Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
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lunedì 27 maggio 2013

GUIDOLIN E POZZO: UNA VISITA A WEMBLEY DA 100 MILIONI DI EURO!

IL WATFORD PROMOSSO IN PREMIER SAREBBE COME SCOPRIRE "EL DORADO"!

Se chiedeste ai Pozzo qual è la finale più importante che lo stadio di Wembley ha ospitato, vi risponderebbero sicuramente quella di oggi. Nello stadio londinese infatti, alle 16 va in scena la finale dei playoff di Championship tra il Watford, dei Pozzo appunto, e il Crystal Palace. In palio c'è la promozione in Premier League.

A dare davvero interesse a questa partita, oltre alla promozione ovviamente, è il premio che deriverebbe dall'eventuale vittoria. Non tutti infatti sanno che, i playoff della serie cadetta inglese rappresentano il torneo che offre il premio più alto in Europa, garantendo al vincitore la cifra monstre di 90 milioni di euro. Tanto per farvi un'idea, il Bayern Monaco campione d'europa, riceverà dall'UEFA (sponsor esclusi) circa 60 milion.
Ai 90 già citati vanno aggiunti poi i proventi dai botteghini, dal merchandising e soprattutto dai diritti tv.

In inghilterra infatti è stato da poco siglato un accordo con la BSkyB e con la British Telecom, che porterà le venti squadre di Premier a spartirsi, dalla prossima stagione, una torta da 1,8 miliardi di euro. Praticamente il doppio rispetto alla nostra serie A. Oltre Manica inoltre, grazie al sistema meritocratico First-to-Last, tali proventi vengono divisi equamente tra tutte le società, con una minima differenza tra "la prima" appunto e "l'ultima".
In preventivo va messo anche il fatto che, pur presupponendo un possibile ritorno in Championship già l'anno prossimo, la Federcalcio inglese garantirebbe al Watford un paracadute da 60 milioni, dilazionati in quattro anni. Per fare un ennesimo confronto con il nostro calcio, il Pescara, rimasto in A una sola stagione, ha ricevuto "la bellezza" di 4 milioni.
Se consideriamo poi che il fatturato dell'Udinese per la stagione appena trascorsa è arrivato non oltre i 65 milioni di euro e che dalle TV, i Pozzo ne hanno ricevuto 41, capiamo subito quanto sia importante la partita di oggi.

I 25 milioni versati dalla famiglia proprietaria anche di Granada e Udinese per acquistare il club di Elton John, se paragonati con i possibili introiti derivanti dal match di oggi, fanno capire a che punto sia arrivata l'abilità imprenditoriale della "Multinazionale Pozzo", che nell'arco di pochi anni ha dato vita, in Italia, ad un vero e proprio modello cui molte squadre (con poco successo!) cercano di ispirarsi e in Spaggna, ha riportato in Liga il Granada dopo due promozioni consecutive.

Con in ballo 100 milioni di euro, se vi chiedessero qual è la finale più importante che lo stadio di Wembley ha ospitato, immagino rispondreste anche voi come i Pozzo.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

lunedì 13 maggio 2013

VIDEO- QUELLA DEL WATFORD E ALTRE QUATTRO IMPRESE ALL'ULTIMO SECONDO

CINQUE ESEMPI DI CHI CI HA CREDUTO FINO ALLA FINE


Ci sono alcune partite che spiegano perché il calcio sia lo sport più bello e più seguito del mondo, gare che sono l’essenza stessa di questo sport, così crudele con i vinti ma altrettanto fantastico con i vincitori. E niente come una vittoria all’ultimo respiro esalta un tifoso, perché lì, in quei momenti si passa nel giro di un attimo dalla disperazione al toccare il cielo con un dito e, infondo, è proprio questo che rende il “football” qualcosa di più di un semplice gioco.

Noi di Discovery Football, ispirati dalla straordinaria rimonta del Watford di Gianfranco Zola, abbiamo deciso di raccontarvi e farvi vedere 5 dei più bei finali della storia del calcio recente.

5) Stamford Bridge, 6 maggio 2009, si gioca il ritorno della semifinale di Champions League tra i padroni di casa del Chelsea e il primo Barcellona di Guardiola. All’andata i blues bloccano i catalani con un pareggio senza reti, a Londra passano subito in vantaggio gli inglesi con una gran botta di Essien dopo 9’. Ma quando tutto sembra perduto ci pensa Andres Iniesta a segnare il gol che permette di volare verso la coppa di Roma. Una delle reti più importanti della storia blaugrana, quella che ha dato inizio a tutta la favola del Barça di Pep Guardiola.




4) Non potevamo non inserire la pazza gara del Watford. Ritorno della semifinale playoff di Championship, la nostra Serie B per intenderci, i ragazzi di mister Zola, dopo aver perso l’andata 1 a 10sono avanti in casa con lo stesso risultato. Al 96’ l’arbitro assegna il rigore che potrebbe spegnere ogni speranza di promozione. Ma in quel momento qualcuno da lassù decide di regalare a questo gioco una delle più belle sceneggiature mai scritte: il portiere para il rigore, contropiede, gol che regala al Watford la finale di Wembley. Apoteosi. 



3) Il Milan ora non potrebbe vantare sette Champions League se una sera di aprile di dieci anni fa Pippo Inzaghi non avesse segnato uno dei gol più importanti della sua vita rossonera. Minuto 93’, Milan-Ajax ferma sul 2 a 2, con gli olandesi favoriti dal risultato che stava maturando fino a quel momento. Ultimo assalto, lancio dalla difesa di Maldini, Ambrosini spizza di testa, mette Inzaghi davanti alla porta che implacabile (insieme alla complicità di Tomasson) firma il gol della qualificazione.



2) Il finale di Manchester City-Qpr vale un’attesa durata ben 44 anni? Beh, probabilmente molti tifosi dei Citizens risponderanno di si. Sotto 2 a 1 a 3 minuti dalla fine i ragazzi di Mancini fanno impazzire l’Etihad con i gol di Dzeko al 91’ e Aguero al 93’, diventando campioni d’Inghilterra per la terza volta. Tra quarant’ anni i tifosi del City racconteranno ancora ai loro nipoti di come hanno fatto piangere “il maledetto United”. 



1) C’è qualcosa di meglio che vincere una Champions League per una squadra di club? Probabilmente no. Ma alzarla dopo una partita come quella di Barcellona forse fa godere ancora di più. Maggio 1999, i ragazzi di Ferguson, alla ricerca di una coppa che manca dai tempi di George Best, trovano di fronte il Bayern di Effenberg e Matthaeus. Dopo pochi minuti Basler porta in vantaggio i tedeschi, i quali resistono a tutti gli attacchi dei Red Devils fino ai minuti di recupero, quando, in due minuti, Sheringham e Solskjaer portano la coppa verso Manchester. Per importanza, la partita più pazza di sempre.




Nicolò Smerilli
@NiSmerilli on Twitter

giovedì 7 marzo 2013

SHINE BRIGHT LIKE… DIAMANTI: DOPO DI VAIO, IL BOLOGNA HA IL SUO NUOVO CAPITANO LEADER

MANCINO FATATO, GRINTA DA VENDERE: DOPO UNA CARRIERA SULL'OTTOVOLANTE, ALINO HA TROVATO CASA E CONQUISTATO TUTTI. BIG COMPRESE…

Shine bright like a diamond. Trovereste un pezzo migliore per descrivere la carriera di Alessandro Diamanti? Non credo: l’analogia tra il cognome del giocatore e il titolo della celebre canzone di Rihanna, oltretutto, la rende ancor più perfetta.

La storia travagliata di Alino, in effetti, ricorda un po’ quella di un diamante grezzo: al principio, apparentemente, un ciottolo qualsiasi, che nessuno degnerebbe di uno sguardo. E che per svelare tutto il suo valore, necessita dell’abilità di un tagliatore capace di renderlo perfetto.

Il ciottolo Diamanti viene raccolto 14 anni fa a Prato, sua città natale, nella quale comincia a muovere i primi passi a livello professionistico. L’opera di lavorazione inizia con le stagioni spese in prestito tra Florentia Viola e Fucecchio per poi continuare con il ritorno a casa, dove Alessandro inizia a giocare con più continuità. Nel 2004 Diamanti passa, in comproprietà per due stagioni, nelle mani dell’Albinoleffe, senza lasciare segni tangibili del suo valore: torna nuovamente a Prato, città che finirà per essere il suo trampolino di lancio addirittura verso la serie A. In una stagione da 36 presenze e 14 reti viene notato da Fabio Galante e suggerito, proprio dal difensore ex Inter, al Livorno.

La Toscana, terra d’origine per quanto concerne la lavorazione dei diamanti, non può che essere il luogo adatto per cominciare definitivamente a splendere: dopo Prato, Alino ha un’occasione ancor più ghiotta da non perdere e, nonostante la retrocessione in B, diventa il leader dei labronici, riportando Tavano e compagni in A la stagione successiva.

Qualcuno però, da Londra, se ne innamora: Gianfranco Zola. Impossibile rifiutare. L’allora allenatore del West Ham riesce a strappare Diamanti al Livorno: 7 gol in Premier in una stagione, ma la nostalgia dell’Italia è troppa. L’estate successiva viene riportato in Serie A dal Brescia neopromosso: con le rondinelle incanta, guadagna la prima convocazione in nazionale e segna gol stupendi, come l’esterno sinistro vincente nell’1-1 casalingo contro la Juve. Come già accaduto nella prima stagione a Livorno, tuttavia, un Diamanti non è sufficiente per far splendere un’intera squadra: il club del presidente Corioni retrocede e a fine stagione il numero 23 viene acquistato in comproprietà dal Bologna.

Sotto le due Torri, Diamanti trova la sua consacrazione e il suo splendore definitivo: con Ramírez e Di Vaio forma un tridente devastante, conducendo i felsinei ad una salvezza senza affanni a quota 51 punti e rientrando stabilmente nel giro della nazionale italiana, prendendo parte alla spedizione azzurra di Euro 2012. A fine stagione, tuttavia, il magico trio si scompone: Di Vaio tenta l’avventura in Canada, mentre Ramírez viene ceduto al Southampton. Diamanti, invece, riscattato a titolo definitivo e affiancato a Gilardino. Grazie alla cessione di Portanova, diventa capitano del Bologna: la fascia, tuttavia, non sembra pesargli affatto. 

Perché Alino è fatto così. Leader nato, genio (soprattutto) e sregolatezza: diamante ormai sgrezzato grazie alla bella intuizione di Galante e all’ottimo lavoro di Pioli, ma soprattutto liberatosi autonomamente di quella materia superflua che nascondeva un talento (o diamante, se preferite) cristallino. Mancino magico (probabilmente il migliore in Italia) e tecnica invidiabile condita da una voglia di lottare e svariare per il campo che non manca mai: l’interesse di club come Inter, Juve e Zenit è ormai cosa nota. Ma ad uno come lui, concentrato sul presente e abituato a stare con i piedi per terra, le voci di mercato non interessano: “Non penso al futuro. Penso a correre per il Bologna”.

E a sostituire al meglio l’eredità lasciata dal suo grande amico Di Vaio. Prima, chissà, di essere messo all’asta: le pretendenti ci sono, il valore è indiscusso. A meno che lo stesso Alino non decida di dichiararsi romanticamente, alla Curva Bulgarelli. Con un classico: Un Diamanti è per sempre”.

Simone Nobilini
(@SimoNobilini on Twitter)