Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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domenica 5 maggio 2013

EDITORIALE JUVE - C'È UNA 'TERZA VIA' DA PERCORRERE!

UN GRANDE INVESTIMENTO IN AVANTI E POI ACQUISTI MIRATI DA BILANCIARE CON CESSIONI INTELLIGENTI

Per qualcuno sono 29 per altri 31. Alla fine il risultato di questa stagione non cambia ed è per i molti il più scontato da inizio anno: la Juve è campione d'Italia per la seconda volta consecutiva.
Dopo i festeggiamenti di questa sera, da domani si penserà già al futuro. Inevitabile partire da Conte. Le parole di qualche giorno fa, che per certi versi sono sembrate addirittura Mourinhane, hanno sicuramente fatto venire qualche brivido alla schiena di molti juventini, ma va comunque detto che non sono state dichiarazioni poi così inopportunee, anzi. Il tecnico bianconero ha semplicemente mostrato in modo nitido la situazione: la Juve deve decidere cosa fare del proprio futuro.
E' chiaro che l'Italia, dopo due titoli consecutivi non può più bastare, come è altrettanto chiaro che vincere lo scudetto anche l'anno prossimo non sarà tanto facile.

Nell'ultimo mese, parlando di mercato, il tecnico bianconero ha più volte preso come riferimento il Bayern Monaco, capace di spendere anche più di 40 milioni per un giocatore, pur di portarlo in Baviera. La Champions League comunque ha mostrato come col talento, la programmazione e l'intuizione si possa arrivare lontano, vedi i risultati del Borussia Dortmund: due campionati, una coppa e una Supercoppa di Germania e (per ora) una finale di Champions in tre anni.
Conte sostanzialemte vuole capire in anticipo che tipo di mercato Marotta e Paratici andranno a fare. Un cambio all'interno della rosa è necessario farlo, anche per mantenere alti gli stimoli dei giocatori che già ci sono; investimenti in stile Bayern tutttavia sarà improbabile e sarebbe, a mio avviso, contro producente. D'altro canto però, cedere i propri campioni come il Borussia ha sempre fatto nelle ultime due stagioni, lo sarebbe altrettanto. Proprio per questo è necessario percorrere una terza via.

Innanzitutto tenere i vari Vidal e Marchisio e poi acquistare in maniera mirata, ammortizzando con cessioni intelligenti (Quagliarella e/o Matri tanto per dirne due). Spendere invece praticamente tutte le risorse a disposizione per due Top Players sarebbe l'errore più grande che la dirigenza bianconera potrebbe commettere.
Partiamo dal reparto avanzato: Conte ha parlato di progetto. Benissimo, tanto per intenderci, un 32enne che guadagna 7 milioni e mezzo per quattro anni, non significa guardare al futuro. Per quanto riguarda invece gli altri nomi fatti dai vari esperti di mercato, molto dipenderà da quale ruolo svolgerà Llorente nelle gerarchie di Conte. L'ex Bilbao e Ibrahimovic ad esempio sarebbero difficilmente compatibili: entrambi accentrano molto il gioco della squadra, sebbene lo facciano in maniera diversa. Stesso discorso vale per Higuain, abituato anch'egli a giocare come terminale unico.
Discorso diverso invece quello che riguarda Suarez e Jovetic. Differenti per caratteristiche, tuttavia entrambi alzerebbero di molto l'imprevedibilità e l'efficacia dell'attacco juventino. Suarez offrirebbe probabilmente più reti e una maggiore profondità. il montenegrino invece, che paradossalmente costa di più, significherebbe avere più possibilità in fase di rifinitura.

Se dunque un acquisto pesante, di prestigio, si vuole fare, allora lo si faccia in attacco. Per il centrocampo e la difesa invece occorre portare a casa affari come Vidal o Lichtsteiner, pagati in tutto meno di 20 milioni di euro e ora vere colonne della squadra. Trovare nuovi Pogba sarebbe bello, ma quelle sono occasioni rare; rimandendo coi piedi per terra però voglio ricordare che Barzagli arrivò per 300 mila euro e Pirlo addirittura a costo zero.
Giusto per fare un esempio, un primo acquistone sarebbe recuperare l'Isla visto a Udine.
Spendere si può, farlo con intelligenza e lungimiranza è tutto un altro..Conte.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

sabato 23 marzo 2013

L'ARGENTINA SI CANDIDA PER UN NUOVO "MARACANAZO"

A POCO PIU' DI UN ANNO DAI MONDIALI BRASILIANI LA SQUADRA DI SABELLA SI PREPARA PER FARE LO SGARBO PEGGIORE AGLI ODIATI RIVALI: VINCERE IN CASA LORO


“Solo tre persone sono riuscite a zzittire il Maracanà: Frank Sinatra, il Papa e io”. Parole di Alcides Edgardo Ghiggia, l’uruguayo che nel 1950 fece scendere un silenzio tombale sullo stadio di Rio De Janeiro segnando il gol che valse un mondiale agli ospiti e tante lacrime ai padroni di casa. Più di sessant’anni dopo ci proverà l’Argentina a far vivere ai verde-oro un altro “Maracanazo” (questo è il nome con cui l’inaspettata vittoria dell’ Uruguay è passata agli annali) vincendo il terzo mondiale della loro storia in casa dei rivali brasiliani e proprio nel “nuovo” Maracanà, sede della finale e ristrutturato per l’occasione. 

L’albiceleste si presenterà in Brasile come una delle squadre favorite al titolo, questa volta più di altre, vuoi per una tradizione favorevole quando il Mondiale si gioca nelle Americhe, vuoi perché possono contare nel giocatore più forte del mondo e in una delle rose potenzialmente più talentuose. Proprio da Messi, il Commissario Tecnico Alejandro Sabella, subentrato a Bautista dopo la disastrosa Coppa America del 2011, sta provando a costruire una nazionale che da sempre può vantare in rosa grandi nomi, ma troppo spesso si riduce a una lista di campioni incapace di trovare la quadratura del cerchio e diventare una Squadra con la esse maiuscola.

Sabella nelle dieci gare di qualificazione giocate fin qui ha fatto scendere in campo 34 giocatori: 2 portieri, 9 difensori, 16 centrocampisti e 7 attaccanti. Il modulo usato è stato quasi sempre lo stesso, 4-4-2 con squadra praticamente spaccata in due tronconi: 6 uomini (4 difensori più i due mediani) a difendere e “portare l’acqua” e gli altri 4 ad occuparsi della fase offensiva. E’ appunto l’attacco il reparto d’elite argentino con Aguero, Di Maria e Messi che girano intorno a Higuain, unico uomo stabile in area di rigore. Per il resto Sabella concede autonomia assoluta ai propri fuoriclasse, liberi e a volte obbligati, ad andare a prendere il pallone sulla mediana per cominciare l’azione. Linea di centrocampo occupata solitamente da Mascherano e Gago ideali collanti tra un attacco tanto forte e una difesa composta da Zabaleta sulla destra, Rojo dall’altra parte e Garay affiancato da Federico Fernandez come ultimo baluardo prima del doriano Romero, praticamente certo del posto tra i pali.

La qualità offensiva è veramente impressionante, soprattutto se si pensa che Sabella può permettersi di far partire dalla panchina Lavezzi e Palacio e tenere a casa Pastore (convocato solo due volte nelle gare ufficiali con in panchina Sabella). I problemi sono dalla linea mediana in giù. Josè Sosa, meteora in Serie A con la maglia napoletana, e Clemente Rodriguez, non garantiscono un degno ricambio a Di Maria e Mascherano, e difatti l’alto numero di centrocampisti convocati e utilizzati come subentranti da Sabella, stanno a dimostrare che il commissario tecnico non ha ancora le idee chiare su chi portare in Brasile apparte di due titolari. Dietro invece il problema non è di scelta ma di qualità. I soli nove difensori impiegati nelle uscite di qualificazione manifestano chiarezza (o forse mancanza di alternative) nella testa di Sabella ma nessuno di questi ha la caratura internazionale né un’ esperienza  tale da riuscire a guidare una difesa in una competizione del genere. Per spiegarci meglio: servirebbe un Samuel o uno Zanetti di qualche anno fa ma per il momento il panorama calcistico argentino non offre niente degno di nota.

Se nell’anno che manca all’appuntamento mondiale il C.T. sarà bravo a perfezionare i meccanismi difensivi così da superare con la tattica e l’affiatamento i limiti individuali, l’Argentina sarebbe insieme a Spagna e Germania la favorita della competizione. Magari sperando in un altro “Maracanazo” con Messi o Aguero nei panni di Ghiggia.

Nicolò Smerilli
@NiSmerilli on Twitter

martedì 13 marzo 2012

L'EUROPA AL MICROSCOPIO

BAYERN A FORZA SETTE IN GERMANIA. REAL IN RIMONTA  TRA LE POLEMICHE A SIVIGLIA

Dopo aver analizzato nel dettaglio il week-end di Premier insieme al nostro Valerio Brutti, andiamo a vedere cos'è successo negli altri campionati europei.
Partiamo dalla Germania, dove nella 25esima giornata abbiamo assistito ad un Bayer forza 7, come le reti rifilate all'Hoffenheim all'Allianz Arena. Torna al gol il capocannoniere del campionato, Mario Gomez, che ha firmato una tripletta. Doppietta invece per l'olandese volante Arjen Robben, accusato in settimana di egoismo. Diciamo che vedendo la dinamica del quarto gol bavarese, in cui l'ex Chelsea ha preferito saltare il portiere piuttosto che passare la palla a Muller, qualche dubbio sul giocatore di Bedum, ci viene.
Mezzo passo falso invece del Borussia Dortmund ad Augsburg, dove gli uomini di Klopp non sono andati oltre lo 0-0. Per i gialloneri l'attacco è rimasto a secco dopo ben venti giornate, anche grazie alle grandi parate del portiere avversario Jentzsch. Ora i punti di vantaggio sul bayern sono 5.
Risultato a reti inviolate anche per il MGladbach, fermato in casa dal Friburgo. Nonostante lo stop, gli uomini di Favre mantengono il terzo posto in classifica, anche se tallonati ad un punto dallo Shalke 04. I biancoblu di Gelsenkirchen ne rifilano 3 all'Amburgo. Di Metzelder, Huntelaar e della rivelazione Pukki le reti che regalano i tre punti agli uomini di Stevens.
Spostandoci in Francia, il Psg di Carlo Ancellotti consolida il primato solitario della Ligue 1 superando in trasferta il Digione, anche grazie al ritorno di Gameiro. Vittoria di carattere quella dei parigini, rimasti in dieci a causa dell'espulsione di Sissoko. La squadra di Ancellotti ottiene i tre punti grazie alle reti di Tienè e Gameiro appunto, intervallate dal momentaneo pareggio di Kakuta.
Psg che nonostante la vittoria, non riesce a scrollarsi di dosso il Montpellier di Girard, che passa agilmente 3-0 sul Caen.
Abbiamo lasciato per ultima la Spagna, dove il 27esimo turno ci ha regalato le maggiori emozioni. Si comincia dal successo del Real in trasferta col Betis. Match pieno di polemiche per la direzione di gara. Ai  biancoverdi di Siviglia sono stati negati due rigori eclatanti per i falli di mano di Xabi Alonso prima e di Marcelo e Ramos al 90'.
 La gara per gli uomini di Mourinho non si era messa bene: passati in svantaggio per il gol di Molina, hanno saputo ribaltare la partita grazie ad Higuain e al solito CR7, che ha messo a segno il suo 32esimo gol in campionato. Ma il Betis non si è arrenso e sostenuto dal proprio pubblico, ha acciuffato il pareggio grazie a Montero.
I blancos, in versione roja per l'occasione, hanno ottenuto i tre punti portandosi provvisoriamente a + 13 sul Barca, grazie all'ennesimo gol di Ronaldo al 77'.
Il Barcellona riporta i punti di distacco dal Madrid a 10, in seguito alla vittoria per 2-0 a Santander grazie alla doppietta di Messi. La Pulga ha siglato la vittoria blaugrana prima su un rigore più che dubbio conquistato da Fabregas e poi, in estirata proprio su assist dell'ex gunners.
In questo 27esimo turno di Liga soffrono invece, le squadre che giovedì sono state impegnate in Europa League. Il Valencia, sopra di due gol, si fa rimontare 2-2 dal Mallorca. Dopo l'impresa all'Old Trafford cade invece, l'Athletic Bilbao di Bielsa. I baschi soffrono l'ambiente ostile del De Navarra di Pamplona e perdono 2-1 con l'Osasuna. Unica squadra a non risentire delle fatiche europee è l'Atletico Madrid. I Colchoneros, grazie all'uomo simbolo Falcao, ne rifilano due al Granada.
Nota a margine merita Philippe Coutinho. Il brasiliano ex Inter ha firmato la sua prima doppietta in terra spagnola con due reti da fenomeno, entrando da protagonista nel successo per 5-1 dell'Espanol sul Rayo Vallecano.

Davide Bernardi