Idee fresche. Idee nuove.

Idee fresche. Idee nuove.
Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S

lunedì 23 aprile 2012

POSSIBILI SCENARI DI UNA STAGIONE FALLIMENTARE


Che non fosse più il Milan cinico e, a tratti, bello da vedere ammirato a cavallo tra 2011 e 2012 l' avevamo capito da circa un mese: i primi scricchiolii iniziarono con il pareggio di Catania, per poi diventare veri e propri campanelli d' allarme nella penultima uscita a Verona contro il Chievo. Che la corsa Scudetto non riguardasse più due squadre l' abbiamo invece capito solo ieri pomeriggio, al termine della gara contro il Bologna: un pareggio che ha il sapore della sconfitta, un punto di scarsissima importanza, perché tutti sapevano che la Juventus avrebbe fatto un sol boccone di questa Roma ancora acerba. La domanda è: merita di vincere il tricolore chi, nel momento cruciale della stagione, cade in balìa di squadre non certo irresistibili come Fiorentina, Bologna o lo stesso Chievo (nonostante la vittoria)? Diremmo: no, assolutamente. Eppure la situazione andrebbe analizzata in maniera più completa, prima di arrivare a conclusioni così affrettate.
Innanzitutto, la vera colpa della squadra di Allegri (o se vogliamo, di Allegri stesso, che di rimando non l' ha fatto capire ai suoi ragazzi) sta nel non aver saputo sfruttare a sufficienza l' unico momento di vero impaccio che la Juventus ha mostrato nel suo percorso: parliamo del periodo immediatamente successivo alla sosta natalizia, quando i bianconeri sembravano aver perso la brillantezza che li aveva contraddistinti fino a Dicembre. In quella situazione, Conte fu "bravo" a spostare l' attenzione su altri aspetti, come in occasione della trasferta di Parma, quando si lamentò platealmente di alcuni errori arbitrali che a suo giudizio stavano inceppando il giocattolo, denunciando addirittura una sorta di ostilità dell' intero sistema contro la sua squadra e interpretandola come un retaggio di Calciopoli. In Via Turati, però, scelsero di non far cadere inascoltate queste provocazioni e di rispondere colpo su colpo, perdendo forse di vista gli aspetti prettamente calcistici di una stagione che stava entrando nel momento clou (c' era ancora la Coppa Italia e un ottavo di Champions contro l' Arsenal). Probabilmente, se in quei frangenti i rossoneri avessero dato una decisa spallata ai rivali, a questo punto staremmo parlando di un' altra situazione. E' anche vero però che non tutte le cause di questo mancato allungo siano da ricercare a Milanello: pur in una situazione di una partita ogni tre giorni e di un' infermeria costantemente affollata, un energico spintone alla Juve i ragazzi di Allegri lo stavano ugualmente dando nello scontro diretto di San Siro, ma vennero fermati da un guardalinee in non brillantissima forma (per usare un eufemismo): il tecnico toscano sbaglia a ricordarlo in quasi ogni conferenza stampa, ma il suo collega pugliese forse ne sminuisce eccessivamente la rilevanza, considerando il contesto (analizzato sopra) in cui avvenne il tutto.
Gli equilibri del campionato si ristabilirono inevitabilmente da lì a poco, e grazie a questo abbiamo assistito ad un entusiasmante testa a testa, al quale però il Milan - e siamo alla "storia recente" di questa stagione - è arrivato in evidente debito d' ossigeno. A mio avviso due sono le cause che hanno portato ad un calo così brusco di prestazioni e risultati: gli infortunati che aumentano senza soluzione di continuità (dal n°1 Amelia al n°99 Cassano non c' è stato un giocatore che non abbia dovuto saltare almeno una partita per infortunio) e l' impegno su tre fronti (in particolare la doppia sfida col Barcellona ha prosciugato un' infinità di energie mentali e fisiche, alle quali si somma la delusione per una qualificazione che a 55 minuti dalla fine era in mani rossonere). Al contrario, la Juve ha ricaricato completamente le batterie, e se già sembrava una montagna quell' unico punto che separava le due squadre, ora per colmare le tre lunghezze di distacco forse non basterebbe nemmeno un miracolo.
Gli scenari possibili a questo punto sono due: assegnato lo Scudetto, il Milan può onorare fino in fondo il proprio campionato, magari togliendosi l' ultima, irrisoria, soddisfazione di vincere il derby, confidando anche, perché no, nella risolutezza di qualche guardalinee che, nel dubbio, convalidi un gol (al quarto tentativo). Oppure può sciogliersi come neve al sole, pensando già alla programmazione della prossima stagione. Se dovesse verificarsi la seconda ipotesi, non ci stupiremmo più di tanto, dato che già lo stesso Allegri nella conferenza stampa pre-Bologna aveva sottolineato quanto sarebbe stato devastante perdere ulteriori punti. Inoltre, fonti vicine all' ambiente rossonero riportano i mormorii di uno spogliatoio non più entusiasta della guida tecnica: che il Presidentissimo non ne fosse soddisfatto non era una novità, ma che serpeggiasse del malumore anche tra i giocatori, questo sì che suona veramente nuovo. Anche in questo caso serve equilibrio di giudizio: è vero che i tanti infortunati sono dovuti probabilmente anche alla preparazione estiva sbagliata, ma lo è altrettanto che poi il tecnico livornese ha dimostrato di essere all' altezza della situazione, inventando puntualmente ogni domenica una formazione diversa a seconda dei giocatori disponibili. Senza dimenticare che è difficile reggere tre competizioni (e magari vincerne qualcuna) con una manciata di parametri zero in sede di mercato e in rosa calciatori ormai prossimi al pensionamento (sportivo).

Nicolò Scotucci

DUE MONDI VICINI, MA DISTANTI ANNI LUCE

MENTRE A GENOVA ALCUNI TIFOSI GENOANI FACEVANO SOSPENDERE LA PARTITA, A WOLVERHAMPTON I SUPORTERS APPLAUDIVANO NONOSTANTE LA RETROCESSIONE.

Questo week-end di campionato, mi ha ispirato una domanda che ho deciso di porvi, cari lettori: " Secondo voi, è possibile sottolineare tutta la differenza che c'è tra il nostro calcio e quello inglese, attraverso due semplici immagini?"
Sebbene le discrepanze siano molte, dopo questo turno di calcio internazionale, raggiungere il mio scopo non potrebbe essere più facile.

La prima immagine che vi propongo è questa: ITALIA, GENOVA 22-apr. ore 16:10.
A Marassi si sta giocando Genoa-Siena. All'8 del secondo tempo, Giorgi firma il 4-0 per gli ospiti. Il Genoa è ora ad un solo 1 punto dalla retrocessione, complice anche il pareggio del Lecce con la Lazio.
I tifosi di casa non ci stanno ed ecco che si scatena il delirio: proprio come successe in occasione di Italia-Serbia, quando "Ivan il terribile prese in ostaggio" l'intero stadio, il prato di Marassi, più che di calcio, si trasforma in un campo di battaglia.
Sul terreno di gioco iniziano a piovere fumogeni e petardi. Alcune centinaia di tifosi rossoblu ( e non tutto lo stadio; è bene precisarlo!) costringono Tagliavento a sospendere la partita. Nessuno sa più cosa fare. Il presidente rossoblu Enrico Preziosi scende addiruttura in campo. Marco Rossi, capitano del grifone, viene scortato sotto la tribuna centrale, dove si sono appostati i "tifosi" ( chiamarli così è un eufemismo) più esagitati. La richiesta è una sola:" toglietevi la maglia! Non siete degni di indossarla". I gocatori cominciano a sfilarsela di dosso, ma Sculli non ci sta e dopo qualche parola scambiata con gli ultrà, riesce a calmarli.
Anche per ordine pubblico la partita riprende. Finirà 1-4, ma tutto ciò non è più calcio.

La seconda immagine che vi cito invece aiuta a capire meglio dove stia la differenza tra la concezione di "andare allo stadio"in Inghilterra e quella in Italia: INGHLTERRA, WOLVERHAMPTON 22-apr. ore 17:00
Allo stadio Molinieaux, si è appena concluso il match tra Wolves e Manchester City. Gli ospiti hanno vinto 2-0 grazie alle reti di Aguero e Silva, sancendo così l'aritmentica retrocessione dei Wanderers.
A questo punto, chi si aspetta fischi e contestazione, forse si è dimenticato di cambiare canale ed è rimasto su Genoa-Siena.
Appena dopo il fischio finale infatti, i 28 mila del Moliniaux applaudono la propria squadra e, sulle note di "Que serà serà", cantano "We will back in Premier League" ( "torneremo in Premier League").
I giocatori, con gli occhi lucidi al centro del campo, non possono che applaudire i propri splendidi tifosi.

Ad appena una settimana dalla scomparsa di Piermario Morosini, alcune persone hanno deciso di onorarlo e ricordarlo così. Un sentito "GRAZIE" dunque a coloro che anche ieri hanno contribuito a scrivere una pagina buia del nostro calcio.

Davide Bernardi

domenica 22 aprile 2012

LA DIFFERENZA STA NEL MEZZO


Ad inizio stagione tutti gli addetti ai lavori ritenevano questa Juve in grado di lottare al massimo per un posto in Champions League ma oggi, a cinque giornate dalla fine, è a più tre sul Milan e con mezzo scudetto cucito sul petto. Andando a scorrere la classifica marcatori si nota come il top scorer juventino sia Matri a dieci reti, mentre i rossonori possono vantare un killer d'area come Zlatan Ibrahimovic. Qual'è allora lo scarto che vale i tre punti di distanza? La differenza porta i nomi di quelli che giocano in mezzo al campo: Claudio Marchisio, Andrea Pirlo ed Arturo Vidal. Qualità, quantità e sopratutto 17 reti complessive, che permettono al popolo bianconero di sognare qualcosa che ad agosto non era neanche immaginabile. Non è un caso se il peggior momento della Juventus, tra febbraio e marrzo sia coinciso con il periodo meno brillante dei tre. Ce ne sono poche di linee mediane nel mondo capaci di poter proporre contemporaneamente tanta classe e tanta corsa, di certo nessuna di queste gioca in Italia. Il Milan numericamente è superiore ma sfido chiunque a dire che nella rosa rossonera ci sia un centrocampista attualmente migliore a uno di quei tre. A livello assoluto Boateng e Seedorf se la lottano, ma i continui acciacchi per uno e l'età che avanza per l'altro li rendono a mio punto di vista inferiori. Chissà cosa starà pensando Allegri dopo aver visto un Pirlo così, lui che scegliendo il centrocampo “muscolare” ha rinforzato enormemente la squadra che gli sta rubando sotto il naso uno scudetto che potevano perdere solo loro.

Nicolò Smerilli

MEISTERSHALE AL DORTMUND: IL CALCIO TEDESCO CAMBIA FILOSOFIA

I RAGAZZI TERRIBILI DI KLOOP CONQUISTANO IL SECONDO TITOLO CNSECUTIVO GRAZIE AL 2-0 AL M'GLADBACH

Il "Meistershale" 2011/12 si tinge di giallonero per la seconda volta consecutiva. Il Borussia Dortmund infatti, grazie al 2-0 al M'Gladbach,  26esimo risultato utile consecutuvo, ha conquistato il suo 8 titolo nazionale.
A trionfare da due anni in Bundensliga però, non è solo una realtà storica del calcio tedesco, ma la squadra che, forse meglio di tutte, esprime il nuovo "Deutsch Fussball", tutto giovani e fantasia.
I numeri del Borussia sono impressionanti: ben 19 giocatori sotto i 25 anni, di cui 8 titolari. Il tecnico giallonero Jurgen Klopp, giovane anche lui, ha saputo lanciare ragazzi come Mario Göetze (classe '92), Perisic e Kagawa ('89), Kevin Grosskreutz, Subotic, Hummels e Lewandowski('88).

Ma tutto questo, altro non è che il frutto di una rivoluzione politico-culturale iniziata nel dopoguerra, con le massicce ondate di immigrazioni ed entrata nel vivo alla fine degli anni '90, grazie alla modifica delle leggi sulla nazionalitá da parte del cancelliere Shroeder.
 A partire dal '98 infatti, la cittadinanza tedesca venne concessa anche in base al luogo di nascita, cosicchè a far parte della "Mannshaft" poterono entrare anche i figli degli immigrati. Ed ecco allora che con la maglia bianca della "Nationalelf" si iniziano a vedere giocatori come Miro Klose (origini polacche), Owomoyela (origini africane), Kedhira (padre tunisino), Mesut Ozil (origini turche) e i vari Mario Göetze e Marco Reus (già acquistato dal Dortmund per la prossima stagione), i cui nomi non hanno niente a che fare con la "deutsche sprache".
La nuova generazione multietnica ha finito inevitabilmente per influenzare l'intero sistema calcistico tedesco: forza fisica e compattezza non davano piú risultati soddisfacenti.

In un'intervista rilasciata al mensile spagnolo Panenka, Joachim Loew, attuale C.T tedesco, sottolinea come causa determinante in questo processo di rinnovamento, sia stato il fallimento nel 2002 della  Kirchgruppe, azienda detentrice dei diritti tv della Bundensliga. In quell'occasione le casse delle squadre tedesche, ad eccezione del colosso Bayern Monaco, si svuotarono e fu necessario ripiegare sui settori giovanili.
Col senno di poi, si può che non tutto il male viene per nuocere.

Davide Bernardi

MILAN-ERIKSEN: SI PUO' FARE!

PER CALCIOMERCATO.COM HA PARLATO MARTIN SHOOTS, AGENTE DEL GIOVANE DANESE: "MILAN? SOLUZIONE PERCORRIBILE"

 In occasione del corso di giornalismo sportivo, nato dalla collaborazione tra "Calciomercato.com" e "Football Workshop", è intervenuto Martin Shoots, agente del nuovo talento dell'Ajax, Christian Eriksen.

Intervistato dal caporedattore di "Calciomercato.com", Luca Talotta, l'agente del danese non si è sbottonato troppo sul possibile futuro del giovane assistito: "ora è un momento un pò delicato per parlare di mercato; manca poco al termine della Eredivisie e l'Ajax ha ottime possibilità di vincerla. Quindi in questo momento preferisco non aggiungere pressione al ragazzo".

L'ex telecronista olandese ha poi dichiarato: "Il Milan? è una soluzione interessante, una strada percorribile. Christian ha fatto bene in tutti i club in cui è andato in prova e quest'anno abbiamo rifiutato tra le altre, anche il Manchester City. Non so se sia già pronto per club così importanti, ma sicuramente ha le qualità per fare bene in tutti i campionati. In questo momento però il suo compito è quello di crescere nell'Ajax. "

Per i pochi che ancora non avessero sentito parlare di Christian Ericksen, è un centrocampista offensivo danese classe '92. Cresciuto nell'Odense, è approdato all'Ajax nel 2008, dove con la primavera ha segnato 13 gol in 10 partite. L'esordio in Eredivisie è arrivato il 17 gennaio 2010 contro il Nac di Breda. Ha segnato il suo primo gol in Europa il 17 febbraio 2011 in Europa League contro l'Anderlecht. Ai mondiali di Sud Africa 2010 è stato il giocatore più giovane a vestre la maglia della propria nazionale.

Paragonato da Martin Jol a due stelle come Van der Vart e Snejder, il suo cartellino è lievitato nelle ultime due stagioni: sarà difficile portarlo via da Amsterdam per una cifra inferiore ai 10 milioni di euro.

Davide Bernardi

venerdì 20 aprile 2012

IL PRONOSTICO: 36° GIORNATA DI SERIE B E 33° GIORNATA DI SERIE A


36° Giornata di serie B e 33° Giornata di Serie A

CROTONE - VERONA: GOL @1.70

Delicatissima sfida allo Scida di Crotone, dove si affrontano due squadre alla ricerca di punti, per motivi diversi. La squadra rossoblu di casa è probabilmente la formazione più in forma della Serie B, essendo imbattuto addirittura dal 31 Gennaio e reduce da tre vittorie nelle ultime quattro uscite, risultati che le hanno permesso di tirarsi fuori dalla zona calda. Tuttavìa i calabresi, a +6 dai playout, non possono dirsi del tutto tranquilli. Dall' altra parte troviamo un Verona fresco di primato, dopo il successo casalingo sul Bari, che non vorrà certamente fermarsi sul più bello, anche se il rendimento esterno di recente è stato piuttosto deludente. Ci aspettiamo una gara estremamente vibrante ed equilibrata, con almeno un gol per parte, considerati gli attacchi sicuramente in forma e le difese non attentissime.

NOCERINA - REGGINA: OVER @1.83

La Nocerina è ormai diventata sinonimo di gol e spettacolo, grazie ad una difesa non certo d' acciaio e ad un attacco sicuramente tra i più prolifici del campionato. Squadra campana sicuramente in un un momento di fiducia grazie ai nove punti nelle ultime quattro partite, ma la strada verso la salvezza è ancora impervia. Al San Francesco arriva una Reggina ormai tagliata fuori dalla corsa playoff, ma che in termini di "gol" e "over" non ha niente da invidiare a nessuno, potendo vantare addirittura il secondo attacco della B.

VICENZA - SAMPDORIA: 2 @2.00

Prepotente ritorno della Sampdoria, che, dopo una buona metà di stagione passata a sonnecchiare, adesso è tornata a dire la sua per un posto playoff. Sebbene il Vicenza si trovi nei bassifondi della classifica alla disperata ricerca dei punti, per i doriani la trasferta non sembra proibitiva, considerata la caduta libera intrapresa dai veneti nell' ultimo periodo (appena cinque punti nelle ultime otto). Quota a raddoppio quindi da prendere senza indugi.

EMPOLI - MODENA: 1 @2.15

Importante sfida salvezza al Castellani di Empoli, con Empoli e Modena distanziate da otto punti. I Toscani devono assolutamente fare punti per non lasciare allontanare troppo la salvezza diretta, attualmente lontana appena un punto. I canarini invece vivono una situazione relativamente più tranquilla, grazie soprattutto alla cura Bergodi (dal suo ritorno sulla panchina gialloblu, gli emiliani non hanno più conosciuto sconfitta). Proprio per questi motivi, ci attendiamo che le differenti motivazioni in campo possano fare la differenza, contando anche sui recenti buoni risultati dell' Empoli davanti al proprio pubblico (due pari e due vittorie).



CATANIA - ATALANTA 1 @2.25

Sabato sera alle 20.45 va in scena al Massimino quello che potremmo definire il" derby delle sorprese". La squadra rossoblu è attualmente a -7 dalla zona Europa League e probabilmete questa sarà l' ultima occasione per provare a centrare una qualificazione in Europa che passerebbe alla storia. L' Atalanta, invece, grazie allo splendido successo al san Paolo nell' ultima giornata, ha ormai centrato la salvezza e se non avesse avuto la penalizzazione si sarebbe potuta divertire anch' essa a sognare. Malgrado gli uomini di Montella abbiano avuto una flessione nelle recenti gare (appena due punti nelle ultime quattro), ci sentiamo di appoggiarli in questo anticipo serale, perchè davanti al proprio pubblico raramente hanno tradito le attese.

GENOA - SIENA: 1 @2.05

Autentica sfida salvezza al Ferraris: il Genoa si trova sorprendentemente al quart' ultimo posto in classifica, con appena due punti di vantaggio sul Lecce terz' ultimo, e nemmeno il ritorno in panchina di malesani sembra aver dato una scossa all' ambiente. Chi invece pensava di essere tranquillo, salvo doversi rituffare nuovamente nella corsa per evitare la B, è il Siena di Sannino, che ha visto alzarsi la famosa "quota-salvezza" a causa della recente vittoria del Lecce stesso in quel di Catania. Ora i toscani si trovano a +5 sulla zona retrocessione e uscire indenni da Marassi sarebbe l' ideale. Tuttavìa noi crediamo che questa gara possa rappresentare la svolta per il Grifone, che nessuno avrebbe mai pronosticato in quella zona di classifica ad inizio stagione.

FIORENTINA - INTER 1 @2.75

La Fiorentina è, insieme al Genoa, l' altra "nobile decaduta" di questo campionato, dato che anch' essa si trova a scacciare i fantasmi della retrocessione con appena tre punti di vantaggio sulla terz' ultima e un ambiente a dir poco incandescente. Purtroppo per i Viola, però, in questa partita da tutto per tutto scende al Franchi la nuova Inter di Andrea Stramaccioni, che seppur lontana parente della squadra di qualche anno fa, incute sempre timore. In questo delicatissimo incrocio, decidiamo di andare contro le quote offerte dai book e di appoggiare la squadra di Delio Rossi, convinti che da questa partita dipenda gran parte del suo destino.

JUVENTUS - ROMA: GOL @1.68

Chiudiamo con il big match di giornata! Allo Juventus Stadium si affrontano la capolista della Serie A e una Roma ancora alla ricerca della propria identità. Nonostante i numeri facciano credere ad una partita senza storia (e non solo i numeri, ma anche le quote), noi ci aspettiamo una partita combattuta, sulla falsariga di quella appena giocata dagli uomini di Conte contro l' altra squadra della Capitale. Non volendo fare azzardi sul segno finale, ci concentriamo sul numero dei gol: è vero che la Juve vanta la miglior difesa del campionato, ma l' attacco della Roma, se in giornata, può infastidire chiunque. Proviamo dunque la giocata con almeno un gol per parte.

Nicolò Scotucci

giovedì 19 aprile 2012

L'EMERGENTE: GIORGIO CAPECE

L'ULTIMA FORTEZZA MARCHIGIANA


L’Ascoli Calcio è l’ultima frontiera del calcio marchigiano che conta. Diversamente da alcune nobili decadute come l’Ancona e la Fermana , la società picena ogni anno dimostra di essere una bella realtà del campionato cadetto nazionale. Recetemente i bianconeri si sono affermati anche come una vera e propria fucina di talenti: Bellusci e Destro sono il fiore all’occhiello di un settore giovanile in forte crescita ma nell’ultimo anno ha iniziato a echeggiare anche il nome di Giorgio Capece. Capece, classe 1992, è un centrocampista centrale, un mix di sostanza ed eleganza. La carriera del ragazzo marchigiano inizia nelle due squadre del suo paese: Sangiorgese prima Borgo Rosselli poi. La svolta avviene nel 2003 quando al  Torneo Velox (un famosa competizione nella provincia ascolana) scende in campo con ragazzi del ’90 e del ’91, qui i dirigenti del picchio poggiano gli occhi su di lui e in estate lo portano alla casa-base. Fatta tutta la trafila nel settore giovanile dell’Ascoli, nel 2010 entra in una maxi operazione di mercato con il Catania che ne acquisisce la metà del cartellino. Nel 2011-2012, dopo aver concluso la preparazione con la squadra allenata da mister Castori, dopo sole due giornate di campionato passa con la formula del prestito alla Virtus Lanciano in Lega Pro. Il ragazzo in Abruzzo sta convincendo tutti quanti imponendosi come un protagonista assoluto dello stupendo campionato disputato fin qui dalla squadra allenata da Carmine Gautieri. Il 18 Aprile 2012 per la prima volta il giovane marchigiano viene convocato in azzurro sotto la guida di Luigi Di Biagio (allenatore dell’Under 20 italiana) che lo schiera subito titolare nel suo 4-3-3 contro la Danimarca. Nella selezione italiana spiccano i nomi di Camporese, De Luca e del milanista De Sciglio ma è proprio Capece con un gran tiro dai 25 metri a siglare una delle tre reti azzurre contribuendo così al successo finale per 3 a 1.

Nicolò Smerilli, Lorenzo Granatelli

LA STORIA CANCELLATA

I RANGERS DI GLASGOW, UNA DELLE SQUADRE PIU' ANTICHE AL MONDO, RISCHIA DI SPARIRE

L'orgoglio dei "Blue Noses"
La crisi colpisce anche il calcio: dopo 129 anni di storia i Glasgow Rangers sono falliti. Il 31 marzo scadeva il termine ultimo per presentare un piano di risanamento delle casse del club ma purtroppo non si sono trovati acquirenti disposti a coprire un buco di 100 milioni di euro. I Rangers in Scozia rappresentano molto più di una squadra: sono un istituzione. Insieme agli eterni rivali del Celtic danno vita a uno dei derby più caldi e sentiti d'Europa: l'Old Firm, la vecchia “ditta”. Un antagonismo che va ben aldilà del calcio e arriva a toccare temi ben più importanti come la politica e la religione. Difatti mentre la tifoseria del Celtic è per la gran parte cattolica e favorevole all'indipendenza i cugini sono protestanti e unionisti; tutto ciò fa si che questa sia la rivalità più sentita al mondo proprio perchè tifare per l'una o per l'altra squadra significa identificarsi con degli ideali di vita più che con una maglia. Secondo la Scottish Football Association (la federcalcio scozzese) gran parte della colpa del fallimento spetta all'attuale presidente Craig White, l'uomo che ha promesso e poi non mantenuto. White ha rilevato la squadra nel maggio dello scorso anno per l'irrisoria cifra di una sterlina e al momento dell' acquisto aveva rassicurato tutti i tifosi Blue Noses di poter tranquillamente effettuare un investimento di 18 milioni per saldare ogni debito dell'epoca. Il problema era che il presidente aveva dimenticato di avvisare la SFA sull'esistenza di un impedimento a presiedere la società: un'altra truffa finanziaria alle spalle. La cosa non è particolarmente piaciuta ai vertici della federazione che ha indicato White come persona non idonea ad avere un incarico nella lega. Tutti hanno tentato di eludere l'inevitabile: giocatori e tifosi. Quasi tutti i calciatori migliori hanno deciso di decurtarsi il 75% dello stipendio o anche più, i giovani hanno invece accettato una rescissione gratuita per aiutare le persone che hanno una famiglia da mantenere come lo staff che lavora nelle cucine. I tifosi  al contrario si sono adoperati fuori dallo stadio con una raccolta fondi aiutati anche dal super tifoso Sean Connery; qualche milione è stato raccolto,  ma tuttavia una cifra non sufficiente a coprire l'immenso debito. Neanche le altre squadre, però, possono permettersi di perdere un colosso come i Rangers. Si, perchè se il campionato scozzese continua ad andare avanti è grazie ai soldi che le pay-tv sganciano alla Lega soprattutto per assicurarsi la trasmissione dell' Old Firm, che da solo riceve il 65% della somma complessiva. Proprio per questo converrebbe a tutti salvare la squadra  capace di vincere 52 scudetti e 33 coppe nazionali. Se non si dovesse trovare uno “sceicco dell'ultim'ora” i Rangers sarebbero costretti a ripartire dalla quarta divisione e a vedersi revocati tutti i trofei conquistati. Sarebbe una ferita troppo profonda per i tifosi a cui non resta che aggrapparsi all'ultimo (inutile) derby vinto contro i cugini nonostante non servisse più a niente ai fini della classifica. Una squadra con un cuore così non può essere spazzata via.

Nicolò Smerilli

mercoledì 18 aprile 2012

DI CANIO PREPARA LA FESTA COL SUO SWINDON

A TRE TURNI DAL TERMINE, BASTERA' UN PUNTO AL SUO SWINDON PER LA PROMOZIONE ARITMETICA IN LEAGUE ONE

Paolo Di Canio non si smentisce mai.  Croce e delizia. Giocatore che ha  sempre diviso i tifosi delle proprie squadre e non solo: dai falli da rosso diretto in Premier League e il saluto fascita dopo il gol nel derby romano, al premio "Fair Play" e ai gol spettacolari. Colui che forse più di tutti, ha saputo essere, per citare la nostra rubrica, THE GOOD, THE BAD AND THE UGLY di tutte le squadre in cui ha militato, ci ha stupito ancora. A tre giornate dalla fine del campionato di quarta divisione inglese infatti, il suo Swindon Town si trova in testa alla classifica con 5 punti di vantaggio sullo Shrewsbury. E pazienza se in questo turno di campionato i tappi sono rimasti sulle bottiglie di Champagne a causa della sconfitta con l'Aldershot; basterà infatti un pareggio nel prossimo turno con il Gillingham per conquistare l'artimetica promozione.

Di Canio diventerebbe così il secondo tecnico italiano ad ottenere una promozione nel calcio inglese, dopo Di Matteo ( promosso col WBA tre anni fa). Nella sua esperienza nel mondo britannico, il tecnico romano ha saputo far sue, doti che certamente non l'hanno reso famoso, vedi adattabilità, flessibilità e diplomazia. Di Canio ha preso in mano una squadra retrocessa, privata dei suoi giocatori migliori e dopo un inizio difficile, con quattro sconfitte consecutive, ha saputo apportare alcuni accorgimenti tattici che hanno permesso allo Swindon di scalare la classifica. Ottimi risultati sono arrivati anche in Coppa di Lega, dove solo il Chesterfield in finale, ha saputo fermare gli uomini di Di Canio. Tra le sue vittime, anche il ben più blasonato Wigan, che nello scorso turno di Premier ha battuto l'Arsenal all'Emirates.
Ma si sa che che dietro ad un tecnico vincente c'è sempre un grande staff; in questo caso tutto italiano. Dal vice Fabrizio Piccareta, al preparatore atletico, Claudio Donatelli, fino al preparatore dei portieri Domenico Doardo.

Ma che Di Canio sarebbe se fosse tutto rose e fiori? Hanno fatto il giro d'Europa le immagini della lite con il suo attaccante Leon Clarke. Vari giornali hanno diffuso poi la notizia, addirittura di una rissa tra il tecnico romano e il suo giocatore, sedata solamente dal suo secondo.                                                                   Intanto i tifosi del West Ham, sognano già un ritorno del loro beniamino, questa volta da allenatore, per riportare nuovamente gli Hummers, nell'Inghilterra che conta. Nel frattempo Di Canio è già pronto a fare festa.

Davide Bernardi

martedì 17 aprile 2012

THE GOOD, THE BAD AND THE UGLY: 34ESIMA GIORNATA


 CI PENSA IL DERBY..

Doppia prova di forza per entrambe le squadre di Manchester, che a distanza di 24 ore l’una dall’altra frantumano le resistenze dei rispettivi avversari.
Non cambia nulla fondamentalmente in vetta, e questo contribuisce a caricare di attesa il derby tra le due squadre (in programma tra due turni) che potrà decidere le sorti della Premier League di quest’anno e probabilmente anche degli anni futuri, visto che un’affermazione del City potrebbe dare avvio a un nuovo ciclo, o comunque rinfrescare un po’ l’aria anglosassone che da 12 anni assegna titoli soltanto a United, Arsenal e Chelsea.
Sorprendente la lotta per la salvezza, dove vince il Wigan che aveva lo scontro più difficile (contro l’Arsenal), mentre perdono sia QPR che Blackburn che avevano avversari di metà classifica.
L’intera giornata è stata condizionata dalla FA Cup, che ha coinvolto quattro squadre e ha quindi forzato il rinvio di quattro gare all’1 e 2 maggio.

Il turno è stato aperto dalla sonora vittoria del Manchester City sul campo del Norwich. Citizens che partono malino e per poco non vanno sotto: Pilkington in contropiede calcia fuori di pochissimo e Lescott salva sulla linea un colpo di testa di Holt. Il City però si riprende: Silva recupera un pallone sulla tre quarti, dialoga con Aguero e poi allarga per Tevez che da fuori area spara in rete. Poco dopo arriva il raddoppio: Aguero serve Tevez sulla sinistra, che di tacco glie la restituisce per il tiro in porta che vale lo 0-2. In avvio di ripresa il Norwich accorcia le distanze con il destro di Surman che insacca una corta respinta della difesa. Ma è un fuoco di paglia, perché gli uomini di Mancini si scatenano. Ruddy salva su Yaya Tourè, ma l’Apache è in agguato per realizzare il tap-in di testa che vale l’1-3. E i Canaries crollano: Aguero in contropiede fa tutto da solo e col destro a giro firma il quarto gol. Un mollissimo retropassaggio di Bennett permette a Tevez di presentarsi davanti a Ruddy, scartarlo e poi depositare il quinto gol nel sacco. Johnson da fuori area colpisce la traversa, Aguero il palo e poi al 93’ arriva il sesto gol: Aguero crossa da destra per Clicy, palla rimessa in mezzo per Johnson e piatto destro in rete. Goodnight Norwich.
 La risposta dello United contro l’Aston Villa è altrettanto vigorosa, anche se il vantaggio arriva su una situazione dubbia: Ashley Young in area cerca il contatto con le gambe di Clark e ottiene il rigore. Dal dischetto Rooney non sbaglia ed è 1-0. Lo United poi affonda gli avversari: cross di Young dalla sinistra su cui non intervengono tre (!!) difensori dei Villans e Welbeck sul secondo palo insacca il raddoppio. Nella ripresa Rooney triangola con Valencia alle soglie dell’area grande, poi con la punta destra indirizza sul palo più lontano e segna. Nei minuti di recupero arriva il poker: Carrick taglia la difesa dell’Aston Villa con un filtrante verso sinistra dove c’è Nani che col mancino manda alle spalle di Given per il definitivo 4-0.
 Dopo aver sconfitto il Manchester United, il Wigan fa la seconda vittima illustre consecutiva e sconfigge l’Arsenal. In una gara condizionata dalle assenze per entrambe le squadre, partono forti i Latics e vanno subito in vantaggio: ripartenza sulla sinistra per Gomez che serve al centro uno smarcato Di Santo, che vince un rimpallo con Szczesny e poi segna a porta vuota. Tempo un minuto ed è di nuovo gol: Moses sfonda a sinistra sulla rivedibile difesa di Sagna e mette in mezzo per Gomez che segna lo 0-2. I Gunners però riescono ad accorciare: cross di Rosicky dalla destra, testa di Vermaelen e palla in rete. La gara sale di ritmi: Van Persie chiama Al Habsi a un difficile salvataggio, Djourou sciupa una buona occasione calciando fuori, mentre il Wigan in contropiede manca per due volte il colpo del ko, ma regge fino al 90’ e porta a casa il sesto punto in due partite.
 La gara tra acronimi della Premier, ovvero WBA e QPR, è vinta dal West Bromwich Albion, con un gol pazzesco di Dorrans da trenta metri a metà del primo tempo. Dopo il gol crescono i Rangers, che con Diakitè e Zamora sfiorano il pareggio. Di nuovo Zamora da distanza ravvicinata chiama Foster a un difficile intervento. Mackie sfiora il gol con un destro a incrociare da fuori area. Si rivede il West Brom nella ripresa: Odemwingie dalla destra serve Jones in area che prende il palo. L’ultima occasione è di nuovo per il QPR, ma il destro di Barton da fuori area sfiora la traversa e va sul fondo.
 Uno splendido Swansea batte un pessimo Blackburn 3-0 e si consolida su una tranquilla linea di galleggiamento in classifica. Al termine di un buon primo tempo arrivano due gol ravvicinati per i Cigni. Lo splendido mancino a giro di Sigurdsson dal vertice destro vale l’1-0. Sinclair dalla sinistra serve al centro Graham, che prolunga a destra per Dyer che di esterno destro fa 2-0. Nella ripresa Sinclair con un numero incredibile salta tre avversari sulla sinistra e poi mette in mezzo dove la tocca Sigurdsson che prende il palo, poi la palla carambola su Scott Dann e finisce in gol. Sotto di tre reti i Rovers cercano di non restare a secco e David Dann, l’ultimo a mollare, sfiora il gol di testa e poi colpisce il palo da fuori area. Ma il risultato non cambia e il Blackburn resta penultimo.

The Good: Carlos Tevez. La carica rabbiosa con cui il Manchester City sta lottando per il titolo passa anche dalla professionalità di Tevez, che dopo ¾ di stagione fuori rosa sta fornendo un contributo notevole alla causa di una squadra che prima l’ha estromesso dai giochi e che quest’estate molto probabilmente lo cederà. Hat-trick per l’Apache.
 The Bad: Johan Djourou. Il centrale dell’Arsenal deve sostituire lo squalificato Koscielny e sono dolori: rientra in difesa camminando in occasione del primo gol ed è corresponsabile della dormita collettiva sul secondo. Errori inammissibili a questi livelli.
 The Ugly: Ashley Young. Il gesto antisportivo della settimana è quello dell’esterno sinistro del Manchester United. Una splendida stagione macchiata da questa simulazione sullo 0-0. L’arbitro viene tratto in inganno e assegna il rigore. Probabilmente i Red Devils avrebbero vinto comunque, ma i dubbi che la partita potesse andare diversamente senza il rigore dell’1-0 restano.

RISULTATI

Norwich – Manchester City
1-6
52’ Surman – 18’, 73’ e 80’ Tevez, 27’ e 75’ Aguero, 93’ Johnson
Sunderland – Wolverhampton
0-0

Swansea – Blackburn
3-0
38’ Sigurdsson, 43’ Dyer, 63’ aut. Dann
West Brom – QPR
1-0
22’ Dorrans
Manchester Utd – Aston Villa
4-0
7’ rig. e 73’ Rooney, 44’ Welbeck, 92’ Nani
Arsenal – Wigan
1-2
21’ Vermaelen – 7’ Di Santo, 8’ Gomez

CLASSIFICA

Manchester Utd
82
Norwich
42
Manchester City
77
Stoke City (1 p. rec.)
42
Arsenal
64
Swansea
42
Tottenham (1 p. rec.)
59
West Brom. Albion
42
Newcastle (1 p. rec.)
59
Aston Villa (1 p. rec.)
35
Chelsea (1 p. rec.)
57
Wigan
34
Everton (1 p. rec.)
47
Queen’s Park R.
31
Liverpool (1 p. rec.)
46
Bolton (2 p. rec.)
29
Fulham (1 p. rec.)
43
Blackburn
28
Sunderland
43
Wolverhampton
23

Valerio Brutti

domenica 15 aprile 2012

IL RISPETTO PER LA SCOMPARSA DI UN GIOCATORE VALE SOLO I SOLDI SPESI PER ANDARE ALLO STADIO?

TIFOSI DIVISI DOPO LA DECISIONE DELLA FICG DI SOSPENDERE TUTTE LE GARE DI QUESTO WEEK-END

Quaranta euro per un biglietto. Una sessantina tra benzina ed autostrada.
Cari lettori: "un centinaio di euro, valgono il rispetto per un ragazzo di 25 anni, morto in un campo di calcio?"
La domanda non avrebbe nemmeno bisogno di risposta. Tuttavia, fuori da San Siro, teatro di quello che sarebbe dovuto essere il primo anticipo del 33esimo turno di serie A (Milan-Genoa), molti tifosi hanno contestato la decisione della FIGC di sospendere tutti gli incontri di questo week end.
Alcune persone hanno avuto il coraggio di dire : "lo sport va avanti, non è che lo riportiamo in vita così, la partita non doveva essere sospesa"! e ancora: "Non devono farlo sapere dieci minuti prima dell'inizio"! A questo punto a sorgermi spontanea è un'altra domanda: "signore e signori, ci troviamo ancora sul pianeta terra? siamo nel 2012 o siamo tornati indietro di un secolo?".
Con dichiarazioni ed idee di questo genere infatti, si dimostra un'enorme mancanza di rispetto, non solo verso il povero Morosini, ma anche verso tutti i compagni e amici che lo conoscevano. Tra i moltissimi personaggi  che non hanno mancato di esprimere il proprio cordoglio per la perdita di un collega, ma soprattutto di un amico, ricordiamo solamente i vari Muntari, Mauri e Isla che giocarono con lui nell'Udinese.

In che modo, un qualsiasi giocatore o tifoso, in caso di mancata sospensione di tutte le partite, avrebbe potuto esultare e gioire, dopo un gol o una vittoria? Forse, nonostante la miriade di informazione forniteci in tempo reale da i vari media, a queste persone non è del tutto chiaro quello che è successo: un ragazzo di 25 anni, già colpito da varie tragedie familiari, ha perso la vita su un campo di pallone per un attacco cardiaco!
 Per nostra scelta, abbiamo deciso di non addentrarci nelle polemiche riguardanti il tardivo soccorso dell'ambulanza, bloccata all'entrata da una macchina della polizia municipale, in quanto le reti tv hanno speso e spenderanno fiumi di parole sull'argomento.
Permetteteci però di fare una sola osservazione, : "è mai possibile che in uno stadio come quello di Pescara, dotato di un'ampia pista d'atletica, dopo appena un mese dal caso Muambà, sia necessario aspettare sei minuti e mezzo un ambulanza, proveniente dall'esterno dell'impianto?" Ricordiamoci che in Inghilterra la presenza di un defibrillatore a bordo campo è obbligatoria (contributo essenziale a questa norma, la diede Josè Mourinho, dopo l'incidente occorso a Cech nel 2006 ). Deve sempre perdere la vita qualcuno, prima di capire certe cose?

Davide Bernardi

Non è un errore ne tanto meno una mancanza: il titolo non c’è. Fuori luogo, inappropriato, quello della nostra rubrica per questo turno di serie B.  Da ieri infatti un cuore non batte più, il cuore in questione è quello di Piermario Morosini  giocatore venticinquenne del Livorno, che durante il match con il Pescara si è accasciato al suolo per un arresto cardiaco. 
A nulla è valsa la corsa in ambulanza all’ospedale del capoluogo abruzzese, Morosini è stato dichiarato deceduto intorno alle 17.
Lo sgomento e l’attesa, misti alla paura ed infine alla tragedia sono stati i sentimenti prevalenti di questa giornata di serie b, niente esultanze, niente boati di gioia, solo silenzio e disperazione.
Tutto il calcio italiano così si ferma: annullati tutti gli incontri di questa giornata, dalla serie a ai campionati minori, decisione presa con tempestività dalla lega calcio. Così in questa domenica senza pallone ricorderemo tutti Piermario Morosini, nato a Bergamo il 5 aprile 1986, cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta passa poi all’Udinese dove fa il suo esordio in serie a nella stagione 2005-2006. Inizia poi un pellegrinaggio tra Bologna, Vicenza e Padova; nello scorso mercato di gennaio passa infine al Livorno. Da ricordare anche una breve parentesi nella nazionale under 21 nel 2006.
Per dovere di cronaca diamo solo i risultati di questa 35esima giornata di serie b:

Juve Stabia- Padova     2-0   (venerdì)
Cittadella- Ascoli           1-3
Grosseto- nocerina       1-2
Gubbio- Vicenza            1-1
Sampdoria- Brescia      2-0
Pescara- Livorno                     (sospesa)
Verona- Bari                 4-1
Modena- Varese          2-2
Reggina- Crotone      1-1

Non si disputeranno i posticipi Torino- Sassuolo ed Albinoleffe- Empoli.

Partecipi del dolore di questa giornata non rimangono parole da aggiungere se non un sincero : “ Ciao Piermario!”

Elia Moscardini

sabato 14 aprile 2012

THE GOOD, THE BAD AND THE UGLY



LO SPIRAGLIO
 
Così come il ribaltone pro-United era arrivato quando meno ce lo si aspettava (Swansea – Man City), anche la riapertura dei giochi arriva in occasione di un match dato per abbordabile. La trasferta a Wigan dei Red Devils sembra dare nuova linfa al campionato. E di certo ne da’ alla squadra di Mancini, che in una notte sola ritrova la buona performance di squadra e qualche speranza in più con cui poter lottare.
 La vittoria del Manchester City con il WBA arriva grazie a un Aguero devastante fin dai primi minuti. E’ proprio il Kun a sbloccare l’incontro con un destro da fuori area dopo essersi portato a spasso mezza difesa. Ed è ancora l’argentino a raddoppiare, con un destro sul palo lontano dopo aver triangolato a ridosso dell’area con Nasri. Da un’azione quasi identica nasce il terzo gol: triangolazione con Nasri, ma questa volta Aguero la serve al centro dove Tevez spara in rete. L’Apache mancava sul tabellino marcatori dal maggio del 2011. Pochi minuti dopo cala il sipario: un inarrestabile Aguero recupera palla sulla tre quarti e lancia Silva a tu per tu col portiere, cucchiaio e 4-0. Sipario, applausi.
 A infliggere la seconda sconfitta del 2012 allo United ci pensa il Wigan, autore di una prova sorprendente. I Latics passano in vantaggio già alla mezzora con un gol di testa di Moses su calcio d’angolo, annullato dall’arbitro per un presunto fallo di Caldwell su De Gea (non confermato dai replay). Ma i padroni di casa l’1-0 lo trovano ugualmente, grazie a un calcio d’angolo battuto corto che libera lo splendido destro a giro di Maloney che si spegne in fondo al sacco. Il Wigan sfiora il raddoppio due volte nella stessa azione con Diamè (respinto) e con Moses (fuori di poco). Il Manchester United ha in un tiro centrale di Welbeck l’unico sussulto di una gara ampiamente sottotono.
 Ci sarebbe da chiedere il rimborso del biglietto per gli spettatori del Molineux: dura solo dieci minuti la partita del Wolverhampton contro l’Arsenal. A condannare i Lupi è una pessima idea di Bassong che dopo 8’ spinge da dietro Walcott lanciato a rete: rigore ed espulsione. Dal dischetto Van Persie segna col cucchiaio e per i Wolves si fa in salita. Altri cento secondi e i Gunners raddoppiano, con Walcott che triangola con Van Persie e poi col piatto destro fa 2-0. Dopo è pura accademia, con l’Arsenal che rinuncia ad infierire. L’unica occasione degli Orange è un colpo di testa di Kevin Doyle che chiama Szczesny a una difficile deviazione in angolo. Allora l’Arsenal schiaccia nuovamente sull’acceleratore e trova ancora la rete: Song va sul fondo a sinistra e serve all’indietro Benayoun che di destro realizza lo 0-3.
 Ad avvalorare le quotazioni europee dei Gunners ci pensano Tottenham e Chelsea, che rallentano nella corsa al terzo posto. Il Tottenham perde in casa col Norwich per 1-2. Passano fortunosamente in vantaggio i Canaries, con Pilkington che vince due rimpalli in area e trova il fondo della rete. Lo splendido assist di Livermore da metà campo lancia Defoe in profondità che scavalca Ruddy col cucchiaio e fa 1-1. Gli Spurs sfiorano il vantaggio con Assou-Ekotto in area (prodigio di Ruddy per deviare in angolo) e Bale (sinistro a giro sulla traversa). E poi vengono immeritatamente puniti dal destro potente di Bennett da fuori area che regala i tre punti al Norwich.
 Il Chelsea viene fermato dal Fulham sull’1-1. Passano in vantaggio i Blues con il rigore assegnato per il fallo di Murphy su Kalou. Dal dischetto Lampard fa 0-1. Gli uomini di Di Matteo sfiorano il raddoppio col colpo di testa di Kalou fuori di poco. Allora i Cottagers spingono, ma il colpo di testa di Hughes viene deviato con un miracolo da Cech. Ma sul seguente angolo Dempsey si libera di Terry e di testa fa 1-1.
 Prosegue il momento positivo del Newcastle che sconfigge un buon Bolton e supera il Chelsea al quarto posto. Bolton due volte vicino al vantaggio, con Eagles e Mark Davies, ma Krul fa buona guardia della sua porta. Poi ci pensa Ben Arfa, con una cavalcata di 50 metri palla al piede in cui salta quattro uomini e poi con la punta sinistra castiga Bogdan. Il raddoppio arriva in contropiede, con Ameobi che scappa sulla destra e serve al centro per il solito Cissè che chiude i conti.
 Torna a vincere il Liverpool, e lo fa in una giornata in cui sembrava provare a far di tutto per perdere contro il Blackburn. Partono forte i Reds, o meglio partono malissimo i Rovers, che si fanno sorprendere su un calcio d’angolo in loro favore: palla persa e lancio di 70 metri di Skrtel che trova Bellamy sulla destra, palla al centro per Maxi Rodriguez e gol. Tempo tre minuti e raddoppiano: Robinson para un tiro di Carroll, ma Maxi Rodriguez insacca la respinta. Sembra tutto in discesa ma ci la difesa del Liverpool a riaprire la partita: retropassaggio osceno di Flanagan recuperato da Yakubu, che viene steso vistosamente da Doni. Rigore ed espulsione per l’ex romanista. Entra Jones dalla panchina e para il penalty allo stesso Yakubu. Ma il Blackburn accorcia le distanze poco dopo con il colpo di testa di Yakubu su punizione di Dann. E trova il pareggio su un pasticcio di Jones: rinvia addosso a Yakubu e poi lo spinge a terra. Rigore e giallo. Dal dischetto Yakubu questa volta non sbaglia e pareggia. Nonostante l’inferiorità numerica il Liverpool spinge fino alla fine: Agger va a spizzare di testa per Carroll che sempre di testa trova il 2-3 all’ultimo respiro.
 Aston Villa e Stoke si dividono la posta in palio con un pareggio per 1-1. Passano in vantaggio i Villans con uno splendido destro a girare di Weimann che dal vertice sinistro trova l’1-0. Il pareggio arriva su punizione: Pennant dal lato corto di destra serve in mezzo per l’incornata di Huth che fa 1-1. Nel finale l’arbitro annulla allo Stoke il gol vittoria di Shawcross per un presunto fallo di Huth su Collins.
 L’Everton sconfigge il Sunderland con una ripresa travolgente. Gueye segna il primo gol raccogliendo una respinta di Mignolet su Osman, poi si scatena a un quarto d’ora dalla fine e fa tre gol in sei minuti. Destro a giro dal limite di Pienaar per il 2-0, gol identico per Osman e 3-0, e incursione di Pienaar sulla destra per poi servire Anichebe al centro che fa 4-0.
 Terza vittoria consecutiva in casa per il QPR, che si tira fuori momentaneamente dalla relegation zone sconfiggendo lo Swansea. Sono i gallesi i primi a sfiorare il vantaggio con Sinclair in una mischia su calcio d’angolo. Ma tre tiri da fuori area fanno gioire Loftus Road. Comincia Barton con una stilettata di destro, prosegue Mackie con un bel mancino dopo un’azione personale e poi conclude Buzsaky per il 3-0 finale.


The Good: Sergio Aguero. L’argentino del Manchester City è presente in tutti i gol della squadra, non si ferma mai e non si accontenta mai. Emotivamente c’era bisogno di una scossa per provare a riprendere lo United e lui l’ha data.
The Bad: Tim Ream. Il difensore del Bolton è tra i birilli saltati da Ben Arfa (anche se era comunque difficile fermarlo) sull’1-0 e si fa spostare da Ameobi in occasione del 2-0 senza opporre una fiera resistenza. Pochi errori, ma entrambi decisivi.
The Ugly: Alexander Doni. Il portiere del Liverpool non cerca nemmeno il pallone sul dribbling di Yakubu e il Liverpool deve giocare tutta la partita in inferiorità numerica e col terzo portiere. Un momento di follia che poteva costare carissimo ai Reds.

RISULTATI

Newcastle – Bolton
2-0
73’ Ben Arfa, 83’ Cissè
Aston Villa – Stoke City
1-1
32’ Weimann – 71’ Huth
Everton – Sunderland
4-0
52’ Gueye, 75’ Pienaar, 76’ Osman, 81’ Anichebe
Tottenham – Norwich
1-2
33’ Defoe – 13’ Pilkington, 67’ Bennett
Fulham – Chelsea
1-1
82’ Dempsey – 45’ rig. Lampard
Blackburn – Liverpool
2-3
36’ e rig. 61’ Yakubu – 13’ e 16’ Maxi Rodriguez, 91’ Carroll
Wigan – Manchester Utd
1-0
51’ Maloney
Manchester City – West Brom.
4-0
6’ e 54’ Aguero, 61’ Tevez, 64’ Silva
Wolverhampton – Arsenal
0-3
9’ rig. Van Persie, 11’ Walcott, 69’ Benayoun
QPR - Swansea
3-0
45’ Barton, 55’ Mackie, 67’ Buzsaky

CLASSIFICA

Manchester Utd
79
Sunderland
42
Manchester City
74
Stoke City
42
Arsenal
64
Swansea
39
Tottenham
59
West Brom. Albion
39
Newcastle
59
Aston Villa (1 p. rec.)
35
Chelsea
57
Queen’s Park R.
31
Everton
47
Wigan
31
Liverpool
46
Bolton (1 p. rec.)
29
Fulham
43
Blackburn
28
Norwich
42
Wolverhampton
22

Valerio Brutti