Idee fresche. Idee nuove.

Idee fresche. Idee nuove.
Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S

martedì 4 dicembre 2012

BUFERA SU LIAM RIDGEWELL: USA SOLDI COME CARTA IGIENICA, E’ SCANDALO NEL REGNO UNITO


IL DIFENSORE INGLESE DEL WEST BROM INCASTRATO DA UN'IMMAGINE CHE LO RITRAE IN UN BAGNO COLMO DI DENARO. GUADAGNA 20.000 STERLINE A SETTIMANA. EH BEH, IL VALORE DEI SOLDI...
 
 Una cosa certa, in mezzo a tutto questo scalpore, si può ugualmente individuare: e cioè che, in queste ore, nella varie redazioni dei tabloid inglesi, staranno senza dubbio brindando e festeggiando. E non solo per la clamorosa e attesissima notizia della gravidanza di Kate Middleton, duchessa di Cambridge e moglie di William che tra circa sei mesi darà alla luce il nuovo erede della dinastia Windsor (dopo il Principe Carlo e lo stesso William).  Un altro grande scandalo, infatti, sta attraversando nell’ultimo periodo l'intero Regno Unito: uno scandalo improbabile, che ha sconvolto e lasciato a bocca aperta milioni di persone in tutto il mondo britannico. Protagonista assoluto del misfatto Liam Ridgewell, difensore inglese classe ’84 del West Bromwich Albion, che questa volta l'ha combinata davvero grossa.

Sono di questi giorni, infatti, alcune foto pubblicate dai giornali nazionali che lo ritraggono in un bagno colmo di denaro intento ad utilizzare banconote da venti sterline al posto della carta igienica (per un totale di quasi 1000 sterline). Sono foto censurabili ed allo stesso tempo inspiegabili, foto che hanno disgustato chiunque le abbia osservate, non solo per quanto riguarda l'aspetto visivo, ma anche da un punto di vista etico: probabilmente da oggi in poi Ridgewell sarà ricordato da molti più per questa vicenda extra-calcistica piuttosto che per le sue prestazioni in campo. Infatti, nonostante non sia di certo il calciatore più pagato della Premier, lo stipendio del difensore ex Birmingham e Aston Villa rimane comunque fuori dalla portata di qualsiasi normale cittadino, aggirandosi intorno alle ventimila sterline a settimana. Ne passerà di tempo, eccome, prima che inizino a perdonargli questa assurda bravata.

Secondo l’ultima versione ufficiale il calciatore sarebbe stato tradito dall’autore dello scatto, il quale, a sua insaputa e violando i patti stabiliti, avrebbe poi messo le foto sul web. Lo stesso giocatore ha provato a spiegare e giustificare il tutto: “Si tratta di una foto scattata 8 mesi fa, era uno scherzo tra me ed un amico con cui avevo vinto una scommessa. Avrebbe dovuto vederla solo lui, ma ora l’immagine è pubblica. Mi dispiace se risulta offensiva per qualcuno”.

Doverosa, infine, anche una replica da parte del suo attuale club di appartenenza, il WBA (quarto in classifica, al momento, in Premier League): “Questa è una faccenda privata che riguarda Liam, ma che ora è diventata pubblica. La vicenda di certo non giova alla reputazione del club, tratteremo la questione internamente”.

Ecco la foto dello scandalo pubblicata ieri dal “The Sun”:


*Grossomodo la traduzione sarebbe: “Vile calciatore si pulisce il sedere con banconote da 20 sterline”. D’altronde, l’hanno definito “il più ignobile calciatore di tutto il paese”.

Dario Di Noi
@DarDinoRio

DESTRO ESULTA CONTRO IL SIENA: GIUSTO O SBAGLIATO?!

L'ATTACCANTE DELLA ROMA COME ADEBAYOR, RONALDO E PINILLA

Domenica è andata in scena Siena-Roma. I giallorossi vincono 3-1 e l'ex di giornata Mattia Destro segna una doppietta. Riguardando la partita, la cosa che subito salta agli occhi è che il giovane talento ascolano, in entrambi i gol esulta. Eccome se esulta.  Al gol del 3-1 mima addirittura il balletto intorno alla bandierina, sua esultanza tipica, nata proprio a Siena l'anno scorso.
A far infuriare i tifosi del Siena, oltre ovviamente le due esultanze, è un precedente di Destro, che l'anno scorso, quando con la maglia bianconera segnò al Genoa,  preferì non esultare, scusandosi addirittura con il popolo rossoblu. Non esattamente lo stesso comportamento insomma.

Il caso di Destro non è certamente il primo. Nel recente passato gesti ben più eclatanti hanno aperto un dibattito tornato in superficie in questi giorni: E' giusto esultare nelle gare contro le ex squadre oppure no?
L'11 marzo 2007 a San Siro si giocò uno dei derby più infuocati che si ricordi. Al Meazza tornava Ronaldo, il Fenomeno, vestito però di rossonero. Quasi 70' mila interisti pronti con i fischietti in bocca e il brasiliano che risponde con il gol dell'1-0, mettendo le mani dietro le orecchie, come per dire:" Non vi sento, fate più forte".
Un paio d'anni dopo, le immagini di Emanuel Adebayor che, appena passato dall'Arsenal al Man city, si fa tutto il campo dell'Etihad di corsa e si lancia sotto il settore dei tifosi Gunners, hanno fatto il giro dell'universo calcistico.
Ci sono poi anche le eccezioni, come Fabrizio Miccoli, nativo della provincia di Lecce, ma che nel Lecce non ha mai giocato. Anche lui, quando segna ai giallorossi, chiede scusa, come non l'avesse fatto apposta.

Le correnti principali in questo dibattito che divide i calciofili e non solo, sono due. C'è chi sostiene che sia giusto non esultare, per rispettare l'ex tifoseria e l'ex società, che magari ti ha fatto diventare quello sei, vedi Destro-Siena o Ronaldo-Inter.
Chi invece vede nella mancata esultanza, un gesto di ipocrisia e una mancanza di rispetto nei confronti degli attuali tifosi e dell'attuale società.
Come in tutte le cose c'è anche chi sta nel mezzo (e come dargli torto d'altronde). Rispettare una tifoseria ed una società in cui si ha militato per anni è più che giusto e dall'altra parte, arrivare a gesti come quelli di Adebayor è semplicemente da provocatori.
La verità dunque sta in mezzo; Orazio la chiamava Aurea Mediocritas. Secondo voi, lui avrebbe esultato?!





Davide Bernardi
@DavideBernardi6

lunedì 3 dicembre 2012

PREMIER LEAGUE: IL PUNTO SULLA QUINDICESIMA GIORNATA!



 MINI FUGA DEI RED DEVILS CHE APPROFITTANO DEL PASSO FALSO DEI CUGINI

In attesa del derby più atteso d’Europa, il Manchester United si porta a +3 sui rivali inseguitori del City, fermati in casa dall’Everton. Non decolla ancora il Chelsea di Benitez, mentre sembra andare a picco la stagione dell’Arsenal, sconfitto in casa dallo Swansea.

Reading 3-4 Manchester Utd. E’ una squadra assolutamente pazza, ma un merito va dato a questo United: ti entra sottopelle! Qualunque sia l’avversario, qualunque sia il modo in cui gioca, i Red Devils sanno sempre cosa serve per vincere. Siamo alla diciottesima rimonta stagionale ed è appena iniziato dicembre. Passa in vantaggio il Reading con un bel gol di Robson-Kanu che in mezza rovesciata mancina spara in rete dal vertice destro dell’area. Ma è di nuovo parità poco dopo: Young sulla sinistra trova un corridoio vuoto per Anderson, che si accentra e calcia sul primo palo trovando il gol con la complicità di un distratto Federici. Poi un fallo di Tabb su Evans costa il rigore al Reading e dagli undici metri Rooney fa 1-2. Ma due calci d’angolo ravvicinati dei Royals ribaltano il risultato: prima è Le Fondre a trovare il fondo della rete (per il 2-2), poi è Morrison a incornare a centro area per il 3-2 che fa impazzire il Madejski. Ma per la terza volta il risultato si capovolge. Prima lo United trova il pareggio con un bel triangolo tra Evra e Young sulla sinistra, palla in mezzo per Rooney e piatto destro in rete. Poi la palla in verticale di Carrick viene prolungata col tacco da Rooney oltre la linea dei difensori: si inserisce Van Persie che di destro segna il 3-4. Allo stesso RVP negano un gol regolare che aveva varcato la linea, ma l’olandese ha poco da reclamare perché sbaglia due gol giù fatti che avrebbero chiuso la partita. All’ultimo assalto Morrison va di testa su calcio d’angolo, Lindegaard alza in angolo e regala due punti bonus ai suoi.

Manchester City 1-1 Everton. Prosegue la straordinaria striscia di imbattibilità casalinga del City, che il 20 dicembre taglierà il traguardo di due anni! Da allora 33 vittorie e 4 pareggi: un ruolino devastante per i campioni in carica. L’Everton comincia bene e si porta in vantaggio con Fellaini che riceve un cross dalla sinistra di Baines, svetta di testa e trova Hart, ma è bravo a insaccare la respinta con la coscia. Crescono i Citizens, ma con le conclusioni di Tevez e Dzeko trovano soltanto corner. Tuttavia è proprio su un calcio d’angolo che Fellaini trattiene Dzeko e per il City è calcio di rigore. Dal dischetto Tevez fa centro. La partita si accende: Fellaini sfiora il gol di testa, mentre una percussione di Maicon mette i brividi a Howard che si rifugia in angolo. Nel finale il calcio di punizione di Jelavic chiama Hart all’ultima difficile deviazione in angolo. E il City perde terreno.

West Ham 3-1 Chelsea. Sembrava la sfida perfetta per sbloccare il Chelsea di Rafa Benitez: solo un punto nelle ultime tre partite per gli Hammers e un attacco apparentemente in stallo. Pronti via e il Chelsea è in vantaggio: Torres sfonda sulla destra e serve all’indietro per Mata che col piatto sinistro segna lo 0-1. Ancora Mata sfiora il gol due volte: la prima su calcio di punizione dal limite, la seconda su iniziativa personale, ma la sfera finisce sempre tra le braccia di Jaaskelainen. Nella ripresa il West Ham cresce, e trova il pareggio con Carlton Cole, che sfrutta un cross di Jarvis dalla sinistra e insacca di testa sul primo palo, molto probabilmente ostacolando irregolarmente Ivanovic. Il Chelsea ci riprova con Hazard dal limite, parato, e con il tap-in fuori misura di Torres. E il West Ham prova a pungere in contropiede. Una prima volta con Jarvis che si fa parare la conclusione da un ottimo  Cech, poi con l’azione di Cole che attira da difesa su di sé e poi scarica al centro per l’accorrente Diame: collo pieno e palla in rete. Saltano gli schemi, e la difesa dei Blues fa acqua da tutte le parti: Taylor in contropiede trova la respinta di Cech, ma Maiga è il più vicino all’azione e infila il 3-1.

Arsenal 0-2 Swansea. Risultato sullo 0-0 fino a 5’ dalla fine, ma alla fine la porta a casa con merito la squadra di Laudrup. Gli Swans sono subito pericolosi, con Rangel che entra in area da destra e scarica due tiri addosso a Szczesny. Michu di testa lancia in contropiede Dyer che si fa rimontare da Vermaelen. E De Guzman dal limite sfiora il gol su punizione. Nella ripresa un pochino meglio l’Arsenal: sinistro dal limite di Cazorla (parato) e colpo di testa di Vermaelen su invito di Chamberlain tra le braccia di Tremmel. E negli ultimi minuti arrivano i colpi del ko: Michu in contropiede triangola con Moore e poi fa secco Szczesny. E all’ultima azione Jenkinson perde palla sulla pressione di Dyer, la recupera Michu che si invola davanti al portiere e realizza lo 0-2 che chiude i conti.

Fulham 0-3 Tottenham. Prosegue il buon momento del Tottenham, che infila la terza vittoria consecutiva. Dopo un primo tempo equilibrato, in avvio di ripresa la sblocca Sandro, con un destro dalla lunga distanza. Dopo il gol c’è solo il Tottenham. Bale ci prova dalla distanza e Schwarzer devia in angolo. Sigurdsson salta due uomini sulla sinistra e poi la mette in area per Defoe che gira in porta di prima intenzione e fa 0-2. Dempsey dalla tre quarti trova il corridoio giusto in verticale per Defoe che si presenta davanti al portiere e realizza il terzo gol che chiude i conti. Unica nota negativa: l’infortunio di Bale che lo terrà fuori 2-3 settimane.

Liverpool 1-0 Southampton. Cercava il rilancio il Liverpool e trova i tre punti contro i Saints, ma la predisposizione a soffrire sempre non sembra abbandonare i Reds. Si comincia con le iniziative di Gerrard e Suarez, ma Gazzaniga fa sempre buona guardia della porta. Shelvey colpisce il palo con un tiro da fuori area e viene imitato anche da Suarez che coglie la traversa su calcio di punizione. Ma sugli sviluppi di quell’azione Glen Johnson tiene viva la sfera e da destra crossa al centro per Agger che svetta di testa e fa 1-0. Nella ripresa Anfield incoraggia il Liverpool a cercare il raddoppio, ma le iniziative di Josè Enrique, Gerrard e Sterling vengono sempre neutralizzate da Gazzaniga. Il Southampton ringrazia il proprio portiere, ma non si rende mai pericoloso.

Queen’s Park Ranger 1-1 Aston Villa. Non ci si poteva aspettare molto dalle due squadre che hanno fatto vedere finora il peggior calcio della Premier League. Passa subito in vantaggio l’Aston Villa che con il sinistro dalla distanza di Holman trova il fondo della rete. Pareggia subito il QPR con il cross di Diakitè dalla destra per l’inzuccata di Mackie: 1-1. QPR pericoloso in contropiede con Wight-Phillips che colpisce il palo. Ci riprova anche con Park Ji Sung, ma il suo tiro è parato da Guzan e si resta sull’1-1.

West Bromwich Albion 0-1 Stoke City. Secondo stop consecutivo per i Baggies, che vengono fermati in casa dallo Stoke City. Ospiti subito pericolosi con il colpo di testa di Jones fuori di pochissimo. Il gol però arriva su un errore della difesa: Olsson perde palla sulla destra e serve Cameron, il cui cross è raccolto da Whitehead che in scivolata infila lo 0-1. WBA di nuovo in avanti, ma il doppio tentativo di Dorrans è fermato entrambe le volte da Mignolet che salva il risultato.

Norwich 2-1 Sunderland. Prosegue il buon momento del Norwich che passano subito in vantaggio su calcio piazzato: punizione dalla destra di Snodgrass, prolunga di testa Johnson e davanti alla riga la insacca Bassong. A quel punto il Norwich gioca la partita che preferisce, con gli spazi aperti e la velocità: Johnson da metà campo serve in verticale Pilkington, defilato sulla sinistra, che rientra sul destro e segna il 2-0. Il Sunderland si scuote: Adam Johnson  si libera di due uomini sulla sinistra e poi serve Gardner al limite dell’area, il cui mancino rasoterra finisce in rete. Gardner ancora protagonista con un calcio di punizione che si stampa sul palo, poi sulla respinta è Kilgallon a mandare la palla in curva a porta vuota.


Valerio Brutti

Classifica
Man Utd
36
Liverpool
19
Man City
33
Norwich
19
Tottenham
26
Fulham
17
Chelsea
26
Newcastle
14
West Brom
26
Wigan
14
Everton
23
Aston Villa
14
Swansea
23
Sunderland
13
West Ham
22
Southampton
12
Stoke City
22
Reading
9
Arsenal
21
Queen’s Park
4

EDITORIALE JUVE: IL DERBY E' BIANCONERO ORA A DONETSK NON SI PUO' FALLIRE

LA JUVENTUS NON NE SBAGLIA DUE DI FILA. DOPO LA SCONFITTA DI DOMENICA SCORSA CONTRO IL MILAN I RAGAZZI DI CONTE VINCONO IL DERBY DELLA MOLE E RAFFORZANO IL PROPRIO PRIMATO IN CLASSIFICA


Dei quattro derby giocati in questa Serie A, quello di Torino è sicuramente il più impari; troppa la distanza tra le due società, sia dal punto di vista tecnico che economico. Eppure sabato fino a quell'intervento assassino di Glik, i granata non stavano affatto demeritando e, anzi, erano gli unici ad aver avuto una chiara occasione da gol con Meggiorini. Dopo il 36', minuto dell'entrataccia del polacco ai danni di Giaccherini, il copione è cambiato del tutto e da lì in poi è stato un monologo bianconero, in cui il Toro non poteva che essere la vittima sacrificale. Con il cuore e con l'aiuto di Pirlo i granata hanno però resistito dignitosamente per 57 lunghi minuti, fino a quando proprio un torinese doc come Marchisio ha buttato il pallone alle spalle di Gillet, siglando la prima delle tre reti della vittoria. Da lì in poi non c'è stata letteralmente partita, con la squadra di Ventura incapace per molto tempo di superare la metà campo.

Buona la prestazione di squadra; capiamoci, niente a che vedere con quella offerta contro il Chelsea, ma alcuni segnali sono stati incoraggianti. Il Torino di ieri, seppur in dieci, è parso a tratti molto simile alla Lazio di due settimane fa: arroccato e attento in difesa e pronto a sfruttare un eventuale sbavatura bianconera. Ma mentre contro i biancocelesti, complice la sfortuna e un super Marchetti, la Juve aveva impattato sullo zero a zero, ieri i ragazzi di Conte sono riusciti a portarsi a casa il bottino pieno, segno che risultati come quello contro la Lazio sono più figli del caso che di sterilità offensiva bianconera.

A proposito di attaccanti, sabato abbiamo assistito ad una buona prova di Giovinco che oltre il gol, ha retto a tratti da solo l'intero reparto avanzato. A questo punto si spera che la "formica atomica" si sia sbloccata psicologicamente e inizi a mostrare tutti i numeri con cui aveva deliziato il pubblico di Parma. In un sistema di gioco come quello bianconero, spesso troppo ripetitivo e prevedibile, potrebbe essere l'unico musicista in grado di suonare uno spartito diverso.
L'altro che sarebbe in grado di cambiar la musica della gara è Mirko Vucinic, ma qui va fatto un discorso a parte. Nonostante i due assist, la prestazione del montenegrino, conoscendo le sue vere capacità, è stata insufficiente . A lunghi tratti appare svogliato, come se stesse giocando la partitella del giovedì con gli allievi, e a fine gara, nonostante il match sia bello che chiuso, riesce a prendersi un'ammonizione inutile protestando per una rimessa laterale non assegnata ai bianconeri. Insomma: se fosse un giocatore normale una prestazione come quella contro il Toro sarebbe ineccepibile, ma dato che tutti conoscono le doti che possiede quando non scende in campo in pantofole, è irritante vederlo giocare con così tanta sufficienza.

Invece un vero e proprio caso sta diventando a questo punto Matri, a cui è stato addirittura preferito Bendtner. A meno che Conte non abbia deciso di preservarlo per la delicatissima sfida di coppa contro lo Shakhtar (alquanto improbabile), l'attaccante lodigiano è diventato l'ultimo nelle gerarchie offensive bianconere. Noi non li vediamo in allenamento durante la settimana, ma, per quanto visto fin qui, sempre meglio un Matri al 70% che un Bendtner al top della condizione, soprattutto per il fatto che l'ex cagliaritano è perfettamente integrato nei movimenti di squadra, mentre lo spilungone biondo sembra ancora un corpo estraneo.

Passato il pericolo derby, mercoledì la Juventus si gioca una buona fetta di stagione a Donetsk. Superare il turno significherebbe avere la consapevolezza di far parte delle sedici migliori squadre d'Europa e sopratutto l'entrata di soldi freschi da spendere per completare una rosa che necessita di qualche ritocchino in difesa (manca una vera alternativa ai tre centrali). Senza voler far retorica non si può andare in Ucraina e giocare solo per il pareggio, anzi bisognerà provare a vincere per finire il girone in testa, il che sarebbe un iniezione di autostima grandissima. Oltretutto in Europa il detto "meglio due feriti che un morto" non è che vada molto di moda.

Nicolò Smerilli
(@NiSmerilli)

sabato 1 dicembre 2012

EDITORIALE MILAN: “EL (SHAARAWY) SEGNA SEMPER LU”, I ROSSONERI ESPUGNANO CATANIA: 1-3


LA SQUADRA DI ALLEGRI TORNA A VINCERE IN TRASFERTA IN CAMPIONATO DOPO DUE MESI: L’ULTIMO SUCCESSO ESTERNO RISALIVA ALL’ 1 SETTEMBRE (1-3 A BOLOGNA). MA NON MANCANO LE POLEMICHE...

“El segna semper lu”. Tanti appassionati di calcio probabilmente ripenseranno, leggendo questa frase, a Maurizio Ganz, ex centravanti di Milan e Inter tra le altre. Ma non è il bomber di Tolmezzo il soggetto di cui vogliamo parlare. “El segna semper lu” sta diventando in realtà un soprannome sempre più adatto (grazie anche all’analogia con il cognome) al Freddie Mercury rossonero (per chi si fosse perso questo paragone, consiglio la lettura dell’editoriale precedente --> http://discoveryfootball.blogspot.it/2012/11/editoriale-milan-volli-sempre-volli.html), ovvero Stephan El Shaarawy.
Il Faraone da Savona prosegue nel suo momento magico: con la doppietta rifilata ieri al Catania ha raggiunto quota 12 gol in campionato, rafforzando la propria posizione in testa alla classifica cannonieri e riportando il Milan al successo in trasferta.
A dire il vero il match non si era messo benissimo per i rossoneri, che pur tenendo in mano il pallino del gioco nei primi 10 minuti e rendendosi pericolosi con un sinistro di Boateng, si sono fatti trafiggere dal decimo gol stagionale subìto da palla inattiva, firmato dall’ex Nicola Legrottaglie con la collaborazione di Acerbi e De Sciglio. Prestare maggior attenzione alle marcature su palle inattive nelle sedute d’allenamento non sarebbe una cattiva idea, per usare un eufemismo: mister Allegri dovrebbe lavorarci su, e parecchio.
Il primo tempo risulta abbastanza soporifero, e non è la prima volta in stagione. Constant e soprattutto De Sciglio si propongono con continuità sulle fasce, ma i cross dei due laterali sono sempre preda della difesa catanese: senza prime punte, come per esempio Pazzini, difficile rendersi pericolosi in area di rigore, a maggior ragione sulle palle alte.
Boateng e Robinho sono spettatori non paganti nei primi 45 minuti: l’esperimento del “falso nueve” con il ghanese non sembra funzionare, il brasiliano invece corre a vuoto e non riesce mai a rendersi utile.
Dopo 4’ della ripresa, però, a mettere in partita il Milan ci pensa uno sciagurato Pablo Barrientos: già ammonito nella prima frazione di gioco per una simulazione degna della miglior Tania Cagnotto, l’argentino scalcia da dietro ingenuamente Nocerino: secondo giallo e squadra di Maran costretta a giocare in 10 per i restanti 40’.
In 10’ il match cambia padrone: cross di De Sciglio spizzato da Robinho, El Shaarawy da due passi (ma in netta posizione di fuorigioco) mette dentro e fa 1-1. Il pubblico catanese, giustamente imbufalito, viene però zittito una seconda volta da uno splendido gol del redivivo Kevin-Prince Boateng, che liberatosi ottimamente al limite dell’area disegna un destro a giro imparabile per Andujar.
Il Catania non riesce più a riprendersi e il contraccolpo si fa sentire: il Milan sfiora ripetutamente il 3° gol in contropiede, divorando occasioni clamorose con Emanuelson, El Shaarawy e con un Robinho in stile Egidio Calloni. I rossoneri reclamano anche per due rigori: l’intervento falloso di Pablo Alvarez su Nocerino lanciato a rete sembra evidente, come dubbioso è il contatto all’altezza del dischetto su Boateng, che nel finale verrà espulso per un fallo da dietro ingenuo e irruento, ma più probabilmente da ammonizione.
A chiudere definitivamente la partita ci pensa ancora una volta lui, El Shaarawy, che al 92’ firma con un bellissimo destro a giro la rete dell’1-3 finale. Ennesimo Chapeau a un ragazzo che sta sempre più assumendo la forma di un campione.
Dopo il match vinto contro la Juventus, serviva un segnale di crescita. Il Milan l’ha mostrato parzialmente: fino all’espulsione di Barrientos la squadra di Allegri ha creato poco e nulla, dimostrando che un uomo al centro dell’area di rigore serve (Pazzini per Boateng nonostante il gran gol, unico lampo della sua partita) e che Bojan, con le sue accelerazioni, è nettamente più utile e pericoloso rispetto a un Robinho davvero inguardabile ieri al “Massimino”.
In fase difensiva, la retroguardia rossonera ha sofferto raramente, concedendo però gol in occasione dell’unica chance creata dal Catania: come già detto in precedenza, obbligatorio rivedere le marcature sui calci piazzati.
Vietato rilassarsi ora. E “Freddie Mercury” El Shaarawy ce lo ricorda nuovamente:”The show must go on…”.

Simone Nobilini
(@SimoNobilini)