESA: DOPO 9 ANNI, TORNA LA PARITA’ NELLA STRACITTADINA

24 Ottobre 2004. Data dell’ultimo pareggio in un derby della Madunina. La X in schedina mancava da 9 lunghi anni e, ieri sera, è tornata a farsi vedere. In un derby nel quale il Milan può certamente rammaricarsi per la ghiotta occasione buttata al vento, dopo un primo tempo giocato bene e a ritmi alti in cui Handanovic, dopo aver subito il vantaggio rossonero di El Shaarawy, è stato costretto agli straordinari.

Non chiudere partite così può essere controproducente, soprattutto contro una squadra ferita e desiderosa di riscatto come l’Inter dell’ultimo periodo. E il risultato finale lo conferma. Nell’unica vera disattenzione rossonera del match, i rossoneri subiscono infatti il pareggio di Schelotto, entrato 3 minuti prima al posto di Cambiasso.

Nel complesso, la prestazione della squadra di Allegri è stata buona. Dopo un primo tempo particolarmente positivo la stanchezza dell’impegno infrasettimanale di Champions contro il Barcellona si è fatta inevitabilmente sentire, colpendo i rossoneri nella seconda frazione di gioco, finita in leggera apnea. Ha impressionato nuovamente la prestazione di Mattia De Sciglio, incontrollabile nel primo tempo grazie anche alla non eccelsa copertura fornita dalla coppia Nagatomo-Guarín e perfetto anche in fase di rifinitura: i suoi cross dal fondo hanno sempre messo in difficoltà la retroguardia nerazzurra. Continuando così, per il terzino rossonero la candidatura a un ruolo da protagonista in nazionale ai prossimi mondiali risulterebbe una pura formalità.

La retroguardia Casciavit, come già anticipato, ha pagato a caro prezzo l’unico vero errore commesso, firmato Mexès, senza soffrire troppo il lavoro sporco ma poco produttivo della coppia Palacio-Cassano. In mediana, Montolivo ha disputato l'ennesima partita da gigante, coadiuvato dai martellatori Nocerino e Muntari, la cui prestazione è andata scadendo nel corso del match. Davanti si è rivisto un ottimo Boateng: il ghanese sta finalmente attraversando un buon periodo di forma, aspetto che non è quasi mai mancato al solito El Shaarawy, al primo gol in un derby e sempre pericoloso in ripartenza.

Capitolo Balotelli: al primo derby da ex, stecca, seppur fosse febbricitante. Si fa trovare nel posto giusto al momento giusto, ma Handanovic e la pessima relazione tra scarpe e terreno di gioco (scivola troppo spesso) non gli permettono di gonfiare la rete. Beccato dal pubblico nerazzurro, nella ripresa si innervosisce troppo e finisce per sparire dalla partita.

Riguardo ad Allegri la questione è differente: dopo il Picasso tattico contro il Barcellona, offre un’opera d’arte moderna abbastanza incomprensibile in occasione della stracittadina. Soprattutto dal punto di vista dei cambi, aspetto invece perfettamente considerato e centrato da Stramaccioni con l'ingresso decisivo di Schelotto: il primo, effettuato a 9’ dalla fine, vede l’ingresso di Niang per Boateng, uno dei migliori. Tempistica e scelte errate: Balotelli, troppo nervoso e mai in partita nella ripresa, poteva essere sostituito dallo stesso francese, con conseguente arretramento di Prince a centrocampo. La maggior freschezza del 18enne talento rossonero avrebbe potuto fare la differenza. 

In una settimana del genere, tuttavia, conquistare una vittoria e un pareggio contro Barça e Inter fa morale. Una maggior attenzione nella partita giocata ieri avrebbe consentito un en plein da 110 e lode e regalato un distacco in classifica dalle interessate alla zona Champions tutt’altro che negativo. Sabato prossimo a Milano arriva la Lazio, altra sfida fondamentale per il terzo posto: seguire le orme di Narciso può essere un grosso rischio. Meglio evitare lo specchiarsi troppo e piacersi ancora di più. Schelotto insegna…

Simone Nobilini
(@SimoNobilini on Twitter)