Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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domenica 5 maggio 2013

EDITORIALE JUVE - C'È UNA 'TERZA VIA' DA PERCORRERE!

UN GRANDE INVESTIMENTO IN AVANTI E POI ACQUISTI MIRATI DA BILANCIARE CON CESSIONI INTELLIGENTI

Per qualcuno sono 29 per altri 31. Alla fine il risultato di questa stagione non cambia ed è per i molti il più scontato da inizio anno: la Juve è campione d'Italia per la seconda volta consecutiva.
Dopo i festeggiamenti di questa sera, da domani si penserà già al futuro. Inevitabile partire da Conte. Le parole di qualche giorno fa, che per certi versi sono sembrate addirittura Mourinhane, hanno sicuramente fatto venire qualche brivido alla schiena di molti juventini, ma va comunque detto che non sono state dichiarazioni poi così inopportunee, anzi. Il tecnico bianconero ha semplicemente mostrato in modo nitido la situazione: la Juve deve decidere cosa fare del proprio futuro.
E' chiaro che l'Italia, dopo due titoli consecutivi non può più bastare, come è altrettanto chiaro che vincere lo scudetto anche l'anno prossimo non sarà tanto facile.

Nell'ultimo mese, parlando di mercato, il tecnico bianconero ha più volte preso come riferimento il Bayern Monaco, capace di spendere anche più di 40 milioni per un giocatore, pur di portarlo in Baviera. La Champions League comunque ha mostrato come col talento, la programmazione e l'intuizione si possa arrivare lontano, vedi i risultati del Borussia Dortmund: due campionati, una coppa e una Supercoppa di Germania e (per ora) una finale di Champions in tre anni.
Conte sostanzialemte vuole capire in anticipo che tipo di mercato Marotta e Paratici andranno a fare. Un cambio all'interno della rosa è necessario farlo, anche per mantenere alti gli stimoli dei giocatori che già ci sono; investimenti in stile Bayern tutttavia sarà improbabile e sarebbe, a mio avviso, contro producente. D'altro canto però, cedere i propri campioni come il Borussia ha sempre fatto nelle ultime due stagioni, lo sarebbe altrettanto. Proprio per questo è necessario percorrere una terza via.

Innanzitutto tenere i vari Vidal e Marchisio e poi acquistare in maniera mirata, ammortizzando con cessioni intelligenti (Quagliarella e/o Matri tanto per dirne due). Spendere invece praticamente tutte le risorse a disposizione per due Top Players sarebbe l'errore più grande che la dirigenza bianconera potrebbe commettere.
Partiamo dal reparto avanzato: Conte ha parlato di progetto. Benissimo, tanto per intenderci, un 32enne che guadagna 7 milioni e mezzo per quattro anni, non significa guardare al futuro. Per quanto riguarda invece gli altri nomi fatti dai vari esperti di mercato, molto dipenderà da quale ruolo svolgerà Llorente nelle gerarchie di Conte. L'ex Bilbao e Ibrahimovic ad esempio sarebbero difficilmente compatibili: entrambi accentrano molto il gioco della squadra, sebbene lo facciano in maniera diversa. Stesso discorso vale per Higuain, abituato anch'egli a giocare come terminale unico.
Discorso diverso invece quello che riguarda Suarez e Jovetic. Differenti per caratteristiche, tuttavia entrambi alzerebbero di molto l'imprevedibilità e l'efficacia dell'attacco juventino. Suarez offrirebbe probabilmente più reti e una maggiore profondità. il montenegrino invece, che paradossalmente costa di più, significherebbe avere più possibilità in fase di rifinitura.

Se dunque un acquisto pesante, di prestigio, si vuole fare, allora lo si faccia in attacco. Per il centrocampo e la difesa invece occorre portare a casa affari come Vidal o Lichtsteiner, pagati in tutto meno di 20 milioni di euro e ora vere colonne della squadra. Trovare nuovi Pogba sarebbe bello, ma quelle sono occasioni rare; rimandendo coi piedi per terra però voglio ricordare che Barzagli arrivò per 300 mila euro e Pirlo addirittura a costo zero.
Giusto per fare un esempio, un primo acquistone sarebbe recuperare l'Isla visto a Udine.
Spendere si può, farlo con intelligenza e lungimiranza è tutto un altro..Conte.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

domenica 28 aprile 2013

EDITORIALE JUVE: IL CENTROCAMPO A 5+1 MATA IL TORO!

I BIANCONERI NON REGALANO NIENTE A NESSUNO: ANCHE IL TORO E' MATATO

Non fatevi ingannare dal risultato. La partita non è andata via liscia come potrebbe far pensare il 2-0.
Di certo però ci sono i numeri: allo Scudetto manca un solo punto, dodicesima vittoria in trasferta su diciassette e più in generale settima vittoria consecutiva.

Partendo dalla partita giocata, la tesi di fondo rimane la solita, almeno in fase offensiva, il nuovo modulo ancora non convince del tutto. Dopo la partita col Milan avevamo detto che Conte, in queste ultime partite avrebbe avuto la possibilità di continuare a sperimentare e che, vista la sua cultura del lavoro, inevitabilmente avremmo visto dei miglioramenti.
Effettivamente qualcosa rispetto alle due precedenti partite (Lazio e Milan) è migliorato. Se infatti con biancocelesti e rossoneri proprio il centrocampo era apparso non compattissimo, oggi i meccanismi sono sembrati molto più oliati e soprattutto lo scivolamento laterale di Pogba e Vidal, oggi invertiti, sono apparsi più fluidi e meglio seguiti dal resto del reparto.
Altro aspetto positivo è stato il pressing immediato alla linea arretrata dei granata; Vucinic e Marchisio hanno aggredito subito alti, andando a dare noia addirittura a Gillet.

Per quanto riguarda invece i particolari che ancora non funzionano, le osservazioni da fare riguardano ancora Vucinic, che ha dimostrato di non avere proprio le caratteristiche della prima punta. Al di là dei soliti appoggi e stop errati infatti, il montenegrino ha denunciato a livello tattico dei movimenti che non hanno certamente aiutato l'efficacia della manovra della squadra.
Riguardando la partita, ma basta anche gli highlights, si nota immediatamente come una volta allargata palla sulla fascia, il numero 9 bianconero si stacchi sempre qualche metro dietro, al limite dell'area, per ricevere nuovamente palla. Chiaramente, senza una prima punta in area che vada a prendere il cross di Lichtsteiner piuttosto che Asamoah, il solo Marchisio nell'immediatezza della porta non può bastare.

Facendo poi un quadro più generale, viste le sostituzioni di oggi (ma non solo) l'impressione è che questo modulo tattico Conte lo voglia riproporre a lungo anche la prossima stagione e le sue parole a fine partita certamente non mi smentiscono. Anzi: "E' una soluzione che a me è piaciuta molto e che ci permette di far coesistere i giocatori migliori".
Effettivamente rinunciare oggi ad uno dei quattro centrocampisti è impossibile. Vidal ha segnato gli ultimi 4 gol della Juve, ha una duttilità tattica che gli permette di essere un punto di riferimento per la squadra in entrambe le fasi e in qualsiasi momento della partita.

Stesso discorso vale per Pogba, oggi il francese è stato ancora una volta uno dei migliori in campo: quantità e qualità, il tutto rilegato con un laccetto d'eleganza che ci sta sempre bene.
Proprio a sottolineare l'importanza del Polpo numero 6, a fine partita il tecnico leccese ha dichiarato: "Da quando è arrivato, Pogba ha avuto una crescita esponenziale, tenerlo fuori ora mi crea dei problemi." Ancora una volta ha avuto ragione lui.

Davide Bernardi
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sabato 20 aprile 2013

HÖRØUR MAGNUSSON: IL FUTURO DELLA DIFESA BIANCONERA E' GIA' A VINOVO!

FISICO IMPONENTE E PIEDI BUONI, L'ISLANDESE CLASSE '93 STUDIA DA BARZAGLI.

Da un anno e mezzo a questa parte, Conte ha dimostrato come la difesa a tre della Juve, sia il prodotto dell'unione complementare di diverse caratteristiche tecnico tattiche. La visione di gioco e la capacità di impostazione di Bonucci, quella di rottura di Chiellini, e Barzagli, dimostratosi ad ottimi livelli in entrambe le fasi.
L'ex Wolfsburg ha sorpreso tutti per il rendimento sempre ai massimi livelli negli ultimi due anni, ma va comunque detto che il difensore bianconero è un classe '81; le primavere sono ormai 32 ed inevitabilmente la Juve dovrà iniziare almeno a 'pensare' al futuro.
In un periodo tanto difficile per il calcio itaiano, le soluzioni da intraprendere sono solo due: scovare e 'coltivare' autentici crack, come direbbero in Spagna, vedi i casi Vidal (pagato 10,5 e al momento vendibile a non meno di 30 milioni) e Pogba (preso a parametro zero ed ora giudicato uno dei tre migliori '93 al mondo).

Da una di queste due vie percorribili potrebbe arrivare un pezzo importante del futuro della difesa bianconera. Per la precisione un "pezzo" nato l'11 febbraio 1993, alto 190 cm ed arrivato dalla lontanissima Reykjavik.
Stiamo parlando di Hörøur Magnusson, difensore centrale della Juve primavera.
Come già detto è un calciatore islandese classe '93. E' cresciuto nel Fram Reykjavik, dove ha giocato per dodici anni dal 1998 al 2010 e con cui è sceso in campo 6 volte nella massima serie islandese.
Nel 2011 il passaggio in bianconero. Il giovane islandese sorprende subito anche Conte che il 29 dicembre lo convoca per il ritiro invernale della prima squadra a Dubai.

Nonostante il fisico imponente, Magnusson è piuttosto veloce e ciò che sorprende piacevolmente è la sua capacità di impostazione.
In tutto il campionato Primavera e in particolar modo nelle due gare di Finale della Tim Cup, il giovane "bianco", come lo chiamano i compagni per il colore dei capelli biondissimi, ha guidato la difesa di mister Baroni con grande disinvoltura e autorità. Bravo soprattutto a tenere alta la squadra gestendo bene il possesso quando era necessario alzare il baricentro.

Con Barzagli, Chiellini, Bonucci, Marrone, Caceres, Peluso e la situazione ancora incerta di Sorensen, lo spazio in prima squadra per Magnusson la prossima stagione sarebbe davvero poco. Verrà quindi molto probabilmente girato in prestito ad una squadra di A o di B, in modo che la sua crescita prosegua al meglio.
Ma noi ne siamo convinti, presto lo vedremo in bianconero, tra i grandi però!

Davide Bernardi
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giovedì 11 aprile 2013

EDITORIALE JUVE - VA BENE COSI', IL BAYERN E' (LA) PIU' FORTE!

LA JUVE ESCE A TESTA ALTA, MA IL BAYERN ERA DAVVERO TROPPO SUPERIORE

Semplicemente più forte. Troppo forte questo Bayern per poter pensare ad una semifinale.
I bianconeri escono comunque a testa alta, accompagnati dagli applausi del pubblico dello Stadium e non solo.

Inutile a questo punto aggrapparsi a qualsiasi scusa. Certo la mancanza di Vidal e Lichtsteiner è stata un peccato, ma la situazione non sarebbe cambiata, almeno non così tanto. Inutile aggrapparsi all'errore da Lega Pro che Bonucci fa sul gol, arretrando due metri sulla punizione di Robben tenendo così tutti in gioco
Inutile aggrapparsi al possibile cambio di omdulo rispetto al 3-5-2, certamente non l'assetto più adatto per affrontare un 4-3-3.
Le cose sono semplici: in campionato puoi permetterti di giocare senza un paio di titolari e con qualche giocatore al meglio, in Europa a questi livelli devono essere tutti al 200% dal punto di vista fisico e mentale.

I tedeschi si sono dimostrati un gradino sopra ai bianconeri sotto praticamente tutti i punti di vista. Fisicamente in primis. Per tutti i 90 minuti all'Allianz e per lunghi tratti a Torino, la difficoltà degli uomini di Conte a sostenere il ritmo dei tedeschi è stata palese.
Superiori anche dal punto di vista tattico. Una compattezza incredibile quella delgli uomini di Heynckess: il reparto difensivo scala in maniera (quasi) impeccabile evitando sempre l'inferiorità numerica, quello avanzato in fase di non possesso da una mano al centrocampo, nel momento di offendere invece la qualità aggiunta alla diligenza tattica fa tutta la differenza del mondo.

Abbiamo parlato di qualità. Sì, perchè nelle individualità il Bayernè di un altro livello.
I bianconeri si rendono pericolosi con Vucinic e con i centrocampisti se in buone condizioni. Anche questa sera, pur attaccando con sei uomini, le occasioni nitide sono state rare, al contrario il Bayern, anche quando ripartivano con soli tre uomini, arrivavano comunque a pochi metri da Buffon.
Conte ha preparato gli scivolameni laterali e i raddoppi ottimamente, ma quando di fronte trovi giocatori che non saltano un uomo, ma due o tre alla volta, da fare c'è ben poco.
Da non dimenticare anche il fattore esperienza. Il Bayern questa sera ha fatto la partita giusta: atteso senza soffrire quando c'era da far sfogare la Juve, prendere il possesso del gioco quando era importante addormentare la partita.
I dati della partita parlano chiaro: tiri in porta 3-7, possesso palla 41%-59%, passaggi riusciti 78%-86%.

In ogni caso, permettetemi una piccola digressione sul Bayern Monaco, o meglio su tutti coloro che dopo la sconfitta con l'Arsenal sottovalutarono o ancora ora sottovalutano questa squadra. Lo stesso Buffon ha dichiarato di non immaginarseli così forti.
Personalmente, dopo aver visto varie partite in Bundes e avendone avuto la conferma dopo venti minuti all'Emirates, questa sera sono ancora più convinto che quest'anno i bavaresi siano la squadra migliore. Non tanto per le qualità dei singoli giocatori, ma per la coesione di tutti e tre i reparti in entrambe le fasi.

Detto ciò, tornando alla Juve, resta il dato di fatto: La Juve è tra le migliori otto d'Europa e sono convinto, se non alla pari col Borussia, di certo immediatamente dietro. I bianconeri al ritorno in Champions dopo due anni d'assenza sono arrivati ai quarti, arrivando davanti a Chelsea e Shakhtar nel girone.
Come ha detto Conte, il sogno è finito, ci si è svegliati, ora testa subito al campionato, c'è uno scudetto da rivincere, questa sera i tedeschi erano semplicemente (i) più forti.

Davide Bernardi
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domenica 7 aprile 2013

EDITORIALE JUVE: VUCINIC MOSTRA GLI ATTRIBUTI, UN ALTRO 'MATTONCINO' E' STATO MESSO

PROVE TECNICHE IN VISTA DEL BAYERN, LA JUVE VINCE COL TURN OVER

La vittoria sul Pescara, che accompagna la Juve all'eurosfida col Bayern, racconta molte più cose di quanto in realtà non reciti il tabellone.
Racconta di come, a sette turni dalla fine del giro, il team juventino si aggiudichi un'altra tappa, aggiungendo l'ennesimo "mattoncino" al grattacielo bianconero.

Racconta di come la Juve, facendo riposare Pirlo e Marchisio e gli squalificati Chiellini e Barzagli, si sia liberata di un ostacolo rivelatosi in realtà più ostico di quanto si potesse prevedere.
Racconta di come, al di là dei tre punti, gli uomini di Conte si siano riscoperti incapaci di segnare ad una difesa semplicemente arrocata in area. Al 71', un minuto prima del vantaggio di Vucinic, le statistiche dicevano tiri: Juve 16, Pescara 0, parziale però fermo sullo 0-0.
Ad un certo punto della gara, dietro le spalle del Pelizzoli pigliatutto di ieri, i tifosi juventini si dice abbiano intravisto il ghigno di Pegolo, che l'anno scorso, con le sue parate bloccò la truppa di Conte sullo 0-0 in una partita per molti versi simile a quella di ieri.

Un altro particolare che il risultato finale non racconta è come, nella prestazione bianconera, la bava alla bocca che Conte aveva chiesto, si sia vista solo a tratti. Sebbene infatti per 78 minuti si sia giocato praticamente ad una sola area, la manovra della capolista è stata spesse volte criticata dallo stesso tecnico leccese per la lentezza e in alcune occasioni per la prevedibilità.
In mezzo si è sentita l'assenza del peso specifico di Pirlo, soprattutto nel canovaccio da seguire in fase offensiva, e delle incursioni di Marchisio.
Giaccherini infatti ha una capacità di inserimento con pochi eguali in Italia, ma quando si trova, proprio come ieri, a dover lui gestire l'ultimo passaggio al limite dell'area, va spesso in difficoltà.

Capitolo a parte merita anche Pogba: il francesino cresce ogni giorno di più in personalità ed escluderlo dall'undici titolare diventa sempre più complicato. Contro gli uomini di Bucchi il Polpo di Lagny ha offerto la sua miglior prestazione da registra, esibendosi in disimpegni da spellarsi le mani per gli applausi.
Lui come Vucinic, ieri più che mai, hanno fatto venire il riimpianto di non averli visti in campo da subito nella gara storta all'Allianz Arena.

Il montenegrino in particolare, autore di una prestazione che lo stesso Conte ha definito "di m.." ad un certo punto ha deciso di indossare la maschera del top player che risolve le partite.
Rigore trasformato con tanto di esultanza senza pantaloncini che gli vale un'affettuosa bastonata a cinque dita dal suo allenatore e raddoppio inventato dal nulla, che fa uscire sempre al pacato Antonio un amorevole "vaffanc..uore" ripreso dalle telecamere.
Per quanto riguarda gli altri bianconeri, ottimo Vidal, purtroppo assente nel ritorno col Bayern, bene Asamoah, in netta ripresa e Marrone, sempre pulito in anticipo e preciso in fase di costruzione. Male invece Bonucci, che ancora una volta ha dimostrato di non poter giocare in nessun altro ruolo se non quello di regista arretrato.

A fine partita il pubblico dello Stadium ha mostrato ancora una volta il suo attaccamento alla squadra, esibendo lo striscione: "Crediamoci, uniti nulla è impossibile". Crediamoci, 90 minuti possono essere un'eternità.

Davide Bernardi
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mercoledì 3 aprile 2013

EDITORIALE JUVE: DALLA SCONFITTA PRENDERE SOLO LE COSE POSITIVE (E CE NE SONO!)

LETTERALMENTE DUE SBERLE, LA JUVE SI SVEGLIA TUTTA SUDATA

"Giochiamo con entusiasmo e gioia e culliamo un sogno" aveva detto Conte alla vigilia e invece la Juve si sveglia già tutta sudata dopo 25 secondi.
Difficile ricordare una serata così difficile della Juve di Conte. Tantissimi gli errori in impostazione, impacciati in fase di pressione sui bavaresi, che invece sembrano essere in 14 in campo.
L'immagine "peggiore" della partitaccia bianconera è il trio difensivo fermo col braccio alzato mentre Mandzukic recupera la respinta di Buffon e serve Muller per il raddoppio bavarese. Inutile appellarsi alla posizione del croato, perchè se alla fine i gol di differenza fossero stati tre, probabilmente nessuno avrebbe potuto dir niente.

Juve irriconoscibile soprattutto da punto di vista difensivo. Solitamente compatta, aggressiva nel recupero palla e alta col baricentro, è apparsa invece sfilacciata tra i singoli reparti: troppa distanza tra difesa, centrocampo e attacco, così come tra zona centrale e fasce. La qualità nei confronti uno contro uno dei tedeschi ha fatto il resto. A centrocampo Vidal (uno dei pochi positivi) e Marchisio, per la premura di raddoppiare sulle fasce, hanno lasciato troppo solo Pirlo. Andreino, osannato dai bavaresi e da tutta la stampa tedesca, è incappato in una serata storta e questo, visto il suo rendimento, non può che fare notizia. Non succedeva dal 2-2 col Chelsea. Questo Bayern però, è ben altra cosa rispetto ai blues allora di Di Matteo.
Gli uomini di Heinckes hanno avuto un atteggiamento tatticamente perfetto. Heynckes ha accantonato l'idea della marcatura a uomo su Pirlo creando invece una gabbia: il numero 21 bianconero è stato infatti "braccato" a turno da Mandzukic, Muller, Ribery e Robben.

Anche in fase difensiva, il centrocampo tedesco è stato perfetto, accorciando immediatamente verso la difesa nelle rare volte in cui la Juve ha provato ad alzare il baricentro. Luis Gustavo e Schweinsteiger non sono Gargano e Kovacic e la coppia Quagliarella e Matri se ne accorge fin da subito: sempre anticipati, non l'hanno praticamente mai vista. Nelle poche occasioni in cui il pallone gli è arrivato hanno sempre cercato la verticalizzazione invece che far salire la squadra.
L'inserimento di Vucinic si è notato. La qualità del montenegrino ha fatto subito respirare la Juve, che è comunque andata più volte vicino a prendere il terzo.

Troppo facile dire che con un 4-3-3 le cose sarebbero state diverse. Questa Juve è diventata grande col 3-5-2 e snaturarsi in una serata così importante è un azzardo troppo grande.
Da questa sconfitta Conte e la Juve devono vedere solo le cose positive e state tranquilli che ce ne sono. Si era arrivati all'Allianz Arena per capire il proprio livello, che chiaramente, dopo la gara d'andata, non è ancora quello del Bayern: non resta che buttarsi a testa bassa nel lavoro e continuare a pedalare e pedalare. L'anno scorso c'era da riscattare due settimi posti, oggi a un anno e mezzo di distanza, c'è da far diventare un sogno realtà.

Davide Bernardi
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martedì 2 aprile 2013

BAYERN-JUVE: PRESSING E BARICENTRO ALTO, LE CHIAVI DI CONTE

QUESTA SERA I BIANCONERI CAPIRANNO DOVE SONO ARRIVATI E DOVE POSSONO ARRIVARE

E' una di quelle partite che Montolivo ha definito "da sogno", "che ogni persona vorrebbe giocare". Il problema, una volta che ci si arriva, è "come" giocarle.

Per quanto rigurda Antonio Conte, il dubbio maggiore ruota attorno alle condizioni di Mirko Vucinic. L'attaccante montenegrino dopo un attacco febbrile si è allenato solo ieri.
All'impiego del numero 9 bianconero è legata anche la scelta del modulo: 3-5-1-1 con Pogba titolare e Marchisio trequartista oppure classico 3-5-2 (al momento più probabile) con davanti la coppia che ha steso l'Inter Quagliarella-Matri.

Andiamo a vedere i possibili scenari tattici che potrebbero profilarsi con i diversi due schieramenti.
Con la prima opzione, quella cioè che vedrebbe Marchisio "da Perrotta", i bianconeri potrebbero sicuramente sfruttare una superiorità numerica, muscolare e qualitativa a centrocampo. Vucinic avrebbe il compito di far salire la squadra e facilitare gli inserimenti degli incursori di Conte.
Una mediana composta dai fantastici 4 aiuterebbe anche la manovra, considerando che con ogni probabilità Heynckess metterà in fase difensiva Kroos a uomo su Pirlo.
Altro vantaggio del 3-5-1-1 sarebbero i raddoppi sulle fasce che a turno Vidal e Pogba potrebbero fare con maggiore libertà, complice anche l'aiuto che Marchisio darebbe al centrocampo. I tedechi sono la squadra che in questa Champions ha crossato di più (74) e quindi la presenza di un centrocampista come Pogba aggiungerebbe anche centrimetri (in entrambe le aree) oltre che corsa.

Come controindicazione invece c'è il fatto che la Juve, rinunciando ad una punta, perderebbe sicuramente qualcosa davanti. I numeri raccontano che il Bayern ha incassato la quasi totalità dei gol da dentro l'area e Quagliarella e Matri garantirebbero un repertorio completo da sfruttare (vedi i due gol di San Siro). Che venga schierato Van Buyten o Boateng al fianco di Dante infatti, i bavaresi in difesa qualcosa concedono, soprattutto sulle palle inattive, vedi i gol subiti con l'Arsenal e con l'Amburgo.

A prescindere dalla variante tattica che alla fine Conte preferirà, una cosa sembra comunque certa: la Juve dovrà cercare di sfondare centralmente. Schweinsteiger e Luis Gustavo vengono spesso lasciati soli e se attaccati in velocità possono andare in difficoltà.
A giugno Prandelli eliminò la Germania attaccandola alta; anche questa, come la semifinale di giugno, è una partita "da sogno" e Conte non vede l'ora di scegliere "come" giocarla.

Davide Bernardi
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sabato 16 marzo 2013

EDITORIALE: CORSA E GIOCO DI SQUADRA, LA JUVE IMPRESSIONA A BOLOGNA

PROVA DI SQUADRA E DI QUALITA', LA JUVE CONTINUA A VIAGGIARE

E' una Juve che ha impressionato quella vista a Bologna: senza Asamoah e Lichtsteiner, i bianconeri battono 2-0 la squadra di Pioli, portandosi momentaneamente a +12 sul Napoli.

Soprattutto nel primo tempo, la Juve convince per 80 metri. Pressing alto, recupero e circolazione palla piuttosto fluido e veloce e trame di gioco avvolgenti. Una condizione fisica (ri)apparsa molto buona  dopo la prova invece meno brillante di domenica scorsa col Catania.
Il problema della prima frazione rimangono gli ultimi 20 metri. Sia Vucinic che Giovinco vengono incontro ai centrocampisti, la profondità bianconera si ferma al limite dell'area del Bologna e la manovra juventina sbatte contro i difensori di Pioli. Come se non bastasse, anche quando la Juve riesce ad accompagnare bene l'azione con i centrocampisti, l'imprecisione regna sovrana e Vidal in due volte e Giovinco sprecano malamente occasioni costruite bene.
Complice il 4-2-3-1 dei rossoblu, il centrocampo bianconero è spesso in superiorità numerica e per questo Conte chiede agli esterni Peluso e Padoin di rimanere alti e larghi. La difesa a tre bianconera regge bene il modulo offensivo bolognese accettando spesso e volentieri l'uno contro uno.

Nel secondo tempo invece il Bologna sembra alzare il baricentro e la Juve attaccare di rimessa.
Una partita già ruvida nel primo tempo, nel secondo diventa proprio cattiva. Perez viene graziato da Bergonzi nonostante due interventi da fabbro su Chiellini e Peluso, idem per Padoin e Diamanti.

Intorno al 55' ecco la svolta. Pioli passa a tre dietro inserendo Naldo per limitare gli attacci centrali della Juve. Dopo pochi minuti, su un assist di Marchisio, Vucinic aggira lo stesso difensore brasiliano come fosse un allievo nella partitella del giovedì e con una puntata da Calcio a 5 batte Curci.
Il 2-0 arriva su uno-due semplice semplice col quale Vucinic ricambia il favore e manda in porta Marchisio.

Partita finita? Certamente si per quanto riguarda il risultato. Certamente no per chi voglia capire cosa sia questa Juve.
Sul 2-0 i bianconeri sono l'unica squadra che fanno possesso palla attaccando. A dieci minuti dalla fine, Conte chiede a Marchisio: "Come Stai?!", "Bene Mister", "Allora corri!!".
Come se non bastasse, pochi istanti dopo, in sottofondo si sente il vocione di Buffon che grida ai suoi di rimanere concentrati "che non è ancora finita!".

Della Juve di questa sera, oltre la condizione fisica, ha impressionato come i bianconeri abbiano saputo limitare il Bologna, che in questo campionato ha già battuto Napoli, Inter, Roma e Fiorentina e che nel 2013 vanta il miglior attacco del campionato e soprattutto gestire le varie fasi della gara.
A Monaco secondo voi avranno visto la partita?!

Davide Bernardi
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lunedì 11 marzo 2013

EDITORIALE JUVE: A DISTANZA DI 11 MESI, GIACCHERINI COME BORRIELLO

PROPRIO COME A CESENA, UN GREGARIO E' "LO SPOT DI QUESTA JUVE"

Come non partire dalla fine, come non partire da quello che Conte definisce lo "spot della Juve". Il fischio finale è arrivato da poco, i giocatori si salutano al centro del campo. L'allenatore bianconero va da Giaccherini, scappellotto nella nuca e abbraccio fraterno che scatta immediato.
Nel giorno in cui le sue stelle hanno deluso un po', la Juve si appoggia ai gamboni di Pogba e alla spalle (nemmeno troppo larghe) di Giaccherini; i cosiddetti "uomini di Conte", quelli che  non sempre possono contare su un ampio minutaggio e a cui quindi non resta che farsi trovare pronti quando il tecnico leccese decide di affidarsi a loro.

 Eppure, guardando e rigurdando i novanta minuti e i cinque seguenti la partita, la sensazione di aver già assistito a scene assai simili rimane, eccome.
Poi il lampo! 25 aprile 2012, Cesena - Juve. I Bianconeri, in rosa per l'occasione non riescono a sbloccare la partita. Come ieri il dato del possesso palla è altissimo, più del 62 %, ma gli uomini di Conte non riescono proprio a passare. Poi a pochi minuti dalla fine, su un pallone sporco si avventa l'uomo forse più contestato della rosa della Juve, Marco Borriello. L'attaccante napoletano, sempre sostenuto da Conte e un po' meno dalla tifoseria, segna e fa 60 metri di corsa per abbracciare l'uomo che più l'ha voluto a Torino.
Juve ancora a +3 dal Milan e gol che anche oggi viene ricordato come quello che insieme alla punizione di Del Piero con la Lazio ha regalato lo scudetto alla Juve.

Le analogie con la gara di ieri se ci pensate sono molte. La gara bloccata, l'imprecisione dei bianconeri nelle rare occasioni da gol concesse dal Catania e la rete nei minuti finali dell'antagonista dei top players.
Tutte le difficoltà trovate dalla capolista non si possono ovviamente attribuire all'impegno settimanale di Champions. In parte forse, ma i meriti della formazione di Maran sono palesi. Squadra corta e molto molto compatta. Distanze tra i reparti ridotte al minimo e meccanismi ormai oliati per una società che pur cambiando tre allenatori in tre anni, ha saputo mantenersi su standard molto alti, proponendo sempre un ottimo calcio, diverso nelle tre stagioni, ma comunque di ottima qualità.
A Stramaccioni, che magari non ha visto la suddetta partita, consigliamo di prendere spunto dall'atteggiamento tattico dei siciliani.

Complice l'ordine dell'undici di Maran, la Juve ha forse sofferto la mancanza di Vidal. L'assenza del cileno squalificato ha infatti frenato gli inserimenti di Marchisio, mentre Pogba, per distacco il migliore in campo, non ha nelle sue caratteristiche principali l'infilata alle spalle dei difensori avversari e anche per questo, soprattutto nel primo tempo, la Juve ha sbattuto più volte contro la Maginot rossazzurra.
In una partita molto bloccata, la Juve non ha saputo vincere i duelli individuali sulle fasce, dove Asamoah, anche per ammissione dello stesso Conte, è apparso ancora appesantito dagli impegni di Coppa d'Africa e Lichtsteiner ha avuto una delle sue giornate in cui fa un po' quello che vuole, tanto che Padoin è stato mandato a scaldarsi dopo appena 25 minuti.
Giusto per non smentirsi, dopo la buona prestazione di Napoli, Giovinco ci ha forse regalato la sua peggior partita da quando (ri)veste il bianconero. Molti appoggi sbagliati e una frustrazione che lo ha portato spesso a commettere vari falli inutili.

Con dieci punti di vantaggio a dieci giornate dalla fine, la faccia sorridente di Giaccherini, "spot di questa Juve", potrebbe diventare anche lo spot del campionato.

Davide Bernardi
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giovedì 7 marzo 2013

JUVE AI QUARTI SENZA PROBLEMI, MA ALLO 'STADIUM' LO SPETTACOLO E' IL PUBBLICO!

BELLE IMMAGINI DI SPORTIVITA' TRA TIFOSI BIANCONERI E SCOZZESI PER UNO STADIUM QUASI ESAURITO

Alla fine, della partita di questa sera, si ricorderà soprattutto lo spettacolo sugli spalti dello Juventus Stadium, dove tifosi bianconeri e scozzesi ha cantato (anche insieme) per tutti i 90 minuti.
In un clima bagnato dalla pioggia, ma riscaldato dalla sportività sulle tribune, la partita è andata via liscia, senza nessun inconveniente, complice anche il risultato determinante dell'andata.

Per quanto riguarda il campo, la partita si è svolta come preventivabile. Il Celtic ci ha provato per i primi venti minuti, spinti più dall'orgoglio che non dall'effettiva convinzione di potercela fare.
La Juve invece ha contenuto senza correre troppi rischi e ha poi colpito appena ha potuto.
Bene la coppia Matri-Quagliarella, entrambi a segno. In particolare il napoletano ha raggiunto Giovinco a quota undici in testa alla classifica dei bomber stagionali bianconeri.
I due attaccanti sono piaciuti soprattutto per i movimenti e per il lavoro di sponda che hanno fatto per i compagni.

Da una parte all'altra del campo, Buffon è stato determinante su una conclusione dal limite di Commons deviata da Hooper. Anche grazie a quel colpo di reni, il portierone bianconero, in rosa per l'occasione, ha potuto mantenere la propria imbatibilità europea, arrivata a 493 minuti.
La squadra di Conte approda ai quarti con la miglior difesa, alla luce dei soli 4 gol subiti.
Bene anche Marrone, sempre preciso e puntuale nell'aiutare la manovra quando su Pirlo scalavano Commons e Hooper.
Piuttosto impreciso invece Bonucci, che ha forse sofferto lo spostamento a destra per fare spazio proprio a Marrone. L'ex difensore del Bari è andato spesso in difficoltà negli uno contro uno con Samaras.

Per quanto riguarda il centrocampo, benissimo Pirlo (come al solito), che al 20' del secondo tempo ha disegnato un "quadro da esporre nei musei" che ha innescato Vidal per il raddoppio di Quagliarella.
Il cileno è apparso in crescita soprattutto dal punto di vista fisico, aspetto determinante nel suo rendimento. Il "Guerrero", diffidato, è stato bravo a non rischiare mai il giallo che gli avrebbe fatto saltare l'andata dei quarti.
Prestazione positiva anche per Peluso. Non finirò mai di dirlo, ma sulla fascia l'ex atalantino garantisce cose che Asamoah, in questo momento, non può garantire. Corsa (tanta), spinta, ma anche copertura. Con l'andare delle partite, il terzino romano sta guadagnando sempre più spazio e sempre più punti nelle gerarchie di Conte.
Isla invece è apparso ancora un oggetto misterioso. Se non conoscessimo il suo passato all'Udinese, ci chiederemmo il perchè del suo acquisto. Purtroppo giocando così poco non si può pretendere molto, ma anche questa sera gli appoggi sbagliati sono stati svariati, quelli giusti forse due.

Alla luce dei due settimi posti di soli due anni fa, i quarti di finale di Champions sono già un ottimo risultato, ma conoscendo Conte, secondo voi si accontenterà? "Se Abbiamo fame? Abbiamo appena iniziato a mangiare!" (A.Conte nel post-partita). Come non detto!

Davide Bernardi
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venerdì 1 marzo 2013

NAPOLI E JUVE SI SPARTISCONO LA POSTA, MA A SORRIDERE E' CONTE

PAREGGIO GIUSTO TRA NAPOLI E JUVE: LE DUE SQUADRE SI DIVIDONO UN TEMPO A TESTA

La partitissima del San paolo, al quale addirittura Maradona ha voluto assistere, si è conclusa con un (giusto) pareggio che fa sicuramente più comodo a Conte che non a Mazzarri.

Il Napoli ha cercato di partire forte, di fare la gara dal primo minuto, portando un pressing altissimo fin dal rinvio di Buffon. La Juve però è stata brava ad eludere la pressione dei partenopei, prendendo subito il controllo del gioco e andando anche in vantaggio dopo 8 minuti con un colpo di testa di Chiellini.
Conte ripropone l'idea della gara col Siena: Giovinco prima punta e Vucinic seconda che viene incontro ai centrocampisti. La mossa ha funzionato, i centrali del Napoli, soprattutto nel primo tempo, hanno sofferto i movimenti continui dei due attaccanti bianconeri, che non hanno mai offerto punti di riferimento.
Almeno fino al 43', minuto del gol di Inler, la Juve ha gestito molto bene la partita: rapida nelle ripartenze una volta recuperata palla, precisa nella gestione del pallone e molto efficace nei ripiegamenti difensivi, quando il Napoli superava il primo livello del pressing juventino.
Il Napoli ha accusato il gol subito a freddo, commettendo molteplici errori in fase di impostazione, di cui però la Juve non ha saputo approfittare. Proprio da una possibile occasione nata da un errore di Britos e non sfruttata da Giovinco, è invece scaturito il contropiede del Napoli che ha fruttato il pareggio.
Fine del primo tempo dunque piuttosto frizzante, anche a causa di un episodio sanzionato solo in parte da Orsato: dopo vari battibecchi, Cavani ha rifilato una gomitata in pieno volto a Chiellini. Sarebbe stato da espulsione diretta, ma l'arbitro ha preferito ricorrere solo al giallo.

L'inizio della seconda frazione di gioco non è brillante ne da una parte ne dall'altra: le due squadre si studiano, gli errori in palleggio sono vari e complice Orsato che non lascia correre quasi niente, il gioco ne risulta parecchio spezzettato.
Entrambe le squadre, anche nella seconda frazione danno poca profondità e quindi la soluzione da lontano è quella più utilizzata: Vucinic e Hamsik sono andati vicino al gol. Soprattutto al 28' quando su una respinta di Buffon, da due passi Dzemaili non è riuscito a trovare la porta
Il Napoli ci ha provato più di cuore che non razionalmente: la Juve ha dimostrato di soffrire molto i corner e soprattuto le seconde palle che da essi sono nate.
Il secondo tempo si è giocato sulla falsa riga del primo, i ventidue in campo hanno alternato periodi di gestione del pallone a periodi di attesa.
Entrambe le formazioni si sono difese con ordine e anche nei casi di ripartenze, le retroguardie hanno saputo mantenere una certa organizzazione, soffrendo poco o nulla.
I cambi non hanno praticamente influito, Conte negli ultimi minuti di garaè passato al 5-4-1 con Matri unica punta, accontentandosi dunque di un pareggio che sicuramente fa più comodo ai bianconeri che non agli azzurri.
Per quanto riguarda i singoli, molto bene Chiellini, Giovinco, che da continuità alla prestazione col Siena e soprattutto Peluso, schierato sulla fascia come a Glasgow e come allora autore di una prova generosa e di qualità. Tra i partenopei invece, molto bene Campagnaro e Maggio, apparso in netta ripresa fisica.

Al termine del big match del campionato, l'unico cambiamento scaturito da questa partita è il vantaggio della Juve negli scontri diretti, in virtù del quale i punti di distacco non sono più 6, ma 7.

Davide Bernardi
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ASPETTANDO NAPOLI-JUVE: LE FASCE FARANNO LA DIFFERENZA, HAMSIK E VUCINIC LE DUE VARIABILI

L'APPROCCIO ALLA GARA DELLE DUE SQUADRE FARA' LA DIFFERENZA IN QUELLA CHE SI PROFILA COME LA GARA PIU' IMPORTANTE DEL CAMPIONATO

Come abbiamo fatto in vista del big match di Champions tra Milan e Barcellona, proviamo ad analizzare la super sfida tra Napoli e Juve di questa sera.
I moduli delle due squadre sono molto simili, anche se interpretati in maniere differenti e per questo i dettagli faranno la differenza. Sarà una partita a scacchi e i confronti individuali decideranno l'esito finale.

Partiamo da chi gioca in casa. Gli approcci possibili di Mazzarri sono principalmente due: aspettare i bianconeri o attaccarli fin da subito.
Il primo caso, adottato anche dal Milan contro il Barcellona, ha sì vari aspetti positivi, ma anche alcuni negativi. Attendendo gli uomini di Conte infatti, il Napoli potrà sfruttare al meglio le ripartenze e le capacità di partire da lontano di Cavani e Pandev.
Va anche detto però, che aspettare troppo la Juve, potrebbe avere come controindicazione il sedersi troppo, dando fiducia ai bianconeri, sicuramente più abili degli uomini di Mazzarri in fase di palleggio.
L'atteggiamento più adatto al contrario, secondo me sarebbe quello di attaccare alto la squadra di Conte, che ha dimostrato di andare in difficoltà contro le squadre che la aggrediscono già al limite dell'area. A tal proposito la gara di Glasgow è esemplare; contro il Celtic infatti la Juve ebbe la vita parecchio difficile prima di chiudere la partita.
I fattori che risulteranno determinanti nella gara degli azzurri sono essenzialmente due: le fasce, se Zuniga e Maggio riusciranno a vincere il confronto con Lichtsteiner e Asamoah, il gioco si allargherà e gli avanti di Mazzarri avranno lo spazio necessario per far male a Barzagli e compagnia. E Marek Hamsik. Lo slovacco, che agirà tra le linee, dovrà essere bravo a tamponare Pirlo in fase di non possesso e in fase offensiva a pungere la retroguardia bianconera, che da sempre soffre quel tipo di giocatori: vedi Totti a Roma e Commons a Glasgow.

Veniamo ora alla Juve. Importantissimo per gli uomini di Conte sarà un approccio giusto alla gara fin dai primi minuti. I bianconeri non dovranno aspettare il Napoli; un atteggiamento di questo genere infatti, non farebbe altro che agevolare il furore degli uomini di Mazzarri, spinti anche dalla consapevolezza di non poter sbagliare questa partita in particolare.
Proprio come nel caso degli azzurri, anche per Conte saranno fondamentali le fasce e la condizione di Asamoah, apparso in ritardo nelle ultime partite e Lichtsteiner. I due esterni, se in salute, offriranno un contributo importantissimo in entrambe le fasi.
Altrettanto rilevante sarà la partita di Vucinic. Il montenegrino, dovrà lasciare le ciabatte a casa e scendere in campo con gli scarpini ben allacciati. Un variante tattica che potrebbe spiazzare la difesa napoletana, nel caso in cui giocasse Giovinco, sarebbe lasciare la formica atomica prima punta, come col Siena e far agire lo Zorro bianconero da seconda punta, per esaltare gli inserimenti dei centrocampisti.
Per quanto riguarda la fase difensiva, il Napoli ha dimostrato di non digerire le squadre che si chiudono in maniera compatta. I campioni d'Italia, in fase di ripiegamento, dovranno velocemente formare un blocco compatto in 30 metri, in modo da creare una densità tale da ostruire le possibilità di taglio e inserimento di Hamsik, Pandev e Cavani.

Come per Milan-Barcellona, un ruolo cruciale avranno anche i 55 mila del San Paolo, esaltati ancor di più dalla presenza di Diego Armando Maradona. Questa sera sì, Conte assisterà ad una vera e propria bolgia.

Davide Bernardi
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domenica 24 febbraio 2013

CONTE SI ASPETTAVA LA BOLGIA, HA TROVATO TRE PUNTI E QUALCHE INGRATO

FISCHI POCO TOLLERANTI E TECNICO ARRABBIATO NEL FINE GARA PER L'ATTEGGIAMENTO DI UNA PARTE DEL TIFO

Doveva essere la giornata delle risposte. Si cercava la risposta della Juve dopo la sconfitta di Roma. Ci si aspettava la risposta di Giovinco dopo le numerose critiche settimanali piovutegli addosso anche e non solo dalla stampa. Ci si aspettava soprattutto una prestazione importante in vista del big match di venerdì col Napoli.
Nella giornata che doveva dare tutte queste risposte, Conte dai suoi uomini riceve parecchie indicazioni, nessuna delle quali però definitive.

I bianconeri infatti hanno ottenuto il massimo con il minimo sforzo. Un buon primo tempo contro un secondo così e così.
Giovinco ancora una volta ha offerto una prestazione non del tutto convincente. Un gol è vero, ma come al solito poca precisione negli ultimi 16 metri. Insomma il voto in pagella sarebbe 6,5.
Discorso simile, ma non identico va fatto per Vucinic. Anche per il montenegrino oggi non è stata una giornata da incorniciare, ma va comunque detto che per tutto il primo tempo, il pericolo numero uno per il Siena è stato proprio lui. Non a caso il vantaggio di Lichsteiner è nato proprio dai suoi piedi.

La prestazione odierna della Juve non ha convinto del tutto, soprattutto dal punto di vista della brillantezza nella costruzione del gioco. Molti appoggi sbagliati che non sono sfuggiti ai pretenziosi e poco tolleranti tifosi bianconeri, ma di questo aspetto parleremo dopo.
Buone indicazioni a Conte invece sono arrivate (come al solito ormai!) da Pogba. Se è vero che il francesino ha quasi sempre offerto buone prestazioni, quella di oggi risalta per la maturità dimostrata in entrambe le fasi.
Più il tempo passa, più si vede come il "tentacolare" Paul acquisti disinvoltura nel centrocampo bianconero. Anche oggi si è capito come Pogba renda al meglio nella posizione di interno in mediana, dove è meno limitato nella posizione e quindi più libero soprattutto nella fase di possesso palla, di buttarsi dentro o di aspettare la palla al limite per sfruttare le sue doti da cecchino.

Ottima notizia anche il recupero di Chiellini, in campo per l'ultimo quarto d'ora di gioco. A questo punto sta a Conte decidere se a Napoli schierarlo dall'inizio o meno. L'Asamoah visto oggi, anzi non visto, potrebbe anche portare il tecnico leccese a proporre titolare il centrale italiano spostando Peluso, che ha già dimostrato di rispondere presente nelle occasioni importanti, a sinistra.
Il ganese sembra ancora appesantito dalle fatiche della coppa d'Africa, Conte si è fidato di lui oggi, come con la Roma, ma la risposta dell'ex Udinese è stata tutt'altro che incoraggiante.

Fulmen in clausula di oggi dedicato ad un protagonista indiretto della partita, quella parte di pubblico che ha fatto presto a dimenticarsi i due settimi posti delle gestioni Ferrara e Del Neri e che evidentemente non si è ancora accontentata dello scudetto dell'anno scorso e dell'attuale primato in classifica di quest'anno.
Fischi ad ogni errore di Giovinco e Vucinic, poi puntualmente applauditi durante i primi due gol. La stessa parte di pubblico è il destinatario delle critiche del tecnico bianconero nel post partita. Conte aveva chiesto una bolgia, ha sentito invece qualche ingrato.

Davide Bernardi
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domenica 17 febbraio 2013

FATICHE DI CHAMPIONS ANCORA FATALI, LA JUVE CADE ANCHE ALL'OLIMPICO

I BIANCONERI CADONO PER LA QUARTA VOLTA IN STAGIONE, LA SECONDA ALL'OLIMPICO DOPO LA SEMIFINALE DI COPPA ITALIA

La Juve e Conte ci ricascano. Dopo il 3-0 al Chelsea seguito dalla sconfitta col Milan, i bianconeri dopo la conquista di Glasgow, cadono nell'Olimpico giallorosso. Quarta sconfitta stagionale, la terza in un cosiddetto scontro diretto.
La prestazione questa volta è stata forse migliore di quella di San Siro, ma l'involuzione rispetto alle gare con Fiorentina e Celtic, per quanto comprensibile, è stata davvero notevole.
Conte ancora una volta ha scelto di riproporre grossomodo la stessa formazione vincitrice in Europa e ancora una volta il campo gli ha dato torto.
Pogba al posto di Marchisio squalificato, non ha garantito lo stesso dinamismo del "principino". La Roma si è chiusa tutta dietro, non facendo il fuorigioco, ha invece preferito aspettare i bianconeri al limite dell'area. La chiave sarebbero stati appunto gli inserimenti dei centrocampisti, ma Pogba non l'ha fatto e per Vidal non è stata una delle sue serate migliori.
Lichtsteiner ha provato a spingere come al solito, ma le fatiche di coppa non gli hanno permesso di fare al meglio entrambe le fasi, creando qualche problema a Barzagli sulle ripartenze della Roma.
Davanti Matri si è mosso bene e, prova dell'ottimo periodo, non ha sbagliato una sponda; Vucinic al contrario è parso in una di quelle serate che non indossa nemmeno le ciabatte, palloni gestiti male, appoggi imprecisi, a tratti quasi indisponente.
In difesa molto bene Caceres, all'ennesima prova positiva. Il difensore ex Barcellona prende sempre più confidenza ogni volta che scende in campo. Preciso in fase di impostazione, puntuale e decisivo nelle chiusure.

L'aspetto più importante, che ha caratterizzato anche la sconfitta a San Siro col Milan, è stato la mancanza di reazione dei bianconeri. Gli uomini di Conte, in entrambe le partite, non hanno praticamente mai cercato di rimettere in piedi la situazione. La pressione c'è stata, ma occasioni concrete nemmeno una.
Nel secondo tempo, quando occorreva riversarsi nella metà campo giallorossa, la Juve è apparsa invece poco compatta, poco aggressiva e con troppa distanza tra un reparto e l'altro.
La Roma al contrario ha rischiato il raddoppio più volte, con un Lamela straripante, un Osvaldo indiavolato e, sorpresa di serata, un Torosidis incontenibile sulla fascia destra.
Per farvi capire meglio, Anelka è stato forse quello che ci ha provato di più, il che è tutto un dire..

Davide Bernardi
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mercoledì 13 febbraio 2013

JUVE: PIU' CHE GRANDE PRESTAZIONE, PRESTAZIONE DA GRANDE

FINALMENTE CINICA E SPIETATA. VIOLATO L'INFERNO DEL CELTIC PARK

Sicuramente non la Juve più brillante della stagione. Certamente la più cinica.
Se nell'analizzare l'ultima prestazione interista il nostro Di Noi aveva usato la parola chiave ritorno, quella dei bianconeri dopo l'avventura al Celtic Park è sicuramente "cinismo".
Gli uomini di Conte infatti hanno capitalizzato al massimo, trasformando di fatto tutte le occasioni che hanno costruito.

Metà della stampa italiana ha esaltato una prestazione bianconera, che per noi francamente non c'è stata. Il punteggio finale è eccessivo nei confronti di un Celtic, che solo a causa della propria imprecisione non è riuscito a trovare (almeno) un gol. Detto ciò, indiscussi i meriti della Juve, che finalmente ha dimostrato la maturità della Grande squadra, quella che colpisce ogni volta che può, ma che sa anche soffrire se necessario.

L'atmosfera a Glasgow è stata incredibile. La tana degli scozzesi sembrava (questa si!) un inferno. Le squadre sono scese in campo, l'inno della Champions suonava, ma nessuno se ne accorgeva, il boato del Celtic Park è stato davvero incontenibile.

Gli uomini di Conte sono stati bravi a cambiare pelle rispetto alla sfida di campionato con la Fiorentina. Difficile contrastare il clima e il dinamismo degli uomini di Neil Lennon, anche piuttosto provocatori, meglio lascairli sfogare e poi ripartire. Il problema è che gli scozzesi a sfogarsi non ci hanno pensato nemeno per un attimo e la Juve ha sofferto il pressing altissimo, trovando molte difficoltà in fase di costruzione.
Nonostante ciò i bianconeri hanno mostrato un'organizzazione tattica ai limiti della perfezione, che già a Donetsk gli permise di non incassare imbarcate eccessive.
Per quanto riguarda il Celtic invece, la squadra di Lennon ha sorpreso per l'organizzazione a centrocampo, il dinamismo infatti lo conoscevamo già! Gli unici due difetti di squadra mostrati ieri sera però sono stati  macroscopici.
Innanzitutto le sbandate difensive sulle verticalizzazioni bianconere. Di fatto i tre gol sono arrivatiquando la Juve è riuscita ad andare bene in profondità. E infine il paradosso nel gioco: buona circolazione e movimento fino alla trequarti, poi cross a non finire per cercare Samaras. Piccolo particolare, il greco ieri in campo non è sceso e il torello Hooper, stretto tra Barzagli, Bonucci e Caceres non ne ha incornata una.

Si temeva i bianconeri potessero soffrire qualcosa a sinistra, complici le assenze di Chiellini ed Asamoah. Prontamente smentiti: Caceres e Peluso tra i migliori in campo.
L'uruguayo ha vinto quasi tutti i confronti aerei, puntale e preciso negli appoggi e senza remore quando la palla era da allontanare il più possibile. Ancora meglio Peluso. L'ex atalantino, al debutto in Champions, ha fatto per distacco la migliore prestazione da quando veste bianconero. Più libero da marcature rispetto a  quando viene schierato centrale, ha saputo mettere in mostra le proprie qualità atletiche lungo la fascia. Benissimo Matri, al terzo gol in nove giorni, condito anche dall'assist davvero perfetto per Marchisio in occasione del raddoppio. Troppe volte criticato, l'ex Cagliari per trovare continuità di rendimento ha bisogno di giocare. Dopo tre partite consecutive da titolare, i risultati si vedono.
Meno brillante del solito invece Bonucci, non precisissimo negli appoggi, tanto da guadagnarsi, dopo un lancio poco preciso, un "fallo ancora e ti ammazzo" da Conte.

I bianconeri escono dunque dal Celtic Park con qualche consapevolezza in più, dei propri limiti e soprattutto dei propri mezzi: mai un inferno fu tanto celestiale.

Davide Bernardi
DavideBernardi6 on Twitter


lunedì 5 novembre 2012

JUVE: TRE SCHIAFFI CHE DEVONO SERVIRE

IL TONFO CON L'INTER DEVE FAR RISVEGLIARE LA FAME E L'AGGRESSIVITA' CHE L'ANNO SCORSO HANNO CONTRADDISTINTO I BIANCONERI

Dopo 49 risultati utili consecutivi, la Juve ha perso la sua imbattitbilità in campionato. E lo ha fatto nel modo più crudele: in casa, prendendone tre dalla rivale per eccellenza, che in un solo colpo (anzi tre!) si è portata ad una sola lunghezza proprio dai bianconeri, facendogli perdere un pò di quella montagna di sicureza accumulata da una anno a questa parte.
Sabato sera i bianconeri sono stati sorpresi e messi in difficoltà dal modulo "spensierato" e dall'aggressività dell squadra di quello che se non "Special Two", a Milano sta diventando il "figlio adottivo" dell'indimenticato Josè.
 Mai come contro i nerazzurri la Juve è apparsa imprecisa e frettolosa, a tratti nervosa a causa dell'atteggiamento dell'Inter. Ancora una volta si sono viste le solite difficoltà in zona offensiva degli avanti bianconeri, questa volta frustrate dall'opposta efficacia degli avversari.
Come sempre giornalisti e giornali hanno sprecato fiumi di parole e d'inchiostro a sottolineare la mancanza dell'ormai "nauseante" Top Player: Bendtner è un buon giocatore che può tornare utile, ma non è quello che può sostituire Vucinic nè quello che può risolverti partite così complesse.

Diciamoci la verità e guardiamo in faccia la realtà: il problema principale della Juve non è l'attaccante. Va bene, le lacune ci sono, ma anche l'anno scorso in avanti i bianconeri non avevano una stella eppure hanno vinto e convinto ugualmente.
Il vero vuoto i bianconeri ce l'hanno in panchina. Sabato Stramaccioni ha preparato e vinto la partita presentando una squadra prima "insolente" e poi capace a sfruttare, con l'inserimento di Guarin, la perdita di lucidità dei bianconeri.
La Juve invece a bordo campo aveva Alessio, bravo e diligente, ma pur sempre un burattino. Non aveva Antonio Conte, l'uomo che ha creato questa squadra, in grado di spronarla negli spogliatoi e addirittura di guidarla nelle singole azioni.

I bianconeri hanno bisogno di ritrovare la fame del suo condottiero, quella dell'anno scorso insomma. Raramente quest'anno l'hanno messa in mostra: il primo tempo con la Roma e i primi 15' minuti proprio con l'Inter.
Nelle altre occasioni gli uomini di Conte sono stati quasi sempre padroni della partita, soffrendo però qualcosa di troppo (vedi Siena e Bologna).
Ad attendere la Juve, ora c'è un filotto niente male: dopo il Pescara in trasferta, toccherà a Lazio in casa, Milan fuori e derby col Toro, inframezzati dalle gare di Champions con Nordsjaelland e Chelsea.
A Vinovo faranno bene a capire che i tre schiaffi di sabato DOVRANNO solo fare bene; dovranno servire a riaccendere la fame della passata stagione, dovranno riportare concentrazione ed attenzione al massimo.
Mercoledì in ballo c'è una stagione, la Juve dovrà tornare a ballare. Per tutti i 90 minuti però.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6

martedì 29 maggio 2012

E' ARRIVATA LA PROPOSTA INDECENTE

PAROLE DURE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONTRO IL MONDO DEL CALCIO

La proposta è arrivata: sospendiamo il calcio. In tanti lo pensano già da tempo ma questa volta a parlare è niente meno che Mario Monti, il Presidente del Consiglio. Ad una domanda dei cronisti polacchi riguardo la traballante situazione calcistica italiana l'ex professore bocconiano ha risposto con frasi pesanti che già fanno discutere. “Bisognerebbe riflettere e valutare se non gioverebbe per tutti una sospensione del campionato di calcio per 2-3 anni. Trovo anche inammissibile che le società usino soldi pubblici per ripianare i debiti”. Apriti cielo! Manco a dirlo le risposte sono state durissime, ma si sa in Italia il calcio viene solo dopo la mamma. Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini ci è andato giù pesante: ”"L'unica cosa indegna in questo Paese è che uno come Monti osi dire quello che ha detto dato che ci sta massacrando e sta distruggendo l'Italia". Quindi, rincarando la dose, ha aggiunto: "Il premier dimostra di essere ignorante perché allo Stato ogni anno le società di calcio professionistiche versano ben 800 milioni di euro". Zamparini è furioso: "Mi sono indignato: lui fa stupida demagogia, è sconcertante quello che sta dicendo questa persona che parla di calcio, ma non parlando dei problemi della gente. Dovrebbe andare per le strade a sentire la gente com'è vessata. Questo paese sta naufragando, noi lo stiamo denunciando e nessuno ci ascolta. Questo è uno stupidotto".

Caro Presidente (Monti) le sembra possibile fare di tutta un'erba un fascio? Le pare possibile che a fronte di quattro coglioni che scommettono e dieci ultras che sospendono una partita, debbano pagare tutti quelli che questo sport lo amano veramente? Sono d'accordo sul fatto che non è un mondo pulito e che andrebbe risanato dalla base ma questa mi è parsa un' uscita veramente infelice I valori morali si sono persi già tempo fà in tanti altri campi. La storia insegna che se chi comanda si comporta in “un certo modo”, è naturale che anche il popolo faccia lo stesso. Per cui di fronte ad una politica che di certo non dà l'esempio non c'è da stupirsi se tanti facinorosi si sentano in un certo qual senso giustificati nel commettere questi reati. L'Italia è un paese che ritrova il proprio orgoglio nazionale solo in tre casi: durante una guerra, dopo un disastro naturale e ogni quattro anni con il calcio. Dato che nessuno si augura i primi due continuiamo a rendere possibile il terzo.

Nicolò Smerilli

lunedì 28 maggio 2012

NAZIONALE ED ILLECITI SPORTIVI: PUNTUALI COME UN OROLOGIO!

PUNTALMENTE, A POCHE SETTIMANE DA UNA COMPETIZIONE INTERNAZIONALE, IL NOSTRO CALCIO VIENE TRAVOLTO DA UN NUOVO SCANDALO

Conte, Mauri, Milanetto e Cristito. Questi sono solo i più celebri dei nuovi protagonisti coinvolti all'interno dello scandalo Calcioscommesse. Ancora una volta alla vigilia di una competizione internazionale, la nostra selezione viene turbata da un "cancro" presente  nel nostro calcio. Ancora una volta la nostra immagine all'estero viene minata dall'interno, come se si volesse dire:" Ehi ragazzi noi siamo italiani, non ci facciamo mancare niente!"

La scadenza di questi avvenimenti ha davvero dell'incredibile. Puntuali come un orologio svizzero, questi scandali esplodono come una bomba ad orologeria quando mancano ormai poche settimane ad un torneo mondiale o continentale.

Inizialmente abbiamo detto "ancora una volta". Ci sono infatti ben due precedenti nella storia del nostro calcio.
Il primo scandalo per illeciti sportivi scoppiò il 23 marzo 1980, a soli tre mesi dagli Europei '80 che si sarebbero tenuti proprio in Italia. Al termine della 24 giornata di A, partirono una serie di arresti in campo che coinvolsero circa 15 giocatori tra Palermo, Lazio, Perugia, Avellino e Milan.
Il tutto era partito grazie ad una denuncia di truffa da parte di un ortolano di Roma, tale Massimo Cruciani e del ristoratore Fabio Trinca. I due avevano dichiarato di essere venuti a conoscenze di gare di serie A combinate da alcuni giocatori della Lazio.

Venne poi accertata a Roma la consegna di 20 milioni delle vecchie lire da parte del presidente milanista Felice Colombo a Trinca e Cruciani per insabbiare le voci relative alla combine su Lazio-Milan 1-2.

Le sentenze sportive videro la retrocessione del Milan in serie B e la penalizzazzione in classifica delle varie squadre coinvolte.

Il secondo maxi scandalo fu Calciopoli, scoppiato a pochi mesi dal mondiale di Germania 2006. Pirmo indagato la Triade( Moggi, Giraudo e Bettega) e la Juve. Al club bianconero vennero tolti il 28esimo e il moe scudetto, poi assegnato all'Inter.
Questione, quella degli scudetti, tornata in evidenza più che mai in queste settimane, per la polemica sulla terza stella della Juventus. Davvero paradossale fu il fatto che nella sola finale di Berlino tra Italia e Francia, in campo gli juventini erano ben 8.

Ancora una volta dunque prepariamoci ad affrontare un'estate divisa tra emozioni da Europeo e dubbi per la prossima stagione.

Nel 2006 sappiamo tutti come fini il Mondiale, chissà che anche quest'anno..

Davide Bernardi

lunedì 7 maggio 2012

LE PAGELLE DEL 28-BIS

I VOTI DI TUTTI I CAMPIONI D'ITALIA: DA BUFFON A CONTE


BUFFON: E' il numero uno, in tutti i sensi. Contro il Lecce fa un errore incredibile che riapre un campionato chiuso, si scusa con lo stadio e per lui ci sono solo applausi. Dopo parecchie partite è tornato a casa senza neanche fare la doccia e pulire i guanti, ma quando è stato chiamato all' opera ha sempre risposto da campione del mondo. VOTO: 7

LICHSTEINER: Molti dicevano che gli 11 milioni spesi per lo svizzero fossero troppi, ma l'ex laziale si è subito imposto con la sua grande personalità all' interno dello spogliatoio bianconero. Sembra che giochi nella Juventus da anni, meravigliosa l' intesa con Pirlo e fondamentale il gol di Bergamo contro l'Atalanta. In queste ultime partite è un po' calato ma d'altronde non è facile reggere il ritmo chiesto da Conte, per di più per uno che gioca sulla fascia.VOTO: 7,5

BARZAGLI: I tifosi Juventini mi passino il paragone: “Abbiamo comprato un pezzo di pane e lui ci ha messo sopra il foie gras”. Non ci sono parole migliori di quelle dell'Avvocato per descrivere questo giocatore. Arrivato nel gennaio 2011 per l' irrisoria somma di 300 mila euro, in un anno ha avuto una crescita esponenziale. Poche ammonizioni, nessuna espulsione e una pulizia di intervento paragonabile forse a quella di Gaetano Scirea. VOTO: 8

BONUCCI: Considerato uno dei principali colpevoli del fallimento della stagione passata quest'anno è stato un po' Dott. Jekyll & Mr. Hyde. Stagione distastrosa fino alla partitaccia con la Milano rossonera; è bravo a non demoralizzarsi e a crescere partita dopo partita. Conte gli affida il centro della difesa a 3 e Leonardo, quando non si perde in finezze, si dimostra sempre all'altezza dando spesso l'avvio alla manovra con i suoi ottimi piedi. Prima parte da 4, seconda da 8. VOTO: 6+

CHIELLINI: E' rude ma tremendamente efficace. Dove lo metti sta: fa il centrale, il terzino e nell occorrenza anche il quinto di centrocampo. Non molla mai di un centimetro ed è uno di quelli che se ce l'hai in squadra lo ami, ma se te lo trovi contro lo odi. Ma non perchè sia antipatico o scorretto ma per il fatto che “da solo ne marca tre” (Cit. Walter Mazzarri). VOTO: 8

CACERES: “El Pelado” ricomincia la sua seconda vita bianconera in gennaio e questa volta è una stagione dolcissima. Alla prima partita tira due cazzotti al Milan in Coppa Italia spalancando le porte della finale, sigla il vantaggio contro l'Inter e proprio ieri sera propizia l'autogol di Canini. Nonostante sia arrivato tardi capisce immediatamente ciò che Conte gli chiede. Probabilmente una delle tre migliori riserve difensive del mondo. VOTO: 7

DE CEGLIE: Mai apprezzato del tutto dalla tifoseria, in questa stagione il buon Paolino è stato capace di ritagliarsi il suo spazio a sinistra. Che sia terzino della difesa a quattro o esterno del centrocampo cambia poco, quando parte mostra doti atletiche impressionanti. Un cavallo. VOTO:6,5

VIDAL: Alzi la mano chi si aspettava di vedere sotto la Mole un giocatore così. In fase difensiva sembra il miglior Davids mentre i sette gol realizzati stanno a dimostrare che anche lì davanti ci sa fare. L'unica pecca è la gran quantita di gialli ricevuti, ma se dovesse continuare a giocare in questo modo penso che non ci farà caso nessuno. VOTO: 8

PIRLO: Ieri sera Galliani è stato avvistato mentre preparava il nodo per la corda. Folle l'idea di cedere il miglior regista del mondo per tenere Van Bommel e rinnovare ad Ambrosini. Andrea smentisce tutti quelli che lo consideravano finito con una stagione ai limiti della perfezione, migliore di quelle trascorse in rossonero. Gioca tutte le partite senza mai fermarsi un minuto, tocca un minimo di 300 palloni a partita sfornando assist su assist. Ogni calcio d'angolo battuto allo “Stadium” si trasforma in un'ovazione senza pari. Giocatore unico nel suo genere. VOTO: 9

MARCHISIO: Il Principino è diventato grande. In estate si era parlato addirittura di un suo possibile trasferimento ma Conte non lo molla e, anzi, lo rilancia spostandolo al centro della mediana dopo che con Del Neri era stato dirottato a sinistra. Lì diventa una colonna portante della squadra con i suoi gol che in autunno fanno decollare la squadra. La doppietta contro il Milan ha fatto riaccendere l'orgoglio sopito di molti tifosi. Capitan Futuro. VOTO 8,5

PEPE: Nonostante anche l'anno scorso sia stato uno dei migliori veniva continuamente criticato dai tifosi. Ma in questa stagione il numero sette smentisce tutti imponendosi come la migliore ala italiana. Il 3-5-2 lo costringeva a fare il pendolino su tutta la fascia risultando meno pericoloso in fase offensiva, nel 4-3-3 è stato invece devastante. Nelle ultime partitela caviglia malconcia  lo ha costretto più volte a sedere in panchina; resta comunque uno dei grandi protagonisti della vittoria. VOTO: 7,5

GIACCHERINI: Dovrebbe conoscere Mario Balotelli e fargli imparare un po' di educazione. Arrivato da Cesena in punta di piedi per fare la riserva delle riserve ha scalato prontamente le gerarchie di Conte. Utilizzato sia come mezz'ala che come esterno si fa trovare sempre pronto anche quando parte da titolare. Riserva di lusso. VOTO: 7

ESTIGARRIBIA: La grande incognita di questa stagione. A volte te lo trovi titolare e a volte in tribuna. La corsa c'è ma i piedi non sono eccezionali, ciònonostante quando è sceso in campo ci ha messo sempre il cuore. VOTO: 6,5

QUAGLIARELLA: Inizio difficile per uno che aveva ancora in testa l' infortunio di Verona. Si sblocca in primavera grazie anche al momento no di Matri dando un contributo importantissimo con le sue reti. Simbolica quella con il Napoli , fondamentale quella del  Barbera che fissa il risultato sul due a zero e garantisce il primato dopo i passi falsi del Milan. VOTO: 7,5

MATRI: Miglior marcatore con dieci reti in campionato, il lodigiano è il prototipo dell'attacante moderno. Nonostante sia dotato di un fisico da gladiatore corre a più non posso per tutti i 90 minuti. Anche se i gol sono stati pochi il suo apporto alla manovra va apprezzato. Quando finisce sorprendentemente in panchina contro il Milan in campionato non fiata e anzi appena entrato realizza una delle reti più importanti del campionato. VOTO: 7,5

BORRIELLO: Arrivato a Gennaio dopo sei mesi di panchina romana, inizialmente non convince nessuno sembrando un lontano parente di Amauri. Il 25 aprile oltre a festeggiare la liberazione d'Italia i 14 milioni di bianconeri hanno festeggiato il suo gol da tre punti contro il Cesena. Probabilmente non verrà riscattato ma un pezzo di tricolore se lo merita di sicuro. VOTO: 6,5

VUCINIC: E' l'estro di questa squadra. Ricorda per l'atteggiamento Camoranesi: entrambi, se in giornata di grazia erano capaci di vincere le partite da soli, se invece avevano la luna storta diventavano persino irritanti da guardare. Come un vero fuoriclasse si è esaltato nelle grandi sfide(Vedi Milan e Inter) e quando il profumo di scudetto si faceva via via più intenso. La firma contro il Cagliari scaccia tutti i dubbi di chi lo criticava dando ragione a Conte: l'unico a non aver mai dubitato di lui, VOTO 8

DEL PIERO: L'ultima stagione  non poteva finire in modo migliore. Non è un protagonista assoluto ma è l'esempio di come aspettando e lavorando si raccolga sempre ciò che si è seminato. Il gol e la linguaccia con Lazio per molti tifosi vale quanto il tricolore. E' il capitano e da tale si comporta per tutta la stagione scansando le polemiche mediatiche con Andrea Agnelli. Come recita uno striscione in Curva Sud: “Nessuno sarà mai come lui”. Simbolo. VOTO: 7 per la stagione, 10+  per la carriera.

STORARI, PADOIN: Il primo è il miglior numero 12 del mondo e in Coppa Italia lo sta dimostrando. Il secondo è arrivato per fare il rincalzo di Vidal e Marchisio e lo ha fatto egregiamente. Ha festeggiato il gol numero cinque di Firenze come se fosse una finale di Coppa dei Campioni. Entrambi importanti: VOTO 6.

KRASIC, ELIA: Le due grandi delusioni di questa stagione. Il serbo doveva essere il vero top player invece si è rivelato un flop clamoroso. Non entra mai nelle grazie di Conte pur avendo avuto parecchi minuti a disposizione. La sua involuzione rispetto al Krasic dell'anno scorso sarà studiata a Mistero. L'olandese si dimostra invece poco “volante”. Twitta troppo e gioca poco. A Novara bacia la maglia per ingraziarsi il popolo juventino ma, a meno di grosse trasformazioni, sarà usato come conguaglio tecnico per arrivare ad un vero fuoriclasse. Il serbo VOTO: 3, l 'olandese VOTO: 4

ANTONIO CONTE: E' il vero artefice di questo miracolo. Prende una squadra a pezzi e la trasforma in un' "Armata Invincibile" da scudetto utilizzando e recuperando molti dei colpevoli dei settimi posti. Difende la squadra con le unghie e con i denti, solo che non essendo portoghese viene spesso attaccato dalla stampa. Vittorie con annesso bel gioco era da tanto che a Torino non si vedevano, con lui potrebbe iniziare un ciclo di vittorie importante. VOTO: 9,5 ( Per il mezzo punto ripassare dopo la finale di Coppa Italia)

Nicolò Smerilli

domenica 22 aprile 2012

LA DIFFERENZA STA NEL MEZZO


Ad inizio stagione tutti gli addetti ai lavori ritenevano questa Juve in grado di lottare al massimo per un posto in Champions League ma oggi, a cinque giornate dalla fine, è a più tre sul Milan e con mezzo scudetto cucito sul petto. Andando a scorrere la classifica marcatori si nota come il top scorer juventino sia Matri a dieci reti, mentre i rossonori possono vantare un killer d'area come Zlatan Ibrahimovic. Qual'è allora lo scarto che vale i tre punti di distanza? La differenza porta i nomi di quelli che giocano in mezzo al campo: Claudio Marchisio, Andrea Pirlo ed Arturo Vidal. Qualità, quantità e sopratutto 17 reti complessive, che permettono al popolo bianconero di sognare qualcosa che ad agosto non era neanche immaginabile. Non è un caso se il peggior momento della Juventus, tra febbraio e marrzo sia coinciso con il periodo meno brillante dei tre. Ce ne sono poche di linee mediane nel mondo capaci di poter proporre contemporaneamente tanta classe e tanta corsa, di certo nessuna di queste gioca in Italia. Il Milan numericamente è superiore ma sfido chiunque a dire che nella rosa rossonera ci sia un centrocampista attualmente migliore a uno di quei tre. A livello assoluto Boateng e Seedorf se la lottano, ma i continui acciacchi per uno e l'età che avanza per l'altro li rendono a mio punto di vista inferiori. Chissà cosa starà pensando Allegri dopo aver visto un Pirlo così, lui che scegliendo il centrocampo “muscolare” ha rinforzato enormemente la squadra che gli sta rubando sotto il naso uno scudetto che potevano perdere solo loro.

Nicolò Smerilli