Idee fresche. Idee nuove.

Idee fresche. Idee nuove.
Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S

martedì 13 novembre 2012

IL PUNTO SULLA PREMIER: UNDICESIMA GIORNATA!

HERNANDEZ FA VOLARE I RED DEVILS, I CITIZENS PIEGANO IL TOTTENHAM

Ennesima, splendida rimonta di questo splendido Manchester United, che vola sulle ali di Chicharito Hernandez e si rinsalda al primo posto, adesso inseguito più da vicino dai cugini del Manchester City.

Aston Villa 2-3 Manchester Utd. L’Aston Villa gioca a “chiudersi e ripartire” con le squadre di bassa classifica, figurarsi contro la capolista. Ed è una tattica che inizialmente sembra dare i suoi frutti: Benteke si libera di Smalling sulla sinistra e poi mette la palla in area dove Weimann irrompe con un destro potente e fa 1-0. Il raddoppio in avvio di ripresa con il tiro-cross di Agbonlahor dal vertice sinistro che viene raccolto da Weimann sul secondo palo e mandato in rete. E’ il primo giocatore della storia dell’Aston Villa a segnare una doppietta al Manchester United! Ma i Villans non hanno ancora fatto i conti con Hernandez. Entrato nell’intervallo, il messicano accorcia le distanze raccogliendo un lungo lancio di Scholes in area per mandare la palla alle spalle del portiere. Poi su cross dalla destra di Rafael irrompe ancora Hernandez, che con l’involontaria complicità di Vlaar manda la sfera in rete per il 2-2. Van Persie colpisce due volte la traversa, prima su punizione e poi con un mancino da fuori area. Ma è proprio l’olandese a fornire l’ultimo assist: punizione dalla destra, colpo di testa in tuffo di Hernandez e 2-3. L’ottava rimonta dell’anno è servita.

Chelsea 1-1 Liverpool. A fine gara, il punteggio e la classifica sono l’ultima delle preoccupazioni dei tifosi Blues. Doveva essere la festa di Terry, al ritorno in campo dopo la squalifica, si trasformerà in uno dei suoi peggiori pomeriggi. Il tributo del Chelsea al suo capitano sembra andare alla grande nelle prime battute: è proprio JT a incornare di testa su angolo di Mata per realizzare l’1-0. Oscar, Hazard, Torres e due volte Mata sfiorano il raddoppio. Ma una spinta da dietro di Ramires su Suarez fa cadere l’uruguayano proprio sulle gambe di Terry: l’urlo di dolore zittisce lo stadio. Il ginocchio di Terry fa crac e il numero 26 esce in barella. Scosso e a corto di benzina, il Chelsea cala. Pareggia il solito Suarez: calcio d’angolo di Gerrard dalla destra, la sporca Carragher di testa e El Pistolero sul secondo palo la spinge in rete. Nel finale la possono vincere entrambe, da una parte col destro di Hazard (fuori di poco), dall’altra col mancino di Josè Henrique (parato da Cech), ma alla fine è 1-1.

Arsenal 3-3 Fulham. Derby spettacolare e ricco di colpi di scena. Passano in vantaggio i Gunners con l’incornata di Giroud su calcio d’angolo di Walcott. Raddoppiano gli uomini di Wenger con un bell’assist di Arteta dal lato corto di destra per Podolski che segna a centro area. Poi si scatenano i Cottagers. Ruiz dal calcio d’angolo trova la testa di Berbatov per l’1-2. E poi pareggiano con il colpo di testa di Kacaniklic che da due passi trafigge Mannone. E un fallo di Arteta su Ruiz in area viene sanzionato con il penalty. Dal dischetto Berbatov non sbaglia. Sembra chiusa, ma Giroud prima coglie un palo di testa e poi trova il pareggio su cross dalla destra di Walcott. Al 94’ un fallo di mano di Riether viene punito col rigore. Ma dagli undici metri Arteta si fa parare il tiro da Schwarzer e l’Arsenal resta con un solo punto.

Manchester City 2-1 Tottenham. Se c’è una squadra specializzata in rimonte come lo United, sull’altra sponda di Manchester hanno un giocatore specializzato in rimonte: Edin Dzeko. Nei primi minuti si vede chiaramente che il City ha subito lo strascico degli ultimi risultati e non riesce a incidere. Ne approfitta il Tottenham con Caulker che punisce da pochi passi una disattenzione generale della difesa sulla punizione di Huddlestone. Prima Huddlestone poi Bale mancano il raddoppio per merito di Hart. E poi il City trova il pareggio: Yaya Tourè serve Aguero in area che dribbla il portiere e poi segna l’1-1. La squadra di Mancini si riversa in avanti, ma Friedel salva sempre il risultato. Ma anche l’americano alla fine è costretto ad arrendersi: Dzeko spalle alla porta serve Silva, che gli restituisce il pallone con un cucchiaio oltre la linea dei difensori e l’attaccante bosniaco spara in porta il pallone del 2-1.

Newcastle 0-1 West Ham. Gli Hammers espugnano il St. James’ Park al termine di una buona partita. Poco brillante il Newcastle, che non è capace di portarsi in vantaggio sulle iniziative di Cissè e Ba. Nel finale di primo tempo il tiro-cross di O’Brien dalla destra viene deviato in rete da Nolan che castiga la sua ex squadra.

Stoke City 1-0 QPR. Sul suo campo lo Stoke è ancora imbattuto e a farne le spese è il fanalino di coda Queen’s Park Ranger. Non molte le occasioni: due tiri in porta per squadra. A decidere la gara è la sponda di Crouch, che spalle alla porta serve Adam in area: sinistro potente e palla in rete. Rangers ancora senza vittorie

Everton 2-1 Sunderland. Il Sunderland passa in vantaggio nel finale di primo tempo: corner di Larsson respinto, poi rimesso in mezzo con la difesa che stava salendo, e Adam Johnson col sinistro supera Howard. Ma per l’Everton ci pensa sempre Fellaini: destro di potenza dal limite dell’area per l’1-1 e poi splendido colpo di tacco che serve Jelavic oltre la linea dei difensori: il croato col mancino supera Mignolet e lancia l’Everton al quarto posto.

Reading 0-0 Norwich. Sembrano tornare i problemi di sterilità offensiva per il Norwich, che non riesce a costruire mai una palla gol. Per il Reading l’unica azione degna di nota è un colpo di testa di Hunt che si spegne sulla parte alta della traversa. Un punto a testa, ma non ne avrebbero meritato neanche mezzo per lo spettacolo offerto.

Wigan 1-2 WBA. Prosegue l’ottimo momento del West Brom, che vince anche in trasferta sul campo dei Latics. Morrison porta in vantaggio gli ospiti con un colpo di testa ravvicinato su cross dalla sinistra di Brunt. Poco dopo arriva il raddoppio, con un’incursione sulla destra di Jones che crossa al centro, e il pallone viene deviato nella propria porta da Caldwell. Il Wigan prova a reagire con il cross di Beausejour da sinistra mandato in rete da Konè. L’occasione per pareggiare di Maloney (destro dal limite) termina alta e il West Brom si porta a casa tre punti.

Southampton 1-1 Swansea. Solita prestazione generosa del Southampton, che crea e disfa da solo. Schneiderlin porta in vantaggio i Saints con un’invenzione personale: colpo di testa per scavalcare l’avversario e nuovo colpo di testa per mandare in rete. Swansea raramente pericoloso, ma Yoshida pasticcia col pallone sulla tre quarti difensiva e Dyer ne approfitta: destro potente e gol dell’1-1 che spezza il morale al Southampton.

Valerio Brutti

Classifica
Man Utd
27
Swansea
13
Man City
25
Liverpool
12
Chelsea
24
Stoke City
12
Everton
20
Wigan
11
West Brom.
20
Norwich
11
West Ham
18
Sunderland
9
Tottenham
17
Aston Villa
9
Fulham
16
Reading
6
Arsenal
16
Southampton
5
Newcastle
14
Queen’s Park
4

BORJA VALERO: FIRENZE HA IL SUO GENIO DELLA LAMPADA

LA FIESOLE HA GIA' IL SUO IDOLO, CHE DOMENICA HA SURCLASSATO QUELLO VECCHIO

Tocco felpato, visione di gioco, velocità di pensiero ed un'eleganza infinita. Insomma sembrerebbe il prototipo perfetto di giocatore da Barca, se non fosse che Borja Valero Iglesias è nato a Madrid, cresciuto nel Real Madrid Castilla ed ha esordito nella Liga con la maglia dei blancos, salvo poi essere abbandonato quando ancora aveva 22 anni.

Dopo un lungo peregrinare tra Spagna ed Inghilterra, durante il quale il centrocampista iberico ha vestito le maglie di Maiorca, West Bromwich e Villareal, Borja è rotolato verso sud fino a Firenze.
Il progetto viola ora come ora sembra essere una favola di cui tutti vorrebbero fare parte. Società presente con un progetto tecnico importante e ben delineato. Allenatore giovane, che fa spettacolo con le proprie squadre (vedi Catania) e una rosa formata da vecchi volponi (Toni e Pizarro), rampanti promesse (Ljajic e Rodriguez) e veri assi come Jovetic e Borja appunto.
Un pò la città giusta, un pò la società giusta, un pò l'allenatore giusto, un pò le abilità del giocatore, insomma l'ex canterano madridista sembra sfatare quella tradizione che vuole i giocatori spagnoli poco fortunati nel nostro calcio. Ad eccezione di Luisito Suarez (si parla comunque di 40 anni fa) e forse Guardiola, tutti gli altri sono stati solo delusioni; Mendieta alla Lazio, Javi Moreno al Milan, Portillo proprio alla Fiorentina, nell'anno in cui i Viola rischiarono la retrocessione e tanti altri che come questi, nel belpaese hanno combinato poco o niente.

A Firenze Borja è già un'idolo. Soprannominato il Genio della Lampada, ieri a San Siro ha esaudito ben due desideri dei tifosi gigliati. Ha firmato il raddoppio viola al 38' del primo tempo, ma ha anche stravinto il duello a distanza con l'ex figlio della Fiesole Riccardo Montolivo.

Ieri a San Siro, il Genio della Lampada due desideri li ha realizzati, per il terzo a Firenze aspettano fine stagione.

Davide Bernardi
@DavideBernardi

lunedì 12 novembre 2012

EDITORIALE MILAN:NESSUNA ILLUSIONE, NESSUNA ESALTAZIONE..DOVE ERAVAMO RIMASTI?

IL PESANTE K.O. INTERNO CON LA FIORENTINA RIAPRE LE CREPE IN CASA ROSSONERA

Ci avevamo visto lungo. Da Sabato scorso. Il 5-1 con il Chievo doveva essere considerato un nuovo punto di partenza, ma il percorso di crescita del Milan è iniziato e terminato proprio durante quella partita. La prestazione con il Malaga non è stata del tutto negativa: tuttavia i tre punti dovevano e potevano essere centrati contro una squadra che sta vivendo un pessimo momento (1 punto nelle ultime 3 partite, 2 sconfitte consecutive in casa contro avversari non irresistibili come Rayo Vallecano e Real Sociedad) e che a San Siro ha mostrato tutt’altro che un bel calcio.
L’onda milanista si è inesorabilmente infranta ieri contro lo scoglio Fiorentina. Uno scoglio duro, durissimo, un’ottima squadra che ha confermato le buone impressioni date nei match precedenti, costruita con pochi soldi e con investimenti mirati e centrati alla perfezione da Daniele Pradè e Vincenzo Montella, ai quali rinnoviamo i nostri complimenti.
Il copione della finora pessima stagione rossonera è sempre lo stesso: al primo errore, si paga dazio. E se l’errore rappresenta il subire gol da fallo laterale, ancora peggio. Succede al 10’ con l’ex Aquilani, si ripete al 38’ con Borja Valero che, come una palla da bowling, spazza via il birillo Mexès e firma lo 0-2.
In mezzo alle due reti viola, il fatto che poteva cambiare le sorti del match. Roncaglia travolge in area Pato, calcio di rigore e brasiliano sul dischetto. Il risultato lo conoscete tutti: rincorsa svogliata, palla alta sopra la traversa. Sarà l’unico episodio della partita per il quale il numero 9 rossonero verrà ricordato.
Inutile oggi parlare di Up & Down in casa rossonera: è andato tutto storto. Delle colpe di Berlusconi e Galliani sulla rosa allestita abbiamo già ampiamente discusso, ma ciò che è necessario ribadire è l’ormai totale incapacità di Massimiliano Allegri di dare un’identità, un gioco alla squadra, di scegliere gli interpreti adatti per la formazione.
Inserire nell’11 titolare Kevin-Prince Boateng, mai autore di una buona prestazione dall’inizio della stagione, lasciando in panchina un Bojan in stato di grazia dopo tre brillanti prestazioni fornite, è una scelta che lascia francamente basiti. La presenza in attacco di Pato si è rivelata sostanzialmente l’ennesima assenza: mai coinvolto nel gioco, mai prezioso per la squadra (esattamente come in occasione del match contro il Malaga, dove il brasiliano ha parzialmente salvato la sua prestazione segnando la rete del pareggio) mentre l’ingresso di Robinho per Ambrosini ha totalmente destabilizzato il modulo, rivelandosi controproducente e, complice lo sfortunato infortunio di Bonera, portando pochi minuti dopo all’1-3 di El Hamdaoui. Il momentaneo 1-2 di Pazzini è storia. Storia dell’ennesima partita che il Milan ha giocato male, regalando il primo tempo agli avversari (Palermo e Lazio insegnano) e compromettendo in modo decisivo il risultato.
Allegri è stato confermato per l’ennesima volta sulla panchina rossonera. Per Galliani “la fiducia è confermata, ma non a tempo”. Qualcosa forse si muove. E non è nemmeno quotato il fatto che la maggiorparte dei tifosi milanisti, alla possibile conferma a breve termine dell’allenatore livornese, ci rispondano ironicamente: “Nessuna illusione, nessuna esaltazione….”.

Simone Nobilini
(@SimoNobilini)

sabato 10 novembre 2012

VIDEO - SOLDADO SHOCK: IN CINQUE GIORNI DUE CLAMOROSE FOLLIE

L'ATTACCANTE E CAPITANO DEL VALENCIA IN MENO DI UNA SETTIMANA PROTAGONISTA DI DUE EPISODI INCREDIBILI ED INSENSATI


O’ Soldado sciroccato”. O, se preferite, “o’ Soldado sciagurato”. Calza proprio a pennello, in questo caso, la ripresa del titolo di una delle più celebri canzoni in lingua napoletana, sperando che colui che la compose, il poeta Aniello Califano, non si rivolti troppo nella tomba per l’accostamento. Calza a pennello, si, se concentriamo il nostro pensiero sul centravanti e capitano del Valencia Roberto Soldado, che in una sola settimana si è reso protagonista di ben due gesti folli e clamorosi. 

E’ andato fuori di matto, ha perso il senno Soldado, per forza, è inevitabile. Perché altrimenti non si spiegherebbe come possa essere arrivato a compiere delle sciocchezze simili. Per carità, chi segue il calcio e chi lo ha praticato nella sua vita sa che a volte pressione e trance agonistica, uniti a rabbia e delusione per una giornata storta e particolare, possono giocare brutti scherzi. Possono far saltare i nervi e causare delle reazioni, che tuttavia non possono essere tollerabili se sfociano poi in qualcosa di più di un semplice litigio o diverbio. Come in questa circostanza, in cui l’attaccante ex Real Madrid ha chiaramente esagerato nel suo comportamento, a maggior ragione privo di alibi se consideriamo un brutto precedente che già macchiò la sua carriera calcistica: nel 2008, quando ancora militava nel Getafe, si fece espellere per una testata rifilata al difensore e suo connazionale Carlos Marchena.

Analizziamoli allora i due episodi incriminati. Il primo risale ad una settimana fa, allo scorso weekend di Liga spagnola. Siamo alla decima giornata, al “Mestalla” di Valencia va in scena lo scontro tra i padroni di casa e l’Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone, ancora imbattuto finora in questa stagione e primo in classifica insieme al Barcellona. Il match si mostra fin da subito molto tattico e bloccato, oltre che abbastanza cattivo (a fine gara il taccuino dell’arbitro Teixeira annoterà otto cartellini gialli ed uno rosso). Protagonista assoluto dell’incontro e della vittoria finale della sua squadra per 2-0 è, nel bene e nel male, proprio lui, il numero 9, Roberto Soldado: suo il gol dell’1-0 al ventesimo del primo tempo, con una girata al volo di destro semplicemente fantastica, che conferma ancora una volta la grandezza e il valore del giocatore (mai messi in dubbio); suo, allo stesso tempo, anche il gesto peggiore della serata, un gesto sciagurato e vergognoso, tanto inaspettato quanto violento. Vittima sacrificale in questo caso il fenomeno colombiano Radamel Falcao, che intorno al quindicesimo minuto, ancora sul punteggio di 0-0, è costretto, per colpa di una scarpata in viso, ad uscire dal campo col volto mezzo insanguinato, per poi rientrare e giocare di fatto l’intero match con una vistosa fascia rossa a coprirgli la fronte. Un pestone selvaggio quello di Soldado, naturalmente non visto dall’arbitro e ,di conseguenza, non sanzionato. Un pestone che, a fine gara, lo spagnolo dichiarerà non voluto e casuale, anche se francamente le immagini sembrano inequivocabili. Chissà, Soldado avrà pensato che fosse l’unico modo per fermare El Tigre…guardate voi stessi come lo ha ridotto…e pensare che Falcao gli stringe pure la mano!



La seconda “prodezza” di questa nera settimana, invece, trova luogo e spazio nell’ultimo turno di Champions League appena giocato, che ha visto il Valencia regolare un po’ a fatica i bielorussi del Bate Borisov per 4-2. Anche stavolta, prima di realizzare la sua solita rete personale, curiosamente ancora intorno al quindicesimo minuto e con il punteggio fissato sullo 0-0, il bomber iberico perde la testa e, all’improvviso, scaglia con forza un pugno nello stomaco del terzino sinistro del Bate, Maksim Bordachev. Il motivo della reazione non si capisce molto bene, sta di fatto che la recidività dello spagnolo lo condanna in ogni caso. Due indizi d’altronde fanno una prova, soprattutto se raccolti in soli cinque giorni. Forse bisognerebbe richiamarlo un attimo alla calma, in Spagna direbbero: “Chico, se necesita un poco de manzanilla”. O camomilla, come direbbe la mia nonna.


Dario Di Noi
@DarDinoRio



venerdì 9 novembre 2012

MILAN, UNA FAME..BOJAN!

IL GIOVANE SPAGNOLO E' LA PIACEVOLE SORPRESA DI QUESTO NUOVO MILAN

Una bombola d'ossigeno alta un 1,70 m per 65 kg.
Allegri vede la luce in fondo al tunnel grazie ad un nuovo modulo e al piccolo grande Bojan.

Dopo numerosi e numerosi (e ancora numerosi) tentativi, il tecnico del Milan sembra finalmente aver trovato la combinazione della cassaforte: 4-2-3-1. Un vestito che ha permesso al Milan di sfilare un tempo a Palermo e nelle gare casalinghe con Palermo e Malaga, fornendo prestazioni convincenti e stuzzicanti.
Il nuovo assetto permette ai rossoneri di mantenere un buon equilibrio, grazie alla generosità in copertura di Emanuelson ed El Shaarawy e di ribaltare rapidamente l'azione sfruttando la velocità dello stesso Faraone, di Pato e di Bojan.
Il giovane spagnolo è davvero la chiave tecnico-tattica di questo nuovo Milan. L'ex Barcellona, collocato dietro la punta centrale, grazie al suo dinamismo e alla sua proprietà di palleggio, funge da perfetto collante tra centrocampo e attacco. La sua capacità di saltare l'uomo e i suoi cambi di ritmo, sembrano aver cambiato una squadra incolore, altrimenti vivacizzata solamente dalle pennellate di Montolivo e dai lampi di El Shaarawy.

Alla decima di campionato a Palermo, Allegri, reduce da sole tre vittorie nelle prime nove, al '45 si trova sotto 2-0. Dagli spogliatoi i rossoneri escono con il "famoso" 4-2-3-1; la partita finisce 2-2 e Bojan è il migliore in campo.
Il copione si ripete una settimana dopo: Chievo strapazzato 5-1 a San Siro e Bojan a segno.
Infine il match di Champions con il Malaga: l'ex canterano ancora una volta è stato il migliore in campo. Nel primo tempo solo un miracolo di Caballero gli ha negato il gol, dopo un tunnel a Sanchez; nel secondo tempo poi, Allegri ha addirittura preferito spostare il neo entrato Boateng sulla fascia piuttosto che  togliere Bojan dal vivo del gioco.
Per il riscatto di Bojan ci vorranno 15 milioni di passi da fare verso il Barcellona, ma dopo i complimenti ricevuti da Berlusconi al termine della partita con gli spagnoli, l'impressione è che un gran bel tratto di strada si già stato percorso.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6

giovedì 8 novembre 2012

EDITORIALE: JUVE, IL GUSTO DELLA VITTORIA E' DECISAMENTE MEGLIO!

I BIANCONERI REAGISCONO DOPO LA SCONFITTA CON L'INTER E RIMANGONO IN CORSA PER GLI OTTAVI

Dopo gli schiaffi presi dall'Inter sabato scorso, la Juve aveva bisogno di una reazione. E la reazione c'è stata.
Un 4-0 senza storia al Nordsjaelland e i tre punti di Champions che tornano a Torino dopo due anni.
Con i danesi, la Juve è parsa quella dell'anno scorso: arrembante, aggressiva fin dal primo minuto e se possibile con più qualità.
Al 45' la partita era già finita; 3-0 e Danesi già sul volo di ritorno.

Sicuramente tra i più positivi della partita Isla, che fornisce a Marchisio l'assist del primo gol e a Vidal la palla da cui nascerà il raddoppio. Il cileno, anche grazie ad una condizione fisica in netta crescita, sta entrando sempre meglio nei meccanismi di Conte, e questa sera ha approfittato della "bocciatura " di Lichtsteiner dopo gli interventi da rosso con l'Inter.
Assoluto migliore in campo però è stato Claudio Marchisio. Il principino bianconero sembrava il più desideroso di riscatto; Aldo Serena l'ha addirittura definito "un'ira di Dio". Un gol e millanta palloni recuperati, il tutto immerso nella solita sontuosa eleganza.

Tra le note negative invece, le consuete eccessive occasioni sprecate, solo nel primo tempo i gol juventini sarebbero tranquillamente potuti essere 5 o 6, e la prestazione di Alessandro Matri.
Giocare ogni 4-5 partite e fare bene appena si viene chiamati in causa non è facile, ma a Torino funziona così: girano tutti (chi più e chi meno).
L'ex Cagliari fisicamente non è al meglio e questa sera la fretta e la smania di segnare gli hanno fatto commettere errori davvero banali.
Si dice che egnare aiuta a segnare, ma se è un periodo no, buttarla dentro sembra quasi impossibile; vedi per credere come Matri, a tu per tu con Hansen, si fa ipnotizzare dal portiere danese.

A rovinare la bella serata dei bianconeri ci ha pensato Moses, che al '94 ha regalato il successo al Chelsea per 3-2 sullo Shaktar. A sentire Bonucci sembra quasi una bella notizia: "servirà a tenere alta l'adrenalina".
Gli uomini di Conte non conoscevano il sapore della sconfitta; l'hanno assaggiato: non gli piace!

Davide Bernardi
@DavideBernardi6

mercoledì 7 novembre 2012

EDITORIALE: MILAN, PARI STRAP-PATO AL MALAGA. ROSSONERI ANCORA SECONDI NEL GIRONE


LA SQUADRA DI ALLEGRI CONFERMA I SEGNALI DI CRESCITA MOSTRATI NEGLI ULTIMI MATCH, MA NON RIESCE A CENTRARE 3 PUNTI FONDAMENTALI

Lo avevamo detto proprio pochi giorni fa, dopo il 5-1 al Chievo: nessuna illusione, nessuna esaltazione. La vittoria per il Milan non è arrivata, ma i segnali di miglioramento continuano. “Il Malaga non è il Chievo”  aveva tuonato Manuel Pellegrini lunedì nella conferenza stampa pre-match: sostanziale conferma di ciò che avevamo affermato nel precedente editoriale. Realista sì, ma anche un po’ troppo presuntuoso l’allenatore cileno del Malaga, alla luce della prestazione poco brillante offerta dai suoi sul terreno di gioco di San Siro.
Match che rischiava di avere il sapore della beffa per la squadra rossonera: partita controllata e gestita per 90 minuti, con un Malaga mai pericoloso ma in vantaggio fino a 20 dalla fine grazie a uno dei soli 3 tiri in porta effettuati dagli andalusi. Serata che è decisamente migliorata dopo il gol del pareggio del redivivo Pato, nuovamente a segno dopo 10 mesi di digiuno, quando il tempo iniziava a stringere.

Analizzando la prestazione della squadra rossonera risulta impossibile non sottolineare l’ottima prova di Bojan. Il folletto catalano sta incantando i tifosi con le sue ultime ottime prestazioni, nettamente in crescendo. Tecnico, rapido, brillante, autore di un paio di serpentine notevoli: decisamente il più pericoloso in casa Milan. Benissimo anche Riccardo Montolivo, sempre più leader del centrocampo: tocca un’infinità di palloni, sbagliandone pochi, ed è puntuale nelle chiusure. Migliore in campo.

La difesa ha pagato a caro prezzo l’unico vero errore commesso: Constant ha totalmente perso di vista Eliseu, pescato perfettamente dall’unico pallone di qualità giocato da Isco in tutto il match, nell’azione del vantaggio malagueño. L’ex giocatore di Genoa e Chievo è comunque riuscito a rifarsi parzialmente fornendo l’assist per il pareggio di un Pato fino a quel momento evanescente. Vedendolo giocare dal vivo si ha ancora di più l’impressione di come Il papero sia ancora troppo timoroso nell’affrontare i contrasti e nel tentare scatti prolungati. El Shaarawy non ha sicuramente disputato il suo miglior match da quando veste la maglia del Milan, ma va comunque premiato il suo solito grande impegno: altrettanto giustificabile un minimo di stanchezza dopo un filotto di partite giocate senza mai essere sostituito.

Alcune decisioni di Massimiliano Allegri risultano invece abbastanza incomprensibili, è non è la prima volta. Togliere El Shaarawy per inserire Boateng e collocarlo largo a sinistra al posto del Piccolo Faraone, anzichè centrale, resta una scelta rivedibile, nonostante la stanchezza del numero 92 rossonero. Robinho si è scaldato nell’intervallo, ma il suo ingresso è arrivato a soli 10 minuti dal termine.

Con l’1-1 di ieri sera gli spagnoli hanno matematicamente guadagnato il primo storico accesso agli ottavi di Champions, rimanendo imbattuti in un girone che, dopo il sorprendente successo casalingo dell’Anderlecht sullo Zenit, si fa sempre più interessante: 3 squadre in lotta per un solo posto. La calma è la virtù dei forti: il Milan ieri ne ha avuta, forse fin troppa, ma è comunque riuscito a recuperare da una situazione scomoda, mostrando carattere. E la strada è quella giusta: intraprendere quella che porta agli ottavi è tutt’altro che una Mission Impossible.

Simone Nobilini
(@SimoNobilini)

VIDEO - L'EMERGENTE: LAZAR MARKOVIC, IL NUOVO JOVETIC!

ECCO IL NUOVO GIOIELLO SFORNATO DAL VIVAIO DEL PARTIZAN: HA IL 50 SULLA SCHIENA, LAZAR MARKOVIC!

Foto: Fcinternazionale1908
"E' un grandissimo talento, è fortissimo. Può diventare il nuovo Jovetic". Con queste parole il c.t serbo Sinisa Mihajlovic ha descritto il protagonista di oggi: nato a Cacak il 2 marzo '94, Lazar Markovic.

I tifosi nerazzurri hanno avuto modo di vederlo da vicino, quando con il suo Partizan, il numero 50 bianconero ha affrontato l'Inter in Europa League. Per tutti i 90 minuti il giovane serbo è stata una (e anche l'unica) vera spina nel fianco della difersa interista, colpendo tra l'altro anche un palo, dopo un'azione travolgente e guadagnandosi i complimenti a fine partita da capitan Zanetti.
Markovic ha sorpreso positivamente anche Stramaccioni: "E' bravissimo nelle ripartenze, un pò meno a difesa schierata, ma ha grandi doti ed un futuro roseo davanti a se".

Il tecnico romano ha espresso al meglio le caratteristiche del giovane serbo: attaccante veloce, non un gran fisico (175 cm piuttosto gracilini), ma rapidissimo sia in campo aperto che nell'uno contro uno. Non un gran goleador, ama piuttosto mandare in porta i compagni.
Non ancora maggiorenne ha esordito sia nella SL e in nazionale, dove sta piano piano ritagliandosi uno spazio sempre più importante. Quest'anno in campionato ha già collezionato 4 gol e 5 assist in 10 presenze.(Anche questa volta il codice fisale non siamo riusciti a trovarlo!)

L'attuale valutazione del giocatore si aggira intorna ai 6 milioni, ma è destinata a salire in fretta. Juve ed Inter sono già interessate da tempo, ma occhio all'Arsenal di Wenger, sempre attento ai giovani di tutt'Europa.

Davide Bernardi
@DavideBernardi



lunedì 5 novembre 2012

GENOVA IN CRISI NERA E TRA DUE SETTIMANE C'E' IL DERBY!

ENTRAMBE LE SQUADRE GENOVESI VIVONO UN PERIODO NEGATIVO E TRA DUE C'Eì LA PARTITA CHE VALE UNA STAGIONE

Crisi. Crisi nera. A due sole settimane dal derby della lanterna, Genova si prepara alla partita che vale una stagione, con le due squadre cittadine in crisi di risultati e di gioco.
In casa blucerchiata il clima è più teso che mai.
Dopo quella in casa con l'Atalanta, le sconfitte consecutive sono ben sei. Se dopo le prime 5 giornate, la novità Ferrara stuzzicava per la dialettica e per il gioco frizznte proposto, arrivati a questo punto il giovane tecnico partenopeo sembra tornato ai tempi, più neri che bianchi, di Torino.Gli acquisti Maxi Lopez ed Estigarribia, sorprendenti in avvio di stagione, sembrano essere entrati in letargo.
Garrone professa fiducia a Ciro, con il quale -dice- di voler costruire un progetto per il futuro, ma la sud chiede già il ritorno di Beppe "Mr Promozione" Iachini.
La fiducia è stata confermata anche al direttore sportivo Sensibile; l'uomo che dopo la retrocessione affidò la piazza blucerchiata all'esordiente Atzori, salvo silurarlo proprio per Iachini, anch'egli licenziato dopo la promozione, per l'esordiente (un vizio!) Ciro Ferrara.

Sulla sponda rossoblu di Genova comunque, la situazione non è più serena anzi, se possibile è più confusa.
Dopo la rovinosa sconfitta con la Roma, Preziosi ha cacciato De Canio, con il quale il Grifone era riuscito ad esprimere un buona qulità di gioco, anche grazie al nuovo smalto di Marco Borriello.
Con Del Neri i rossoblu sembrano addirittura aver fatto un passo indietro: con la Fiorentina gli uomini del tecnico veneto sono apparsi senza idee e in completa balia dei palleggiatori viola..
Va tuttavia sottolineato che le assenze e gli errori arbitrali non hanno certo migliorato la situazione.
L'ex allenatore di Samp e Juve tra le altre, impone ai suoi uomini concetti ben precisi e pretende una grande disciplina tattica.
Per tutto questo serve tempo. Basteranno due settimane?!

Davide Bernardi
@DavideBernardi6

PREMIER LEAGUE: IL PUNTO SULLA DECIMA GIORNATA

OLTRE MANICA IL MAN UTD SI PRENDE LA VETTA APPROFITTANDO DEL MEZZO PASSO FALSO DEL CHELSEA

Cade dal trono il Chelsea, che viene fermato allo scadere dallo Swansea e cede la vetta al Manchester United, che sconfigge l’Arsenal e approfitta inoltre del pareggio esterno del City sul campo del West Ham. Decisamente una giornata favorevole per i Red Devils.

Manchester Utd 2-1 Arsenal. Partita in bilico solo nel punteggio, ma che ha visto gli uomini di Sir Alex assoluti protagonisti contro un Arsenal poco lucido e con i soliti problemi offensivi che ogni due o tre incontri bloccano la squadra di Wenger. Servono solo tre minuti allo United per passare in vantaggio: cross di Rafael dalla destra, respinto corto da Vermaelen e destro potente dal limite dell’area di RVP che trafigge i suoi ex compagni di squadra. Mannone ci mette più di una pezza per salvare i suoi, respingendo su Van Persie (due volte) e Rooney. I padroni di casa beneficiano anche di un rigore (fallo di mano di Cazorla), ma Rooney calcia a lato dagli 11 metri. L’ex Wonder Boy si fa perdonare a metà ripresa quando su calcio d’angolo trova la testa di Evra che da distanza ravvicinata fa 2-0. I Gunners trovano il gol solo a tempo scaduto, con un tiro di Cazorla dal limite che si infila sotto l’incrocio, ma serve solo a rendere meno amara la sconfitta.

Swansea 1-1 Chelsea. Sfiancato mentalmente e fisicamente dal doppio confronto col Manchester United (campionato e coppa di Lega), il Chelsea accusa il colpo e viene fermato in Galles dai Cigni di Laudrup. Pochissime le occasioni. I Blues sfiorano il vantaggio con una punizione di Hazard deviata in angolo da Tremmel. E sul corner di Oscar, Cahill fa la sponda per Moses che da pochi passi realizza. E nel finale, al secondo tiro in porta della gara, lo Swansea trova il pareggio: Pablo Hernandez serve Shechter in area che glie la restituisce al limite ed Hernandez scarica in porta un forte diagonale che vale l’1-1.

Liverpool 1-1 Newcastle. Entrambe a metà classifica, non si danneggiano ma nemmeno riescono a lanciarsi all’inseguimento delle posizioni di vetta. Domina il Liverpool nel primo tempo, con Sterling, Sahin e Suarez a sfiorare il vantaggio. Ma nel finale di frazione passa il Newcastle: cavalcata solitaria di Ben Arfa sulla fascia destra e palla al centro per Cabaye che sul secondo palo realizza lo 0-1. Nella ripresa un lungo lancio di Josè Henrique viene stoppato con la spalla da Suarez, che in velocità supera Krul e segna il pareggio a porta vuota. Nel finale Coloccini lascia in dieci i suoi, ma i Reds non riescono ad approfittarne.

QPR 1-1 Reading. Diceva Buffon in estate che due feriti sono meglio di un morto. Ma QPR e Reading si feriscono a vicenda e rischiano di rimetterci grosso, restando ancora a secco di vittorie e guardando l’Aston Villa che scappa in classifica. Vantaggio degli ospiti sugli sviluppi di un calcio d’angolo: traversa colpita da Morrison con un colpo di testa e tap-in vincente di Gorkss. Rangers più volte vicini al pareggio con Hoilett e soprattutto con Taarabt, ma il portiere McCartthy si è sempre opposto bene. A metà ripresa arriva il pareggio, con lo stop e tiro di Cissè su cross da destra di Bosingwa. I padroni di casa spingono fino alla fine, ma non trovano il colpo di grazia.

West Ham 0-0 Manchester City. Stessi punti ricavati dalla partita, ma umori contrapposti nei due spogliatoi di Upton Park. Mancini scende in campo col tridente Balotelli - Tevez – Dzeko, ma resta senza gol per la prima volta in sette mesi. Hammers più volte vicini al vantaggio nel primo tempo, con Benayoun, Nolan e Noble. Citizens che migliorano con l’ingresso in campo di Aguero, ma la difesa del West Ham regge fino al triplice fischio.

Tottenham 0-1 Wigan. Seconda vittoria consecutiva per i Latics, che schiantano a domicilio gli uomini di Villas Boas. Il centrocampo degli Spurs, penalizzato dalle assenze, viene ulteriormente compromesso dall’infortunio di Sandro. Il Wigan ha due buone chance di segnare con Maloney e Konè, ma Friedel si oppone bene. In avvio di ripresa Maloney calcia un corner direttamente in porta, Friedel respinge e Watson corregge in porta. Il Tottenham cerca il pareggio con Bale dalla distanza e con Caulker di testa, ma il risultato non cambia.

Fulham 2-2 Everton. Due punti gettati al vento per l’Everton, che si vede sfuggire all’ultimo minuto una meritata vittoria a Craven Cottage. Il computo dei tiri in porta dice 3-11, ma quello che conta sono i gol. Toffees sfortunati fin da subito: la punizione di Ruiz colpisce il palo, ma sbatte sulla schiena di Howard e finisce in gol. In avvio di ripresa Mirallas sfonda sulla destra e dal fondo serve Fellaini che di piatto segna sul primo palo. Poi è ancora Fellaini a trovare il vantaggio: lungo lancio di Jagielka, stop del belga che aggira il difensore e segna dal limite. Ma al 90’ Riether crossa dalla sinistra, Berbatov sporca la traiettoria e Sidwell manda in rete il pallone del 2-2.

Norwich 1-0 Stoke City. Prosegue il buon momento dei Canarini, che si stanno riprendendo dopo un avvio stentato. Primo tempo di marca Norwich, che si sblocca a fine primo tempo: punizione di Snodgrass, testa di Johnson e palla in rete. Snodgrass manca il raddoppio da due passi su invito di Pilkington, ma nel complesso il gioco lo controlla lo Stoke. Ma i tentativi di Crouch, Jones e Walters vengono respinti da Ruddy, che contribuisce alla conquista dei tre punti.

Sunderland 0-1 Aston Villa. Scontro diretto ai piani bassi della classifica: poco spettacolo, con il solito Aston Villa che gioca male ma che non ti lascia giocare bene. Sunderland mai pericoloso, mentre la squadra di Paul Lambert mostra comunque qualcosa in più degli avversari e in avvio di ripresa trova il gol partita con Agbonlahor che da due passi spinge in rete la sponda di Benteke dalla sinistra.

Valerio Brutti

Classifica
Man Utd
24
Swansea
12
Chelsea
23
Liverpool
11
Man City
22
Wigan
11
Tottenham
17
Norwich
10
Everton
17
Stoke City
9
Arsenal
15
Sunderland
9
West Ham
15
Aston Villa
9
Fulham
15
Reading
5
West Brom.
14
Queen’s Park
4
Newcastle
14
Southampton
4

JUVE: TRE SCHIAFFI CHE DEVONO SERVIRE

IL TONFO CON L'INTER DEVE FAR RISVEGLIARE LA FAME E L'AGGRESSIVITA' CHE L'ANNO SCORSO HANNO CONTRADDISTINTO I BIANCONERI

Dopo 49 risultati utili consecutivi, la Juve ha perso la sua imbattitbilità in campionato. E lo ha fatto nel modo più crudele: in casa, prendendone tre dalla rivale per eccellenza, che in un solo colpo (anzi tre!) si è portata ad una sola lunghezza proprio dai bianconeri, facendogli perdere un pò di quella montagna di sicureza accumulata da una anno a questa parte.
Sabato sera i bianconeri sono stati sorpresi e messi in difficoltà dal modulo "spensierato" e dall'aggressività dell squadra di quello che se non "Special Two", a Milano sta diventando il "figlio adottivo" dell'indimenticato Josè.
 Mai come contro i nerazzurri la Juve è apparsa imprecisa e frettolosa, a tratti nervosa a causa dell'atteggiamento dell'Inter. Ancora una volta si sono viste le solite difficoltà in zona offensiva degli avanti bianconeri, questa volta frustrate dall'opposta efficacia degli avversari.
Come sempre giornalisti e giornali hanno sprecato fiumi di parole e d'inchiostro a sottolineare la mancanza dell'ormai "nauseante" Top Player: Bendtner è un buon giocatore che può tornare utile, ma non è quello che può sostituire Vucinic nè quello che può risolverti partite così complesse.

Diciamoci la verità e guardiamo in faccia la realtà: il problema principale della Juve non è l'attaccante. Va bene, le lacune ci sono, ma anche l'anno scorso in avanti i bianconeri non avevano una stella eppure hanno vinto e convinto ugualmente.
Il vero vuoto i bianconeri ce l'hanno in panchina. Sabato Stramaccioni ha preparato e vinto la partita presentando una squadra prima "insolente" e poi capace a sfruttare, con l'inserimento di Guarin, la perdita di lucidità dei bianconeri.
La Juve invece a bordo campo aveva Alessio, bravo e diligente, ma pur sempre un burattino. Non aveva Antonio Conte, l'uomo che ha creato questa squadra, in grado di spronarla negli spogliatoi e addirittura di guidarla nelle singole azioni.

I bianconeri hanno bisogno di ritrovare la fame del suo condottiero, quella dell'anno scorso insomma. Raramente quest'anno l'hanno messa in mostra: il primo tempo con la Roma e i primi 15' minuti proprio con l'Inter.
Nelle altre occasioni gli uomini di Conte sono stati quasi sempre padroni della partita, soffrendo però qualcosa di troppo (vedi Siena e Bologna).
Ad attendere la Juve, ora c'è un filotto niente male: dopo il Pescara in trasferta, toccherà a Lazio in casa, Milan fuori e derby col Toro, inframezzati dalle gare di Champions con Nordsjaelland e Chelsea.
A Vinovo faranno bene a capire che i tre schiaffi di sabato DOVRANNO solo fare bene; dovranno servire a riaccendere la fame della passata stagione, dovranno riportare concentrazione ed attenzione al massimo.
Mercoledì in ballo c'è una stagione, la Juve dovrà tornare a ballare. Per tutti i 90 minuti però.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6

domenica 4 novembre 2012

EDITORIALE: FINALMENTE MILAN, "MANITA" AL CHIEVO


OTTIMA PRESTAZIONE DEI ROSSONERI IN VISTA DEL DELICATO IMPEGNO DI CHAMPIONS CONTRO IL MALAGA

We’ll be coming back”. “Torneremo”. Facciamoci aiutare ancora una volta dal mondo musicale: stavolta sono Calvin Harris ed Example a darci una mano con il loro ultimo pezzo. Canzone dal titolo perfetto per descrivere ciò che è avvenuto ieri allo stadio Meazza: si è rivisto, finalmente, un ottimo Milan. Un Milan vincente. Un Milan che sembra essere tornato, proprio come suggeriva la nostra canzone.

Chiariamo subito: sbagliato illudersi o esaltarsi troppo. La vittoria con il Chievo è giunta grazie ad un brillante 5-1 e ad un ottimo gioco espresso, con Montolivo ancora in gol e sempre più leader del centrocampo. Ma oltre ai meriti rossoneri è giusto sottolineare anche la pochezza della squadra di Eugenio Corini, che difensivamente ha concesso troppo ed offensivamente ha raramente spaventato Abbiati, salvo in un paio di occasioni nella prima frazione di gioco.
Passando all’analisi del match, utilizzeremo una parola chiave: finalmente. Partiamo dal modulo: finalmente 4-2-3-1, lo schema di gioco con il quale il Milan riesce ad esprimere il miglior calcio. Si era visto nel derby, dove nonostante la sconfitta la squadra di Allegri ha dominato l’incontro e creato tanto, e nel secondo tempo di Palermo, dove i rossoneri sono stati in grado di rimontare uno svantaggio di due reti. Dopo la ramanzina di Galliani, con l’annesso ripudio della difesa a 3 e degli ormai noti 5 mediani schierati al Renzo Barbera, il tecnico livornese si è convinto a passare a un modulo che, come volevasi dimostrare, ha dato i suoi frutti.

Finalmente Bojan. L’ex Barcellona e Roma ha confermato i buoni segnali lanciati una settimana prima, dando corsa e qualità alla squadra e trovando il suo primo gol in maglia rossonera. Alla sua ottima prestazione si aggiungono quelle di Emanuelson e di El Shaarawy: c’è altro da aggiungere sul Piccolo Faraone? Onnipresente in fase offensiva e difensiva, fa sempre la cosa giusta. Il tutto a 20 anni appena compiuti. Chapeau.
Finalmente…gli esterni. Chi l’avrebbe mai detto? Abate e Constant si sono proposti con continuità sulle fasce: il primo ha fornito l’assist per la rete del 4-1 ad El Shaarawy, il secondo ha prodotto ottime giocate, finalmente senza sbavature.
L’ultimo finalmente lo dedichiamo a Giampaolo Pazzini: torna al gol dopo la tripletta al Bologna nella seconda giornata di campionato. Dovesse essere servito con continuità e sfruttare al meglio i palloni che gli vengono recapitati, potrà tornare molto utile alla causa rossonera.

Il 5-1 finale nasconde però alcune lacune che non vanno dimenticate: la difesa ha concesso il nono gol stagionale su palla inattiva. Decisamente troppi. Pur in superiorità numerica all’interno dell’area di rigore (7 contro 4) in occasione del momentaneo pareggio di Pellissier, la squadra di Allegri è riuscita nuovamente a farsi sorprendere. Non ha convinto la coppia centrale Zapata-Mexès, soprattutto nel primo tempo: il colombiano regala inspiegabilmente il calcio d’angolo dal quale scaturisce il gol clivense e rischia in qualche occasione, il francese va spesso fuorigiri.

Nessuna illusione, nessuna esaltazione. La manita al Chievo dev’essere un punto di partenza. A San Siro martedì arriva il Malaga: appuntamento da non fallire. Perché i giocatori rossoneri possano dire, magari definitivamente: siamo tornati.

Simone Nobilini
(@SimoNobilini)

giovedì 1 novembre 2012

EDITORIALE INTER - TRE E' IL NUMERO PERFETTO!

STRAMACCIONI TROVA LA QUADRATURA DEL CERCHIO E FA VOLARE L'INTER

L'Inter va e non guarda in faccia nessuno.
Che sia l'Europa League, il Bologna in trasferta o la Samp in casa, i nerazzurri hanno inziato a vincere e sembrano averci preso gusto; con quella di ieri sera, le vittorie consecutive dei ragazzi di Stramaccioni sono nove tra campionato e coppa.

L'ottimo periodo dell'Inter è frutto di una serie di fattori interdipendenti: innanzitutto i meriti di Andrea Stramaccioni, bravo a rimettere insieme i cocci di un gruppo che solo l'anno scorso, era difficile definire squadra.
Al giovane allenatore romano va poi riconosciuto il pregio di aver trovato il modulo più adatto alle caratteristiche dei propri giocatori. Perchè, se è vero che anche Gasperini chiese Palacio (senza ottenerlo) e propose la difesa a tre, va detto che l'attuale allenatore del Palermo ebbe il demerito di fissarsi sul 3-4-3 senza provare mai a cambiare; Stramaccioni al contrario è stato bravo a trovare le giuste soluzioni al termine di un percorso tattico che l'ha portato a sperimentare diversi assetti.

Per quanto riguarda i singoli, Ranocchia, al di là dell'errore sul vantaggio di Munari, sembra essere tornato quello di Bari, Juan Jesus si sta confermando a buoni livelli e Samuel..beh è Walter Samuel.
Avanzando in mediana, grazie ad una preparazione affrontata per intero, Guarin sta dimostrando tutto il proprio valore mentre Cambiasso sembra essere tornato quello del Triplete. El Cuchu anche ieri ha confermato la grande prova di Bologna.

Rispetto all'anno scorso dunque l'Inter appare molto più matura; i nerazzurri sono riusciti fin qui ad assumere un equilibrio tale da sostenere la presenza di un tridente offensivo come quello Cassano-Palacio-Milito.
I tre attaccanti nerazzurri sembrano completarsi alla perfezione. La dinamicità dei due argentini esalta i piedi di Cassano. Palacio sta dimostrando tutte le sue abilità: letale sotto porta, fine rifinitore e geniale in contropiede. Su Milito, di nuovo, c'è poco da dire.
Insomma l'unica tegola ad Appiano Genile sembra essere l'infortunio di Wesley Sneijder.
Wesley chi??!

Davide Bernardi
@DavideBernardi6