Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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domenica 21 aprile 2013

UDINESE: PIOTR ZIELINSKI, UN NUMERO 10 FATTO IN CASA POZZO!"

E' STATA LA VERA RIVELAZIONE DELLA VITTORIA DEGLI UOMINI DI GUIDOLIN SULLA LAZIO: CLASSE '94 IL POLACCO HA NUMERI DA CAMPIONE


Dopo la prima da titolare col Parma, ieri sera alla seconda dal primo minuto, un ragazzino polacco ha sorpreso davvero tutti.
Si chiama Piotr Sebastian Zielinski ed è il nuovo, anzi l'ennesimo, gioiellino scoperto dalla famiglia Pozzo e dall'Udinese.

Trequartista classe '94 , è nato il 20 maggio a Zabkowice Slaskie ed è arrivato ad Udine due anni fa dal Zagliebe Lubin, dove a 16 anni giocava già in prima squadra.
Grandi meriti dell'arrivo del gioiellino polacco in Italia, vanno ad Andrea Carnevale, che di recente ha raccontato di aver visto per la prima volta Zielinski in un torneo in Spagna. Al ragazzo venne fatto fare un provino ad Udine, durante il quale venne fatto giocare con le giovanili bianconere e a cui venne chiesto di battere anche le punizioni. Ebbene iniziò a batterle indistintamente di destro e sinistro, tanto che a fine partitta gli stessi osservatori bianconeri non erano più certise il ragazzo fosse destro o mancino.

Aggregato alla primavera friulana, mette a segno 7 gol in 12 partite, abbastanza per convincere Francesco Guidolin a portarlo in prima squadra.
Lo stesso allenatore veneto, nel post partita con la Lazio ha dichiarato: "La prima volta che lo vidi era poco più che un ragazzino, gracile, ma i piedi erano spettacolari. Zielinski potrebbe diventare quel numero dieci che cerchiamo da anni. Un numero dieci fatto in casa".
Effettivamente Piotr, alto 177 cm, è il classico trequartista moderno, cui piace giocare tra le linee, dialogando nello stretto, ma con la piacevole tendenza ad inserirsi alle spalle dei difensori.
Nella stessa partita con gli uomini di Petkovic, è andato un paio di volte vicino al gol proprio andando a prendere in verticale i suggerimenti di Di Natale.
Per quanto riguarda invece la nazionale polacca, a soli 18 anni è già nell'orbita della selezione U21.

Dopo i vari Sanchez, Inler e Asamoah, ecco Piotr Sebastan Zielinski, il nuovo, anzi l'ennesimo, fatto in casa Pozzo.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

martedì 9 aprile 2013

"TATTICA CHE PARTITA!": ROMA-LAZIO, DUE 'GLADIATORI' CHE NON SI FINISCONO!

UN PAREGGIO CHE LASCIA TUTTO INVARIATO. ROMA E LAZIO SPRECANO MOLTO E SI SPARTISCONO LA POSTA

Un'arena piena zeppa di spettatori ed un clima infuocato, due mecenati e due gladiatori che si danno battaglia. Lo scontro è accesissimo, più volte entrambi i lottatori sono sul punto di cadere, l'epilogo è ormai vicino, ma proprio sul più bello arrivano i titoli di coda a lasciarti col pop corn che ti cade di bocca. Ecco cos'è stato per entrambi "i gladiatori", questo derby della capitale.

La Roma parte subito forte. Aggredisce alto e appena recupera palla verticalizza immediatamente. I frutti del giusto atteggiamento giallorosso sono due pallegol con Totti e Lamela nei primi due minuti.
Lo schema degli uomini di Andreazzoli è tanto semplice quanto efficace, De Rossi per Totti che viene incontro e Lamela che si butta dentro da prima punta andando a prendere il lancio del capitano giallorosso.   La Lazio sembra stordita e non riesce a far girare il pallone in modo fluido. Gli uomini di Petkovic mettono la testa fuori dal guscio intorno al 10' e quattro minuti dopo passano sorprendentemente in vantaggio: Hernanes scaraventa in porta un meteorite col sinistro dai ventcinque metri su cui il portiere olandese non può far nulla.
Qui cambia l'inerzia del primo tempo, la Roma accusa il colpo e inizia a sbagliare a ripetizione, la Lazio al contrario prende fiducia soprattutto in fase di palleggio; l'ordine degli uomini di Petkovic disinnesca Florenzi, costretto a dare una mano al centrocampo. Gli scambi di posizione con Pjanic vengono meno, i giallorossi perdono velocità e si bloccano.
Al di là del predominio territoriale biancoceleste, i falli sono molti e il gioco perde di fluidità.

Nella ripresa si pensa ad una Roma super aggressiva e invece il gladiatore giallorosso comandato da Andreazzoli rischia di capitolare al 3', quando Marquinhos colpisce ingenuamente la palla in area con un braccio. Petkovic dice pollice verso, ma Hernanes risparmia la Roma sparando alto il rigore. 
All'8' Andreazzoli fa il Ranieri per dare una scossa: fuori De Rossi, dentro Destro al rientro dopo l'infortunio al menisco.
Il regalo che raddrizza la partita però non arriva dall'ex Siena, ma da Hernanes, che dopo il rigore sbagliato, per la sadica legge del contrappasso, atterra Pjanic in area. Totti dal dischetto non è generoso quanto il brasilianmo e pareggia, raggiungendo Da Costa e Del Vecchio a quota 9 nella classifica dei marcatori nel derby.

Come prevedibile la gara si ribalta, la Roma va a cercare il raddoppio, la Lazio si schiaccia. Giusto per calmare le acque sulle polemiche arbitrali, al 30' Lamela viene messo giù in area da Radu, ma Mazzoleni pensa che due rigori in un derby siano già abbastanza e lascia correre.
La Roma continua a spingere, la Lazio non riesce più ad alzarsi. Al 34' Lamela va vicinissimo al 2-1, ma i capelli a punta del "Coco" mandano il pallone alto sopra la traversa a un metro dalla linea di porta.
Negli ultimi minuti le squadre appaiono stanche e l'imprecisione è molta; la Roma ci prova di più, ma gli unici veri pericoli arrivano dai calci piazzati di Totti.

Poteva rinvigorire le speranze della Roma o rilanciare le ambizioni della Lazio. Questo derby lascia tutto esattamente com'era: incerto.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

venerdì 5 aprile 2013

"TATTICA CHE PARTITA!": "MAMMA LI TURCHI!"

PRESSING FURIBONDO E FRASEGGIO NELLO STRETTO, LA LAZIO NE PRENDE DUE DAL FENERBACHE

È una serata calda ad Istanbul, non solo per il clima mite della città, ma anche e soprattutto per il calore trasmesso dai 50 000 del Şükrü Saracoğlu, tutto esaurito per l’occasione dopo le due partite a porte chiuse.
La Lazio si presenta in Turchia con la consapevolezza di dover affrontare una sfida dura, sotto molti punti di vista e inevitabilmente con la testa già al derby di lunedì sera all’Olimpico.
Dall’ altra parte il Fenerbache, consapevole del vantaggio di poter giocare di fronte al proprio pubblico, ha la possibilità di ben figurare in quell’ Europa dove i connazionali del Galatasaray sono appena stati travolti dalla compagnine Mourinhana.

Il 4-2-3-1 turco è un marchio di fabbrica di mister Kocaman, che schiera la propria squadra con un modulo fisso indipendentemente dalle scelte avversarie.
Petkovic, forte di una Lazio imbattuta quest’anno nella competizione, opta per un più coperto 4-4-1-1, con Ederson in appoggio al capocannoniere del torneo Libor Kozak .
Il ritmo è piuttosto alto sin dalle prime battute, dove il Fenerbache padrone di casa mette subito timore ad una Lazio apparentemente scossa dall’agonismo messo in campo dagli uomini giallo-blu.
La chiave del pressing dei turchi si trova nel centrocampo, dove il pallino del gioco laziale, il ragazzo brasiliano con la maglia numero otto, viene costantemente pressato a turno da Topal o Meireles, quest’ ultimo vero e proprio padrone della mediana.
I tre centrocampisti avanzati e la prima punta, tale Webò, fraseggiano molto bene e creano costanti pericoli sulla fascia destra biancoceleste.
È proprio da una di queste azioni che si creano i presupposti per l’unica vera occasione del primo tempo, un tiro deviato da Marchetti che finisce sul palo per poi essere definitivamente allontanato da Ciani.

Nella ripresa il doppio cartellino giallo di Onazi, con conseguente espulsione, cambia le carte in tavola e obbliga la Lazio a chiudersi nella propria metacampo, sotto il costante attacco da parte del Fenerbache.
La difesa biancoceleste tiene duro, respingendo più volte i turchi, ma non riuscendo quasi mai ad essere incisiva davanti, dove il cambio Kozak-Klose serve solo per le statistiche.
Proprio quando si pensa che gli uomini di Petkovic possano riuscire a strappare il tanto sperato pari, un fallo di mano di Radu piuttosto involontario al limite dell’aria costa il tiro dagli undici metri. Parte Sow, 1-0, l’urlo della KFY ( Curva Giallo-Blu ) sale alto nel cielo della vecchia Costantinopoli.
Come se bastasse, sul finire del tempo regolamentare, una punizione non bloccata da Marchetti trova pronto sulla respinta Kuyt che insacca per il raddoppio.
Dopo cinque lunghissimi minuti di recupero, la sfida si conclude con il 2-0 del Fenerbache sulla Lazio.
Considerando anche che la gara si disputerà a porte chiuse, al ritorno servirà una vera impresa per i biancocelesti, ma il discorso qualificazione non è ancora chiuso. E per ora ci basta questo.

Davide Battistini
@DaddeBattistini on Twitter

martedì 19 febbraio 2013

EMEGHARA, IL RAGAZZO 'INNOCENTE' CHE SEGNA CON DUE SCARPE DIVERSE!

QUATTRO GOL IN 300 MINUTI GIOCATI. DI EMEGHARA SORPRENDE PERO' LA SEMPLICITA'

In campo con una scarpa diversa dall'altra (per la felicità degli sponsor!) e il tuo capitano (Simone Vergassola) che a fine partita dichiara: "Non capisce ancora praticamente niente". Potresti pensare ad uno stramboide, a un matto! Poi però vedi le statistiche: 4 gol nei suoi primi 300 minuti in serie A e la tua opinione cambia radicalmente.
Nato a Lagos il 27 maggio 1989, Innocent Emeghara.
L'attaccante del Siena che ha sorpreso tutti in questo inizio 2013, ha origini nigeriane, ma è cresciuto a Zurigo, dove è emigrato a 12 anni per seguire la madre. Il giovane attaccante ha quindi passaporto Svizzero, nazionale che lo ha già convocato attraverso le scelte Ottmar Hitzfeld.

Quando a gennaio il Siena ha venduto Larrondo alla Fiorentina e soprattutto Emanuele R.Hood Calaiò a 2,5 milioni al Napoli e l'ha sostituito con questo ragazzo, io stesso ho strabuzzato gli occhi. "Possibile che una squadra come il Siena, in una situazione quasi disperata, smantelli l'attacco affidandosi a questo qui?!". Dopo appena 300 minuti giocati da Emeghara, quelle parole me le sono mangiate, rimangiate ed inghiottite!
Prima il gol all'Inter all'esordio da titolare, poi la rete al Bologna ed infine la doppietta di ieri sera alla Lazio.
Petkovic lo conosceva, avendolo incontrato quando lui allenava lo Joung Boys e il ragazzo di origini nigeriane giocava nel Grasshoppers e per questo sapeva di doverlo limitare. Ne Ciani ne Biava però ci sono riusciti, inceneriti, in occasione rispettivamente del primo e terzo gol del Siena, dall'esplosione fisica di Emeghara. Inserimento improvviso sul cross di Rosina per l'1-0, tacco a innescare Runin, assistman del 2-0 di Rosina e infine scatto a bruciare l'erba e i piedi di Biava nel 3-0 che chiude la partita.
Alla fine della partita, giocata con due scarpe diverse, il ragazzo ha spiegato: "mi faceva male un piede, ne ho messa una più grande, non c'era dello stesso colore". Questo giusto per farvi capire quanto il suo nome sia azzeccato!

Mezzaroma l'ha scoperto in Francia, dove vestiva il nero-arancione del Lorient. O meglio, l'ha scoperto attraverso un DVD arrivato a Siena, che subito ha colpito il tecnico Iachini. Prestito gratuito con diritto di riscatto fissato a tre milioni. In Francia si staranno mangiando anche i gomiti, a Siena invece, considerando anche il non felicissimo momento economico, si staranno sfregando le mani per quello che sembra sarà un nuovo affarone dopo la cessione di Destro.

Davide Bernardi
DavideBernardi6 on Twitter