Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
Visualizzazione post con etichetta Marchisio. Mostra tutti i post
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domenica 28 aprile 2013

EDITORIALE JUVE: IL CENTROCAMPO A 5+1 MATA IL TORO!

I BIANCONERI NON REGALANO NIENTE A NESSUNO: ANCHE IL TORO E' MATATO

Non fatevi ingannare dal risultato. La partita non è andata via liscia come potrebbe far pensare il 2-0.
Di certo però ci sono i numeri: allo Scudetto manca un solo punto, dodicesima vittoria in trasferta su diciassette e più in generale settima vittoria consecutiva.

Partendo dalla partita giocata, la tesi di fondo rimane la solita, almeno in fase offensiva, il nuovo modulo ancora non convince del tutto. Dopo la partita col Milan avevamo detto che Conte, in queste ultime partite avrebbe avuto la possibilità di continuare a sperimentare e che, vista la sua cultura del lavoro, inevitabilmente avremmo visto dei miglioramenti.
Effettivamente qualcosa rispetto alle due precedenti partite (Lazio e Milan) è migliorato. Se infatti con biancocelesti e rossoneri proprio il centrocampo era apparso non compattissimo, oggi i meccanismi sono sembrati molto più oliati e soprattutto lo scivolamento laterale di Pogba e Vidal, oggi invertiti, sono apparsi più fluidi e meglio seguiti dal resto del reparto.
Altro aspetto positivo è stato il pressing immediato alla linea arretrata dei granata; Vucinic e Marchisio hanno aggredito subito alti, andando a dare noia addirittura a Gillet.

Per quanto riguarda invece i particolari che ancora non funzionano, le osservazioni da fare riguardano ancora Vucinic, che ha dimostrato di non avere proprio le caratteristiche della prima punta. Al di là dei soliti appoggi e stop errati infatti, il montenegrino ha denunciato a livello tattico dei movimenti che non hanno certamente aiutato l'efficacia della manovra della squadra.
Riguardando la partita, ma basta anche gli highlights, si nota immediatamente come una volta allargata palla sulla fascia, il numero 9 bianconero si stacchi sempre qualche metro dietro, al limite dell'area, per ricevere nuovamente palla. Chiaramente, senza una prima punta in area che vada a prendere il cross di Lichtsteiner piuttosto che Asamoah, il solo Marchisio nell'immediatezza della porta non può bastare.

Facendo poi un quadro più generale, viste le sostituzioni di oggi (ma non solo) l'impressione è che questo modulo tattico Conte lo voglia riproporre a lungo anche la prossima stagione e le sue parole a fine partita certamente non mi smentiscono. Anzi: "E' una soluzione che a me è piaciuta molto e che ci permette di far coesistere i giocatori migliori".
Effettivamente rinunciare oggi ad uno dei quattro centrocampisti è impossibile. Vidal ha segnato gli ultimi 4 gol della Juve, ha una duttilità tattica che gli permette di essere un punto di riferimento per la squadra in entrambe le fasi e in qualsiasi momento della partita.

Stesso discorso vale per Pogba, oggi il francese è stato ancora una volta uno dei migliori in campo: quantità e qualità, il tutto rilegato con un laccetto d'eleganza che ci sta sempre bene.
Proprio a sottolineare l'importanza del Polpo numero 6, a fine partita il tecnico leccese ha dichiarato: "Da quando è arrivato, Pogba ha avuto una crescita esponenziale, tenerlo fuori ora mi crea dei problemi." Ancora una volta ha avuto ragione lui.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

lunedì 22 aprile 2013

EDITORIALE JUVE: CONTAVANO I 3 PUNTI, MA IL NUOVO MODULO ANCORA NON CONVINCE!

CONTAVA VINCERE, MA LA PRESTAZIONE E' STATA PIUTTOSTO DELUDENTE

Una gara molto simile a quella del girone d'andata, bloccata, in cui entrambe le squadre hanno tenuto bene il campo e poi decisa da un episodio.
A questo punto della stagione la cosa più importante erano i tre punti e alla luce del risultato, la prestazione poco brillante della Juve passa ovviamente in secondo piano. Vanno comunque analizzati, anche in prospettiva prossima stagione, alcuni aspetti del nuovo modulo proposto da Conte, che almeno per ora ancora non funzionano.
L'assetto cui ci riferiamo è chiaramente il 3-5-1-1 che i bianconeri hanno utilizzato anche nella gara di lunedì scorso con la Lazio.

La prima cosa da sottolineare è il contesto: usare il modulo a una punta a Roma può essere una scelta assolutamente sensata, utilizzarlo invece in casa è forse un atteggiamento un po' troppo rinunciatario per la prima in classifica.
Il secondo aspetto è invece il paradosso visto questa sera e a tratti anche a Roma riguardo l'atteggiamento tattico del centrocampo in rapporto alla superiorità numerica.
Mi spiego subito: un modulo con sei centrocampisti (perchè Marchisio non è certamente un trequartista!) presuppone almeno teoricamente, una superiorità netta a centrocampo in entrambe le fasi. Col Milan e a tratti anche con la Lazio invece, Pirlo è stato spesso lasciato solo a gestire il pallone, gli altri compagni di mediana disposti dieci-quindici metri più avanti e buchi piuttosto eviedenti in mezzo al campo che fortunatamente ne biancocelesti ne rossoneri hanno saputo sfruttare.

Capitolo Marchisio: il Principino bianconero anche con i rossoneri è stato "sacrificato" trequartista dietro Vucinic. L'idea di Conte è quella di sfruttare le doti di inserimento del centrocampista torinese in fase offensiva, la sua generosità e il suo senso tattico in fase difensiva. Contro gli uomini di Allegri, Marchisio ha corso moltissimo, offrendo un contributo importantissimo in fase di pressing e spesso anche in ripiegamento, ma non è praticamente mai entrato nel vivo del gioco.
La mia idea rimane quella che le proprietà da incursore si evidenzino quando il numero 8 bianconero parte da dietro riuscendo a prendere in controtempo le difese avversarie e che impiegarlo "alla Perrotta", non sfruttando le sue doti di incontrista sia un peccato.

Capitolo Vucinic: il montenegrino è incappato in una delle sue classiche serate in cui sembra aver dimenticato la voglia a casa. Se l'intenzione di Conte è quella di sfruttare le sue capacità tecniche per esaltare la corsa di Marchisio, lo Zorro bianconero in partite come queste riesce praticamente solo a perder palla, senza essere capace di far salire la squadra e anzi, costringendola a rimanere schiacciata.
Un modulo del genere, soprattutto in fase di ripartenza, prevede Vucinic come unica possibile destinazione delle verticalizzazioni bianconere; purtroppo in giornate come questa, in cui la Juve non è al meglio fisicamente e l'avversario è messo bene in campo, l'avere una sola opzione diponibile diventa un evidente ostacolo allo sviluppo del gioco e conseguentemente alla pericolosità della squadra.

 Alla luce di queste considerazioni (ma non solo) e in ottica prossima stagione, posso dire che il modulo a sei centrocampisti non mi ha convinto del tutto. Tuttavia, con ancora cinque giornate da giocare e 11 punti di vantaggio sul Napoli, Conte ha la possibilità di collaudare meccanismi ancora poco fluidi.

Davide Bernardi
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mercoledì 3 aprile 2013

EDITORIALE JUVE: DALLA SCONFITTA PRENDERE SOLO LE COSE POSITIVE (E CE NE SONO!)

LETTERALMENTE DUE SBERLE, LA JUVE SI SVEGLIA TUTTA SUDATA

"Giochiamo con entusiasmo e gioia e culliamo un sogno" aveva detto Conte alla vigilia e invece la Juve si sveglia già tutta sudata dopo 25 secondi.
Difficile ricordare una serata così difficile della Juve di Conte. Tantissimi gli errori in impostazione, impacciati in fase di pressione sui bavaresi, che invece sembrano essere in 14 in campo.
L'immagine "peggiore" della partitaccia bianconera è il trio difensivo fermo col braccio alzato mentre Mandzukic recupera la respinta di Buffon e serve Muller per il raddoppio bavarese. Inutile appellarsi alla posizione del croato, perchè se alla fine i gol di differenza fossero stati tre, probabilmente nessuno avrebbe potuto dir niente.

Juve irriconoscibile soprattutto da punto di vista difensivo. Solitamente compatta, aggressiva nel recupero palla e alta col baricentro, è apparsa invece sfilacciata tra i singoli reparti: troppa distanza tra difesa, centrocampo e attacco, così come tra zona centrale e fasce. La qualità nei confronti uno contro uno dei tedeschi ha fatto il resto. A centrocampo Vidal (uno dei pochi positivi) e Marchisio, per la premura di raddoppiare sulle fasce, hanno lasciato troppo solo Pirlo. Andreino, osannato dai bavaresi e da tutta la stampa tedesca, è incappato in una serata storta e questo, visto il suo rendimento, non può che fare notizia. Non succedeva dal 2-2 col Chelsea. Questo Bayern però, è ben altra cosa rispetto ai blues allora di Di Matteo.
Gli uomini di Heinckes hanno avuto un atteggiamento tatticamente perfetto. Heynckes ha accantonato l'idea della marcatura a uomo su Pirlo creando invece una gabbia: il numero 21 bianconero è stato infatti "braccato" a turno da Mandzukic, Muller, Ribery e Robben.

Anche in fase difensiva, il centrocampo tedesco è stato perfetto, accorciando immediatamente verso la difesa nelle rare volte in cui la Juve ha provato ad alzare il baricentro. Luis Gustavo e Schweinsteiger non sono Gargano e Kovacic e la coppia Quagliarella e Matri se ne accorge fin da subito: sempre anticipati, non l'hanno praticamente mai vista. Nelle poche occasioni in cui il pallone gli è arrivato hanno sempre cercato la verticalizzazione invece che far salire la squadra.
L'inserimento di Vucinic si è notato. La qualità del montenegrino ha fatto subito respirare la Juve, che è comunque andata più volte vicino a prendere il terzo.

Troppo facile dire che con un 4-3-3 le cose sarebbero state diverse. Questa Juve è diventata grande col 3-5-2 e snaturarsi in una serata così importante è un azzardo troppo grande.
Da questa sconfitta Conte e la Juve devono vedere solo le cose positive e state tranquilli che ce ne sono. Si era arrivati all'Allianz Arena per capire il proprio livello, che chiaramente, dopo la gara d'andata, non è ancora quello del Bayern: non resta che buttarsi a testa bassa nel lavoro e continuare a pedalare e pedalare. L'anno scorso c'era da riscattare due settimi posti, oggi a un anno e mezzo di distanza, c'è da far diventare un sogno realtà.

Davide Bernardi
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sabato 16 marzo 2013

LE PAGELLE DI BOLOGNA-JUVE: BENTORNATO PRINCIPINO. ALINO SEI DA GRANDE!

CONTE RITROVA IL SUO CENTROCAMPO MIGLIORE. PIOLI INVECE PUO' CONTARE SOLO SU DIAMANTI

Partiamo dai padroni di casa: BOLOGNA

Diamanti: 7 "Da Grande squadra". Il buon Alino da Prato è per distacco il migliore degli uomini di Pioli. Svaria per tutto il fronte offensivo e dai suoi piedi nascono tutti i pericoli per la retroguardia bianconera. E' arrivato il momento di vederlo giocare per qualcosa di più della salvezza!

Kone: 6,5 "Due cuori, quattro polmoni". Utilissimo soprattutto nel primo tempo. Corre ovunque. Tiene Peluso a sinistra e raddoppia Marchisio al centro. Cala inevitabilmente alla distanza.

Perez: 4,5 "Ma perchè?!" Rovina la solita prestazione di corsa e di ordine con due interventi da fabbro che Bergonzi punisce con un solo cartellino giallo. Nonostante ciò il centrocampista uruguayo dimostra anche il coraggio di protestare. Incomprensibile.

Curci: 6,5 "Para il parabile". Puntualissimo nelle uscite, è bravo a chiudere su Giovinc due volte. Poteva fare meglio sul vantaggio di Vucinic, comunque ravvicinato. Troppo bravo Marchisio in occasione del secondo.

E ora veniamo ai vincitori: JUVENTUS

Giovinco: 6,5 "Bello a metà". Come spesso gli è accaduto in questa stagone, la formica atomica si perde sul più bello. Corsa, sacrificio, appoggi (ed errori non di rado): insomma un grande lavoro per la squadra. Cosa si può chiedere di più ad una punta?! Il gol!! Conclusioni deboli o fuori misura glielo negano, ancora una volta.

Vidal: 7 "Uomo ovunque". Il cileno è in netta crescita di condizione. Dovrebbe giocare a destra, lo trovi dappertutto. Recupera palla, accompagna l'azione e conclude. Che poi sbagli la mira qualche volta, con tutti i chilometri che macina è più che comprensibile. Buone notizie per Conte in vista di Monaco.

Marchisio: 8 "Bentornato Principino". E' tornato il Marchisio che tutta Europa ha saputo apprezzare. Anche per lui vale il discorso fatto per Vidal. Il punto in più ovviamente è dovuto all'assist e al gol che hanno deciso la partita.

Chiellini: 7 "La prova del 9". Ancora una volta dimostra quanto la sua assenza abbia pesato nel calo di rendimento della squadra di Conte tra Gennaio e Febbraio. Lotta e ha la meglio su tutti i palloni. Resiste alla mannaia di Perez, dimostrando quanto tosta sia questa Juve.

Vucinic: 7,5 "Pantofole e scarpini". Buona prova del Montenegrino, il cui unico difetto è quello di andare troppo ad intermittenza. Grandi giocate alternano pause lunghe più di un paio di minuti. Quando si accende però è determinate, vedi gol dell'1-0 e assist per il raddoppio di Marchisio.

Davide Bernardi
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EDITORIALE: CORSA E GIOCO DI SQUADRA, LA JUVE IMPRESSIONA A BOLOGNA

PROVA DI SQUADRA E DI QUALITA', LA JUVE CONTINUA A VIAGGIARE

E' una Juve che ha impressionato quella vista a Bologna: senza Asamoah e Lichtsteiner, i bianconeri battono 2-0 la squadra di Pioli, portandosi momentaneamente a +12 sul Napoli.

Soprattutto nel primo tempo, la Juve convince per 80 metri. Pressing alto, recupero e circolazione palla piuttosto fluido e veloce e trame di gioco avvolgenti. Una condizione fisica (ri)apparsa molto buona  dopo la prova invece meno brillante di domenica scorsa col Catania.
Il problema della prima frazione rimangono gli ultimi 20 metri. Sia Vucinic che Giovinco vengono incontro ai centrocampisti, la profondità bianconera si ferma al limite dell'area del Bologna e la manovra juventina sbatte contro i difensori di Pioli. Come se non bastasse, anche quando la Juve riesce ad accompagnare bene l'azione con i centrocampisti, l'imprecisione regna sovrana e Vidal in due volte e Giovinco sprecano malamente occasioni costruite bene.
Complice il 4-2-3-1 dei rossoblu, il centrocampo bianconero è spesso in superiorità numerica e per questo Conte chiede agli esterni Peluso e Padoin di rimanere alti e larghi. La difesa a tre bianconera regge bene il modulo offensivo bolognese accettando spesso e volentieri l'uno contro uno.

Nel secondo tempo invece il Bologna sembra alzare il baricentro e la Juve attaccare di rimessa.
Una partita già ruvida nel primo tempo, nel secondo diventa proprio cattiva. Perez viene graziato da Bergonzi nonostante due interventi da fabbro su Chiellini e Peluso, idem per Padoin e Diamanti.

Intorno al 55' ecco la svolta. Pioli passa a tre dietro inserendo Naldo per limitare gli attacci centrali della Juve. Dopo pochi minuti, su un assist di Marchisio, Vucinic aggira lo stesso difensore brasiliano come fosse un allievo nella partitella del giovedì e con una puntata da Calcio a 5 batte Curci.
Il 2-0 arriva su uno-due semplice semplice col quale Vucinic ricambia il favore e manda in porta Marchisio.

Partita finita? Certamente si per quanto riguarda il risultato. Certamente no per chi voglia capire cosa sia questa Juve.
Sul 2-0 i bianconeri sono l'unica squadra che fanno possesso palla attaccando. A dieci minuti dalla fine, Conte chiede a Marchisio: "Come Stai?!", "Bene Mister", "Allora corri!!".
Come se non bastasse, pochi istanti dopo, in sottofondo si sente il vocione di Buffon che grida ai suoi di rimanere concentrati "che non è ancora finita!".

Della Juve di questa sera, oltre la condizione fisica, ha impressionato come i bianconeri abbiano saputo limitare il Bologna, che in questo campionato ha già battuto Napoli, Inter, Roma e Fiorentina e che nel 2013 vanta il miglior attacco del campionato e soprattutto gestire le varie fasi della gara.
A Monaco secondo voi avranno visto la partita?!

Davide Bernardi
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mercoledì 13 febbraio 2013

JUVE: PIU' CHE GRANDE PRESTAZIONE, PRESTAZIONE DA GRANDE

FINALMENTE CINICA E SPIETATA. VIOLATO L'INFERNO DEL CELTIC PARK

Sicuramente non la Juve più brillante della stagione. Certamente la più cinica.
Se nell'analizzare l'ultima prestazione interista il nostro Di Noi aveva usato la parola chiave ritorno, quella dei bianconeri dopo l'avventura al Celtic Park è sicuramente "cinismo".
Gli uomini di Conte infatti hanno capitalizzato al massimo, trasformando di fatto tutte le occasioni che hanno costruito.

Metà della stampa italiana ha esaltato una prestazione bianconera, che per noi francamente non c'è stata. Il punteggio finale è eccessivo nei confronti di un Celtic, che solo a causa della propria imprecisione non è riuscito a trovare (almeno) un gol. Detto ciò, indiscussi i meriti della Juve, che finalmente ha dimostrato la maturità della Grande squadra, quella che colpisce ogni volta che può, ma che sa anche soffrire se necessario.

L'atmosfera a Glasgow è stata incredibile. La tana degli scozzesi sembrava (questa si!) un inferno. Le squadre sono scese in campo, l'inno della Champions suonava, ma nessuno se ne accorgeva, il boato del Celtic Park è stato davvero incontenibile.

Gli uomini di Conte sono stati bravi a cambiare pelle rispetto alla sfida di campionato con la Fiorentina. Difficile contrastare il clima e il dinamismo degli uomini di Neil Lennon, anche piuttosto provocatori, meglio lascairli sfogare e poi ripartire. Il problema è che gli scozzesi a sfogarsi non ci hanno pensato nemeno per un attimo e la Juve ha sofferto il pressing altissimo, trovando molte difficoltà in fase di costruzione.
Nonostante ciò i bianconeri hanno mostrato un'organizzazione tattica ai limiti della perfezione, che già a Donetsk gli permise di non incassare imbarcate eccessive.
Per quanto riguarda il Celtic invece, la squadra di Lennon ha sorpreso per l'organizzazione a centrocampo, il dinamismo infatti lo conoscevamo già! Gli unici due difetti di squadra mostrati ieri sera però sono stati  macroscopici.
Innanzitutto le sbandate difensive sulle verticalizzazioni bianconere. Di fatto i tre gol sono arrivatiquando la Juve è riuscita ad andare bene in profondità. E infine il paradosso nel gioco: buona circolazione e movimento fino alla trequarti, poi cross a non finire per cercare Samaras. Piccolo particolare, il greco ieri in campo non è sceso e il torello Hooper, stretto tra Barzagli, Bonucci e Caceres non ne ha incornata una.

Si temeva i bianconeri potessero soffrire qualcosa a sinistra, complici le assenze di Chiellini ed Asamoah. Prontamente smentiti: Caceres e Peluso tra i migliori in campo.
L'uruguayo ha vinto quasi tutti i confronti aerei, puntale e preciso negli appoggi e senza remore quando la palla era da allontanare il più possibile. Ancora meglio Peluso. L'ex atalantino, al debutto in Champions, ha fatto per distacco la migliore prestazione da quando veste bianconero. Più libero da marcature rispetto a  quando viene schierato centrale, ha saputo mettere in mostra le proprie qualità atletiche lungo la fascia. Benissimo Matri, al terzo gol in nove giorni, condito anche dall'assist davvero perfetto per Marchisio in occasione del raddoppio. Troppe volte criticato, l'ex Cagliari per trovare continuità di rendimento ha bisogno di giocare. Dopo tre partite consecutive da titolare, i risultati si vedono.
Meno brillante del solito invece Bonucci, non precisissimo negli appoggi, tanto da guadagnarsi, dopo un lancio poco preciso, un "fallo ancora e ti ammazzo" da Conte.

I bianconeri escono dunque dal Celtic Park con qualche consapevolezza in più, dei propri limiti e soprattutto dei propri mezzi: mai un inferno fu tanto celestiale.

Davide Bernardi
DavideBernardi6 on Twitter


domenica 22 aprile 2012

LA DIFFERENZA STA NEL MEZZO


Ad inizio stagione tutti gli addetti ai lavori ritenevano questa Juve in grado di lottare al massimo per un posto in Champions League ma oggi, a cinque giornate dalla fine, è a più tre sul Milan e con mezzo scudetto cucito sul petto. Andando a scorrere la classifica marcatori si nota come il top scorer juventino sia Matri a dieci reti, mentre i rossonori possono vantare un killer d'area come Zlatan Ibrahimovic. Qual'è allora lo scarto che vale i tre punti di distanza? La differenza porta i nomi di quelli che giocano in mezzo al campo: Claudio Marchisio, Andrea Pirlo ed Arturo Vidal. Qualità, quantità e sopratutto 17 reti complessive, che permettono al popolo bianconero di sognare qualcosa che ad agosto non era neanche immaginabile. Non è un caso se il peggior momento della Juventus, tra febbraio e marrzo sia coinciso con il periodo meno brillante dei tre. Ce ne sono poche di linee mediane nel mondo capaci di poter proporre contemporaneamente tanta classe e tanta corsa, di certo nessuna di queste gioca in Italia. Il Milan numericamente è superiore ma sfido chiunque a dire che nella rosa rossonera ci sia un centrocampista attualmente migliore a uno di quei tre. A livello assoluto Boateng e Seedorf se la lottano, ma i continui acciacchi per uno e l'età che avanza per l'altro li rendono a mio punto di vista inferiori. Chissà cosa starà pensando Allegri dopo aver visto un Pirlo così, lui che scegliendo il centrocampo “muscolare” ha rinforzato enormemente la squadra che gli sta rubando sotto il naso uno scudetto che potevano perdere solo loro.

Nicolò Smerilli

giovedì 22 marzo 2012

TUTTI GLI UOMINI DI CONTE

Se vediamo i nomi dei giocatori titolari della Juventus di questa stagione noteremo che per sette undicesimi sono gli stessi di quella passata. Apparte Lichsteiner, Pirlo, Vidal e Vucinic gli altri sono tutti reduci da stagioni disastrose con la maglia della Vecchia Signora. Ma allora com'è possibile che questa squadra a fine marzo sia ancora in lotta per il tricolore ed in finale di Coppa Italia? La risposta è semplice: Antonio Conte. Il tecnico leccese ha trasmesso ai suoi ragazzi la stessa mentalità vincente imparata nella Juventus di Marcello Lippi di cui era capitano. Negli ultimi due anni ci si esaltava spesso per una partita vinta contro l'Inter e poi puntualmente si perdeva con squadre che stavano lottando per non  retrocedere, questo perchè allenatori come Ferrara e Del Neri non riuscivano a mantenere quel costante stato di tensione positiva necessario per vincere. A mio parere sono tre gli uomini che più di tutti hanno assimilato a pieno il messaggio di Conte: Marchisio,Pepe e Vidal. Il cileno, acquistato in estate dal Leverkusen, già dalla prima vittoriosa partita casalinga contro il Parma, si è calato perfettamente nella parte richiesta. Tanta corsa, grinta e uno spirito mai domo hanno permesso al sudamericano di diventare sin da subito uno degli idoli della curva sud. Diverso è il discorso per gli altri due. Il talento del “Capitan Futuro” bianconero è da sempre chiaro a tutti. Fin dalle giovanili è stato un perno di ogni squadra in cui ha militato, ma stranamente con i grandi non è mai riuscito ad imporsi del tutto sopratatutto per colpa dei suoi precedenti allenatori che lo schieravano largo a sinistra preferendogli gente come Poulsen e Melo. Con lui Conte ha fatto la cosa più semplice possibile ricollocandolo nella sua posizione naturale, chiedendogli di entrare in area e supportare al meglio le tre punte. Per il momento i risultati gli danno ragione e ad oggi Marchisio è, insieme a Pirlo, il miglior centrocampista italiano. Più difficile da spiegare è il recupero di Simone Pepe. Nonostante l'anno scorso sia stato comunque tra i migliori(ma non era molto difficile) quest'anno il suo rendimento ha convinto i più scettici a ricredersi e Conte a tenere in panca i vari Krasic ed Elia. Schierarlo a sinistra o a destra non fa differenza e, anzi, quando ce n'è stato bisogno l'esterno romano ha saputo cavarsela egregiamente anche da terzino destro a dimostrazione dello spirito di questa squadra. Infine un ultima menzione va fatta per Emanuele Giaccherini, forse il rappresentante più sottovalutato dei “contiani”. Arrivato negli ultimi scampoli di mercato nessuno credeva nel piccolo toscano, nessuno apparte Antonio Conte ovviamente.

Nicolò Smerilli