Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
Visualizzazione post con etichetta Mazzarri. Mostra tutti i post
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sabato 25 maggio 2013

EDITORIALE INTER - MI STRAMA, NON MI STRAMA, MI STRAMA..NON MI STRAMA!!

ORA E' UFFICIALE: STRAMACCIONI ESONERATO. COMINCIA L'ERA DI MAZZARRI.

Colpo di scena? No di certo. Nonostante le svariate conferme arrivate direttamente da Massimo Moratti, negli ultimi mesi ormai era chiaro a tutti come sarebbe finita questa stagione orribile.
Le conferme “scontate” arrivate dopo ogni sconfitta parevano sempre meno veritiere e più di cortesia, con il fine di non rendere ancora più invivibile l'atmosfera alla Pinettina. Stramaccioni oltre ad essere un tecnico di sicuro avvenire è anche un uomo intelligente, di sicuro avrà intuito che qualcosa stava cambiando e i suoi continui “Ringrazierò sempre Moratti per la possibilità che mi ha dato” e “Dovete chiedere al presidente” risuonavano come richieste di un'altra chance.

Giusto esonerare Andrea Stramaccioni? Si, ormai l'allenatore non era più seguito dalla squadra e nonostante tutte le sfortune che hanno colpito la società meneghina durante questa annata era improponibile una sua ricandidatura, l'importante è che non sia l'unico a pagare. Il luogo comune della poca esperienza imputatogli sin dal giorno della sua scelta ha infine influito in modo negativo sulla sua prima esperienza da allenatore professionista. Una cosa è allenare il Barcellona, una società con un programma decennale ben preciso e un'altra è allenare una società come l'Inter, con una dirigenza allo sbaraglio che nei momenti di difficoltà lascia completamente solo l'allenatore. É innegabile che l'Inter abbia rovinato tutto ciò che era riuscita a costruire per vincere il triplete, ma nel corso degli ultimi mesi sembra che ci possa essere una svolta societaria. Gli indizi che portano a ciò sono l'ingaggio di dirigenti con un ruolo ben preciso, come ad esempio il contestatissimo Fassone, che svolge un ruolo atto alla costruzione di un nuovo stadio di proprietà, oppure i continui colloqui (sempre smentiti) di possibili acquirenti con gruppi azionari esteri.
I tifosi hanno invocato più volte la testa di Marco Branca, con ogni probabilità non sarà licenziato come il tecnico romano, ma sarà limitato il suo potere. Un altro (giusto) luogo comune è l'assoluto bisogno di un uomo forte che faccia da collante fra squadra e società. Fra allenatore e presidente: l'uomo alla Galliani o alla Oriali per intenderci.

Poteva essere gestita meglio la situazione allenatore? No, per una volta l'Inter ha riconfermato davanti alla stampa un suo addetto prima che la stagione finisse. Probabilmente Moratti aveva già maturato questa decisione, ma al contrario degli ultimi esempi recenti di Benitez e Gasperini sono state dette bugie a fin di bene. I giocatori non si sono certo prodigati per difendere il loro allenatore, Zanetti dopo l'operazione rispose in modo freddino riguardo al suo tecnico, Guarin non ha risparmiato bordate sulla scelta di farlo giocare fuori ruolo, e infine Cambiasso con le ultime dichiarazioni: “Gli allenatori e i giocatori passano, l'Inter resta”.
La speranza ora è che al prossimo allenatore sia concessa la possibilità di sbagliare e anche perché no un po' di... fortuna. All'Inter arriva Mazzarri, un allenatore con un potere decisionale forte e con una personalità spiccata, quello che serve per rilanciare una squadra defraudata di ogni traguardo e ambizione. Per il bene dell'Inter in questo momento serve più di Stramaccioni.

Giammarco Bellotti
@Giambellotti on Twitter

domenica 12 maggio 2013

UN LALLALÀ, QUESTO È IL VALZER DEL..MAZZARRINO..

DALLA SCELTA DEL TECNICO TOSCANO DIPENDE IL FUTURO DI PIÙ ALLENATORI

"Il vento suonava un bel valzerino, così il..MAZZARRIno si mise a ballar.."
Basterà una prima nota perché il ballo che vede in pista sei allenatori e sei società, stravolga il volto della nostra serie A.

Com'è intuibile molto dipenderà dal primo passo di Valzer (ops!) Mazzarri; il tecnico toscano sembra aver capito che, complice l'ormai probabile partenza di Cavani, il suo ciclo a Napoli è finito. Meglio cingere ai fianchi una nuova compagna, la Roma, per tre anni (2,2 mln a stagione) che la vecchia per due (3,5 l'anno, la proposta di De Laurentiis).

In conseguenza della scelta di Mazzarri, piroetteranno gli altri tecnici. Per "portare" la ballerina partonepea i candidati sono vari, primo fra tutti Vincenzo Montella, napoletano di nascita e ballerino che ha saputo far volteggiare benissimo le proprie precedenti compagne, che fossero vestite di rosso azzurro o di viola.
Il nome dell'Aeroplanino é stato accostato anche all'Inter, non più così sicura di volersi affidare ancora alle mani di Stramaccioni.

Altro nome papabile per la dama di De Laurentis a questo punto diventa quello di Max Allegri, dato
molto vicino alla Roma fino a qualche settimana fa, potrebbe invece lasciare la pista da ballo di Milanello per quella di Castel Volturno, considerando anche le continue critiche arrivategli dal coreografo di Arcore.
Dalle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Allegri però ("Non parlo del futuro perché sono sposato con il Milan") si capisce come nemmeno l'Acciughino sappia su quale panchina andrà a sedersi.
Non dimentichiamoci infine di Francesco Guidolin, che sebbene abbia detto di voler rimanere a Udine, ha anche aggiunto che comunque si sentirebbe all'altezza di guidare una piazza importante come quella Napoletana.

Come vedete la pista è pronta, ci sono anche i ballerini, non resta che fare le coppie..un lalla un lalla un lallalà..

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

mercoledì 17 aprile 2013

MILAN: "ALLEGRI, DESTINATION..UNKNOWN!"

LA ROMA RIMANE SEMPRE ALLA FINESTRA, IL NAPOLI SEMBRA ESSERSI FATTO AVANTI, MENTRE IL MILAN..

Dopo un traumatico inizio di stagione, con appena 8 punti raccolti dopo le prime 7 giornate, il Milan di Allegri è riuscito a riprendersi, trovando nel 4-3-3 quell’assetto giusto che ha permesso alla società rossonera di risalire fino al 3° posto.  

Ad oggi però, sono tanti i rumors riguardanti il tecnico livornese. La Roma sembra abbia davvero proposto un contratto dalla durata di 3 anni, mentre arriva dal post Milan-Napoli la notizia di un incontro da “Giannino” tra il Presidente dei Partenopei e lo stesso allenatore. Cosa si siano detti, al momento rimane un grosso interrogativo, visto anche il futuro incerto di Walter Mazzarri.

Intanto, nello spogliatoio milanista, qualche segnale di scricchiolamento della panchina di Allegri sembra esserci stato: nei giorni che hanno preceduto il big-match di domenica, ci sono state delle dichiarazioni di un Boateng poco contento del suo continuo cambio di ruolo; infine la panchina di El Shaarawy, nonostante la squalifica di Balotelli, ha alzato un autentico polverone intorno alla società di Via Turati.
Il tecnico ha definito l’esclusione del giovane attaccante savonese, come una scelta puramente tecnica, in quanto ha dichiarato di averlo visto “mentalmente scarico” durante la settimana. 
Il giorno dopo sono arrivate le parole proprio di El Shaarawy sulla questione: il ragazzo dice di aver condiviso la scelta del Mister e che si metterà a lavorare per tornare ai livelli d’inizio stagione, specificando che andare in panchina dopo una stagione da titolare all’età di 20 anni, non deve e non può essere un problema.

Voci di giornata, invece, raccontano di un interesse in casa Milan per Prandelli, ma solo dopo i Mondiali brasiliani della prossima estate, ovvero 2014, proprio l’anno in cui scadrà il contratto tra Allegri ed il Milan.
Chissà se il tecnico di Livorno sarà disposto ad aspettare fino alla scadenza del contratto o se abbia già pronta la valigia “Destination…Unknown”, almeno fino ad oggi.

Ugo Mega
@Superughish

lunedì 15 aprile 2013

FLAMINI ILLUMINA SAN SIRO, PANDEV LO SPEGNE: MILAN-NAPOLI FINISCE 1-1, AZZURRI SEMPRE A +4

LA SFIDA PER IL SECONDO POSTO SI RISOLVE IN 3 MINUTI: AL FRANCESE, POI ESPULSO, RISPONDE SUBITO IL MACEDONE. ROSSONERI SPENTI E POCO PRODUTTIVI.

Film già visto. Non è la prima volta che un big match tanto atteso e tanto sentito, fondamentale in questo caso per la conquista del secondo posto e per l’accesso diretto alla prossima Champions League, risulti nel complesso deludente. Vedetela un po’ come il secondo capitolo di una saga che, dopo il positivo debutto, non rispecchia le aspettative del pubblico. Il 2-2 dell’andata in questo senso, pirotecnico e dall’andamento inatteso, è stato certamente più divertente e appassionante dello scialbo 1-1 andato in scena ieri a San Siro tra Milan e Napoli. Flop.
Flop di un Diavolo che, apparso poco creativo e lento nel ribaltare l’azione per far male alla difesa partenopea, ha consentito al Napoli di guadagnare un pareggio preziosissimo in ottica secondo posto e mantenere il vantaggio di 4 lunghezze acquisito sui rossoneri.

Se il copione prevedeva con ogni probabilità la presenza di un attore protagonista come Stephan El Shaarawy, ecco la mossa da regista eclettico (firmata ovviamente Massimiliano Allegri) che non ti aspetti: fuori il Faraone, dentro Robinho, pronto a fare compagnia in fase offensiva a Pazzini e Boateng. Scelta quantomeno discutibile, giustificata dal tecnico rossonero con la volontà di far riposare il suo numero 92 dopo averlo visto stanco e non all’altezza in occasione degli ultimi match disputati. L’importanza dell’appuntamento e l’assenza di un top player come Balotelli, tuttavia, avrebbero ritenuto consigliabile l’utilizzo dal primo minuto di uno dei protagonisti principali della stagione rossonera, entrato poi sul terreno di gioco a soli 15’ dal termine.

Non casualmente, infatti, il Milan è risultato poco produttivo in zona offensiva. Robinho è stato ancora una volta impalpabile, Boateng costretto ad uscire dopo poco più di mezz’ora per fare spazio ad un Niang addormentato, pasticcione e quasi svogliato; Pazzini protagonista del solito, importante lavoro sporco non premiato però dai pochi fischi arbitrali ricevuti a favore e, soprattutto, dai pochi palloni recapitatigli dai compagni. Proprio in questo senso pare da rivedere un’altra decisione di Allegri: schierare Abate e non De Sciglio, in un ottimo stato di forma e notoriamente più abile nel fornire dalla fascia cross invitanti per la rapacità d’area di rigore del numero 11 rossonero.

Nella prima frazione di gioco, segnata dal botta-risposta Flamini-Pandev e dalle buone chance da rete per Boateng e Cavani, il Milan si è fatto sorprendere difensivamente in più di una situazione, soffrendo i fraseggi stretti dei partenopei al limite dell’area di rigore e lasciando troppi spazi  invitanti agli uomini di Mazzarri. La ripresa ha detto ancor meno: poche palle gol per ambo le squadre ed espulsione diretta di Flamini, per un intervento duro su Zuniga, come episodio principale.

Difficile valutare positivamente la prestazione della squadra rossonera, ai limiti della sufficienza e con Flamini, espulsione a parte, probabilmente migliore in campo. Il Napoli, dal canto suo, si è dimostrato solido difensivamente ed ha giocato un match attento, facendo leva sulla posizione insidiosa tra le linee di Hamsik e rispondendo immediatamente al vantaggio rossonero. Risultato finale, nel complesso, giusto.

Per la squadra di Allegri, ora, la missione secondo posto si complica. I punti da recuperare al Napoli sono 4, esattamente gli stessi che dividono i rossoneri dalla Fiorentina 4° classificata. Puntare in alto è bene, guardarsi dietro altrettanto. Un terzo posto da difendere, un secondo da attaccare: per farlo, settimana prossima, ci sarà la Juventus. Certamente non la più semplice delle partite, sicuramente un’occasione per poter trovare un risultato importante che dia morale all’ambiente. Dopo due pareggi che sanno di occasione persa, serve reagire. E magari riproporre, con lo stesso risultato, il film dell’andata: perché i grandi classici, in fondo, non deludono mai..

Simone Nobilini
(@SimoNobilini on Twitter)

venerdì 1 marzo 2013

NAPOLI E JUVE SI SPARTISCONO LA POSTA, MA A SORRIDERE E' CONTE

PAREGGIO GIUSTO TRA NAPOLI E JUVE: LE DUE SQUADRE SI DIVIDONO UN TEMPO A TESTA

La partitissima del San paolo, al quale addirittura Maradona ha voluto assistere, si è conclusa con un (giusto) pareggio che fa sicuramente più comodo a Conte che non a Mazzarri.

Il Napoli ha cercato di partire forte, di fare la gara dal primo minuto, portando un pressing altissimo fin dal rinvio di Buffon. La Juve però è stata brava ad eludere la pressione dei partenopei, prendendo subito il controllo del gioco e andando anche in vantaggio dopo 8 minuti con un colpo di testa di Chiellini.
Conte ripropone l'idea della gara col Siena: Giovinco prima punta e Vucinic seconda che viene incontro ai centrocampisti. La mossa ha funzionato, i centrali del Napoli, soprattutto nel primo tempo, hanno sofferto i movimenti continui dei due attaccanti bianconeri, che non hanno mai offerto punti di riferimento.
Almeno fino al 43', minuto del gol di Inler, la Juve ha gestito molto bene la partita: rapida nelle ripartenze una volta recuperata palla, precisa nella gestione del pallone e molto efficace nei ripiegamenti difensivi, quando il Napoli superava il primo livello del pressing juventino.
Il Napoli ha accusato il gol subito a freddo, commettendo molteplici errori in fase di impostazione, di cui però la Juve non ha saputo approfittare. Proprio da una possibile occasione nata da un errore di Britos e non sfruttata da Giovinco, è invece scaturito il contropiede del Napoli che ha fruttato il pareggio.
Fine del primo tempo dunque piuttosto frizzante, anche a causa di un episodio sanzionato solo in parte da Orsato: dopo vari battibecchi, Cavani ha rifilato una gomitata in pieno volto a Chiellini. Sarebbe stato da espulsione diretta, ma l'arbitro ha preferito ricorrere solo al giallo.

L'inizio della seconda frazione di gioco non è brillante ne da una parte ne dall'altra: le due squadre si studiano, gli errori in palleggio sono vari e complice Orsato che non lascia correre quasi niente, il gioco ne risulta parecchio spezzettato.
Entrambe le squadre, anche nella seconda frazione danno poca profondità e quindi la soluzione da lontano è quella più utilizzata: Vucinic e Hamsik sono andati vicino al gol. Soprattutto al 28' quando su una respinta di Buffon, da due passi Dzemaili non è riuscito a trovare la porta
Il Napoli ci ha provato più di cuore che non razionalmente: la Juve ha dimostrato di soffrire molto i corner e soprattuto le seconde palle che da essi sono nate.
Il secondo tempo si è giocato sulla falsa riga del primo, i ventidue in campo hanno alternato periodi di gestione del pallone a periodi di attesa.
Entrambe le formazioni si sono difese con ordine e anche nei casi di ripartenze, le retroguardie hanno saputo mantenere una certa organizzazione, soffrendo poco o nulla.
I cambi non hanno praticamente influito, Conte negli ultimi minuti di garaè passato al 5-4-1 con Matri unica punta, accontentandosi dunque di un pareggio che sicuramente fa più comodo ai bianconeri che non agli azzurri.
Per quanto riguarda i singoli, molto bene Chiellini, Giovinco, che da continuità alla prestazione col Siena e soprattutto Peluso, schierato sulla fascia come a Glasgow e come allora autore di una prova generosa e di qualità. Tra i partenopei invece, molto bene Campagnaro e Maggio, apparso in netta ripresa fisica.

Al termine del big match del campionato, l'unico cambiamento scaturito da questa partita è il vantaggio della Juve negli scontri diretti, in virtù del quale i punti di distacco non sono più 6, ma 7.

Davide Bernardi
DavideBernardi6 on Twitter

ASPETTANDO NAPOLI-JUVE: LE FASCE FARANNO LA DIFFERENZA, HAMSIK E VUCINIC LE DUE VARIABILI

L'APPROCCIO ALLA GARA DELLE DUE SQUADRE FARA' LA DIFFERENZA IN QUELLA CHE SI PROFILA COME LA GARA PIU' IMPORTANTE DEL CAMPIONATO

Come abbiamo fatto in vista del big match di Champions tra Milan e Barcellona, proviamo ad analizzare la super sfida tra Napoli e Juve di questa sera.
I moduli delle due squadre sono molto simili, anche se interpretati in maniere differenti e per questo i dettagli faranno la differenza. Sarà una partita a scacchi e i confronti individuali decideranno l'esito finale.

Partiamo da chi gioca in casa. Gli approcci possibili di Mazzarri sono principalmente due: aspettare i bianconeri o attaccarli fin da subito.
Il primo caso, adottato anche dal Milan contro il Barcellona, ha sì vari aspetti positivi, ma anche alcuni negativi. Attendendo gli uomini di Conte infatti, il Napoli potrà sfruttare al meglio le ripartenze e le capacità di partire da lontano di Cavani e Pandev.
Va anche detto però, che aspettare troppo la Juve, potrebbe avere come controindicazione il sedersi troppo, dando fiducia ai bianconeri, sicuramente più abili degli uomini di Mazzarri in fase di palleggio.
L'atteggiamento più adatto al contrario, secondo me sarebbe quello di attaccare alto la squadra di Conte, che ha dimostrato di andare in difficoltà contro le squadre che la aggrediscono già al limite dell'area. A tal proposito la gara di Glasgow è esemplare; contro il Celtic infatti la Juve ebbe la vita parecchio difficile prima di chiudere la partita.
I fattori che risulteranno determinanti nella gara degli azzurri sono essenzialmente due: le fasce, se Zuniga e Maggio riusciranno a vincere il confronto con Lichtsteiner e Asamoah, il gioco si allargherà e gli avanti di Mazzarri avranno lo spazio necessario per far male a Barzagli e compagnia. E Marek Hamsik. Lo slovacco, che agirà tra le linee, dovrà essere bravo a tamponare Pirlo in fase di non possesso e in fase offensiva a pungere la retroguardia bianconera, che da sempre soffre quel tipo di giocatori: vedi Totti a Roma e Commons a Glasgow.

Veniamo ora alla Juve. Importantissimo per gli uomini di Conte sarà un approccio giusto alla gara fin dai primi minuti. I bianconeri non dovranno aspettare il Napoli; un atteggiamento di questo genere infatti, non farebbe altro che agevolare il furore degli uomini di Mazzarri, spinti anche dalla consapevolezza di non poter sbagliare questa partita in particolare.
Proprio come nel caso degli azzurri, anche per Conte saranno fondamentali le fasce e la condizione di Asamoah, apparso in ritardo nelle ultime partite e Lichtsteiner. I due esterni, se in salute, offriranno un contributo importantissimo in entrambe le fasi.
Altrettanto rilevante sarà la partita di Vucinic. Il montenegrino, dovrà lasciare le ciabatte a casa e scendere in campo con gli scarpini ben allacciati. Un variante tattica che potrebbe spiazzare la difesa napoletana, nel caso in cui giocasse Giovinco, sarebbe lasciare la formica atomica prima punta, come col Siena e far agire lo Zorro bianconero da seconda punta, per esaltare gli inserimenti dei centrocampisti.
Per quanto riguarda la fase difensiva, il Napoli ha dimostrato di non digerire le squadre che si chiudono in maniera compatta. I campioni d'Italia, in fase di ripiegamento, dovranno velocemente formare un blocco compatto in 30 metri, in modo da creare una densità tale da ostruire le possibilità di taglio e inserimento di Hamsik, Pandev e Cavani.

Come per Milan-Barcellona, un ruolo cruciale avranno anche i 55 mila del San Paolo, esaltati ancor di più dalla presenza di Diego Armando Maradona. Questa sera sì, Conte assisterà ad una vera e propria bolgia.

Davide Bernardi
DavideBernardi6 on Twitter

lunedì 19 marzo 2012

NESSUNO SI VUOL PRENDERE IL TERZO POSTO


CON IL 2 A 2 ENTRAMBE LE SQUADRE ACCORCIANO DI UN PUNTO NEI CONFRONTI DELLA LAZIO CHE RIMANE COMUNQUE TERZA

Allo stadio Friuli è andata in scena la partita tra le due deluse della settimana dopo le eliminazioni dalle coppe. Con la sconfitta della Lazio a Catania il vincitore poteva raggiungere il terzo posto valevole per la Champions League. Ma tra i due litiganti il terzo gode e le due squadre non vanno oltre un pareggio che le lascia a ridosso dei biancocelesti ad una lunghezza di distanza.
CRONACA- Mazzarri lancia titolari Pandev e Dzemaili a scapito di Lavezzi e Hamsik, ancora provati fisicamente e psicologicamente dalle fatiche londinesi. Guidolin invece, oltre ad Isla e Basta, rinuncia anche ad Armero a favore di Pereyra e schiera Fabbrini di fianco a capitan Di Natale. I 3-5-2 speculari fanno sì che la maggior parte del traffico sia a centrocampo sopratutto nella zona centrale, con le fasce inizialmente poco sfruttate. La prima vera occasione della partita parla uruaguayano, con Cavani incapace di finalizzare un contropiede ben impostato da Gargano. Il Napoli crea qualche altro pericolo ad Handanovic ma a passare in vantaggio è proprio la squadra bianconera con Pinzi. Il centrocampista è bravo ad inserirsi al momento giusto anticipando De Sanctis sul bel cross di Fabbrini. Proprio il giovane fantasista toscano è il protagonista del ultimo quarto d'ora del primo tempo. Prima si fa ammonire per proteste dopo essere stato tartassato da Campagnaro, poi al 32' prova il “gol alla Del Piero” ma colpisce troppo d'esterno e la palla va fuori di molto. Si va quindi alla pausa con l'Udinese potenzialmente terza.
Il gioco riprende e i friulani trovano subito la rete dopo appena 6 minuti. E con chi se non con Totò Di Natale? L'azione è simile a quella del vantaggio con le uniche differenze che stavolta a fare il traversone è Pasquale e Pinzi riesce solo a beccare il legno, sulla ribattuta del palo il capitano è lesto a ribattere in rete. Doppio vantaggio e partita virtualmente chiusa. Ma nel calcio nulla è ovvio e a riservare soprese ci pensa l'arbitro Rocchi ammonendo per la seconda volta , e ingiustamente, Fabbrini. A questo punto Mazzarri ci crede e inserisce sia Hamsik sia l'oggetto misterioso Edu Vargas a scapito di Gargano e Britos. Al 72' sembra che la gara si possa riaprire: Domizzi colpisce con le mani in area, Rocchi non ha dubbi e fischia il rigore. Cavani si presenta sul dischetto ma la conclusione che ne esce è di quelle veramente oscene: rigore basso e centrale che Handanovic respinge tranquillamente. A questo punto sembra davvero tutto finito, ma il Matador si conferma una delle migliori punte a livello europeo. Prima gran gol su punizione (colpa anche della barriera che si sposta) e poi, a sei minuti dal termine, riaddrizza la gara firmando l'incredibile pareggio. Il Napoli a questo punto diventa anche ingordo e Mazzarri urla ai suoi di cercare la rete del sorpasso, ma l'Udinese si difende strenuamente, e la somma totale non cambia.

Merito ad entrambe le squadre che giocano una partita a viso aperto dando vita ad un bello spettacolo. Il Napoli ha pagato lo scotto di Londra soprattutto nel primo tempo, ma nella seconda frazione, reagendo da grande squadra, ha dimostrato di star lentamente somatizzando la botta europea. L'Udinese ha prevalso fino a quando il numero di giocatori in campo era lo stesso. L'espulsione di Fabbrini ha fatto arretrare troppo il baricentro friulano e ha tolto molta della fantasia  bianconera in campo. Per la Champions il discorso è ancora apertissimo: con tre squadre in due punti dieci giornate ancora da disputare tutto è ancora possibile.

Nicolò Smerilli

sabato 10 marzo 2012

NAPOLI, TU 6 PAZZ'!

GOLEADA DEGLI AZZURRI SUL CAGLIARI IN VISTA DELLA GARA DI MERCOLEDì COL CHELSEA. DI MATTEO E' AVVISATO

Al "teatro" San Paolo di Napoli, gli uomini di Mazzarri cantano le loro sei sinfonie che spazzano via il Cagliari e mandano un messaggio importante al Chelsea di di Di Matteo. Il neo tecnico dei blues è avvisato, gli inglesi dovranno fare qualcosa in più di quello mostrato col Birmingham per portare a casa la qualificazione. Il Napoli dunque con una prestazione brillante come quella di ieri sera, non potrebbe arrivare all'eurosfida di mercoledì in modo migliore. Serata perfetta quella dei partenopei, che grazie alla vittoria sui sardi, agganciano l'Udinese al quarto posto, anche se con una gara in più e si portano a meno due punti virtuali dalla Lazio terza. Per il Cagliari invece la serata non potrebbe essere più buia; già sotto 3-0 dopo 30', i ragazzi di Ballardini non riescono a contenere la freschezza degli azzurri e incassano la terza sconfitta consecutiva. Unica nota positiva per i sardi è la tripletta del "Bati" Larrivery.
CRONACA- Mazzarri fa rifiatare Cavani e Maggio, sostituendoli con Pandev e Dossena. Ballardini invece deve fare a meno di Pinilla, al suo posto Larrivey, al fianco di Ibarbo.
 Fin da subito si capisce che il confronto non sussiste. Gli azzurri appaiono più vivaci e nettamente padroni del gioco. Il vantaggio partenopeo arriva già al 10'. Hamsik riceve spalle alla porta, lascia sul posto Daniele Conti e scarica un destro che bacia il secondo palo e finisce alle spalle di Agazzi. Si tratta del settimo sigillo in campionato per lo slovacco. Nove minuti dopo arriva anche il secondo gol. La firma è di Paolo Cannavaro. Su una punizione di Lavezzi, il capitano azzurro spunta sul secondo e impatta di testa, la palla colpisce la parte interna della traversa, varca la linea e torna in campo, Brighi però vede subito e convalida il gol.
Dopo il raddoppio, il Napoli non si ferma, facendo valere sempre di più la supremazia a centrocampo, anche grazie ad un pressing asfissiante sui portatori del Cagliari. Toccata la mezz'ora di gioco arriva anche il 3-0. Ancora Ezechiele dall'Argentina è il protagonista. Percussione sulla destra, cross violento deviato da Astori e palla che finisce in rete ancora una volta. Prima dell'intervallo c'è anche il tempo di vedere il 3-1 di Larrivey, "El Bati" di testa riapre il match su calcio di punzione di Conti. Il Napoli si rilassa e rischia di subire anche il 3-2 con Thiago Ribeiro,entrato al posto di Naingolan, che davanti alla porta calcia nelle mani di De Sanctis.
Quelli che escono dagli spogliatoi però, sono gli stessi azzurri dei primi 30 minuti che chiudono subito la partita con un rigore trasformato da Lavezzi all'11' e con Gargano al 24'.
L'unico a non arrendersi tra i sardi è Larrivey che al 32', ancora di testa, firma la doppietta e il 5-2. A questo punto Mazzarri fa i primi cambi, dentro Cavani e Maggio per Lavezzi e Hamsik. Il tornante della nazionale si rende subito protagonista andando in gol al 39'. Il giocatore azzurro entra in area da destra e con un diagonale preciso firma il 6-2: game, set and match.
Prima del fischio finale, il solito Larrivey al 47' firma la terza rete personale, aggiudicandosi il pallone della partita.
Grande prova dell'undici di Mazzarri, apparso in ottime condizioni fisiche e mentali in vista del ritorno degli ottavi col Chelsea. Unica nota dolente, i tre gol subiti. A Londra la difesa dovrà essere più solida di ieri sera, per reggere i colpi di Drogba e compagni e accedere per la prima volta nella sua storia ai quarti di Champions League.
Napoli facc'ascì pazz'.

Davide Bernardi