Idee fresche. Idee nuove.

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Ciao a tutti siamo Davide Bernardi & Nicolò Smerilli, due studenti della Università Cattolica di Milano. Abbiamo deciso di creare questo blog perchè il nostro sogno è quello di diventare giornalisti professionisti e quindi vorremmo farvi sentire le nostre idee. In questo "portale" noi non ci proponiamo di offrirvi novità o notizie che altri non hanno, ma come già detto, darvi la nostra opinione riguardo i maggiori eventi calcistici. Il titolo "DiscoveryFootball" nasce dall'idea di analizzare, proprio come fa il più famoso Discovery Channel, il mondo del pallone. Quindi se vi va di sentire delle voci "nuove" e "fresche", seguiteci! D.B & N.S
Visualizzazione post con etichetta Juventus. Mostra tutti i post
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mercoledì 29 maggio 2013

HEYSEL: "GIOCAVAMO IN PIAZZA INSIEME AGLI INGLESI, IL CLIMA ERA SERENO, POI SONO ARRIVATI GLI HOOLIGANS

LA TESTIMONIANZA DI CHI ALL'HEYSEL ERA PRESENTE..


"Partimmo da Picca Pietra, Genova, avevo 22 anni. C'erano anche alcuni miei amici, io comprai il biglietto dopo di loro, quindi andai in Belgio con un pulman organizzato. Arrivammo a Bruxelles alla mattina, eravamo tutti in Gran Place, facevamo festa, giocavamo a pallone con gli inglesi. Il clima era sereno, era un festa, poi arrivarono gli Hooligans.."

Comincia così il ricordo di quello che per me è il tifoso juventino numero 1, mio padre, che il 29 maggio 1985 alle ore 18:30 si trovava nel settore Z dello Stade du Heysel.

Come è stato l'arrivo allo stadio?
Siamo arrivati nel pomeriggio. Ci ha accolto un cordone di polizia a cavallo, erano pochissimi per la quantità di persone presenti. Lo stadio conteneva circa 39 mila persone, eravamo 60 mila! La porta d'ingresso della curva, era proprio una porta (!), come quelle che ognuno di noi ha in casa. Il muro di cinta che separava dall'esterno era alto 3 metri. I seggiolini non esistevano, c'erano gradoni di terra e cemento, che si sbrigliolavano semplicemente toccandoli. A dividerci dagli Hooligans invece una rete di fil di ferro..

Una volta dentro..
"Abbiamo visto tifosi inglesi nudi. Vestiti solo della 'Union Jack'. In Belgio pur essendo maggio faceva freddo. Entrammo nella purtroppo famosa Curva Z. In quel settore c'erano famiglie, donne, bambini, non solo italiani, ma anche belgi. Il tifo organizzato juventino invece era dall'altra parte. 
Molti inglesi sono arrivati senza biglietto. Quelli del Liverpool hanno rotto sia la rete che i cancelli, in modo che potessero entrare anche quelli fuori dallo stadio. Quando il muro è crollato, noi siamo stati fortunati, siamo riusciti ad uscire da quell'inferno. Entrammo in campo per scappare, ma più che il terreno di gioco, ricordo la manganellata nel collo di un poliziotto belga. La poca polizia presente allo stadio pensò che volessimo fare un'invasione di campo e cercò di respingerci all'interno".
 
Vi rendeste subito conto di quello che stava accadendo?
"Si. Noi si. Il resto dello stadio invece no. Gli aiuti arrivarono addirittura un'ora e mezza dopo.
I giocatori però sapevano tutto, prima della partita uscirono i rappresentanti di Juve e Liverpool per vedere l'accaduto. E' anche vero che se avessero sospeso la partita, sarebbe successa una strage. All'interno dello stadio il rapporto Italiani-Inglesi era 50:1. Nessuno sapeva dei 39 morti, in Tribuna la gente pensava ci fosse solo qualche ferito.
A fine partita, siamo andati alla ricerca di un telefono per poter chiamare casa, i bar italiani che prima ci grifìdavano "Paesà! Paesà!" a fine partita ci hanno chiuso letteralmente la porta in faccia. Sono riuscito a chiamare mia madre dal Lussemburgo".

Ora lo stadio lo butteranno giù, per ricostruirlo in vista degli europei 2020. Butteranno giù anche il ricordo?
"Io non dimenticherò mai. Come spero che non lo faccia Platinì, presidente dell'Uefa, che quella partita l'ha decisa".

Dopo essere sopravvisuto a quella tragedia, dopo 18 anni, gli è nato il suo secondo figlio: il 29 maggio.

Davide Bernardi
@DavideBernardi6 on Twitter

lunedì 22 aprile 2013

ABATE E AMELIA SBAGLIANO, VIDAL NO: JUVE-MILAN EDIZIONE 2012-13 VIENE DECISA ANCORA DA UN RIGORE

UN MATCH TUTT’ALTRO CHE ENTUSIASMANTE VIENE RISOLTO, COME ALL’ANDATA, DA UN EPISODIO: I ROSSONERI ORA DEVONO DIFENDERE LA TERZA PIAZZA ATTACCATA DALLA FIORENTINA

57’ Vidal(R). Personalmente, non mi era mai capitato di esordire in un pezzo citando un dato proveniente dal tabellino del match appena visto. Ma come molti di voi potranno capire,la partita di ieri tra Juventus-Milan è il più classico degli esempi del “C’è sempre una prima volta”. Per il sottoscritto, ovviamente.

Basterebbe, infatti, limitarsi a un fatto. Tragicomico, per ogni tifoso rossonero. Protagonisti Abate e Amelia, la nuova coppia che scoppia: il terzino si fa scavalcare da un pallone scodellato da Pirlo e sorpassare ingenuamente da Asamoah. Amelia esce inspiegabilmente e frana sul ghanese: rigore netto, Vidal ringrazia. 1-0 con rigore come all’andata, seppur a parti invertite, e scudetto bianconero a -4.

 Tutto il resto è noia. Proprio così. Franco Califano ci ha lasciato in eredità una frase tanto chiara quanto perfetta per descrivere il big match dello Juventus Stadium. Partita equilibrata e tanto chiusa da far pensare a un pareggio che sarebbe stato, con ogni probabilità, il risultato più giusto: Milan che copre bene il campo, Juve mai pericolosa e poco lucida. Numero di palle gol nel match: una. Punizione di Pirlo deviata dalla barriera e messa in angolo da Abbiati, che nell’occasione si infortuna al polpaccio.

Se sul match, come detto, c’è ben poco da raccontare, aprire il capitolo sulle ormai consuete scelte discutibili di Massimiliano Allegri pare doveroso. Un paio di punti di domanda su tutti: perché Abate e non De Sciglio? Perché schierare Robinho dal primo minuto?

Acciuga, sicuramente, avrà le sue motivazioni. Ciò non toglie, tuttavia, che i tifosi rossoneri qualche dubbio a riguardo lo covino eccome. De Sciglio ha disputato un campionato fenomenale, mostrando una maturità eccezionale e grande capacità anche in fase offensiva, aspetto che spesso è mancato sulle fasce alla squadra rossonera. Lasciarlo in panchina, a prescindere dall’errore decisivo di Abate in compartecipazione con Amelia, sa tanto di sbaglio. Esattamente quanto schierare un Robinho ormai incapace di fare la differenza, e non per la prima volta in questa sua disastrosa stagione.

Il match di ieri ha palesato, se ce ne fosse ancora il bisogno, di quanto il Milan soffra la mancanza di qualità a centrocampo. E se le immagini valgono più di mille parole, facile ricollegarsi a due situazioni favorevoli ai rossoneri non sfruttate: entrambe con protagonista Massimo Ambrosini, entrambe conclusesi con tiri dal limite dell’area di rigore schiacciati e persisi lentamente sul fondo. Il solo Montolivo in mezzo non può bastare: se Galliani ha promesso un acquisto in difesa, dovrà fare altrettanto pensando alla linea mediana.

La sconfitta di Torino ha posto così fine alla striscia di 15 risultati utili consecutivi inanellati dalla squadra rossonera, mai realmente abile nel creare pericoli alla porta difesa da Buffon e colpevole nello sbagliare puntualmente l’ultimo e decisivo passaggio di ogni trama creata. Soprattutto, fa suonare un campanello d’allarme in casa Milan: gli uomini di Allegri non vincono da 3 turni e la Fiorentina, con il rocambolesco 4-3 sul Torino, si è portata a una sola lunghezza di distanza. A secondo posto oramai perduto, il prepotente ritorno in corsa della Viola per la qualificazione alla prossima Champions League è da tenere d’occhio. E da respingere.

Il prossimo ostacolo si chiama Catania: a San Siro, per affrontare gli etnei, tornerà anche Mario Balotelli, reduce dai 2 turni di squalifica scontati. Portare a casa i 3 punti ora diventa quanto mai fondamentale, per non rovinare uno splendido volo che ha portato i rossoneri dai bassifondi della classifica alla concreta possibilità di ottenere un posto nell’Europa che conta. Con SuperMario di nuovo a disposizione, restano 5 livelli da completare: l’obiettivo è quello di arrivare a liberare e conquistare la tanto agognata principessa dal nome particolare ma terribilmente affascinante. Chiamata Qualificazione Champions.

Simone Nobilini
(@SimoNobilini on Twitter)

mercoledì 16 maggio 2012

LETTERA DI UN TIFOSO

“Domenica è stata una giornata strana: bellissima sotto un punto di vista e veramente triste sotto un altro. Dopo 19 anni a dir poco fantastici hai deciso, o meglio hanno deciso per te, che la tua avventura con la maglia bianconera è finita. Tutto ciò è qualcosa di impensabile e di incredibile, ci sono alcuni tifosi come il sottoscritto che una Juventus senza di te non l'hanno mai vista e nemmeno l'hanno mai immaginata. Quando alle 16.19 il quarto uomo ha alzato la lavagnetta delle sostituzioni e in rosso c'era il TUO numero 10, mi è passata davanti una vita. Il mio primo tuo ricordo risale addirittura al 1997 durante la finale di Champions League contro il Dortmund. Allora non capivo molto di calcio, non mi rendevo neanche conto di cosa ci si stesse giocando, ma quando entrasti e realizzasti quell' gol io rimasi stupito come solo un bambino sa fare. Da allora ti ho seguito sempre, ammaliato dalla tua classe. Ricordo nitidamente quando l'anno dopo eri l'unico che poteva guardare in faccia Ronaldo, ricordo quando eri stravolto dopo gli errori contro la Francia, ricordo il tuo gol in quel fantastico 5 maggio, l'era di Capello e quel urlo carico di gioia contro la Germania. Ma la cosa che più di tutte mi ha impressionato di te è stato il tuo modo di affrontare la Serie B da campione del mondo. In quel momento sei stato veramente un signore e un grande capitano. Mai una parola fuori posto ma solo tanti gol e tanto impegno, come sempre d'altronde. Hai preso per mano una squadra demotivata e l'hai riportata nel suo habitat naturale facendo capire a tutti cosa vuol dire essere una bandiera e un grande uomo. Appena due anni dopo le varie trasferte di Crotone,Spezia e Rimini sei tornato a dare spettacolo sui grandi palcoscenici: mi vengono i brividi ancora adesso se ripenso alla standing ovation del Bernabeu. Nonostante tutti ti diano per finito da tempo hai sempre risposto come solo i grandi campioni sanno fare: in silenzio e lavorando. Anche in questa stagione sei partito dietro a tutti accettando la panchina e scampoli di gara, e ancora una volta sei stato decisivo; il tuo gol alla Lazio, con quella punizione e quella linguaccia, è valso molto più di tre punti. Infine gli dei del calcio ti hanno ripagato di tutto facendoti alzare quello scudetto, il più bello e il più inaspettato. Non so chi indosserà la tua maglia il prossimo anno, personalmente spero che rimanga senza padrone per un po', non sarebbe giusto darla al primo che passa. Non so neanche se continuerai a giocare da qualche altra parte col rischio di trovarsi contro, ma spero che comunque ti vada tutto bene: te lo meriti. Sei stato molto più di un semplice giocatore, sei stato molto più di una bandiera, sei stato e sarai per sempre la Juventus. Grazie di tutto Capitano.”

venerdì 13 aprile 2012

ALEX: GIUSTO LASCIARE


Quasi sicuramente questo sarà l'ultimo anno di Alessandro Del Piero in maglia bianconera. I tifosi juventini si dovranno rassegnare, la finale di Coppa Italia con il Napoli potrebbe essere l'ultima gara con la casacca che ha rappresentato splendidamente per diciotto anni. Quale miglior palcoscenico di una finale potrebbe far terminare una carriera così lucente? Nessuna. Non avrebbe senso un altra stagione passata a fare venti minuti a partita. Nulla da dire, quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto alla grande ma non è giusto trattare un campione del suo rango in questo modo. Non si sa se Del Piero potrà vantare in bacheca un nuovo scudetto e un'altra coppa nazionale, ma è giusto che finisca quest'anno, comunque vada, in gloria. Sarebbe tristissimo se dovesse ritirarsi l'anno prossimo magari tra l'anonimato generale di una stagione fiacca, meglio lasciare quando si è ancora nella bocca di tutti, alla Mourinho per dire. Andrea Agnelli pare irremovibile sulla decisione e anche le recenti marcature non sembrano smuoverlo da una scelta annunciata a livello mediatico già ad ottobre, quando il capitano bianconero era dato dai più per vecchio e bollito. I media lo hanno fatto passare per il boia che ha “tagliato la testa” del suo capitano, ma nessuno ha pensato che potrebbe essere lo stesso Alex a sentir il bisogno di nuove sfide. Da parecchio si parla di un suo possibile trasferimento negli USA, in un paese che lui ama e in un ambiente calcistico privo delle pressioni italiche, opzione che peraltro anche il fratello-procuratore ha avvalorato. Wenger lo vorrebbe all'Arsenal per dare quel tocco di esperienza che manca ai suoi ragazzi, il Paris Saint Germain di Ancellotti per regalargli un finale di carriera alla Raul. Di certo non finirà in Italia, farebbe troppo male sia a lui che ai tredici milioni di tifosi bianconeri vederlo da avversario allo “Stadium”. E' giusto che nella nuova casa bianconera ci torni da dirigente (e qui anche Agnelli non potrebbe dire niente) per seguire le orme di Giampiero Boniperti.

Nicolò Smerilli

lunedì 2 aprile 2012

JUVE, SI' NU' BABA'


LA JUVE SCHIANTA IL NAPOLI 3 A 0 E TORNA A -2

Questa Juve non vuole proprio mollare. Nella giornata che forse poteva defitivamente far tramontare le ambizioni scudetto dei biancoeri, la squadra di Conte riesce ad accorciare a due sole lunghezze i punti che la separano dal Milan. Il Napoli invece è arrivato allo Stadium consapevole che in caso di vittoria avrebbe dato una forte zampata per quanto riguarda la corsa al terzo posto.
Mazzarri schiera i titolarissimi, Conte insiste nel preferire Borriello a Matri, sceglie il rientrante Lichsteiner al posto di Caceres e tiene in panca Pepe puntando sul 3-5-2. Come sempre accaduto quest'anno in casa la partita la fa la Juve, il Napoli si stagna sulla propria metà campo provando a ripartire con i soliti noti. Vucinic sembra di essere in una di quelle serate in cui non azzecca neanche un passaggio ed all' inizio l' intesa con Borriello è nulla; la Juve prova quindi ad affidarsi ai tre di centrocampo, tornati a correre come ad inizio stagione. Proprio Vidal ha l'occasione più limpida della prima parte di gara: solita pennellata di Pirlo, il cileno taglia sul primo palo e in avvitamento, “alla Conte”, manda il pallone poco fuori. Nel frattempo il Napoli perde per infortunio Maggio, sostituito con Dessena, e si rende pericoloso con Hamsik che penetra in area: bravo Buffon a far perdere tempo e palla al giocatore slovacco. La ripresa riparte senza cambi. Pochi minuti e il Napoli rischia l'autogol con una deviazione di Campagnaro su una punizione di Pirlo, ma il vantaggio juventino è solo rimandato. E' Bonucci a firmare il gol del vantaggio con una fortunosa deviazione su un tiro di Vucinic al nono minuto del secondo tempo. La Juve memore delle rimonte subite alza la guardia e il Napoli ci prova, ma occasioni limpide gli azzurri non ne hanno. Al 30', nel miglior momento di attacco napoletano, arriva lo strepitoso raddoppio di Vidal. Il cileno ubriaca Campagnaro con un doppio passo e insacca il pallone dietro a De Sanctis. Due a zero, gol stupendo e partita da 8 in pagella per il centrocampista di Conte. Nel finale c'è tempo per la rivincita di Fabio Quagliarella. E' proprio l'attaccante di Castellammare di Stabia, imbeccato dal delizioso assist di Del Piero (per lui 8 buonissimi minuti nel finale), a fissare il tabellino sul definitivo 3 a 0. Finisce con il peggiore degli sfottò per i napoletani: la curva bianconera che intona 'O Surdato 'Nnamorato.

Otto giornate da giocare e due punti da recuperare, il sogno scudetto non è poi così impossibile. La stanchezza di Febbraio sembra passata, Conte sta recuperando tutti gli uomini già decisivi nella prima parte del campionato. Marchisio finalmente è tornato a dettar legge lì in mezzo, Vidal comincia vagamente a somigliare a Davids e anche Bonucci sembra più sicuro. Certo sulla carta il Milan ha un calendario nettamente favorevole, ma pur avendo una rosa qualitativamente superiore alla Juventus, nelle ultime partite può succedere di tutto. Martedi sera a Barcellona si segnerà probabilmente la stagione di entrambe le squadre. A mio parere in caso di un eliminazione europea, i rossoneri ne risentiranno anche in campionato dato che le energie mentali spese saranno tantissime; in quel caso la Juve dovrebbe approfittarne senza passi falsi. Se invece  dovessero uscire vincenti dal Camp Nou credo si possa ripetere lo stesso caso dell' Inter del Triplete. A quella squadra tutti i critici del pallone dicevano che non avrebbe potuto mantenere la stessa costanza di impegno in tutte le competizioni. Beh, come finì la stagione lo ricorderete tutti. Proprio per questo se il Milan dovesse arrivare in semifinale avrebbe una carica talmente forte da riuscire a conquistare uno storico “Double”.

Nicolò Smerilli

venerdì 23 marzo 2012

IL PRONOSTICO:29°GIORNATA DI SERIE A


SERIE A - VENTINOVESIMA GIORNATA

MILAN - ROMA (Sabato ore 18): SEGNA GOL SQUADRA IN TRASFERTA @1.52 (SNAI)

Partita che sicuramente nasconde delle insidie per il Milan capolista. I rossoneri infatti arrivano dai 120 minuti di gioco di martedì allo Juventus Stadium, al termine dei quali è arrivata anche l' eliminazione dalla Coppa Italia. Mercoledì poi va in scena l' attesissimo quarto di finale di Champions League contro il Barcellona e, malgrado ci sia un primo posto da difendere in Campionato, è inevitabile che le menti dei giocatori siano già proiettate alla sfida con i blaugrana. Poiché non sappiamo quanto possano incidere sul risultato della gara questi fattori, ci limitiamo a pronosticare almeno un gol della Roma, che comunque arriva al match di San Siro in piena forma, avendo conquistato 6 punti nelle due partite successive al derby perso.

PALERMO - UDINESE (Sabato ore 20.45): GOL @1.65

Sfida tra due squadre dal rendimento piuttosto altalenante nelle ultime settimane. Il Palermo ha totalizzato appena un punto nelle ultime quattro gare e i tre punti mancano da un mese. I Friulani invece hanno vinto solamente due volte nelle ultime otto uscite e devono ancora digerire la beffa di domenica scorso, quando, in vantaggio di due gol sul Napoli, alla fine si sono visti bloccati sul 2-2. Ci aspettiamo una gara molto intensa e almeno un gol per parte, confidando nella voglia di riscatto degli uomini di Guidolin e nei numeri casalinghi dei rosanero, addirittura miglior attacco e terza peggior difesa.

ATALANTA - BOLOGNA (Domenica ore 12.30): 1 @2.25

Match dell' ora di pranzo tra due squadre in un buon momento di forma. L' Atalanta, nonostante i numerosi e pesanti infortuni (ultimo quello di Marilungo), arriva dal preziosissimo pareggio di San Siro contro l' Inter e davanti al proprio pubblico non perde dal 21 Gennaio. Il Bologna di Pioli, invece, sta vivendo una striscia positiva in trasferta ancora più lunga e addirittura non conosce sconfitta lontano dal Dall' Ara dal 18 Dicembre. Noi decidiamo di dar fiducia agli uomini di Colantuono, che al Meazza ci hanno destato davvero un' ottima impressione, nonostante fossero rimaneggiati.

CESENA - PARMA (Domenica ore 15): 2 @1.95

Il Cesena sembra aver ormai abbandonato ogni speranza di salvezza e i numeri sono lì a testimoniarlo: l' ultima vittoria dei romagnoli risale al 15 Gennaio, dopodichè appena due punti nelle successive nove e addirittura sei sconfitte nelle ultime sei uscite. In più, domenica "scende" al Manuzzi un Parma risucchiato nella lotta per non retrocedere dopo la sconfitta di sabato conto il Milan: ora i punti che separano i ragazzi di Donadoni dal terz' ultimo posto sono appena 5 e questo derby regionale contro una squadra ormai in disarmo rappresenta un' occasione ghiottissima.

CHIEVO - SIENA: X2 @1.43 / 2 @4

Da questa equilibratissima sfida del Bentegodi abbiamo la sensazione che possa uscire una sorpresa. E' vero che gli undici di Sannino sono reduci dal probante impegno di Coppa Italia al San Paolo, ma lo è altrettanto che stiamo entrando nell' ultimo terzo di campionato e, davanti a posizioni di classifica pericolanti, le squadre tendono a gettare il cuore oltre l' ostacolo. E' il caso del Siena che, pur avendo vinto tre delle ultime cinque partite, si è voluto complicare la vita perdendo in casa con il Novara e ora il Lecce terz' ultimo è lontano solo sei punti. Il Chievo, dal canto suo, si trova in una tranquillissima posizione di classifica (35 punti): la salvezza è ormai una formalità e la squadra di Di Carlo potrebbe concedere qualcosa sul piano delle motivazioni.

GENOA - FIORENTINA: 1 @2.30

Potremmo definire la gara di Marassi come il derby delle deluse di questa Serie A: entrambe infatti stanno incontrando numerosissime difficoltà e contrariamente alle attese sono state risucchiate nella lotta per evitare la B. Il Grifone viene da tre punti nelle ultime sei sfide, frutto di altrettanti pareggi, mentre ben più critica è la situazione della Viola, contestata pesantemente dai propri tifosi dopo lo 0-5 contro la Juve e a secco di vittorie lonntano dal Franchi dall' 8 Gennaio. Diamo fiducia ai rossoblù, che in casa hanno un ruolino di tutto rispetto, perchè non crediamo che i ragazzi di Delio Rossi possano aver smalitito  la batosta di sabato e tutto ciò che ne è derivato, compresa la settimana di ritiro "forzato".

LAZIO - CAGLIARI: 1 @1.85

La Lazio non può tirarsi indietro dalla corsa per il terzo posto proprio sul bello: Udinese e Napoli inseguono con un punto di ritardo e altre sconfitte come quelle col Bologna o col Catania risulterebbero decisive. Il Cagliari, dopo una striscia preoccupante di un punto in quattro partite, sembra aver svoltato domenica scorsa con il 3-0 al Cesena, anche se, i Romagnoli di questo periodo, rappresentano una verifica poco attendibile. Tra i biancocelesti mancherà bomber Miro Klose, ma la quota invitante e le differenti esigenze di classifica delle due squadre ci fanno propendere per l' 1.

NAPOLI - CATANIA: 1 @1.60

Sfida tra due squadre che stanno vivendo un momento a dir poco magico: il Napoli è reduce dalla conquista della semifinale di Coppa Italia e in Campionato non perde dalla trasferta di Genova del 29 Gennaio (dopo Marassi, 3 pareggi e 6 vittorie); il Catania sta stupendo l' Italia intera con il suo gioco spumeggiante e addirittura si trova a sei punti dall' Europa League, avendo perso soltanto una gara nelle ultime nove (per di più allo Juventus Stadium). Tuttavìa il rendimento esterno dei ragazzi di Montella è un pò troppo incostante e, dopo due vittorie consecutive, domenica potrebbero accusare un calo di motivazioni davanti ad un Napoli bisognoso dei tre punti.

NOVARA - LECCE: X @3.30

Autentica sfida-salvezza quella del Piola: Novara e Lecce si trovano rispettivamente in penultima e terzultima posizione, separate da appena tre punti, e la partita di domenica ci dirà se le due squadre potranno continuare a sperare ancora nella salvezza. I Piemontesi, dopo il ritorno in panchina di Attilio Tesser, hanno vinto due partite su due, ma la strada è ancora lunga: se domenica non dovessero vincere probabilmente saluterebbero la Serie A. Discorso analogo per i salentini: l' arrivo di Serse Cosmi sembrava aver dato lo slancio verso la salvezza, ma il magro bottino conquistato nelle ultime tre partite (appena un punto) ha reso critica la classifica. Solo con una vittoria i giallorossi tamponerebbero l' eventuale fuga delle squadre che li precedono, ma per l' occasione dovranno fronteggiare le assenze di Carrozzieri, Oddo e Obodo. Nonostante la spartizione della posta in palio probabilmente condannerebbe entrambe le squadra alla retrocessione, noi crediamo sia il risultato più probabile in una partita in cui sia da una parte che dall' altra si cercherà la vittoria a tutti i costi.

JUVENTUS - INTER (Domenica ore 20.45): SEGNA GOL SQUADRA OSPITE @1.55

Pronostico assolutamente identico per i due big-match di giornata. Dopo il Gol Ospite di Milan-Roma, proponiamo una scommessa analoga anche per questo "superclassico" del calcio italiano. La Juventus vola sulle ali dell' entusiasmo dopo la conquista della finale di Coppa Italia, ma sicuramente i 120 minuti di martedì peseranno molto sulle gambe dei bianconeri. L' Inter non riesce invece a uscire dalla crisi nella quale è piombata da un paio di mesi: soltanto una vittoria nelle ultime nove gare di campionato e ora anche l' Europa League sembra lontana. A differenza del Milan, inoltre, nessuna delle due squadre dovrà risparmiarsi per impegni europei della prossima settimana, tuttavìa prendiamo ugualmente con le pinze questa sfida, ritenendo che gli uomini di Ranieri vogliano almeno provare a dare una gioia ai propri tifosi nella gara con gli odiati rivali juventini.

Nicolò Scotucci

giovedì 22 marzo 2012

MA QUANTO VALE QUESTA COPPA?


Dopo anni di predominante presenza giallorossa e nerazzurra nella finale di Coppa Italia, l’edizione 2011-2012 vedrà in finale Juventus e Napoli.  I partenopei sono alla prima finale dell’era De Laurentis, i bianconeri giungono alla loro 14esima. E’ pensiero ormai comune in Italia, non solo fra le squadre, ma soprattutto tra i tifosi, che la Coppa Italia sia una sorta di “Coppa del nonno”, un contentino per le squadre che magari non possono ambire allo scudetto. Infatti, quando una squadra viene eliminata dalla Coppa Italia, chiamata per ragioni di sponsor “Tim Cup”, il tifoso è tenuto a dire “Ah bè, era solo la Coppa Italia, mica il campionato!”.Fin dalla sua nascita, nel 1922, la Coppa non fu apprezzata dai più e fu quasi ritenuta come uno scomodo peso. La situazione è ulteriormente peggiorata alla fine degli anni ’90 quando, eliminata la Coppa delle Coppe e allargato l’accesso alla Champion’s League, la Coppa perse quel poco di interesse che le era rimasto. Nel corso degli anni 2000, furono tentati svariati tentativi per cercar di innovare e accattivare la competizione, ma nessuno portò buoni risultati. Tutt’oggi la Tim Cup è vista più che altro come un’occasione di far riposare i giocatori titolari e dare un’occasione ai panchinari più assidui. E’ spesso presa sotto gamba, e a volte il fatto di venire eliminati è quasi un sollievo.
Infatti tra Champion’s League, turni infrasettimanali e le nazionali, pare proprio che tempo e spazio per la Coppa Italia non ce ne sia. Ed è un peccato.Dal punto di vista patriottico è una coppa molto importante: la finale si svolge nella Capitale alla presenza del Presidente della Repubblica che premia la squadra vincente. Ma neanche questo sembra appetire le squadre e tifoserie italiane.
In altri paese europei questo non avviene. Anzi, in Inghilterra ( chiamata FA Cup) è una competizione molto sentita dalle squadre e dai tifosi. La Coppa d’Inghilterra è stata istituita nel 1872 ed è la più antica manifestazione regolarmente disputata. Sarà un azzardo, ma per molti inglesi vincere la FA Cup è più importante che vincere il campionato. Addirittura negli anni ’80 le immagini della finale della Coppa d’Inghilterra venivano trasmesse in mondovisione. Soprattutto, gli allenatori non risparmiano neanche un titolare e mettono in campo la migliore formazione. Come spettacolo, come atmosfera , considerando che si gioca allo stadio di Wembley, è sicuramente la partita più bella dell’anno.Perché in Italia, la Tim Cup non può avere lo stesso valore?Quello che è certo, è che il primo esempio dovrebbero darlo le squadre.

Paola Moro

TUTTI GLI UOMINI DI CONTE

Se vediamo i nomi dei giocatori titolari della Juventus di questa stagione noteremo che per sette undicesimi sono gli stessi di quella passata. Apparte Lichsteiner, Pirlo, Vidal e Vucinic gli altri sono tutti reduci da stagioni disastrose con la maglia della Vecchia Signora. Ma allora com'è possibile che questa squadra a fine marzo sia ancora in lotta per il tricolore ed in finale di Coppa Italia? La risposta è semplice: Antonio Conte. Il tecnico leccese ha trasmesso ai suoi ragazzi la stessa mentalità vincente imparata nella Juventus di Marcello Lippi di cui era capitano. Negli ultimi due anni ci si esaltava spesso per una partita vinta contro l'Inter e poi puntualmente si perdeva con squadre che stavano lottando per non  retrocedere, questo perchè allenatori come Ferrara e Del Neri non riuscivano a mantenere quel costante stato di tensione positiva necessario per vincere. A mio parere sono tre gli uomini che più di tutti hanno assimilato a pieno il messaggio di Conte: Marchisio,Pepe e Vidal. Il cileno, acquistato in estate dal Leverkusen, già dalla prima vittoriosa partita casalinga contro il Parma, si è calato perfettamente nella parte richiesta. Tanta corsa, grinta e uno spirito mai domo hanno permesso al sudamericano di diventare sin da subito uno degli idoli della curva sud. Diverso è il discorso per gli altri due. Il talento del “Capitan Futuro” bianconero è da sempre chiaro a tutti. Fin dalle giovanili è stato un perno di ogni squadra in cui ha militato, ma stranamente con i grandi non è mai riuscito ad imporsi del tutto sopratatutto per colpa dei suoi precedenti allenatori che lo schieravano largo a sinistra preferendogli gente come Poulsen e Melo. Con lui Conte ha fatto la cosa più semplice possibile ricollocandolo nella sua posizione naturale, chiedendogli di entrare in area e supportare al meglio le tre punte. Per il momento i risultati gli danno ragione e ad oggi Marchisio è, insieme a Pirlo, il miglior centrocampista italiano. Più difficile da spiegare è il recupero di Simone Pepe. Nonostante l'anno scorso sia stato comunque tra i migliori(ma non era molto difficile) quest'anno il suo rendimento ha convinto i più scettici a ricredersi e Conte a tenere in panca i vari Krasic ed Elia. Schierarlo a sinistra o a destra non fa differenza e, anzi, quando ce n'è stato bisogno l'esterno romano ha saputo cavarsela egregiamente anche da terzino destro a dimostrazione dello spirito di questa squadra. Infine un ultima menzione va fatta per Emanuele Giaccherini, forse il rappresentante più sottovalutato dei “contiani”. Arrivato negli ultimi scampoli di mercato nessuno credeva nel piccolo toscano, nessuno apparte Antonio Conte ovviamente.

Nicolò Smerilli

domenica 11 marzo 2012

IL PALO FERMA LA JUVE SULLO 0 A 0


QUATTORDICESIMO PAREGGIO PER LA JUVE CHE ALMENO SI PUO' CONSOLARE CON IL BEL GIOCO ESPRESSO

Finisce con un eloquente silenzio stampa che vale più di mille parole la trasferta bianconera a Genova. Finisce, invece, con Preziosi che invoca un rigore la domenica dei rossoblù. Ma andiamo con ordine. Conte, squalificato e in tribuna, ristabilisce l' “ordo naturalis”: Borriello in panca e Matri titolare al fianco di Vucinic e Pepe, Vidal invece si inventa centrale di difesa per supplire alla squalifica di Bonucci La gara inizia fortissimo: 20'' e Palacio potrebbe subito portare avanti il Grifone, ma Buffon si conferma il migliore di tutti mettendo la manona sul velenoso pallonetto del puntero argentino. D'ora in poi è totale dominio territoriale della Juventus: Vucinic è in forma e Marchisio e Giaccherini si propongono continuamente favorendo la superiorità numerica in area. Al diciottesimo il primo episodio che farà discutere nel post partita: Lichsteiner e Pepe si propongono sulla destra, assist per Matri che evidentemente strattonato da Carvalho cade in area. Lo vedono tutti tranne Rizzoli. La ripresa inizia così come era finita la prima frazione, con la Juve che spinge sull'accelleratore ed il Genoa pronto a difendersi per poi ripartire in pieno stile provinciale. All' ottavo minuto la fortuna inizia ad indossare la maglia genoana: corner di Pirlo, Vucinic ci arriva in torsione ma la palla sbatte sulla traversa con Frey oramai battuto. Il forcing va avanti, ma le altre due grandi occasioni a tinte bianconere su cui è coinvolto Pepe non si concretizzano. Nella prima ci mette ancora lo zampino la fortuna genoana (palo da due metri) nell' altra a decidere è il guardalinee che annulla un gol regolare all' esterno di fascia romano. Il vice di Conte Alessio, per l'occasione in panchina, da spazio negli ultimi venti minuti ad Elia,Del Piero e Borriello ma nessuno dei subentrati riesce a lasciare un' impronta sulla gara. Nel finale il Genoa torna dopo 70 minuti nell'area avversaria prima con Kaladze, ben fermato da Buffon, poi con Gilardino, incapace di concludere un bel contropiede. All' ultimo respiro il Genoa chiede il rigore per un'contatto Rossi-Pirlo, ma almeno questa decisione Rizzoli non la sbaglia e lascia proseguire.

Arrigo Sacchi, oggi in studio durante il post-partita di Mediaset Premium, ha detto che è un costume prettamente italiano aggrapparsi a degli episodi in una partita del genere. Ma ciò non era rivolto nei confronti nei bianconeri, bensì verso Enrico Preziosi, il presidente del Genoa. Il buon giocattolaio ha avuto la faccia tosta di manifestare il proprio dissenso per il penalty non avuto nel finale, affermando che per lui era netto. Preziosi avrebbe dovuto anche dire che la rete annullata a Pepe era regolare e che, in generale, il Genoa ci ha capito ben poco in tutta la partita. Tralasciando il risultato i tifosi della Signora devono essere contenti. La squadra oggi era in emergenza difensiva e dopo le ultime deludenti prestazioni di certo l'umore non era dei migliori. Ma l'undici di Conte ha saputo reagire sotto ogni punto di vista: Vidal si è dimostrato un centrale difensivo migliore di Bonucci, Vucinic ha ricominciato vagamente a somigliare al giocatore che aveva incantato la capitale e, last but not least, il gioco c'è ed è anche piacevole. Infatti a differenza delle ultime uscite in cui appariva una Juve stanca ed a corto di benzina, quella di oggi ha corso ininterrotamente per novantacinque minuti creando almeno dieci palle gol che, vuoi per sfortuna, vuoi per imprecisioni, non sono state tramutate in gol. E' vero che il Milan oggi si è portato a più quattro, ma la Champions qualcosa di sicuro toglierà e se la Juve dovesse continuare a giocare con questa intensità la sfortuna prima o poi si farà da parte anche lei.


Nicolò Smerilli